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I carabinieri decapitano il clan Strisciuglio: rituali segreti e summit mafiosi

Dodici arresti. Tra gli episodi più gravi, nel marzo 2020, una sparatoria contro un bar, un’auto e una macelleria segnò la violenta contesa con la famiglia rivale Vavalle

Dodici arresti all’alba: il clan Strisciuglio, storica organizzazione criminale del quartiere San Paolo di Bari, è stato smantellato dai Carabinieri in un’operazione che ha coinvolto anche Triggiano, Lecce, Trani, Larino, Napoli, Lanciano, San Gimignano e Viterbo. Droga, estorsioni, armi da guerra e rituali mafiosi: è questo il inquietante universo criminale che gli investigatori hanno messo a nudo, svelando come il clan abbia continuato a operare anche durante i mesi di lockdown.

L’indagine, denominata “Lockdown” e condotta dal settembre 2019 al maggio 2023, ha fotografato l’organizzazione interna del clan, con ruoli gerarchici ben definiti, riti di affiliazione e summit mafiosi sotto i portici dei complessi popolari. Tra gli episodi più gravi, nel marzo 2020, una sparatoria contro un bar, un’auto e una macelleria segnò la violenta contesa con la famiglia rivale Vavalle.

Sono emerse anche le cosiddette “cupe”, nascondigli per droga, armi e denaro, dove alcune banconote riportavano i nomi degli affiliati destinatari dei soldi destinati al sostentamento dei detenuti e al reinvestimento nelle attività illecite. Nonostante molti vertici fossero in carcere, il clan riusciva a impartire ordini e ricevere aggiornamenti tramite familiari o telefoni illegali, mantenendo il controllo delle attività criminali.

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