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“Rinato giocando a Padel”, la storia di Giulio Lovascio

Ora la sfida internazionale

Ha lasciato il tennis da adolescente per un brutto infortunio, ma non si è mai arreso

La matrice deriva dal tennis. Nella vita e nello sport si ispira a due colossi: Sinner e Nadal. Dell’altoatesino apprezza umiltà, concentrazione e voglia di migliorarsi sempre; dallo spagnolo prenderebbe grinta e determinazione. E’ su questo sentiero che si muove Giulio Lovascio, sforzandosi di non deragliare mai. Sinora i risultati sono con lui: n° 1 in Puglia nella sua disciplina, il padel, e undicesimo in Italia. E’ nato a Conversano, in provincia di Bari, in una famiglia di tennisti quando il tennis era scarsamente popolare. L’approccio con la racchetta già in tenera età: è stato amore a prima vista o in prima battuta, come dir si voglia.

“ Ho iniziato quando ero bambino, a 3 anni– racconta durante un torneo internazionale a Napoli -. Sono stato campione regionale di tennis Under 12, 13 e 14. Ho lasciato per un brutto infortunio al polso sinistro. Avvertivo dolore durante il rovescio a due mani. Impossibile continuare”.

Un duro colpo per un ragazzo poco più che adolescente. La vocazione è sempre lì a ricordargli di riprovarci. Per un breve periodo si dedica al Beach Tennis. Ottiene rapidi riconoscimenti: campione regionale e vice campione italiano Under 18. Ma, mentre il mondo è in stand by per la pandemia, resta quasi folgorato da una disciplina ancora sconosciuta e destinata a raccogliere migliaia di adesioni in un lampo: il padel. Inizia la sua seconda vita da sportivo. Torna sulla scena da protagonista.

“E’ successo nel 2020 e non ho più smesso – ammette con voce sorridente -. Un mese fa ho rivinto il campionato regionale in Puglia. Ma voglio scalare posizioni anche a livello internazionale. Per questo sono a Napoli. Poi sarò a Roma e Como”.

Le sue espressioni non tradiscono mai rammarico, invidia o senso di inferiorità per il momento d’oro del tennis italiano: “Chi gioca a tennis e critica il padel è superficiale. Il padel piace perché consente un approccio rapido, semplice: è immediato. Praticarlo a livello agonistico presuppone allenamenti intensi e tecnica. Il tennis è più faticoso per le dimensioni del campo. Ma sono totalmente diversi”.

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