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Foggia: la mafia alla conquista dei territori con armi ed estorsioni

La “società” foggiana è in cerca di alleanze, contatti con quella garganica

La conquista di territori, dicono i magistrati, l’alto tavoliere e oltre. Obiettivo di una mafia, quella foggiana, che si sta integrando sempre di più con quella garganica. Insieme la tradizione, con la richiesta sistematica del pizzo agli imprenditori quasi fosse una tassa, soprattutto nel settore dell’edilizia, e con la guerra per sterminare letteralmente il gruppo rivale, e la modernità, ovvero la dimensione federata per cui le batterie della famosa società, Sinesi Francavilla da un lato e Moretti – Lanza – Pellegrino dall’altro, capita che lavorino insieme per mantenere gli affiliati in carcere e garantire uno stipendio alle loro famiglie.

Esiste una progettualità investigativa, commentano a Foggia, insieme la direzionale nazionale antimafia e antiterrorismo, la direzione distrettuale e la procura, fondamentale l’ascolto di collaboratori di giustizia per smantellare una associazione dedita alla estorsioni, una partita addirittura dal carcere grazie all’utilizzo di dispositivi elettronici la cui presenza è stata accertata e ancora una volta denunciata, e all’utilizzo di armi.

In tutto 21 le persone arrestate, tra loro anche due esponenti della mafia garganica, Matteo Lombardi e Luigi Ferro ritenuti gli autori dell’omicidio di Nicola Ferrelli e Antonio Petrella uccisi ad Apricena il 20 giugno del 2007. Nelle ultime ore il fermo di Giuseppe Robustella, presunto autore dell’omicidio di Stefano Bruno e del duplice tentato omicidio di Saverio e Pasquale Bruno, avvenuti a Foggia il 29 aprile scorso. Ai magistrati e alle forze dell’ordine sono arrivati i complimenti del vice presidente della commissione antimafia l’onorevole Mauro D’Attis.

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