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Antonio Procacci

Frequentava Alessandro, un operaio 30enne di Nardò, anche se il suo cuore, stando a quanto raccontano i genitori, continuava a battere per l’ex, che vive a Brescia e che avrebbe voluto raggiungere, tanto da aver già fatto i biglietti per il viaggio. L’allontanamento volontario è ormai l’ipotesi più remota. Tatiana non si sarebbe mai allontanata per così tanto tempo senza dare alcuna notizia di sé. Mamma Ornella e papà Rino la denuncia ai carabinieri l’hanno formalizzata soltanto dopo quattro giorni. Erano quasi certi che fosse partita senza avvisare, come fatto altre volte. Ora però hanno paura. Ieri sera hanno lanciato un appello dal Tg1, sperando di riuscire a raggiungerla ovunque si trovi. Ma il timore, dichiarato, è che le sia successo qualcosa. Nei loro occhi si percepisce il terrore. La ragazza, 27enne di origini ucraine, adottata insieme al fratello Vladimir dalla famiglia Tramacere quando era piccola, è uscita di casa lunedì 24 novembre alle 15.30. Studiava psicologia e lavorava come esperta digital nella pubblicità. Doveva andare a Lecce per lavoro, ma non si sa se in effetti ci sia andata oppure no. Di certo il suo cellulare risulta staccato dalla sera di lunedì, quando ha agganciato una cella in una zona compresa tra il centro e via Raho, non lontano da casa sua. Frequentava Alessandro, un operaio 30enne di Nardò, anche se il suo cuore, stando a quanto raccontano i genitori, continuava a battere per l’ex, che vive a Brescia e che avrebbe voluto raggiungere, tanto da aver già fatto i biglietti per il viaggio. I carabinieri indagano su questo aspetto, ma senza escludere nessun’altra pista. Stanno ascoltando diverse persone e, nei giorni scorsi, avrebbero anche ispezionato un garage e un appartamento. Secondo alcuni parenti Tatiana sarebbe stata vista da un cugino poche ore prima della scomparsa in un bar del centro storico, in compagnia di alcune amiche, circostanza al momento non confermata.

Pubblicata dal Sole 24 Ore l’indagine 2025. Le nostre province restano tutte nella seconda metà della classifica nazionale. Non migliora la qualità della vita in Puglia e in Basilicata. Tutte le province restano ferme dove erano lo scorso anno. L’unico movimento è Bari, che perde due posizioni e scende al 66º posto. Il peggioramento è legato soprattutto agli indicatori economici: il capoluogo resta sotto la media nazionale per reddito e capacità di spesa, pesa inoltre la fragilità dell’occupazione stabile e l’elevata percentuale di imprese in difficoltà. Sul piano della sicurezza rimane nella parte bassa, con valori elevati per furti e truffe informatiche. Meglio negli indicatori su ambiente e servizi, sopra la media nell’indice del clima. Lecce, stabile all’80º posto, ha la natalità tra le più basse d’Italia e cresce in età media. La provincia si distingue con una quota altissima di energia da fonti rinnovabili, prossima al 100%, e risulta più solida nella qualità dell’aria e nella partecipazione culturale. La Bat, ferma all’85º posto, somma criticità nei servizi pubblici e nei parametri di giustizia e sicurezza, dove i livelli di reati predatori restano alti. Brindisi, all’87º posto, risente di redditi bassi, pochi investimenti e un mercato del lavoro poco dinamico. Foggia, 97ª, soffre una combinazione pesante di insicurezza, scarsa qualità dei servizi e dinamiche sociali negative, con una delle più alte percentuali di giovani che lasciano il territorio. Taranto, 98ª, risulta tra le peggiori province italiane negli indicatori sanitari e ambientali: elevata incidenza delle patologie respiratorie, qualità dell’aria molto bassa e un punteggio quasi di fondo scala nella qualità della vita degli anziani. In Basilicata, Matera, al 78º posto, mantiene buoni risultati negli indicatori culturali ma resta indietro nei parametri economici e nel mercato del lavoro. Potenza, all’83º posto, mostra difficoltà nei servizi e nelle infrastrutture.

Venerdì è previsto un incontro unitario con sindacati, Regioni ed enti locali delle sedi degli stabilimenti . Il ministro Adolfo Urso ha chiamato Decaro, intanto per congratularsi per l’elezione a presidente della Regione e poi per illustrargli in modo dettagliato i principali dossier di politica industriale che interessano la Puglia, in primis l’ex Ilva, anche in vista dell’incontro di venerdì al Mimit. Decaro intende avere un ruolo attivo. Intanto oggi e domani saranno a Taranto i rappresentanti di Flacks Group, uno dei due fondi americani che ha partecipato alla gara per la vendita dell’azienda, dichiarando interesse all’acquisizione dell’intero gruppo siderurgico. Dovrebbe partecipare anche una delegazione di tecnici. L’altro soggetto in corsa è Bedrock, già presente nella precedente procedura conclusa a gennaio.

L’ex sindaco di Bari è al 61,9%, mentre il candidato del centrodestra si attesta al 36,1% Il nuovo sondaggio firmato da Alessandra Ghisleri per la Gazzetta del Mezzogiorno ritocca il quadro disegnato pochi giorni fa da Ipsos per il Corriere della Sera: Antonio Decaro resta largamente avanti a Luigi Lobuono. Secondo la rilevazione Only Numbers – 800 interviste, campione regionale – l’ex sindaco di Bari è al 61,9%, mentre il candidato del centrodestra si attesta al 36,1%. Una distanza ampia, ma con un dettaglio: rispetto al sondaggio Ipsos, Lobuono mostra una lieve risalita, segnale di un centrodestra più mobilitato sul finale di campagna. Ma le differenze più marcate si trovano dentro le liste. Per la Gazzetta, Fratelli d’Italia non è al 17% visto dal Corriere, ma addirittura vicino al 25,9%: un balzo di oltre otto punti, che conferma il partito della premier Meloni come primo in Puglia e protagonista assoluto del fronte conservatore. Nel centrosinistra, il Pd resta forte, ma a stupire è la Lista Decaro Presidente, che vola al 14,3%: nella fotografia Ghisleri sarebbe il terzo partito della Regione, superando M5S e staccando gli altri alleati. Un risultato persino superiore al sondaggio Ipsos, dove era già data in crescita. Attorno alla soglia del 4% si muove un gruppo di liste in bilico – Lega, Noi Moderati, Avs, “Per la Puglia” e Popolari – un dettaglio che potrebbe pesare sulla futura maggioranza in Consiglio regionale.Il sondaggio misura anche notorietà e fiducia: Decaro è conosciuto dal 97% degli elettori e raggiunge il 62% di fiducia complessiva. Lobuono è al 34%, ma in questa rilevazione guadagna terreno e visibilità.Un altro segnale arriva dall’astensione: la Gazzetta la stima al 45%, leggermente più alta rispetto al dato Ipsos, un’incognita che potrebbe pesare soprattutto sui partiti minori.

È candidato con la Lega. Si sarebbe reso protagonista di una ricostruzione falsa in un incidente mortale L’avvocato Francesco Ferretti De Virgilis, 51 anni, candidato con la Lega alle regionali, è finito al centro di un’indagine della Procura di Taranto: per lui, come rivelato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, è stata richiesta la misura cautelare dei domiciliari, con le accuse di calunnia e danneggiamento fraudolento di beni assicurati. Si tratta di un’indagine che non ha nulla a che fare con la politica, né con voto di scambio o dinamiche elettorali. Secondo l’accusa Ferretti, nell’ambito della sua attività professionale, si sarebbe reso protagonista di una ricostruzione falsa in un incidente mortale avvenuto l’8 dicembre 2023, in cui perse la vita un 26enne di Manduria. Il giorno dopo la tragedia, l’avvocato avrebbe raggiunto i familiari della vittima persino al cimitero, sostenendo di aver trovato tre testimoni oculari dello schianto. Ma gli accertamenti della Polizia Locale e della Polstrada hanno stabilito che quei tre uomini non erano mai stati sul luogo al momento dell’incidente. La loro versione puntava il dito contro l’altro conducente, poi risultato innocente. Da qui l’ipotesi di calunnia. Non sarebbe un caso isolato: Ferretti risulta indagato già in altre inchieste riguardanti truffe alle assicurazioni e presunti incidenti fasulli. Lunedì l’avvocato dovrà presentarsi davanti al gip per l’interrogatorio preventivo, previsto dalle nuove norme. Solo dopo il giudice deciderà se accogliere o meno la richiesta dei magistrati.

L’ex sindaco di Bari è al 61,9%, mentre il candidato del centrodestra si attesta al 36,1% Il nuovo sondaggio firmato da Alessandra Ghisleri per la Gazzetta del Mezzogiorno ritocca il quadro disegnato pochi giorni fa da Ipsos per il Corriere della Sera: Antonio Decaro resta largamente avanti a Luigi Lobuono. Secondo la rilevazione Only Numbers – 800 interviste, campione regionale – l’ex sindaco di Bari è al 61,9%, mentre il candidato del centrodestra si attesta al 36,1%. Una distanza ampia, ma con un dettaglio: rispetto al sondaggio Ipsos, Lobuono mostra una lieve risalita, segnale di un centrodestra più mobilitato sul finale di campagna. Ma le differenze più marcate si trovano dentro le liste. Per la Gazzetta, Fratelli d’Italia non è al 17% visto dal Corriere, ma addirittura vicino al 25,9%: un balzo di oltre otto punti, che conferma il partito della premier Meloni come primo in Puglia e protagonista assoluto del fronte conservatore. Nel centrosinistra, il Pd resta forte, ma a stupire è la Lista Decaro Presidente, che vola al 14,3%: nella fotografia Ghisleri sarebbe il terzo partito della Regione, superando M5S e staccando gli altri alleati. Un risultato persino superiore al sondaggio Ipsos, dove era già data in crescita. Attorno alla soglia del 4% si muove un gruppo di liste in bilico – Lega, Noi Moderati, Avs, “Per la Puglia” e Popolari – un dettaglio che potrebbe pesare sulla futura maggioranza in Consiglio regionale.Il sondaggio misura anche notorietà e fiducia: Decaro è conosciuto dal 97% degli elettori e raggiunge il 62% di fiducia complessiva. Lobuono è al 34%, ma in questa rilevazione guadagna terreno e visibilità.Un altro segnale arriva dall’astensione: la Gazzetta la stima al 45%, leggermente più alta rispetto al dato Ipsos, un’incognita che potrebbe pesare soprattutto sui partiti minori.

Dopo la quarta archiviazione sul caso: i suoi genitori mai hanno creduto alla tesi del suicidio Servizio di Antonio Procacci

La Procura ha chiesto l’archiviazione, i familiari della vittima si oppongono Il 2 giugno dell’anno scorso Pasquale Crocetti, 68enne di origini tranesi, ma residente a Varese, è morto dopo un calvario durato quattro giorni, iniziato con forti dolori addominali. Due volte si era presentato al pronto soccorso di Bisceglie, ma secondo la famiglia in entrambe le occasioni era stato dimesso senza gli accertamenti necessari. Solo due giorni dopo, all’ospedale di Andria, arrivò la diagnosi: perforazione duodenale con peritonite acuta e shock settico. Crocetti fu operato d’urgenza, ma era ormai troppo tardi. La Procura di Trani nelle scorse settimane ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta nei confronti di tre medici del pronto soccorso, sostenendo che, pur in presenza di condotte “non esenti da censura”, non fosse dimostrabile oltre ogni ragionevole dubbio che un comportamento diverso avrebbe evitato la morte del paziente. Una conclusione che la famiglia però non accetta. L’avvocato Riccardo De Lodi, legale dei familiari, ha depositato un’opposizione all’archiviazione, corredata da una nuova perizia di parte. Secondo i suoi consulenti, Sandro La Micela e Gianluigi Melotti, nel pronto soccorso di Bisceglie si sarebbero verificate gravi omissioni diagnostiche: non fu richiesta una consulenza chirurgica né eseguita una Tac, nonostante i segni di un addome acuto già evidenti. Nella memoria tecnica i consulenti scrivono che “tra il nulla e una possibilità del 75% di individuare la perforazione intercorre una differenza enorme: un dubbio ragionevole che non può giustificare l’archiviazione”. Per la famiglia Crocetti un ritardo diagnostico di oltre 48 ore ha compromesso in modo irreversibile le possibilità di sopravvivenza dell’uomo, che con una diagnosi tempestiva avrebbe avuto “una probabilità di salvezza prossima alla certezza”. Ora sarà il giudice per le indagini preliminari di Trani a decidere se accogliere l’opposizione e disporre nuove indagini.

Potenza si conferma tra le più sicure d’Italia. Lo rileva il Sole24Ore È Foggia la provincia più esposta ai reati in Puglia, secondo il nuovo indice della criminalità pubblicato stamattina dal Sole 24 Ore su dati del Viminale. Nel 2024 il territorio dauno resta ai vertici per reati violenti e microcriminalità, pur registrando un calo complessivo delle denunce rispetto all’anno precedente. In totale, si contano oltre 20mila reati denunciati, pari a circa 6.000 ogni 100mila abitanti: un dato che colloca Foggia tra le prime venti province italiane per incidenza criminale. Nel dettaglio, i furti restano il reato più diffuso, ma diminuiscono del 2% rispetto al 2023; in calo anche le rapine, mentre restano stabili le denunce per estorsioni e reati legati al traffico di droga. Foggia è inoltre terza in Italia per numero di omicidi volontari in rapporto alla popolazione, dietro solo a Nuoro e Ragusa, a conferma di una persistente criticità sul fronte della violenza. Più indietro, ma comunque sopra la media nazionale, le altre province pugliesi: a Bari aumentano furti e truffe informatiche, oltre 280 reati ogni 100mila abitanti; Brindisi e Taranto segnano una lieve flessione, mentre Lecce registra un incremento dei danneggiamenti e delle lesioni dolose. La Bat si posiziona a metà classifica con un indice stabile ma ancora alto per furti d’auto e rapine. Scenario completamente diverso in Basilicata, dove Potenza figura tra le ultime dieci province italiane per numero di reati denunciati: un territorio considerato tra i più sicuri del Paese, con valori sotto le 2.700 denunce ogni 100mila abitanti e una tendenza in miglioramento rispetto al 2023. Anche Matera si mantiene su livelli contenuti e stabili, confermando la Basilicata come una delle regioni più tranquille d’Italia.

Oggi la visita dell’amministratore delegato Filosa Il servizio di Antonio Procacci

Se la situazione non dovesse migliorare, Acquedotto potrebbe decidere per restrizioni più dure, come le turnazioni nell’erogazione Da oggi entrano in vigore le restrizioni disposte da Acquedotto Pugliese per fronteggiare la carenza idrica. Al momento c’è anche a sufficienza solo fino a gennaio, occorre dunque necessariamente contenere i consumi, sperando che nel frattempo arrivino le piogge lì dove servono, nel Foggiano e in Basilicata soprattutto. Aqp da oggi ridurrà la pressione. Questo comporterà disagi soprattutto a quelle case che si trovano in edifici sprovvisti di autoclave, dove di acqua ne arriverà poca e in alcuni momento della giornata potrebbe del tutto mancare. Per questo Acquedotto Pugliese raccomanda di dotarsi immediatamente di autoclave, ma anche naturalmente di risparmiare quanta più acqua, a beneficio di tutti. Se la situazione non dovesse migliorare, Acquedotto potrebbe decidere per restrizioni più dure, come le turnazioni nell’erogazione.

A Pd, Movimento 5 stelle, Avs, lista Decaro presidente e Per la Puglia si aggiungerà “Casa dei riformisti popolari per Decaro”, la lista che fa capo all’assessore Gianni Stea Il servizio di Antonio Procacci

Michele Saccomanno invita chi vigila sulla città, e probabilmente anche i suoi concittadini, a guardare con occhi diversi le voci dei bambini che giocano in strada Il servizio di Antonio Procacci

L’unica già ufficializzata è quella del movimento 5 stelle, dove non mancano però le polemiche Il servizio

Il progetto, complessivamente, prevede la realizzazione di quattro linee: alla verde si aggiungeranno quelle lilla, rossa e blu Oggi a Bari cominciano i lavori per il Brt, il nuovo sistema di trasporto rapido in bus. Si comincia dalla linea verde, che avrà come capolinea via Maratona, nel rione Marconi, e via Acquilino: attraverserà 72 incroci, con 35 fermate, per complessivi 10 chilometri. Oggi i lavori partono da via Maratona, nei prossimi giorni sarà avviato anche il cantiere da via Acquilino. Il progetto, complessivamente, prevede la realizzazione di quattro linee: alla verde si aggiungeranno quelle lilla, rossa e blu. La frequenza delle corse del Brt sarà di 6 minuti nelle ore di punta e 10 minuti nella restante parte della giornata. C’è da sottolineare che il progetto è contestato da residenti e commercianti, che protestano per la soppressione di posti auto. La protesta la scorsa settimana è esplosa dopo l’annuncio dell’avvio del cantiere a partire da oggi.

Lo ha detto in Senato rispondendo al Questione Time Servizio di Antonio Procacci

Sembrava chiusa la partita sul governatore e invece no Il servizio di Antonio Procacci

L’Italia ha depositato una memoria formale a sostegno delle aziende I dazi al 107% che gli Stati Uniti stanno minacciando a 13 aziende pastaie italiane dal primo gennaio 2026, fra cui le pugliesi Gruppo Milo e Tamma: il 15% già previsto per tutti più quello anti-dumping del 91,74%. Scende in campo il Governo. Ieri si è riunita al Ministero degli Esteri la task force sui dazi Usa. L’esito provvisorio delle indagini condotte dalle autorità statunitensi viene giudicato sproporzionato e non ha tenuto conto della collaborazione offerta dalle aziende italiane coinvolte nelle indagini. L’Italia ha depositato una memoria formale a sostegno delle aziende. Ieri a Strasburgo gli eurodeputati del Pd Decaro, Bonaccini, Bonifei e Nardella hanno presentato un’interrogazione urgente alla commissione europea per capire come intende proteggere le aziende che producono pasta. “Bisogna prendere dei rimedi subito”, ha detto Decaro in un video postato ieri sui suoi social.

Intanto, è partita la campagna elettorale di Fabio Romito davanti a un migliaio di sostenitori

Si tratta di Gruppo Milo e Tamma Il servizio di Antonio Procacci

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