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Per il pugliese resta un pomeriggio indimenticabile nel tempio del tennis italiano. Di Matteo Bottazzo. Sinner non si ferma, ma Pellegrino onora il Centrale: a Roma è vittoria numero 30Far giocare Jannik Sinner per più di un’ora e mezza, di questi tempi, è già di per sé un’impresa. Andrea Pellegrino ci è riuscito, uscendo dal campo a testa altissima dopo aver costretto il numero uno del mondo a sudare più del previsto.Il match: l’orgoglio di Pellegrino e il ritmo di JannikIl primo set sembrava indirizzato verso un monologo dell’altoatesino, capace di imporre il proprio ritmo martellante fino al 4-0. Quando il parziale appariva ormai compromesso, è arrivato il sussulto d’orgoglio del tennista di Bisceglie: Pellegrino ha tenuto con fermezza due turni di battuta, chiudendo il set con un dignitoso 6-2.Nel secondo parziale, il pugliese ha preso confidenza con l’atmosfera di un Centrale schierato dalla parte del bel tennis e desideroso di assistere a una sfida più lunga delle precedenti uscite di Sinner. Il pubblico è stato accontentato: Pellegrino è rimasto agganciato al match fino al 3-3, portandosi persino in due occasioni sullo 0-30 sul servizio dell’avversario.La svolta nel settimo gameIl settimo gioco è stato però quello della svolta. Sinner ha alzato il livello, conquistando il break decisivo che ha poi confermato nel game successivo. Il match si è chiuso poco dopo, con un ulteriore break nell’ultimo gioco che ha fissato il punteggio sul 6-3.Sinner nella storia, Pellegrino tra gli applausiCon questo trionfo, Sinner conquista il suo trentesimo successo consecutivo, eguagliando il record di Novak Djokovic. Per Pellegrino resta un pomeriggio indimenticabile nel tempio del tennis italiano: una prestazione di qualità al cospetto di uno dei più grandi interpreti della storia di questo sport.

Una carriera costruita con pazienza e sacrificio. Per il tennista pugliese è un risultato storico . Dal Foro Italico arriva una delle storie più belle di questi Internazionali d’Italia, e parla pugliese. Andrea Pellegrino, 29 anni, nato a Bisceglie, numero 155 del ranking mondiale, vola agli ottavi di finale del Masters 1000 di Roma dopo la vittoria più importante della sua carriera contro lo statunitense Frances Tiafoe, numero 20 del mondo. Un successo netto, costruito con qualità e personalità: 7-6 il primo set, combattutissimo e deciso al tie-break, poi un secondo set dominato 6-1 davanti all’entusiasmo del pubblico del Foro Italico. Per Pellegrino è un risultato storico: prima di questa settimana non aveva mai giocato il tabellone principale di un Masters 1000, dopo essere entrato a Roma passando dalle qualificazioni. Oggi invece è tra i migliori sedici del torneo più importante del tennis italiano. Una carriera costruita con pazienza e sacrificio, la sua. Cresciuto tennisticamente tra Bisceglie e Bari, figlio di un maestro di tennis, Pellegrino è uno di quei giocatori che hanno costruito tutto passo dopo passo, macinando anni di circuito Challenger e tornei internazionali. Nel suo percorso anche successi importanti: i titoli Challenger di Roma, Vicenza e Bad Waltersdorf, oltre al torneo ATP 250 di Santiago del Cile vinto in doppio nel 2023 insieme ad Andrea Vavassori. Dopo la vittoria contro Tiafoe, il tennista pugliese non ha nascosto l’emozione: “Quando sono venuto qui non mi sarei mai aspettato un risultato così. Sono veramente felice del mio tennis”. Adesso per lui arriva la sfida più attesa: oggi, agli ottavi, affronterà Jannik Sinner, numero uno del mondo. I due si erano già incrociati sette anni fa in un Challenger, quando Sinner era ancora agli inizi della sua carriera. “Lui oggi è il più forte del mondo”, ha detto Pellegrino. “Per me sarà un’esperienza incredibile e cercherò di godermi l’atmosfera”. E comunque vada, per il tennis pugliese, quella di Andrea Pellegrino è già un’impresa destinata a restare.

Ha lasciato il tennis da adolescente per un brutto infortunio, ma non si è mai arreso . La matrice deriva dal tennis. Nella vita e nello sport si ispira a due colossi: Sinner e Nadal. Dell’altoatesino apprezza umiltà, concentrazione e voglia di migliorarsi sempre; dallo spagnolo prenderebbe grinta e determinazione. E’ su questo sentiero che si muove Giulio Lovascio, sforzandosi di non deragliare mai. Sinora i risultati sono con lui: n° 1 in Puglia nella sua disciplina, il padel, e undicesimo in Italia. E’ nato a Conversano, in provincia di Bari, in una famiglia di tennisti quando il tennis era scarsamente popolare. L’approccio con la racchetta già in tenera età: è stato amore a prima vista o in prima battuta, come dir si voglia. “ Ho iniziato quando ero bambino, a 3 anni– racconta durante un torneo internazionale a Napoli -. Sono stato campione regionale di tennis Under 12, 13 e 14. Ho lasciato per un brutto infortunio al polso sinistro. Avvertivo dolore durante il rovescio a due mani. Impossibile continuare”. Un duro colpo per un ragazzo poco più che adolescente. La vocazione è sempre lì a ricordargli di riprovarci. Per un breve periodo si dedica al Beach Tennis. Ottiene rapidi riconoscimenti: campione regionale e vice campione italiano Under 18. Ma, mentre il mondo è in stand by per la pandemia, resta quasi folgorato da una disciplina ancora sconosciuta e destinata a raccogliere migliaia di adesioni in un lampo: il padel. Inizia la sua seconda vita da sportivo. Torna sulla scena da protagonista. “E’ successo nel 2020 e non ho più smesso – ammette con voce sorridente -. Un mese fa ho rivinto il campionato regionale in Puglia. Ma voglio scalare posizioni anche a livello internazionale. Per questo sono a Napoli. Poi sarò a Roma e Como”. Le sue espressioni non tradiscono mai rammarico, invidia o senso di inferiorità per il momento d’oro del tennis italiano: “Chi gioca a tennis e critica il padel è superficiale. Il padel piace perché consente un approccio rapido, semplice: è immediato. Praticarlo a livello agonistico presuppone allenamenti intensi e tecnica. Il tennis è più faticoso per le dimensioni del campo. Ma sono totalmente diversi”.

La presidente del Consorzio sottolinea l’importanza della fascetta di Stato per garantire tracciabilità e qualità, in risposta alla vicenda delle bottiglie inviate al campione di tennis Intervista: Novella Pastorelli, presidente Consorzio del Primitivo di Manduria

Finora non sarebbe stato eseguito alcun sequestro. Nessuno ha chiesto la restituzione del vino dedicato a Sinner e inviato dal Comune di Manduria al sindaco del paese altoatesino nell’ottica di un gemellaggio tra le due comunità

Isidoro Mauro Baldari, coinvolto nello scandalo del vino primitivo regalato al tennista, preferisce il silenzio stampa

Il consorzio Produttori vini Manduria chiede la cancellazione dei dati apposti sulle bottiglie Servizio di Annamaria Rosato

Il vino è stato donato dal sindaco al campione Sinner Servizio di Annamaria Rosato;

Dopo l’anteprima a Dubai, degustazione nella capitale del dolce ideato dal maestro pasticciere Angelo Bisconti Servizio di Stefania RotoloRiprese e Montaggio di Massimo d’OlimpioIntervistati:Angelo Bisconti, maestro pasticciereFranzy Mele, cantautore

Il tipico dolce salentino dedicato al campione italiano di tennis è la nuova invenzione del maestro pasticciere di Campi Salentina Angelo Bisconti Il “Pasticciotto Sinner” conquista Dubai. La variante arancione del classico dolce leccese che il maestro pasticciere di Campi Salentina Angelo Bisconti ha dedicato al campione di tennis Jannik Sinner dopo il trionfo agli Australian Open, è stata presentata ufficialmente al Gulfood, il più grande salone dedicato al Food & Beverage del Medio Oriente. Nel padiglione Italia Bisconti ha illustrato tutte le fasi della preparazione del pasticciotto. Un’invenzione dolciaria particolarmente apprezzata dagli addetti ai lavori e dai rappresentanti della stampa specializzata. La forma ricorda quella di una pallina da tennis ma il colore è arancione perché la frolla è realizzata con l’aggiunta di carota. All’interno la farcitura è composta da una delicata crema d’arancia al posto della tradizionale crema pasticcera.

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