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Linda Cappello

Proteste anche per l’innalzamento della cassa integrazione all’80 per cento. Vogliamo lavorare, dicono. Maggiori incentivi all’esodo e riportare in Italia la produzione avviata in Romania. Sono queste le principali richieste dei dipendenti Natuzzi, che hanno incrociato le braccia in segno di protesta contro le decisioni aziendali, prima fra tutt’e quella di aumentare la cassa integrazione dal 54 all’80 per cento per i quasi 1800 dipendenti. Una decisione unilaterale, presa senza il coinvolgimento dei sindacati. Intervista a Anna Rita Acito, lavoratrice e Fabio Bello, lavoratore ed Rsu

Stando alle contestazioni, l’uomo avrebbe maltrattato la compagna per circa un anno, sottoponendola ad una serie continua di vessazioni e offese.. Il Tribunale di Bari ha condannato alla pena di 4 anni e sei mesi di reclusione un 33enne residente in provincia, accusato di maltrattamenti, lesioni e stalking ai danni della ex convivente. I giudici hanno disposto anche l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.Stando alle contestazioni, l’uomo avrebbe maltrattato la compagna per circa un anno, sottoponendola ad una serie continua di vessazioni e offese.“Ti sfregio, ti uccido”, le avrebbe detto in alcune circostanze, stringendole in più occasioni le mani attorno al collo durante i litigi. Accusandola di ipotetiche relazioni con altri uomini, le avrebbe strappato il cellulare dalle mani, cancellando i contatti a lui non graditi. In una denuncia si fa anche riferimento ad un morso sul volto.La donna era assistita dall’avvocato Anna De Tommaso, mentre l’associazione Gens Nova era costituita parte civile con l’avvocato Nicola Antuofermo.

Gli inquirenti ipotizzano i reati di associazione per delinquere, finalizzata alla corruzione, al maltrattamenti, al trasferimento fraudolento di valori e bancarotta fraudolenta. Il pm della procura di Bari Matteo Soave nelle scorse ore ha conferito incarico al dottor Raffaele Colaianni per esaminare il contenuto dei telefoni cellulari e dei dispositivi informatici delle sette persone indagate nell’ambito dell’inchiesta sull’Rsa Santa Caterina di Adelfia. Le conclusioni saranno depositate non prima di 3 mesi.Gli inquirenti ipotizzano i reati di associazione per delinquere, finalizzata alla corruzione, al maltrattamenti, al trasferimento fraudolento di valori e bancarotta fraudolenta.Nei giorni scorsi i militari della guardia di Finanza hanno effettuato perquisizioni nella struttura, sulla scorta di un decreto in cui si faceva riferimento a presunte condotte vessatorie ai danni degli ospiti e irregolarità di natura contabile nella gestione della società. La Regione Puglia ha revocato l’autorizzazione al funzionamento della Rsa, e ora i 51 anziani sono stati trasferiti in altre strutture.

La denuncia del figlio. La procura di Lecce ha avviato un’inchiesta sul decesso di un uomo di 76 anni avvenuto nel gennaio scorso all’ospedale Cardinale Panico di Tricase. Secondo la denuncia presentata dal figlio, assistito dall’avvocato Luciano De Francesco, il padre avrebbe avuto una reazione allergica alla somministrazione del mezzo di contrasto che gli era stato iniettato per eseguire una coronotac. Il 29 gennaio l’uomo si reca da solo in ospedale per sottoporsi all’esame, ma al termine della tac accusa un malessere generale, fastidi alla gola e sul corpo compaiono improvvisamente dei ponfi. Dopo la somministrazione del cortisone il paziente viene dimesso. Appena arrivato davanti casa l’anziano inizia ad accusare gravi disturbi respiratori. L’ambulanza – sostiene il figlio – arriva dopo mezz’ora dalla chiamata , senza medico a bordo, giunto successivamente. In base al referto del pronto soccorso, la causa della morte è da attribuire ad un “arresto cardiocircolatorio da shock allergico”. Toccherà ora alla procura verificare se ci siano state oppure no eventuali negligenze da parte del personale sanitario.

Secondo l’impostazione accusatoria, Andidero, in qualità di amministratore unico della Modoni Building, avrebbe ottenuto dalla Regione Puglia un finanziamento di oltre un milione di euro a fronte di lavori mai realizzati. Il pm della procura di Bari Lanfranco Marazia ha chiesto il rinvio a giudizio per il costruttore barese Vittorio Andidero, accusato di truffa ai danni dello Stato e bancarotta. L’inchiesta della magistratura ruota attorno alla trasformazione di un ex centro colonico a Ugento in un resort a 4 stelle, oggetto di sequestro da parte della Guardia di Finanza. Secondo l’impostazione accusatoria, Andidero, in qualità di amministratore unico della Modoni Building, avrebbe ottenuto dalla Regione Puglia un finanziamento di oltre un milione di euro a fronte di lavori mai realizzati. Tesi che è stata fermamente respinta dagli avvocati Gaetano e Vito Sassanelli e Gianluca Loconsole, i quali hanno infatti chiesto il non luogo a procedere. Secondo la difesa, anche sulla scorta di documenti prodotti nel corso delle indagini, non si potrebbe configurare alcuna truffa, tutto si sarebbe svolto nel rispetto della legge. All’attenzione del gup Giuseppe De Salvatore anche la vicenda della bancarotta del gruppo Andidero, che interessa – oltre Vittorio – altri cinque imputati. L’udienza è stata rinviata al prossimo 23 giugno per la discussione delle altre difese.

Oltre 200 gli studenti coinvolti. Al liceo scientifico e tecnologico Dell’Erba di Castellana Grotte si sono svolte le Giornate della Scienza, vediamo. Interviste ad Arian Fartade, divulgatore scientifico e youtuber; prof.ssa Teresa Turi, dirigente scolastico

Laura Conte, psicoterapeuta di Conversano, prende per mano il lettore e lo accompagna alla scoperta degli aspetti più disparati del nostro io. Un libro che racconta l’Odissea ma che attraverso il viaggio di Ulisse ci porta a scoprire le mille sfaccettature dell’animo umano. A Castellana Grotte la presentazione del volume scritto dalla psicoterapeuta Laura Conte. Intervista a Laura Conte, autrice e psicoterapeuta

L’inchiesta avviata dalla procura di Trani dovrà accertare se ci siano state oppure no eventuali negligenze nella manutenzione del verde pubblico: cinque le persone indagate. Hanno gridato giustizia per Alicia, strappata alla vita ad appena 12 anni da un albero che le è caduto addosso.  Il piazzale antistante la chiesa di Santa Caterina a Bisceglie non riesce a contenere il fiume di gente che ha voluto salutare la bambina per l’ultima volta. Centinaia di persone, tantissimi gli amici della 12enne con i volti rigati dalle lacrime. Palloncini bianchi e rosa a forma di cuore ovunque. Su uno c’è scritto: “Vogliamo una giunta comunale più presente”. Per volere della famiglia non sono presenti le istituzioni. L’inchiesta avviata dalla procura di Trani dovrà accertare se ci siano state oppure no eventuali negligenze nella manutenzione del verde pubblico: cinque le persone indagate.

La messa è officiata dall’arcivescovo di Trani – Barletta – Bisceglie monsignor Leonardo D’Ascenzo: “Vogliamo pregare per Alicia e affidarla al cuore di Dio” ha detto, “La morte, pur dolorosa e drammatica, è il passaggio alla vita eterna del paradiso”. Lutto cittadino a Bisceglie per i funerali di Alicia Amoruso, la 12enne travolta da un albero lunedì scorso mentre tornava a casa da scuola. La chiesa di Santa Caterina è gremita di gente. Intorno al feretro bianco, ricoperto di fiori, magliette e un palloncino a forma di cuore, c’è la sua famiglia: il padre Claudio e la madre Margaret. La messa è officiata dall’arcivescovo di Trani – Barletta – Bisceglie monsignor Leonardo D’Ascenzo: “Vogliamo pregare per Alicia e affidarla al cuore di Dio. La morte, pur dolorosa e drammatica, è il passaggio alla vita eterna del paradiso”. “Non comprendiamo il perché di questa morte, ma affidiamo Alicia alle tue braccia forti. Questo deve essere anche un tempo per capire, per fare piena luce perché quello che è successo non accada più” ha aggiunto Monsignor D’Ascenzo e poi, rivolgendosi agli amici e ai compagni di classe di Alicia, ha detto: “Non dimenticatela mai. La vita è un bene prezioso ma fragile” Bandiere a mezz’asta e manifestazioni pubbliche sospese ma nessun rappresentante dell’amministrazione comunale è presente alle esequie per espressa richiesta dei familiari di Alicia.

Salvare e tutelare le vittime di tratta. Questo il tema al centro del secondo incontro nazionale degli operatori dell’accoglienza. Due giorni di lavoro e di confronto per rafforzare le metodologie, le politiche regionali e nazionali in materia di identificazione, accoglienza e inclusione delle persone vittime di tratta. È con questo obiettivo che la Regione Puglia ospita a Bari il secondo Incontro nazionale degli operatori dell’Accoglienza, che raccoglie 120 delegati da tutte le regioni, in programma nella Biblioteca Rossani, recentemente riconvertita in nuovo Polo Bibliotecario Regionale presso il parco dell’ex Caserma. La due giorni riunirà istituzioni nazionali e regionali, rappresentanti del sistema nazionale antitratta, enti del terzo settore e operatori con l’obiettivo di condividere pratiche, strumenti e prospettive, per rendere sempre più efficace il sistema di presa in carico delle persone vittime di tratta e il loro accompagnamento verso l’autonomia. L’iniziativa è organizzata dalla Regione Puglia in collaborazione con il Numero Verde Nazionale Antitratta e rientra tra le attività del progetto La Puglia non Tratta”, giunto alla sua settima edizione e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Intervista a Alessandro Sasso, dirigente Pres. Consiglio dei Ministri e Silvia Miglietta, assessore regionale

Appuntamento dal 23 al 26 aprile. Si scaldano i motori per la nona edizione storica Rievocazione del Gran Premio di Bari: anche quest’anno il capoluogo pugliese si prepara ad ospitare la prova di regolarità per auto d’epoca, organizzata da Old Cars Club, che avrà luogo per le vie del Murattiano dal 23 al 26 aprile. A Bari arriveranno i big del mondo dei motori, piloti da tutta Italia ma anche dal resto d’Europa. Intervista ad Antonio Durso, presidente Old Cars Club Riprese e montaggio di Roberto Cofano

L sacerdote di Noci è accusato di omicidio colposo ed omissione di soccorso in relazione all’incidente stradale che il 2 aprile dello scorso anno costò la vita alla 32enne di Turi. La procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per don Nicola D’Onghia, il sacerdote di Noci accusato di omicidio colposo ed omissione di soccorso in relazione all’incidente stradale che il 2 aprile dello scorso anno costò la vita alla soccorritrice 32enne di Turi Fabiana Chiarappa.Quella sera – secondo la ricostruzione dell’accusa – don Nicola avrebbe travolto e ucciso la ragazza sulla strada statale 172 dei Trulli, dopo che la giovane si trovava sull’asfalto dopo essere uscita fuori strada con la sua motocicletta. Il prete, assistito dall’avvocato Federico Straziota, si è sempre difeso sostenendo di non essersi accorto di aver investito una persona, convinto invece di aver urtato una pietra. Per questo ha poi proseguito senza fermarsi a prestare soccorso.

Inchieste delle procure di Lecce e Bari. Non solo la residenza per anziani Santa Caterina di Adelfia. La procura di Bari ha acceso un faro anche sulla gestione di altre Rsa che ricadono in tutto il territorio di competenza. Verifiche preliminari che esamineranno ogni aspetto, a 360 gradi: dalle gestione delle risorse finanziarie, all’assistenza sanitaria degli ospiti, al rispetto dei protocolli. Un’attività embrionale che, come sempre in questi casi, è stretta in un assoluto riserbo. In queste ore, intanto, i finanzieri della tenenza di Palo del Colle stanno esaminando la documentazione acquisita dopo le perquisizioni di ieri nella struttura di Adelfia, disposte dal procuratore aggiunto Giuseppe Gatti e dal sostituto Matteo Soave: sette gli indagati a cui viene provvisoriamente contestato il reato di associazione per delinquere finalizzato alla corruzione, ai maltrattamenti, al trasferimento fraudolento di valori. La procura ipotizza presunte condotte vessatorie ai danni degli ospiti, nonché il mancato pagamento degli stipendi dei lavoratori. Questo l’oggetto dell’inchiesta condotta dai magistrati baresi, che segue le orme di un separato e distinto procedimento avviato dalla procura di Lecce, sul fallimento della Grs, società che in passato gestiva alcune residenze per anziani. Intanto lunedì c’è stato un incontro fra il nuovo amministratore della Rsa di Adelfia, il sindaco Giuseppe Cosola e il dipartimento di prevenzione della Asl. La Asl di Bari ha pronto un piano di emergenza, che consiste nella creazione di una equipe medica pronta a subentrare nel caso si creassero criticità con il pagamento degli stipendi del personale in servizio. Il nuovo amministratore della Rsa ha garantito la prestazione dei servizi essenziali.

Il sospetto – raccontano fonti vicine alla famiglia – è che qualcuno possa averlo circuito o raggirato per chissà quale ragione. Non credono all’ipotesi dell’allontanamento volontario i familiari di Michelangelo Scamarcia, il 67enne di Carbonara di cui non si hanno più notizie dallo scorso 31 marzo. Il sospetto – raccontano fonti vicine alla famiglia – è che qualcuno possa averlo circuito o raggirato per chissà quale ragione. Michelangelo ha una leggera forma di autismo, che però non gli impedisce di essere autosufficiente. Qualche problema cardiaco, non guida la macchina. Quel giorno a casa aveva lasciato il bucato steso e i piatti da lavare. L’ultima ad averlo visto uscire è stata una vicina di casa, intorno alle 17. Indossava un bomberino blu con una striscia nera e pantaloni scuri. La sera del 31 marzo Michelangelo non rientra a casa, i familiari si allarmano, il cellulare risulta spento. Il giorno seguente la cognata riceve un messaggio arrivato proprio dal telefono del 67enne: “Sono a Bari, rientro alle 20”. Ma Michelangelo, invece, non è più tornato. “Non inviava mai messaggi – ci dice una parente – aveva qualche difficoltà a scrivere frasi di senso compiuto: non crediamo che quel messaggio possa averlo scritto lui”. Sono passate ormai due settimane. L’anziano sembra scomparso nel nulla. I carabinieri lo cercano incessantemente ma purtroppo senza esito. L’ultima connessione, il primo aprile, aggancia una cella telefonica di Modugno, poi più nulla.I parenti sono chiusi nel silenzio e nel dolore. “Vivere quest’incertezza – dicono – è straziante“.

Ultimi accertamenti nell’ambito dell’inchiesta sul crollo della palazzina di via Pinto a Bari. Sono stati rimossi gli ultimi tre pilastri che saranno analizzati per accertare meglio la dinamica del crollo. Si torna a scavare in via Pinto, dopo più di un anno di distanza dal crollo della palazzina avvenuto il 5 marzo dello scorso anno. Si tratta degli ultimi accertamenti disposti dal gip nell’ambito dell’incidente probatorio finalizzato ad accertare le cause del collasso dell’edificio. Le strade di via Pinto e via De Amicis sono state chiuse al traffico. Secondo la relazione preliminare del consulente della procura, il professor Antonello Salvatori, sarebbe stato sottovalutato il rischio crollo: in particolare, i puntellamenti dei pilastri deteriorati sarebbero stati insufficienti. Intervista all’Ing. Vincenzo Di Salvatore, ingegnere di parte

Gli studenti degli istituti alberghieri di Altamura e Grumo Appula avranno la possibilità di conoscere l’arte della panificazione. La Oropan di Altamura è stata coinvolta fra gli 800 progetti a livello nazionale in occasione della giornata del Made in Italy del prossimo 15 aprile. Alcuni studenti avranno la possibilità di visitare l’azienda e apprendere le tecniche di panificazione. Interviste a Lucia Forte, amministratore delegato Oropan; Amerigo Splendori, ministero delle Imprese e Made in Italy Riprese e montaggio di Roberto Cofano

La Pineta di San Francesco a Bari è ancora chiusa dopo il maltempo per ragioni di sicurezza e non si sa ancora quando sarà riaperta. Con grande rammarico da parte dei residenti. Non c è ancora una data per la riapertura della Pineta di San Francesco, off limits da quando l’ondata di maltempo ha colpito il capoluogo pugliese e non solo. Le piogge insistenti e le raffiche di vento hanno contribuito in maniera determinante alla caduta di alcuni alberi dell’area verde, come vi mostriamo dalle immagini. Anche altri alberi sarebbero a rischio e per questo si è deciso di prolungare la chiusura, almeno fino a quando non verranno decisi interventi di messa in sicurezza. Ma la gente del quartiere San Girolamo non vuole rinunciare alla sua Pineta, unica area verde della zona. Intervista a Peppino Milella, attivista del quartiere

“Non è più tollerabile che uomini e donne chiamati ogni giorno a garantire la sicurezza pubblica siano costretti a lavorare in ambienti che non rispettano i minimi standard di vivibilità e sicurezza”. Sit in di protesta dei vigili del fuoco davanti al distaccamento che si trova nel quartiere Carrassi, in via De Vito Francesco. “Le condizioni della caserma, già più volte denunciate negli anni, continuano a peggiorare – dichiara Emanuele Antonacci Segretario UIL FP VVF Bari Bat -, incidendo in maniera diretta sulla sicurezza del personale e sull’efficacia del servizio reso alla cittadinanza. Non è più tollerabile che uomini e donne chiamati ogni giorno a garantire la sicurezza pubblica siano costretti a lavorare in ambienti che non rispettano i minimi standard di vivibilità e sicurezza”. “É ormai improcrastinabile – dicono – una ristrutturazione e messa in sicurezza dello stabile. È stata avviata anche una raccolta firme che fino ad ora ha raccolto 500 sottoscrizioni, a riprova del fatto che il problema è molto sentito anche dalla comunità”.

Si è svolto a Bari l’evento per i 25 anni della Geopharma, azienda leader nel settore della ricerca scientifica per la produzione di integratori. Taglia il traguardo dei 25 anni la Geopharma, azienda con sede a Mola di Bari impegnata nella ricerca scientifica per la produzione di integratori ricchi di principi attivi nutraceutici dedicati a preservare la qualità della vita delle persone. Fin dalla sua fondazione, l’azienda ha investito in tecnologie innovative, trasformando le conoscenze biomediche in soluzioni terapeutiche concrete al servizio di medici e pazienti. Intervista a Leonardo Lattaruli, Ceo Geopharma

Assegnato a Cassano dell Murge il premio in ricordo della collega del TgNorba Daniela Mazzacane, da sempre in prima linea in difesa degli animali. Un premio per non dimenticare la collega del TgNorba Daniela MAZZACANE, volto storico della nostra emittente prematuramente scomparsa. L’iniziativa, promossa dall’associazione Sharon, presieduta da Lia Giurano, ha voluto far rivivere il ricordo di Daniela, della sua professionalità e del suo impegno sociale a tutela degli animali. Fra i premiati il vicedirettore del TgNorba Antonio Procacci, l’avvocato penalista Roberto Tartaro e il giornalista Antonio Santamato, solo per citarne alcuni. Intervista a Lia Giurano, pres. associazione Sharon e Elisabetta Vaccarella, consigliere regionale

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