
Due boati nella notte a Trani: colpo al bancomat della Credem in via Cavour
Avevano disseminato chiodi a tre punte per bloccare l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine Non si fermano gli assalti ai bancomat e ai postamat in Puglia.
Avevano disseminato chiodi a tre punte per bloccare l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine. Non si fermano gli assalti ai bancomat e ai postamat in Puglia. Stanotte una banda specializzata ha colpito nel cuore di Trani. Due forti boati, poco prima delle 3.30, hanno svegliato i residenti del centro cittadino. Nel mirino dei banditi lo sportello ATM della filiale Credem di via Cavour. I malviventi hanno fatto esplodere il bancomat riuscendo a portare a termine il colpo. L’esplosione ha provocato ingenti danni alla banca e alla facciata dell’edificio. Dopo aver sradicato lo sportello automatico, i banditi si sono dati alla fuga. Avevano disseminato chiodi a tre punte per bloccare l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine e come diversivo pare abbiano incendiato un paio d’auto in altra zona della città.
Si sarebbero sfiorati durante un sorpasso e il conducente del furgone ha perso il controllo, schiantandosi contro il guardrail e finendo sul new jersey. All’alba disagi pesantissimi sulla tangenziale di Bari, in direzione sud, all’altezza dello svincolo per il quartiere Stanic, dove un incidente tra due mezzi pesanti ha paralizzato la circolazione per ore. Coinvolti un furgone frigo carico di ortofrutta e un bilico che trasportava un trattore. I due mezzi si sarebbero sfiorati durante un sorpasso e il conducente del furgone ha perso il controllo, schiantandosi contro il guardrail e finendo sul new jersey. L’autista, un uomo di Triggiano, è stato soccorso e trasportato all’ospedale San Paolo: le sue condizioni non sono gravi. Praticamente illeso il conducente dell’altro mezzo. È stato necessario l’intervento di un pezzo pesante dei vigili del fuoco per disincagliare il mezzo frigo. Pesanti le ripercussioni sul traffico: il tratto tra Stanic e l’ingresso dell’autostrada è rimasto chiuso a lungo, con chilometri di coda e deviazioni obbligate verso la città, per poi rientrare in tangenziale da Poggiofranco. Rallentamenti anche sulla corsia nord, a causa della chiusura di una carreggiata per sicurezza. Sul posto anche i carabinieri per le indagini sull’incidente e per gestire l’emergenza traffico.
La famiglia ha presentato denuncia e chiede che sia fatta piena luce. La Procura ha disposto il sequestro della salma e della cartella clinica. Doveva essere un normale intervento per una frattura alla gamba. Si è trasformato in una tragedia ancora tutta da chiarire. La Procura di Bari ha aperto un’inchiesta sulla morte di Gianvito Pascullo, il ragazzo di 17 anni deceduto nella notte tra il 13 e il 14 aprile nell’Ospedale San Paolo. Il giovane, originario di Palo del Colle, era ricoverato da alcuni giorni dopo un incidente in moto avvenuto a Pasquetta. Trasportato in ospedale con una frattura esposta alla tibia, era stato sottoposto a un primo intervento d’urgenza e, dopo circa una settimana, a una seconda operazione per la sistemazione definitiva. Un’operazione che, secondo quanto emerso, si era conclusa regolarmente. Nel pomeriggio aveva incontrato i genitori, era vigile, parlava, scambiava messaggi con il padre. Poi, intorno alle 23, il peggioramento improvviso: un dolore fortissimo alla gamba, la richiesta di aiuto, la somministrazione di un antidolorifico. Poco dopo la mezzanotte, il quadro clinico precipita fino all’arresto cardiaco. La famiglia ha presentato denuncia e chiede che sia fatta piena luce. La Procura ha disposto il sequestro della salma e della cartella clinica, affidando le indagini alla polizia. Il corpo è stato trasferito al Policlinico, dove sarà eseguita l’autopsia. Intanto la Asl Bari ha avviato un audit interno. Nello stesso ospedale, pochi giorni fa, un altro decesso dopo un intervento ortopedico: un elemento su cui, al momento, non ci sono collegamenti accertati.A Palo è il giorno del dolore. Gianvito, studente di scienze applicate all’Istituto Tecnico Marconi-Hack di Bari e giocatore di pallavolo, avrebbe compiuto 18 anni a giugno.
Si tratta di un atto dovuto per consentire agli indagati di nominare propri consulenti in vista degli accertamenti tecnici urgenti e non ripetibili. Ci sono i primi nomi iscritti nel registro degli indagati per l’ipotesi di omicidio colposo in concorso. Si tratta del dirigente dell’ufficio tecnico comunale, di tre dipendenti dell’ufficio manutenzioni e del legale rappresentante della società che si occupa del verde pubblico in città. Un passaggio, va sottolineato, di natura tecnica: l’iscrizione disposta dal sostituto procuratore Francesco Chiechi è un atto dovuto per consentire agli indagati di nominare propri consulenti in vista degli accertamenti tecnici urgenti e non ripetibili che saranno conferiti questa mattina. Si tratta di verifiche fondamentali che non potranno essere replicate, come l’autopsia e gli accertamenti di natura ingegneristica sul luogo della tragedia e sull’albero crollato, elementi chiave per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e stabilire le cause del decesso della piccola Alicia.
Alla base una vendetta maturata in ambienti criminali. Uno dei fermati era già in carcere. Svolta a Taranto su un cold case del 2013: nella notte i carabinieri hanno arrestato due persone con l’accusa di omicidio aggravato dal metodo mafioso e detenzione illegale di arma da fuoco. L’indagine riguarda l’uccisione di Martino Marangia, all’epoca 50enne, nelle campagne di Pulsano, in contrada Rotondelle. L’uomo fu raggiunto da diversi colpi di calibro 9×21 mentre si trovava accanto alla sua auto, sotto gli occhi della compagna, unica testimone, rimasta illesa. All’epoca si ipotizzò un agguato premeditato: i killer lo attesero in una zona isolata che la vittima percorreva abitualmente. Marangia, con precedenti per reati contro il patrimonio, aveva da poco avviato una piccola attività edile ed era stato coinvolto in una violenta rissa finita a processo. Secondo gli inquirenti, il movente sarebbe legato a contrasti e a una precedente aggressione subita dal presunto mandante. Uno degli arrestati era già detenuto.
Sembrano confermate le riprese nella provincia materana, tra Craco e Pisticci, e anche in Puglia, tra Gravina in Puglia, Ginosa, Laterza e Altamura. Doccia fredda per Matera. Salta, almeno per ora, il ritorno di Mel Gibson nella città dei Sassi per le riprese di The Resurrection of the Christ, il sequel del film che nel 2004 aveva riportato Matera al centro del cinema internazionale. Una decisione che sorprende, anche perché Gibson era stato in città già a maggio dello scorso anno per un primo sopralluogo, ed era tornato anche a settembre. Due visite che avevano fatto pensare a un ritorno ormai definito. E invece la giornata di lavorazione prevista il 20 aprile nel Parco della Murgia Materana è stata annullata. Una scelta che, al momento, non ha ancora spiegazioni ufficiali. Ma il progetto non lascia il territorio. Sembrano infatti confermate le riprese nella provincia materana, tra Craco e Pisticci, e anche in Puglia, tra Gravina in Puglia, Ginosa, Laterza e Altamura. A frenare le letture più allarmistiche è anche la posizione della presidente di Lucana Film Commission, che invita alla prudenza: il lavoro sul film prosegue e Matera, in questa fase, non sarebbe affatto esclusa in via definitiva.Insomma, più che una rinuncia totale, potrebbe essere solo un cambio di programma. Ma dopo due sopralluoghi e mesi di attesa, per Matera resta comunque un’amara sorpresa.
Resta solo l’ipotesi sorvolo. Fino a pochi giorni fa sembrava tutto confermato. Adesso, invece, sul ritorno delle Frecce Tricolori a Bari c’è un giallo. Per mesi, infatti, Bari è comparsa nel calendario del programma P.A.N. 2026 come prima tappa del tour, in programma venerdì 8 maggio, con una dicitura precisa: “esibizione”. Una notizia accolta con entusiasmo in città. Anche perché dal 2022 le Frecce Tricolori non si esibiscono più a Bari: nel 2023 e nel 2024 c’è stato solo un sorvolo, l’anno scorso neanche quello. Ma adesso qualcosa non torna, perché sulla pagina facebook ufficiale dell’Aeronautica Militare è comparso il nuovo calendario della stagione acrobatica 2026 e lì Bari non c’è. Anzi, il post parla chiaramente di partenza il 17 maggio da Varazze, in Liguria. Una formulazione che di fatto esclude la tappa dell’8 maggio nel capoluogo pugliese. C’è poi un altro elemento che fa pensare che il programma sia cambiato. Per i giorni 7 e 8 maggio, infatti, su Bari è prevista una no fly zone tra le 16.45 e le 17.45. Segno che qualcosa nei cieli ci sarà comunque, ma con ogni probabilità si tratterà ancora una volta di un semplice sorvolo, e non dell’esibizione annunciata nei mesi scorsi. Al momento resta un cortocircuito: sul sito Bari c’è ancora, sui social dell’Aeronautica no. La sensazione è che Bari, anche stavolta, debba ridimensionare le aspettative. Il servizio
Alla base della richiesta c’è il rapporto sul danno sanitario 2024, che indica per l’area jonica un rischio sanitario residuo definito ancora inaccettabile. Il presidente della regione Puglia Antonio Decaro ha chiesto al Ministero dell’Ambiente il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale della raffineria Eni di Taranto. Alla base della richiesta c’è il rapporto sul danno sanitario 2024, che indica per l’area jonica un rischio sanitario residuo definito ancora inaccettabile. Secondo le indicazioni tecniche di Arpa, Aress e Asl, Eni dovrà ridurre le emissioni inquinanti senza attendere la scadenza dell’aia, fissata al 2034. Tra le ipotesi allo studio, anche un taglio del 36% sui metalli più critici.
Riserve idriche consolidate in Basilicata e Capitanata. Ma in Molise, alla diga del Liscione, l’acqua in eccesso viene ancora scaricata verso il mare. Dopo mesi di allarme siccità, oggi il quadro è ribaltato: gli invasi sono pieni. Le abbondanti piogge della scorsa settimana hanno consolidato riserve che, tra Basilicata e Capitanata, riportano il sistema idrico su livelli di sicurezza. In Basilicata il dato chiave è Monte Cotugno: dal bollettino di ieri (6 aprile) risulta che ha circa 275 milioni di metri cubi netti, contro i 145 milioni di un anno fa. È ormai vicino alla quota massima autorizzata. Molto alti anche gli altri invasi lucani: il Pertusillo passa da 74 a 110 milioni, Conza da 30 a 41, crescono anche Basentello, Acerenza e Genzano. Tradotto: anche senza altre piogge, per quest’anno non si intravedono problemi di disponibilità idrica. In Capitanata il recupero è altrettanto netto. Occhito passa da 75 a oltre 223 milioni di metri cubi. Marana Capacciotti sale a 34,6 milioni, Capaccio sfiora i 19, San Pietro arriva a quasi 14 milioni. Eppure, mentre qui si torna a parlare di acqua disponibile, in Molise, alla diga del Liscione, l’acqua in eccesso viene ancora scaricata verso il mare. Manca ancora l’infrastruttura per portarla dove serve, la condotta Liscione–Occhito, attesa da anni e considerata strategica per il futuro idrico della Capitanata. Qui la situazione degli invasi al 6 aprile 2026.
Aumentano anche i prezzi della benzina. Stabile il dato in autostrada. Ieri (6 aprile) in Italia il prezzo medio del diesel sulla rete stradale è arrivato a 2 euro e 145 al litro, in aumento rispetto ai 2,136 euro registrati il giorno di Pasqua. Stabile invece il dato in autostrada, dove il prezzo medio si attesta a 2 euro e 157. Ma aumentano anche i prezzi della benzina. Sulla rete ordinaria italiana il prezzo medio ieri era di 1 euro e 783 al litro, in lieve crescita rispetto al giorno precedente, mentre in autostrada resta fermo a 1 euro e 816. In Puglia, la media della benzina è di 1 euro e 790 al litro, quindi leggermente oltre la media nazionale. Per quanto riguarda il gasolio, in Puglia il prezzo medio ieri era di 2 euro e 143, anche in questo caso leggermente sotto la media nazionale. Ma anche qui il quadro cambia sensibilmente da provincia a provincia. Il costo medio più basso si registra in provincia di Foggia, con 2,124 euro al litro. Poi Bari con 2,148, la Bat con 2,149, Brindisi con 2,146, Taranto con 2,150 e infine Lecce, che si conferma la provincia più cara della regione con 2,166 euro al litro. Tra i prezzi self service più alti, spiccano tre impianti tra Locorotondo, Brindisi e Torchiarolo, dove il diesel arriva fino a 2 euro e 339 al litro. Ma ci sono anche alcune eccezioni. Nel Brindisino, tra Montalbano di Fasano e Carovigno, si trovano i prezzi più convenienti, sotto quota 1 euro e 70. E prezzi più bassi si registrano anche in due stazioni di servizio tra Gioia del Colle e Bari.
“È importante per me perché grazie a lui sono diventato quello che poi sono stato: un buon artigiano”. A volte una vita intera può cambiare grazie a un incontro. È la storia di Donato Matera, ex idraulico, oggi pensionato, che lancia un appello per ritrovare l’uomo che gli ha insegnato il mestiere e, in qualche modo, gli ha cambiato il destino. Intervista a Donato Matera
La donna è nata a Bari, al Policlinico, il 26 febbraio del ’78 ed è stata poi affidata a una famiglia di Bitonto. E dice: “Voglio anche sapere se ho fratelli e sorelle che posso conoscere”. Vuole sapere da dove viene e se ha fratelli o sorelle che non ha mai conosciuto. Da Bari l’appello di Paola per ritrovare la madre biologica. Intervista a Paola Pastoressa
Intanto il consiglio comunale dà il via libera alla nuova gestione del San Nicola. Il sogno Euro 2032 per Bari non è affatto finito. Il sopralluogo tecnico di ieri al San Nicola avrebbe ridimensionato in modo significativo i lavori necessari per candidare lo stadio agli Europei. Per mesi si è parlato di un piano da circa 270 milioni di euro e di almeno 87 interventi da realizzare, ma dopo la verifica tra i tecnici della Figc e quelli dello studio di Renzo Piano il quadro sarebbe meno pesante del previsto: alcuni lavori richiesti inizialmente potrebbero essere esclusi, facendo scendere il costo complessivo a poco più di 100 milioni. Restano però diverse criticità, soprattutto su servizi, ospitalità e funzionalità generale della struttura. In questo scenario si inserisce la decisione del Consiglio comunale, che dopo oltre nove ore di discussione ha approvato all’unanimità la delibera per affidare lo stadio attraverso gara pubblica. La concessione sarà di cinque anni. Previsto un canone fisso di 110mila euro l’anno per l’utilizzo sportivo e 60mila euro per ogni concerto o evento. Ma il piano economico prevede anche scenari diversi: in caso di promozione del Bari in Serie A, il canone fisso salirebbe fino a 660mila euro l’anno; in caso di retrocessione in Serie C, scenderebbe invece a 60mila euro. Il valore complessivo stimato della concessione supera gli 8 milioni di euro in cinque anni.
I lavoratori, che a maggio percepiranno l’ultimo mese di cassa integrazione, chiedono risposte. Sciopero a oltranza da ieri mattina, 26 marzo, davanti ai cancelli della Ac Boilers di Gioia del Colle. I lavoratori, che a maggio percepiranno l’ultimo mese di cassa integrazione, chiedono risposte immediate sul futuro del sito e dei 121 lavoratori. I sindacati sollecitano la convocazione urgente di un tavolo nazionale, mentre dal Movimento 5 Stelle arriva la richiesta di audizioni in Regione per fare il punto sulla vertenza.
Una parte dei 200mila euro la donerà al reparto di oncoematologia pediatrica dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, lo stesso reparto intitolato alla giornalista Nadia Toffa. Un tarantino commuove Gerry Scotti durante il suo quiz: è Valerio, 39 anni, che dopo la vittoria ha annunciato una donazione per l’Oncoematologia pediatrica di Taranto.
Sono previsti anche l’informativa del Ministro Urso al Senato e un incontro a Taranto tra azienda, governo e sindacati sulla sicurezza in fabbrica. Si ferma per alcune ore la produzione di acciaio nell’Ex Ilva di Taranto. Alle 7 di questa mattina, 12 marzo, si è fermato l’altoforno 2, l’unico attualmente in funzione nello stabilimento, per consentire la sostituzione di una valvola. L’impianto resterà fermo per due turni di lavoro, fino alle 22, per un intervento di manutenzione considerato di breve durata. L’altoforno era stato riavviato a fine febbraio dopo due anni di stop, mentre l’Afo4 è in manutenzione e l’Afo1 resta sotto sequestro dopo l’incendio del maggio scorso. La giornata è importante anche per il futuro dello stabilimento: è atteso infatti il nuovo piano del fondo americano Flacks Group. Oggi sono previsti anche l’informativa del Ministro Urso al Senato e un incontro a Taranto tra azienda, governo e sindacati sulla sicurezza in fabbrica.
Abbiamo incontrato il cantautore negli studi di Radio Norba per farci raccontare questo progetto. Tra luglio e settembre si terrà il nuovo tour di Biagio Antonacci. S’intitola “Unplugged” e prevede quaranta concerti in 4 arene. Una di queste in Puglia, a Lucera, l’anfiteatro romano: dieci concerti consecutivi, dal 21 luglio al 2 di agosto. Abbiamo incontrato Biagio negli studi di Radio Norba per farci raccontare questo progetto.
Il confronto al Parlamento Europeo. Intelligenza artificiale e chirurgia, una svolta possibile per ridurre gli errori in sala operatoria. Ma servono regole chiare per tutelare medici e pazienti. Il confronto al Parlamento Europeo, nel ricordo del professor Giovanni Scambia. Interviste all’On. Valentina Palmisano, Europarlamentare M5S; Prof. Giulio Sozzi, Dir. U.O. Ostetricia e Ginecologia Fond. Ist. G. Giglio Cefalù
La scritta è accompagnata da simboli riconducibili all’area anarchica, e un messaggio che auspica l’incendio dei CPR, i centri per il rimpatrio dei migranti. Scritte minacciose sono comparse sotto il ponte dello svincolo verso Tolve, in Basilicata. Si legge “Più sale meno pepe”, accompagnato da simboli riconducibili all’area anarchica, e un messaggio che auspica l’incendio dei CPR, i centri per il rimpatrio dei migranti. Una minaccia che appare diretta a Pasquale Pepe, vicepresidente della Regione Basilicata, residente a Tolve e che percorre quotidianamente quella strada. È stato lo stesso Pepe a segnalare l’accaduto sui social, dichiarando di provare indifferenza per i responsabili e ribadendo che la sua forza resta l’affetto della gente.
Le indagini proseguono per individuare gli altri componenti della banda e i complici che avrebbero supportato l’azione. Fermo di indiziato di delitto nei confronti dei due foggiani, di 62 e 39 anni ritenuti appartenenti alla banda che ha assaltato un portavalori sulla statale Brindisi- Lecce. Sono accusati in concorso di tentato omicidio, rapina pluriaggravata, porto e detenzione di armi da guerra, armi comuni e materiale esplodente, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Poco dopo le 8.40 di ieri, 9 febbraio, il commando ha interrotto l’assalto e ha tentato la fuga, dividendosi tra strade secondarie e campagne. Durante la corsa viene fermata un’auto in coda. Alla guida c’è una giovane donna diretta all’Università di Lecce per un esame. Davanti alle armi, implora: “Ho una figlia, non mi fate del male”. I rapinatori le portano via l’auto e proseguono la fuga. Nel frattempo intervengono i carabinieri. Una pattuglia intercetta i banditi: l’auto dell’Arma viene colpita, il parabrezza è forato ad altezza uomo. Il proiettile poteva uccidere, i militari si salvano per pochi centimetri. La statale 613 viene chiusa in entrambi i sensi di marcia. Migliaia di automobilisti restano bloccati mentre scatta la caccia all’uomo. L’inseguimento prosegue tra Campi Salentina e Guagnano, due rapinatori abbandonano i mezzi e tentano la fuga a piedi nelle campagne. Un carabiniere li rincorre e, dopo una violenta colluttazione, riesce a bloccarne uno, restando ferito. Poco dopo viene fermato anche il secondo. I due, Giuseppe Russo, 62 anni, e Giuseppe Iannelli, 39 anni, entrambi foggiani, vengono condotti in caserma e sottoposti a interrogatorio. Al termine degli accertamenti e dei riscontri investigativi, scatta il fermo di indiziato di delitto. Come detto, sono accusati, in concorso, di tentato omicidio, rapina pluriaggravata, porto e detenzione di armi da guerra, materiale esplodente, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Entrambi non hanno precedenti specifici. Si attende che il gip fissi l’udienza per laconvalida del fermo. Le indagini proseguono per individuare gli altri componenti della banda e i complici che avrebbero supportato l’azione.

Avevano disseminato chiodi a tre punte per bloccare l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine Non si fermano gli assalti ai bancomat e ai postamat in Puglia.

Si sarebbero sfiorati durante un sorpasso e il conducente del furgone ha perso il controllo, schiantandosi contro il guardrail e finendo sul new jersey All’alba

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Si tratta di un atto dovuto per consentire agli indagati di nominare propri consulenti in vista degli accertamenti tecnici urgenti e non ripetibili Ci sono

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Resta solo l’ipotesi sorvolo Fino a pochi giorni fa sembrava tutto confermato. Adesso, invece, sul ritorno delle Frecce Tricolori a Bari c’è un giallo. Per mesi, infatti,

AMBIENTE Alla base della richiesta c’è il rapporto sul danno sanitario 2024, che indica per l’area jonica un rischio sanitario residuo definito ancora inaccettabile Il

SITUAZIONE IDRICA Riserve idriche consolidate in Basilicata e Capitanata. Ma in Molise, alla diga del Liscione, l’acqua in eccesso viene ancora scaricata verso il mare

Aumentano anche i prezzi della benzina. Stabile il dato in autostrada Ieri (6 aprile) in Italia il prezzo medio del diesel sulla rete stradale è

“È importante per me perché grazie a lui sono diventato quello che poi sono stato: un buon artigiano” A volte una vita intera può cambiare

La donna è nata a Bari, al Policlinico, il 26 febbraio del ’78 ed è stata poi affidata a una famiglia di Bitonto. E dice:

Intanto il consiglio comunale dà il via libera alla nuova gestione del San Nicola Il sogno Euro 2032 per Bari non è affatto finito. Il

LAVORO I lavoratori, che a maggio percepiranno l’ultimo mese di cassa integrazione, chiedono risposte Sciopero a oltranza da ieri mattina, 26 marzo, davanti ai cancelli

Una parte dei 200mila euro la donerà al reparto di oncoematologia pediatrica dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, lo stesso reparto intitolato alla giornalista Nadia Toffa

Sono previsti anche l’informativa del Ministro Urso al Senato e un incontro a Taranto tra azienda, governo e sindacati sulla sicurezza in fabbrica Si ferma

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LA MINACCIA La scritta è accompagnata da simboli riconducibili all’area anarchica, e un messaggio che auspica l’incendio dei CPR, i centri per il rimpatrio dei

Le indagini proseguono per individuare gli altri componenti della banda e i complici che avrebbero supportato l’azione Fermo di indiziato di delitto nei confronti dei