
Bari, è boom di affitti brevi: annunci Airbnb triplicati negli ultimi anni
A Bari gli affitti brevi corrono più veloce che nel resto d’Italia. Secondo i dati del progetto AirMap, dal 2017 al 2024 gli annunci su

A Bari gli affitti brevi corrono più veloce che nel resto d’Italia. Secondo i dati del progetto AirMap, dal 2017 al 2024 gli annunci su Airbnb sono triplicati, passando da 1.307 a 4.504 appartamenti. I posti letto hanno superato quota 15mila, mentre le notti prenotate sono aumentate di quasi sette volte, fino a oltre mezzo milione l’anno. Il giro d’affari complessivo sfiora ormai i 54 milioni di euro. Per i ricercatori del Politecnico di Torino, del Politecnico di Bari e dell’Università di Bari, la casa non è più soltanto un bene privato ma un vero fattore di produzione economica. E il fenomeno non riguarda più la semplice condivisione di una stanza: oggi il 70% degli annunci riguarda interi appartamenti destinati esclusivamente ai turisti. La pressione maggiore si concentra tra città vecchia, Murat, Madonnella e Libertà. Nel centro storico si contano quasi venti appartamenti Airbnb ogni cento abitazioni occupate da residenti. Bari, inoltre, è la città italiana che tra il 2017 e il 2024 ha registrato la crescita percentuale più alta degli affitti brevi. Secondo lo studio, il mercato è sempre più concentrato nelle mani di pochi operatori: oltre la metà degli annunci appartiene infatti a proprietari che gestiscono da tre a venti immobili. Un fenomeno che, spiegano i ricercatori, contribuisce ad aggravare l’emergenza abitativa, rendendo più difficile trovare casa per famiglie, studenti e giovani lavoratori. Da qui il dibattito politico sulla regolamentazione. Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro difende il disegno di legge regionale che consentirà ai Comuni di limitare le nuove attività di affitti brevi nelle aree più sotto pressione turistica. Intervista ad Antonio Decaro (Presidente Regione Puglia)
Non si parla di bed and breakfast riconosciuti, ma di case private affittate ai turisti per pochi giorni attraverso le piattaforme online. Appartamenti sottratti alla residenza per trasformarli in case vacanza, affitti alle stelle e centri storici svuotati. È da qui che parte la stretta della regione Puglia sul fenomeno delle locazioni turistiche brevi. Non si parla di bed and breakfast riconosciuti, ma di case private affittate ai turisti per pochi giorni attraverso le piattaforme online. Un fenomeno incontrollato che la giunta regionale punta a regolare con il nuovo disegno di legge contro il turismo selvaggio. Il testo, approvato ieri in giunta regionale, dopo due mesi di concertazione, consegna ai comuni il potere di limitare le nuove locazioni brevi nei centri turistici sovraffollati. Un’emergenza sociale considerando le difficoltà di trovare casa per famiglie, studenti e lavoratori mentre interi quartieri rischiano lo spopolamento. Nel 2025 le case vacanze registrate sono state 45 mila coprendo quasi il 19 per cento degli arrivi, +25% in un solo anno. Da qui il ruolo chiave dei comuni che potranno fissare tetti massimi alle nuove aperture nelle mete del turismo di massa o favorire lo sviluppo delle aree interne. La norma non toccherà le attività esistenti, ma impone regole stringenti sulle nuove autorizzazioni. Chi affitterà più di due appartamenti sarà considerato imprenditore a tutti gli effetti, con obblighi e controlli rigidi. Il testo passa ora al consiglio regionale chiamato a trovare un punto di equilibrio tra sviluppo turistico e diritto alla casa.
Per poter fittare anche solo una camera per un solo giorno bisognerà avere un codice identificativo nazionale Parte oggi dalla Puglia la sperimentazione della banca dati nazionale delle strutture ricettive e degli immobili in locazione breve e per finalità turistiche. D’ora in avanti per poter fittare anche solo una camera per un solo giorno bisognerà avere un codice identificativo nazionale. L’iniziativa è finalizzata a contrastare il sommerso, specie sulle piattaforme dove è possibile prenotare camere in appartamenti mai dichiarati ad esempio come b&b. Chi non avrà il codice rischia sanzioni pesanti. Dopo settembre il Cin sarà obbligatorio in tutta Italia, ma prima servirà una sperimentazione, che parte dalla Puglia. Dalle 9 di stamattina ci si potrà registrare sulla piattaforma per ottenere il codice. Da settembre nessuno sconto, partono le multe.

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