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Giovanni Di Benedetto

È accaduto all’ultimo piano di un edificio in via Rizzitelli. Un incendio è divampato questa mattina, per cause che sono ancora da accertare, in un appartamento all’ultimo piano di un edificio in via Rizzitelli a Barletta, poco lontano dal centro. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno subito avuto ragione delle fiamme oltre che agenti del commissariato di pubblica sicurezza e funzionari dell’ufficio tecnico del comune per le verifiche strutturali. Una signora è stata affidata alle cure del 118 per una lieve intossicazione da fumo.

Era accusato di associazione per delinquere in relazione a una piattaforma di e-commerce attiva per l’acquisto di ogni genere di merce illegale nel dark web. Il fatto non sussiste. Per questo il Tribunale di Brescia ha assolto l’avvocato Michele Cianci, di Barletta, che era accusato di associazione per delinquere in relazione al “Berlusconi market”, una piattaforma di e-commerce attiva per l’acquisto di ogni genere di merce illegale nel dark web, una rete cioè accessibile solo utilizzando browser che consentono di navigare in completo anonimato. L’indagine, avviata a maggio del 2019, aveva portato all’arresto, da parte dei finanzieri del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche, di due giovani cugini di Barletta e un ragazzo di Putignano che, secondo l’accusa, avevano guadagnato fino a 940mila dollari con il cambio di valuta dai bitcoin. Al legale, difensore di tre giovani, era stato contestato di aver fornito “un supporto operativo stabile ed agevolatore agli amministratori del market affinché la piattaforma mantenesse la sua operatività nel tempo”. La procura aveva chiesto una condanna a 4 anni e mezzo. Cianci, presidente del comitato “Organizzazione aria pulita” e in passato amministratore unico della Barsa, la società che a Barletta si occupa di servizi ambientali, in una nota ha scritto che l’assoluzione piena dimostra la sua innocenza ed estraneità ai fatti. Definendo “incresciosa vicenda”, ha scritto, quella che “ha infangato la mia toga”.

Lutto cittadino a Bisceglie per le esequie della 54enne uccisa dal marito che poi si è tolto la vita . L’hanno chiesto i figli, Mauro ed Elia, rispetto e silenzio ai funerali della mamma, ma anche che una tragedia umana come questa non resti una ferita privata e diventi per tutti un momento di riflessione collettiva sul valore della vita, sul rispetto della persona e sulla necessità di non voltarsi mai dall’altra parte di fronte ai primi segnali di sofferenza e fragilità. Qui il funerale di Patrizia Lamanuzzi, vittima di femminicidio Dall’altare della chiesa di Santa Maria madre di Misericordia don Michele Barbaro ha definito la morte di Patrizia Lamanuzzi, la 54enne uccisa dal marito Luigi Gentile di 61, dal quale si stava separando, e che poi si è tolto la vita lo scorso 15 aprile Bisceglie, un momento paradossale, senza spiegazione, e ha invocato il Signore perché rimanga con una comunità frastornata da eventi di cui non si riesce a comprendere la portata, incredula come erano inizialmente i discepoli di Gesù nel Vangelo di Luca, ai quali sembrava non aver più le forze per riprendere il cammino verso Emmaus. Ai familiari, gli amici, i conoscenti di Patrizia ha spiegato del forte bisogno di tornare a Dio, che illumina la vita e sconfigge le tenebre, attraverso un processo di profonda conversione che ci aiuti a ritrovare noi stessi, con i nostri limiti e le nostre paure. Alla fine dell’omelia il ricordo di quanto diceva un educatore quando lui era piccolo, le donne non si toccano neanche con un fiore.

Ai nostri microfoni il disperato appello della moglie e della mamma. Almeno un corpo su cui piangere, chiede. La speranza che suo marito sia ancora vivo Vanessa l’ha ormai persa. Convinta, dopo giorni di ricerche, che l’auto sulla quale viaggiava sia rimasta sotto la campata del viadotto sul fiume Trigno della statale 16 crollato all’improvviso lo scorso 2 aprile a causa del maltempo che imperversava sul Molise. Domenico Racanati, 53 anni, era diretto ad Ortona, doveva ritirare la barca che aveva acquistato, le comunicazioni con la famiglia si interrompono proprio sul ponte. Interviste a Vanessa Racanati, moglie di Mino; Angela Mastrapasqua, mamma di Mino

“Un gesto incomprensibile figlio solo del clima di intolleranza e violenza che ai respira nel mondo”. Così Don Michele Stragapede, il sacerdote di Terlizzi aggredito lo scorso fine settimana mentre era in bici. Sulla strada che porta a Ruvo di Puglia, ricorda. Era in bicicletta quando è stato affiancato da un auto dalla quale si è sporta una persona che gli ha sferrato un pugno. Don Michele Stragapede, parroco della chiesa di San Gioacchino, nel centro di Terlizzi, lo racconta spiegando che è stato un episodio senza un perché, un gesto che non ha motivazione, figlio dice forse solo del clima di intolleranza e violenza gratuita che si respira in questo momento nel mondo. Lui da sempre impegnato con il suo ministero a favore della pace e della fratellanza, anche con messaggi forti come il manifesto di Pasqua ancora in mostra sulla parete accanto alla chiesa, come quando lasciò vuota la culla di Gesù bambino durante il periodo di Natale con la volontà di interrogare le coscienze davanti ai conflitti che segnano il tempo presente. Un gesto che invitava a non voltarsi dall’altra parte. Così come ha fatto lui che ha denunciato l’accaduto anche se non ha riconosciuto il suo aggressore e non ha fatto in tempo a prendere il numero di targa dell’auto. Le indagini sono in corso, si procede contro ignoti. È don Michele continua a chiedersi il perché di questa violenza.

Trasformare ogni spazio in un’opera d’arte, dicono gli addetti ai lavori. I fioristi di Puglia e Basilicata e i rappresentanti della filiera del wedding, ma anche gli organizzatori dei grandi eventi. A Terlizzi, città dei fiori, per sancire un accordo e imporsi sul mercato. Oltre che a dire no alla improvvisazione nel settore. Interviste a Emilio Lorusso, pres. Ass.ne fioristi Puglia e Basilicata; Antonio Labianca, Al@floralcrew

È avvenuto davanti alla panchina dove Jacopo si sedeva e aspettava di cominciare con loro i lavori di giardinaggio per tenere pulita la piazza. Senza il feretro, simbolico. Popolare lo chiamano a Barletta i volontari dell’ambulatorio il funerale di Jacopo, davanti alla panchina dove si sedeva e aspettava di cominciare con loro i lavori di giardinaggio per tenere pulita la piazza. 48 anni, di Imperia, senza una fissa dimora, era aiutato dai servizi sociali, della chiesa, la Caritas, è morto lo scorso 11 aprile per le ferite riportate dopo una brutale aggressione da parte di un suo coetaneo, anche lui un senza tetto, poi arrestato dai carabinieri inchiodato dai filmati di una telecamera di video sorveglianza e del tenore di alcuni messaggi inviati ad un conoscente in cui raccontava del risentimento nei confronti della vittima. Intervista a Cosimo Matteucci, ambulatorio popolare

Il sindaco ha accolto la volontà dei familiari che hanno chiesto di non avere presenze istituzionali. L’amministrazione comunale di Bisceglie non sarà presente ai funerali della piccola Alicia Amoruso, la 12enne travolta e uccisa da un albero lo scorso 13 aprile. Lo scrive in un post sulla sua pagina Facebook il sindaco Angelantonio Angarano spiegando di voler accogliere la volontà dei familiari che hanno chiesto “che questo momento resti privo di presenze istituzionali”. Lo stesso sindaco, lo ricordiamo, aveva firmato l’ordinanza con la quale è stato proclamato il lutto cittadino. Le esequie avranno luogo oggi 17 aprile nella chiesa di Santa Caterina a partire dalle 16.

Un incendio ha distrutto una villa confiscata alla criminalità organizzata destinata a diventare una foresteria per i lavoratori immigrati stagionali. Vandalizzata, in parte distrutta, e poi data alle fiamme, per la seconda volta. La ristrutturazione era stata quasi completata, una villa confiscata alla criminalità organizzata ed entrata a far parte del patrimonio del comune di Ruvo di Puglia destinata a diventare una foresteria per accogliere lavoratori immigrati impegnati nelle campagne per la raccolta dell’uva e delle olive. Intervista a Pasquale Chieco, sindaco di Ruvo di Puglia e Silvia Miglietta, Ass. reg. Politiche culturali

Intanto l’inchiesta della procura di Trani procede con l’ipotesi di reato di concorso in omicidio colposo e vede indagate 5 persone. Lo stato dei luoghi, la condizione dell’albero caduto. Se nel tratto di strada, via Veneziano, periferia di Bisceglie, era possibile la circolazione dei pedoni e se ci siano state violazioni sulla manutenzione del verde. In pratica bisognerà valutare la prevedibilità e la evitabilità dell’incidente in cui è morta, schiacciata da un pino, la 12enne Alicia Amoruso lo scorso 13 aprile, durante una giornata di forte vento. L’inchiesta della procura di Trani, che procede con l’ipotesi di reato di concorso in omicidio colposo e vede indagate 5 persone tra dirigenti e funzionari dell’ufficio tecnico e il rappresentante dell’azienda che si occupa del verde pubblico, si muove anche sul versante tecnico ingegneristico. I consulenti nominati, Giuseppe Colangelo e Andrea Pugliese, dovranno verificare se ci sono altre cause preesistenti, simultanee o sopravvenute, idonee ad incidere su quanto è accaduto e sul decesso; oltre che verificare l’idoneità e i tempi delle attività eseguite dalla società investita dei compiti di manutenzione, anche valutando la correttezza della gara di affidamento. Tempo 60 giorni e la relazione tecnica dovrà essere depositata. Intanto oggi, venerdì 17 alle 16 saranno celebrati, nella chiesa di Santa Caterina, i funerali della bambina. Sarà lutto cittadino.

I destinatari sono dirigente, funzionari e istruttori della ripartizione pianificazione, programmi e infrastrutture del comune. Controlli a tappeto, così come gli interventi sui rami pericolanti degli alberi, anche quelli all’interno della scuola “Riccardo Monterisi” frequentata dalla giovane Alicia Amoruso travolta e uccisa da un pino. A Bisceglie è l’operazione che i residenti della zona, oltre che alcuni movimenti civici, attendevano da tempo, più volte avevano denunciato lo stato in cui versano strade e marciapiedi, compresa via Veneziano dove ha trovato la morte la piccola. Agli abbattimenti definiti immotivati si è sempre opposta Legambiente, così come altre associazioni, spiegando che questo non è in contraddizione con la richiesta di controlli, monitoraggi, manutenzione e sostituzioni quando necessarie. In una nota respingono ogni tentativo di strumentalizzazione ribadendo che ogni decisione deve essere fondata su perizie, censimenti, pianificazioni. Intanto la procura di Trani, che ha disposto l’autopsia della 12enne, ha affidato un incarico di carattere ingegneristico tecnico ai professionisti Giuseppe Colangelo e Andrea Pugliese per verificare cause e dinamiche dell’evento che ha determinato il decesso. Contestualmente, come atto dovuto per procedere a questi accertamenti non ripetibili, ha notificatocinque informazioni di garanzia per il reato diomicidio colposo in concorso. I destinatari sono dirigente, funzionari e istruttori della ripartizione pianificazione, programmi e infrastrutture del comune e cioè Giacomo Losapio, Nicola De Cesare, Domenico Cosmai, Mauro Tritto e Silvio Patruno.

Una vicina avrebbe sentito lei urlare prima di precipitare nel vuoto, presumibilmente lanciata da Luigi Gentile che poi si sarebbe tolto la vita. L’ipotesi più accreditata, la più plausibile emerge da fonti investigative, quella secondo cui Luigi Gentile, 61 anni, avrebbe ucciso la moglie, Patrizia Lamanuzzi, di 55 e poi si sarebbe tolto la vita. I due si stavano separando. Entrambi sono stati ritrovati sulla rampa del garage di un condominio di via Vittorio Veneto, a Bisceglie. Una vicina avrebbe sentito lei urlare prima di precipitare nel vuoto, presumibilmente lanciata da Luigi Gentile che poi si sarebbe tolto la vita. Le testimonianze dei vicini di casa

Il litigio è avvenuto in via Duca di Genova, in pieno centro cittadino. Sono intervenute due volanti della polizia nel pomeriggio in via Duca di Genova, in pieno centro ad Andria, per chiarire i motivi di un litigio tra due automobilisti, un uomo di una 80ina d’anni e una donna. Quest’ultima sarebbe stata raggiunta da due giovani a bordo di uno scooter che avrebbero aggredito l’anziano costretto a far ricorso alle cure di una equipe del 118.

“Alicia vive” è scritto fuori ai cancelli della scuola Riccardo Monterisi. Parenti e insegnanti della bambina di Bisceglie morta travolta da un albero increduli e attoniti. La strada della tragedia è stata sequestrata, l’inchiesta procede con l’ipotesi di omicidio colposo, al momento a carico di ignoti. Interviste a cugina; prof.ssa Lucia Scarcelli, dir. scuola “Riccardo Monterisi”; prof.ssa Loredana Bianco, insegnante di Felicia

Una tragedia che tutti dicono si doveva e poteva evitare. Più volte infatti era stata segnalata la pericolosità dei pini in una zona dove insistono diverse scuole. Come in pellegrinaggio davanti a via Veneziano, periferia di Bisceglie, la strada ora interdetta e sequestrata dove l’albero che ha travolto e ucciso Alicia, una bambina di appena 12 anni, è ancora qui, testimone di una tragedia che tutti dicono, si doveva e poteva evitare. Più volte infatti era stata segnalata la pericolosità dei pini in una zona dove insistono diverse scuole. Un dramma ancora vivo negli occhi di chi c’era quando l’albero è caduto, proprio mentre passava Alicia diretta a scuola per i corsi pomeridiani. Interviste a residenti; testimone e soccorritore

Alcune persone sono state sgomberate a scopo precauzionale. Un uomo di 63 anni è rimasto ferito questa sera, non in modo grave, a causa del crollo di parte del solaio di un’abitazione al secondo piano di un antico stabile di via Corrado IV di Svevia, nel cuore del centro storico di Andria. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che parlano di cedimenti parziali di elementi strutturali del soffitto, mentre l’uomo stava effettuando dei lavori. Sono in corso da parte anche dei tecnici comunali le verifiche sulla staticità dell’immobile. Alcune persone sono state sgomberate a scopo precauzionale. Nel pomeriggio per il crollo di un solaio, in via Crasso, cinque operai sono rimasti feriti.

Era nato ad Imperia, da qualche mese si era trasferito in città, e qui è morto, in ospedale, a causa delle ferite riportate dopo una violenta aggressione subita da un suo coetaneo. Una comunità scossa quella dei volontari che si prendevano cura di Jacopo, il 49enne senza fissa dimora morto a Barletta dopo una aggressione subita da un suo coetaneo. Interviste a don Cosimo Fiorella, parroco chiesa san Benedetto; Rosa Tuosto, ambulatorio popolare; Lorenzo Chieppa, Caritas

L’appuntamento al “Divine club” di Bisceglie. L’appuntamento è per il 19 aprile prossimo al Divine club di Bisceglie. L’associazione dei “Parrucchieri in scena” di Trani in aiuto di chi si occupa di sociale sul territorio. I componenti metteranno a disposizione la loro arte per raccogliere fondi in favore di due associazioni del territorio, “Il Giardino di Gloria” che si occupa di favorire l’inclusione di persone diversamente abili, e “I colori dell’anima” da sempre a supporto di persone in terapia oncologica. Intervista a Mauro Rigante, presidente associazione “Parrucchieri in scena”

Spes non confundit il motto episcopale di Sua Eccellenza, da un versetto della Lettera di San Paolo Apostolo ai Romani, ovvero “La speranza non delude”. È vescovo Monsignor Domenico Basile, classe 1966. Era il vicario generale della diocesi di Andria, il Santo Padre lo ha voluto pastore della Diocesi di Molfetta, che fu del Venerabile don Tonino Bello Il Vescovo della Diocesi di Andria Mons. Luigi Mansi ha invitato don Mimmo ad essere un autentico artigiano di pace, l’uomo dell’incontro in un tempo di frammentazione. Spes non confundit il motto episcopale di Sua Eccellenza mons. Domenico Basile, da un versetto della Lettera di San Paolo Apostolo ai Romani, ovvero “La speranza non delude”, parole scelte da Papa Francesco per l’indizione del Giubileo del 2025, un invito ad annunciare e testimoniare la speranza, che nasce dall’amore di Dio in Cristo e su di esso si fonda nella promessa di una presenza che mai viene meno. 

Era ricoverato nell’ospedale Dimiccoli di Barletta dopo una violento litigio avvenuto la notte tra venerdì e sabato scorsi. Un uomo di 49 anni, Jacopo Musti, originario di Imperia, senza fissa dimora, è morto in ospedale a Barletta trasferito d’urgenza dagli operatori del 118 con un violento trauma cranico dopo essere stato aggredito in una stradina del centro storico. Il presunto autore del delitto, un coetaneo anche lui senza fissa dimora, è stato rintracciato dai carabinieri e sottoposto a fermo. Secondo quanto si apprende i due sarebbero venuti alle mani dopo aver litigato qualche sera prima. Motivi futili all’origine della colluttazione, rapporti personali tesi tra i due, entrambi ospiti della Caritas cittadina. La vittima faceva riferimento ai locali dormitorio e alla mensa ed era seguito anche dall’ambulatorio popolare. Aveva alcuni familiari a Biella ma si era ormai trasferito a Barletta da alcuni mesi vivendo per strada. In passato avrebbe avuto problemi con l’alcool, più volte aiutato dai volontari.

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