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Luglio 21, 2026

La Asl di Taranto cerca 40 medici, 50 infermieri e 49 autoambulanze. È un piano operativo straordinario da 750mila euro quello previsto per i Giochi del Mediterraneo di Taranto, condiviso da Comune, Kyma Ambiente e sindacati per potenziare spazzamento manuale, lavaggio marciapiedi, svuotamento cestini, rimozione delle deieizioni canine; e per implementare i turni di raccolta differenziata. Si basa su una stima di 50mila presenze (20mila tra atleti, delegazioni, staff e media e 30mila tra spettatori e addetti commerciali) che mediamente produrranno 60mila chili di rifiuti al giorno. Previste 70 assunzioni interinali (57 operatori e 13 autisti) e 17 mezzi extra. Particolare attenzione al quartiere Salinella. 79.500 mq di strade e 18.600 mq di marciapiedi; al lungomare e a viale Virgilio per 78.000 mq di strada , 20.000 mq di marciapiedi, 13.000 mq di camminamenti, 8.000 mq di piazze. E, ancora, attenzione a Borgo, città vecchia, assi commerciali e zone di interscambio. Per quanto riguarda invece il supporto alle manifestazioni sportive dal punto di vista sanitario, la Asl di Taranto cerca 40 medici, 50 infermieri e 49 autoambulanze. Il personale presterà servizio a Taranto e provincia, Brindisi e provincia, Lecce e Conversano, in turni di 5-7 giorni dal 17 agosto al 4 settembre. Il bando è aperto a tutti, con preferenza per anestesiti, rianimatori, medici d’urgenza, con esperienza nel primo soccorso. Le candidature sono da presentarsi entro il 28 luglio. Entro il 27, invece, potranno candidarsi le associazioni che intendano mettere a disposizione le ambulanze.

L’annuncio a margine di un sopralluogo dell’assessore regionale Pepe. Dopo l’incendio che ha interessato Maratea, sono stati analizzati gli effetti dell’incendio, le criticità presenti lungo il costone e le attività necessarie per garantire la sicurezza dell’area e programmare gli interventi successivi. Contestualmente è stato fatto il punto sul lavoro già avviato dal Soggetto attuatore delegato per il dissesto idrogeologico, attraverso la cui struttura sarà possibile predisporre un intervento da circa 1,9 milioni di euro riguardante il versante del Cristo Redentore e le aree sottostanti.  Interviste a Pasquale Pepe, assessore Infrastrutture Regione Basilicata; Cesare Albanese, sindaco di Maratea

I 18 milioni stanziati dal Fondo di Sviluppo e Coesione, per il restyling di Piazza Sant’Oronzo, ci sono già. In attesa di essere utilizzati una volta che sarà approvato il progetto esecutivo, quello che risulterà il più gradito dalla Soprintendenza capace di valorizzare tecnicamente di più la spesa. Ad oggi sono tre i progetti arrivati all’attenzione della valutazione degli Uffici dei Lavori Pubblici di Palazzo Carafa e uno in particolare sembrerebbe avere tutti i requisiti per essere accolto. Gli interventi previsti ricadrebbero per gran parte sull’ area degli scavi per creare una totale fruizione di tutto l’anfiteatro con l’eliminazione del parapetto a beneficio di soluzioni che consentano una continuità visiva e la possibilità di affacci sul monumento. Particolare attenzione agli ambulacri, i suggestivi corridoi porticati , utilizzati in epoca romana per regolare il flusso degli spettatori. Prevista anche la riqualificazione dell’ovale della piazza che nasce come un ovale spartitraffico quando l’area era aperta al transito veicolare e destinato a diventare un unico spazio calpestabile. Infine la posa di un nuovi basoli in sostituzione di quelli usurati o mancanti. Intervista ad Adriana Poli Bortone, Sindaco di Lecce

La guerra della movida a Brindisi si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo il no dei residenti al protocollo elaborato dal tavolo prefettizio e le proteste degli operatori, ora l’opposizione chiede un intervento immediato al Comune: una deroga agli orari della musica fino al 30 settembre e un regolamento definitivo per disciplinare eventi e intrattenimenti. Al centro, il difficile equilibrio tra il diritto al riposo e le esigenze delle attività. La partita sulla movida brindisina entra in una nuova fase. Il confronto, teso ormai da mesi, resta sospeso tra due esigenze contrapposte: il diritto al riposo dei residenti del centro storico e la necessità dei locali di lavorare e organizzare eventi. Il comitato dei residenti ha bocciato la bozza del “Protocollo movida” elaborata dal tavolo prefettizio, chiedendo regole più rigide, maggiori controlli e limiti più chiari sugli orari della musica. Dopo proteste ed esposti, è stata annunciata anche un’azione legale contro il Comune, accusato di immobilismo. Sul fronte opposto, i gestori dei locali contestano misure considerate troppo penalizzanti, come l’ipotesi dell’obbligo di steward durante alcune serate, ritenuto un costo difficile da sostenere. Ora a riaccendere il dibattito è una mozione dell’opposizione, che chiede al sindaco un’ordinanza di deroga agli orari delle emissioni sonore fino al 30 settembre e, in parallelo, l’avvio dell’iter per un regolamento organico sugli intrattenimenti. La proposta prende come riferimento il modello adottato da Ostuni e prevede un confronto con residenti, associazioni di categoria e Prefettura. Secondo i consiglieri di minoranza, dopo la sospensione dell’ordinanza del 2023 da parte del Tar, Brindisi è rimasta senza una disciplina chiara, lasciando la gestione delle serate a interventi di polizia e contenziosi giudiziari. Intanto Fratelli d’Italia chiede di accelerare sul nuovo regolamento comunale. Dopo oltre due anni di tensioni, la sfida resta quella di trovare un equilibrio tra una città che vuole vivere la notte e una città che chiede il diritto al riposo.

In salute la costa tirrenica lucana, in affanno quella jonica. A certificarlo Goletta Verde di Legambiente che a Maratea ha presentato i risultati dei campionamenti effettuati sui litorali della Basilicata. Su cinque punti monitorati da Goletta Verde, 2 in mare e tre alle foci tra le due province lucane, uno è risultato fortemente inquinato: si tratta della foce del Canale Bufaloria a Scanzano Jonico, nel materano. Un campanello d’allarme che segnala un problema di depurazione che va affrontato con urgenza. Un risultato che frena bruscamente il trend positivo della Basilicata le cui coste, per due anni, erano risultate libere da sostanze inquinanti. Intervista a Antonio Lanorte, presidente Legambiente Basilicata

L’area archeologica di Roca Vecchia e la Grotta della Poesia saranno visitabili grazie ad ArcheoRoca, l’accordo di gestione tra pubblico e privato del sito, nel rispetto del territorio. Rappresenterà un nuovo modo di usufruire di un bene pubblico di grande valenza paesaggistica, pur nel rispetto dell’ambiente e del territorio. È ArcheoRoca, il nuovo modello di gestione di un bene dello Stato grazie ad un partenariato tra pubblico e privato, in questo caso comune di Melendugno e ente Art Work. D’ora in poi il sito archeologico di Rica Vecchia e la sua Grotta della poesia saranno aperti alle visite tutti i giorni con orario continuato, dalle 9 alle 20 per il mese di luglio, e dalle 9 alle 19 nei mesi di agosto e settembre. 5 euro Il ticket d’ingresso per i turisti, tanti gli stranieri, previste tariffe agevolate per famiglie e gruppi, con ticket che potrà essere acquistato presso le biglietterie dell’area Castello e dell’area Grotte Poesia o, in alternativa, sul sito dedicato di Archeoroca. Mentre l’ingresso per i residenti del comune di Melendugno sarà sempre gratuito. I visitatori possono già oggi usufruire di un sistema integrato di servizi che prevede il percorso di visita dell’intera area, visite guidate e autonome con audio-guida e un’esperienza immersiva attraverso l’utilizzo di visori multimediali per la realtà virtuale.

Edizione anche questa da record che è riuscita a portare nel paese lucano quasi 5 mila persone. Pignola come il Missisipi, realtà diverse che però la musica è riuscita a legare. Merito del ritmo, quello inconfondibile del blues, che anche quest’anno è risuonato nei vicoli e nelle piazze del comune del potentino. L’occasione è stata quella  di Pignola in blues, kermesse con all’attivo 30 edizioni. Per tre giorni, il borgo lucano ha ospitato gli artisti di punta  del panorama nazionale  e internazionale lasciando sempre uno spazio libero per tutti coloro i quali, noti o no, hanno voluto dare un assaggio del loro sound. Interviste a Damon Fowler, chitarrista dei Desoto Tiger’s; Nikki Hill, cantante; Michele Rosa, presidente dell’associazione Cross Roads

Il sindaco Cannito si augura che presto vengano individuate le responsabilità di chi mette in pericolo la salute pubblica e danneggia l’immagine della città. I cartelli sono stati apposti, il divieto di balneazione è temporaneo nel tratto costiero di Ponente a Barletta interessato dall’immissione delle acque meteoriche nel Canale H. L’efficacia della interdizione cesserà, secondo l’ordinanza del sindaco, solo a seguito dell’emissione di un rapporto favorevole dell’Arpa. Al momento le analisi hanno evidenziato valori superiori ai limiti di legge di Escherichia coli ed enterococchi, meglio dunque evitare di immergersi. In attesa dei risultati delle nuove analisi da parte di Arpa, il sindaco Cosimo Cannito ha chiesto alla Guardia costiera e all’Acquedotto pugliese di verificare che non ci siano rotture che portano la fogna nera a confluire in quella bianca o addirittura sversamenti abusivi, come si è già verificato in passato. Il canale in questione, infatti, deve far arrivare in mare solo acque di prima pioggia provenienti dal centro abitato, non invece liquami. Motivo per il quale Cannito si augura che presto vengano individuate le responsabilità di chi mette in pericolo la salute pubblica e danneggia l’immagine della città. Nei primi giorni di luglio Goletta Verde di Legambiente aveva evidenziato che uno dei tratti di mare più inquinati in Puglia fosse proprio quello della litoranea di Ponente a Barletta, nel punto in cui sfocia il canale H.

La Federazione Medica Venezuelana chiede al governo misure urgenti dopo il decesso di tre medici e di interi nuclei familiari negli Stati di Barinas e Anzoátegui. Una profonda e drammatica emergenza sanitaria sta agitando il Venezuela in seguito alla rapida quanto inspiegabile diffusione di una patologia letale e insolita, registrata in maniera preoccupante negli Stati di Barinas e Anzoátegui. A lanciare un fermo grido d’allarme è stata la Federazione Medica Venezuelana (FMV) attraverso una nota ufficiale firmata dal presidente dell’organizzazione, Douglas León Natera, e dal segretario generale, Rafael Belmonte. La leadership medica ha espresso enorme preoccupazione di fronte alla gravità dei quadri clinici osservati e ha rivolto una pressante sollecitazione al governo e alle autorità sanitarie nazionali affinché vengano immediatamente attivati i protocolli di sorveglianza epidemiologica, le misure di tracciamento e il confinamento dei contatti a rischio, evitando così la formazione di un focolaio epidemico su più ampia scala. Il quadro clinico documentato dai medici si distingue per un’estremamente aggressiva sintomatologia acuta, dominata da febbre intensa e prolungata, gravi complicazioni emorragiche e un’improvvisa insufficienza cardiorespiratoria acuta. Ciò che desta il maggior sconcerto tra i sanitari è la rapidità dell’evoluzione: la patologia determina un grave deterioramento delle condizioni generali dei pazienti nel giro di pochissime ore o giorni, portando all’arresto cardiocircolatorio e al decesso prima che le strutture ospedaliere riescano a impostare un protocollo terapeutico efficace. L’estrema pericolosità dell’infezione è tragicamente confermata dall’impatto sul personale di prima linea, tra cui figurano già tre medici deceduti — Jhovanny Silva, Rafael Díaz e Cecilia Chávez — che hanno contratto il male durante il servizio e l’assistenza diretta ai malati. Parallelamente, nel comune di El Tigre, nello Stato di Anzoátegui, si segnalano almeno altri tre decessi riconducibili allo stesso profilo sintomatico, mentre nella comunità di Boca del Pao un intero nucleo familiare composto da tre persone è stato sterminato in rapida successione dopo l’insorgenza di febbre elevata e drammatiche difficoltà respiratorie con complicazioni polmonari fulminanti. Di fronte a una dinamica che fa ipotizzare una spiccata trasmissibilità o un’esposizione condivisa ad agenti tossici o patogeni altamente virulenti, la Federazione Medica Venezuelana continua a richiedere con la massima urgenza l’esecuzione di accertamenti diagnostici e analisi di laboratorio approfondite per identificare con certezza l’agente eziologico responsabili. L’identificazione tempestiva del patogeno rappresenta l’unico strumento idoneo per proteggere gli operatori sanitari mediante adeguati dispositivi di protezione individuale e per implementare un piano di contenimento coordinato in grado di tutelare la salute pubblica dell’intero Paese.

La benefattrice ha preferito l’anonimato, ma il suo generoso gesto meritava invece di essere reso pubblico. Si chiama isola neonatale, è un’apparecchiatura medicale che ha già salvato diverse fragili vite venute al mondo in circostanze clinicamente difficili che da oggi andrà ad aggiungersi a quelle già presenti nella sala parto dell’ospedale San Carlo di Potenza. Non ha invece un nome colei  che l’ha acquistata e donata al reparto di neonatologia dell’ospedale potentino. La benefattrice ha  preferito l’anonimato, ma il  suo generoso gesto meritava invece di  essere reso pubblico. Così nell’ospedale potentino è stata organizzata una sorta di cerimonia di consegna dell’apparecchiatura, a rappresentare la generosa donatrice la garante per la disabilità, a ricevere l’isola neonatale il direttore generale e i medici del “San Carlo”. Interviste a Marika Padula, garante regionale delle persone con disabilità; Simona Pesce, direttrice di Neonatologia ospedale Potenza; Giuseppe Spera, direttore generale ospedale San Carlo Potenza

All’esterno è tornato a protestare il comitato no Brt. I lavori finanziati con il Pnrr, in corso in città, sono stati al centro della seduta monotematica del consiglio comunale di Bari, chiesta dall’opposizione e della protesta organizzata all’esterno, dal comitato “No Brt”.

Sul palco sono attesi diversi big della musica italiana e internazionale fra cui Enzo Avitabile e i Gipsy Kings. Dal 6 al 16 agosto a Trepuzzi e Casalabate torna il festival “Bande a sud – suoni tra i due mari” che ha trasformato le storiche bande da giro in un simbolo identitario. Interviste a maestro Gioacchino Palma, direttore artistico; Antonio Decaro, governatore Puglia

Obiettivo della kermesse di quest’anno sarà celebrare, in concomitanza con gli 80 anni della Repubblica Italiana, la tradizione bandistica. Il Fiati Festival Ferrandina dal 23 al 26 luglio 2026  celebra gli 80 anni della Repubblica. La presentazione della manifestazione. Intervista a Carmine Lisanti, sindaco Ferrandina

Giunta comunale congiunta delle città di Bari e Bologna, riunita questa mattina a Palazzo della Città a Bari. Tra i temi affrontati, quello della sicurezza. Un piano di sicurezza urbana integrata e l’emergenza casa. Questi gli argomenti discussi nella giunta comunale congiunta a Palazzo della Città a Bari tra i sindaci di Bari e Bologna, Vito Leccese, nella doppia veste di primo cittadino e delegato Anci sulla sicurezza, e Matteo Lepore, insieme con una delegazione di assessori. Una riunione, occasione di confronto e di collaborazione tra due città, ha spiegato Leccese, diverse ma con in comune la presenza di importanti università e studenti. Di qui la condivisione di strategie con il primo cittadino bolognese, andato via senza rilasciare dichiarazioni, e uno scambio di buone pratiche. Intervista a Vito Leccese, sindaco di Bari

La sua intervista al microfono di Francesco Iato. Dopo l’appello rimasto inascoltato ai partiti di centrodestra, il governatore Decaro ne lancia un altro alle Regioni del Sud per opporsi alle pre intese con un ricorso alla Corte Costituzionale che la regione Puglia sta per depositare. Intervista ad Antonio Decaro, governatore Puglia

Sono ritenute responsabili dei reati di furto e tentato furto aggravato di autovettura, furto aggravato ai danni di istituto di credito mediante esplosivo. Dagli assalti ai bancomat fatti esplodere con le cosiddette “marmotte” ai furti di auto di grossa cilindrata fino alle rapine tra Basilicata e Puglia. È l’attività che, secondo la Procura di Potenza, avrebbe portato avanti un gruppo criminale sgominato dai Carabinieri del Comando Provinciale del capoluogo lucano. Cinque le perone arrestate residenti in provincia di Foggia. Due sono finite in carcere, tre ai domiciliari con braccialetto elettronico, mentre per gli altri sei è stato disposto l’obbligo di dimora. L’inchiesta è partita dall’assalto allo sportello ATM della BPER di Lavello, nel marzo dello scorso anno. In pieno centro abitato i malviventi fecero esplodere il bancomat utilizzando le cosiddette marmotte, ordigni artigianali che permisero di portare via oltre ventiduemila euro, causando anche ingenti danni all’edificio. Da quel colpo gli investigatori sono riusciti a ricostruire l’attività dell’intero gruppo, collegando tra loro numerosi episodi avvenuti tra maggio 2024 e giugno 2025 nei comuni di Lavello, Melfi, Atella, Rionero in Vulture e Venosa. Secondo la Procura, la banda era ben organizzata: c’era chi entrava in azione e chi, invece, sorvegliava le principali vie di fuga verso la Puglia. Tra i reati contestati anche il furto di auto di media e grossa cilindrata, rubate grazie all’utilizzo di sofisticati dispositivi elettronici capaci di bypassare i sistemi di sicurezza dei veicoli. Le indagini hanno inoltre permesso di fare luce sulla rapina avvenuta a giugno del 2025 all’Area Food di Melfi, dove furono sottratti la cassaforte, tabacchi e biglietti Gratta e Vinci per un valore di circa 27 mila euro.

A Brindisi si punta su prevenzione, assistenza e vicinanza. Caldo e truffe: doppia campagna di prevenzione della Comunità di Sant’Egidio a favore degli anziani. Fino alla fine di agosto volontari in campo con punti informativi e iniziative di solidarietà. Siamo stati a Brindisi, in piazza della Vittoria. Interviste a Maria Teresa Greco, referente locale Programma “Viva gli anziani!”; Aurora Camarda, volontaria Programma “Viva gli anziani!”

“Azione concordata, con assunzione di ruoli distinti” . L’aggressione e l’omicidio di Bakari Sako è stata “un’azione concordata, con assunzione di ruoli distinti” in cui hanno agito consapevolmente tutti, sia i quattro minorenni che i due maggiorenni, Fabio Sale e Cosimo Colucci che sono rimasti in carcere su decisione del tribunale del Riesame, presieduto dalla giudice Rosa Anna De Palo. La versione è contenuta nelle motivazioni, depositate ieri (20 luglio). Nel provvedimento, i giudici ripercorrono i fatti dell’alba del 9 maggio, in piazza Fontana. Il gruppo avrebbe scambiato il bracciante maliano per un altro migrante che, precedentemente all’aggressione mortale, avevano fatto allontanare dal bar. Quando dunque lo hanno visto entrare nel locale è scattata una sorta di azione punitiva, organizzata da tutti, stando ai filmati e alle ricostruzioni: ” Tutti – si legge nel provvedimento – agirono dimostrando che l’accoltellamento del Sako, era un fatto comune che interessava la responsabilità di tutti e andava da tutti risolto”.

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