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Febbraio 18, 2025

Basterà battere il Bisceglie nel recupero di giovedì prossimo al “Puttilli”  Servizio Giovanni Di Benedetto

Sono finiti in carcere con un maggiorenne, i fatti risalgono al 3 dicembre scorso Sono entrati per svaligiare l’abitazione, hanno trovato il figlio minorenne dei proprietari che era solo in casa e dormiva e lo hanno aggredito lasciandolo a terra sanguinante. Arrestati i presunti responsabili della violenta rapina accaduta a Barletta il 3 dicembre scorso. Si tratta di tre 17enni e un maggiorenne, incastrati dalle immagini delle telecamere di sorveglianza. I minorenni sono al Fornelli di Bari, l’altro è nel carcere di Trani.  Tre 17enni sono stati arrestatidalla Polizia perché ritenuti responsabili di una rapina e diuna aggressione ai danni di un minorenne compiuti a Barletta loscorso 3 dicembre. Gli indagati rispondono di concorso in rapinae lesioni personali. Secondo quanto accertato dalle indagini,coordinate dalla Procura per i minorenni i tre, assieme ad unmaggiorenne già arrestato, si sarebbero intrufolati in unappartamento con il probabile intento di mettere a segno unfurto. In casa però, c’era solo un ragazzino, figlio deiproprietari, che svegliato dai rumori si è ritrovato davanti aquattro giovani che si muovevano tra cassetti e armadi.Non è riuscito a chiedere aiuto perché il gruppo lo avrebbeaggredito con calci e pugni lasciandolo ferito e sanguinante sulpavimento e riuscendo a portare via danaro, un televisore, unmonopattino elettrico, alcuni gioielli e un Iphone. La loroidentificazione è stata possibile attraverso l’analisi delleimmagini dei sistemi di videosorveglianza della zona.I tre 17enni si trovano nel carcere minorile di Bari, mentrel’unico maggiorenne nell’istituto di pena di Trani. (ANSA).

Sindaco Graziano Coscia, ‘Referendum per lasciare la Puglia’ INTERVISTA GRAZIANO COSCIA SINDACO DI CARLANTINO Servizio Matteo Spada

3.420 le unità interessate, circa tremila gli operai che lavorano nel sito di Taranto E’ in corso al ministero del Lavoro la trattativa tra Acciaierie d’Italia e i sindacati metalmeccanici (Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm, Usb e Ugl) per rinnovare di un anno la cassa integrazione nel gruppo. 2.955 i dipendenti interessati per il sito di Taranto, il più grande dell’ex Ilva. Improbabile che già oggi possa chiudersi la partita. A luglio 2024 fu trovato un accordo su un numero massimo di 4.050 cassintegrati nel gruppo, di cui 3.500 a Taranto – si era partiti da una richiesta di 5.200 di cui 4.400 a Taranto -, stavolta AdI chiede la cassa per 3.420 dipendenti. La sospensione temporanea dal lavoro interessa 465 dipendenti degli altri siti di AdI, tra cui Genova e Novi Ligure. I fondi per la cassa integrazione sono già nella legge di Bilancio e inoltre l’attuale gestione commissariale corrisponde sull’importo della cassa una integrazione economica per alleviarne l’impatto.

Dopo lo spostamento degli uffici scolastici a 35 chilometri di distanza, il sindaco protesta e chiede che la Regione intervenga Spostano gli uffici scolastici a 35 chilometri di distanza e il sindaco di Carlantino vuole lasciare la Puglia e accorparsi al Molise. La protesta di Graziano Coscia è partita perché nel paese dei Monti Dauni, 800 abitanti, la segreteria di scuola materna, infanzia e medie (frequentate da una 30ina di studenti), è stata spostata da Celenza Valfortore al più lontano Casalnuovo Monterotaro.  Quindi le famiglie, anziché percorrere 7 chilometri, ora dovranno sobbarcarsene 35 di strada dissestata che in inverno a causa di pioggia, ghiaccio e neve diventano un incubo. Il sindaco chiede al governo regionale di riaprire la dirigenza scolastica di Celenza Valfortore e si rivolgendosi direttamente al presidente della regione conclude: “Se Emiliano non ci vuole lo dica, così il paese e la nostra diga di Occhito li facciamo passare al Molise”.

La Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane e Monopoli hanno sequestrato circa 100 mila euro Un ingente quantitativo di denaro, pari a oltre 237 mila euro, è stato intercettato dai finanzieri di Bari e all’Agenzia delle Dogane e Monopoli, al porto, in una vettura proveniente dalla Grecia. Il denaro era privo degli obblighi previsti dalla normativa valutaria. Gli agenti, durante l’ispezione del veicolo, hanno trovato prima circa 30 mila euro tra gli effetti personali di uno dei passeggeri e, dopo, la restante parte, riposta dal conducente all’interno di un marsupio, per un totale di € 206.900,00 in banconote anche di grosso taglio. Si è proceduto così al sequestro amministrativo del 50% della somma oltre l consentito, ossia circa 100 mila euro.

L’episodio è avvenuto lo scorso 5 febbraio. I quattro si fecero consegnare 90 mila euro Sono stati arrestati dai carabinieri di San Severo quattro persone del luogo, due uomini e due donne, tra cui madre e figlio, per la rapina commessa all’ufficio postale di Poggio Imperiale lo scorso 5 febbraio. I malfattori, con il volto coperto, armati di fucile a canne mozze e pistole, si erano fatti consegnare dal direttore circa 90 mila euro per poi fuggire a bordo di un’auto rubata in precedenza. I Carabinieri hanno ritrovato il mezzo, individuato e bloccato un 23enne trovato in possesso delle armi utilizzate per la rapina e due donne, rispettivamente di 40 e 57 anni, con parte del denaro contante. La perquisizione è poi continuata nell’abitazione di quest’ultima: sono state ritrovate le chiavi dell’auto, abbigliamento compatibile e fascette/involucri riferibili al denaro portato via dall’Ufficio Postale, tutto nella disponibilità del figlio della donna, un 21enne, responsabile di aver preso parte alla rapina. I due uomini sono adesso in carcere, mentre le due donne hanno all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

I soggetti vivevano in stabili in stato di abbandono, privi delle fondamentali condizioni igienico-sanitarie I carabinieri della Bat hanno identificato oltre 20 uomini originari del paesi del nord e centro Africa (di cui 8 malesi, 7 sudanesi, un gambiano, un algerino, un tunisino e un guineiano) di cui 6 sono risultati irregolari sul territorio nazionale. L’operazione ha visto in azione oltre 50 carabinieri in diversi luoghi individuati ad Andria al fine di contrastare il fenomeno dell’immigrazione clandestina. Gli agenti hanno controllato alcuni stabili in stato di abbandono, solitamente rifugio di gruppi di immigrati extra comunitari. Tutti gli stranieri identificati sono stati affidati ai Servizi Sociali del Comune di Andria che li hanno presi in carico per dargli supporto medico e per fornire un alloggio temporaneo. Gli edifici in cui vivevano sono stati bonificati.

L’episodio lo scorso 26 gennaio: per l’uomo divieto di accesso agli stadi per un anno Il Questore di Lecce ha emesso un Daspo a carico di un 46enne di Gallipoli, reo di aver lanciato materiale pericoloso durante l’incontro di calcio dello scorso 26 gennaio tra ASD Città di Gallipoli e ASD Unione Calcio Bisceglie. L’uomo dagli spalti della “curva sud”, che ospitava un nutrito gruppo di tifosi locali tra cui anche giovanissimi, come evidenziato dai filmati degli operatori di Polizia Scientifica, avrebbe lanciato verso il campo di gioco almeno due dei tre ordigni che sono deflagrati a ridosso delle barriere anti-scavalco. Il gesto, pericoloso sia per chi era sugli spalti nei pressi dell’autore del lancio e sia per chi era nelle vicinanze del luogo di deflagrazione è stato considerato pericoloso e pregiudizievole per l’ordine e la sicurezza pubblica. La misura del Daspo emessa ha la durata di un anno col divieto di accesso agli impianti sportivi nazionali nonché alle zone limitrofe degli stessi per tutta la durata degli incontri e per due ore prima e due ore dopo la fine degli incontri.

“Necessario per chiudere dignitosamente la legislatura” Servizio di Francesco Iato;

Istituito per legge 20 anni fa, ma mai reso operativo Servizio di Francesco Iato;

La decisione, ormai in dirittura d’arrivo, ha subito un blocco inatteso per l’opposizione del gruppo di maggioranza di Azione Servizio di Francesco Iato

Conclusa l’inchiesta della Procura. L’incidente avvenne nel luglio 2023 Omicidio colposo e la violazione di una serie di norme sulla sicurezza. Sono i reati contestati a 8 indagati nell’inchiesta conclusa dalla Procura di Taranto sulla morte dell’operaio Antonio Bellanova, il 31enne tarantino rimasto schiacciato da un’ecoballa durante le operazioni di carico di una nave ormeggiata al quarto sporgente del porto. L’incidente è avvenuto a luglio del 2023. La vittima era all’interno della stiva. Ora gli indagati hanno 20 giorni di tempo per chiedere di essere interrogati o per presentare memorie difensive.

Foto e video dei festeggiamenti sono stati pubblicati in rete e non sono sfuggiti agli investigatori Detenuto ai domiciliari in una casa in Calabria aveva avuto il permesso di tornare a San Giorgio Jonico, la sua città, per sottoporsi ad una visita medica specialistica. Ma lui ne ha approfittato per partecipare alla festa di compleanno di una ragazza della sua famiglia. È stato però tradito da foto e video finiti sui social e che non sono sfuggiti agli investigatori, che hanno dunque portato in carcere Marcello Lucchese, 51enne, conosciuto negli ambienti criminali tarantini come “Bruce Lee”. Proprio ieri l’uomo ha patteggiato in appello una condanna a 17 anni e 9 mesi per traffico di droga nell’ambito dell’operazione Taros due.

Incontro dei componenti del comitato “no discarica”  Servizio di Giovanni Di Benedetto; intervista a avv. Vincenzo Princigalli, comitato “No discarica”;

Sono strumenti utilizzati per compensare le emissioni di gas serra Servizio di Guglielmina Logroscino: interviste a Francesco Tarantini, Commmissario Straordinario Parco nazionale Alta Murgia; Michele Andriani, imprenditore; Antonio Vasile, Presidente Aeroporti di Puglia;

E’ l’attuale direttore amministrativo della Fondazione Dovrebbe ricadere su Nicola Grazioso, attuale direttore amministrativo della Fondazione liricosinfonica Petruzzelli, la nomina come sovrintendente pro tempore dopo le dimissioni di Massimo Biscardi, che dal 20 febbraio sarà presidente e sovrintendente dell’Accademia nazionale Santa Cecilia. Lo ipotizzano fonti vicine alla fondazione. Il sovrintendente temporaneo dovrà traghettare il teatro fino al 30giugno, quando decadrà l’attuale Consiglio di indirizzo e sarà nominato il sovrintendente definitivo.

Ma arriva comunque una nuova pesante penalizzazione Il Taranto Calcio può proseguire il campionato, almeno per ora. Sono stati pagati gli stipendi di settembre e di ottobre 2024, previsti il 16 dicembre scorso. Restano da pagare ancora novembre, dicembre e gennaio e il termine è appena scaduto. Bastavano comunque almeno due mensilità per salvare la squadra dall’esclusione del campionato. Si incassa invece la pesante penalizzazione di 12 punti da scontare nella prossima stagione di serie D. E per molti tifosi restare ancora in gioco è solo il prolungamento di una dolorosa agonia condita da spettacoli avvilenti. Parere che evidentemente non interessa a Massimo Giove che va avanti: la radiazione avrebbe comportato restare fuori dal giro per cinque anni, e certo anche questo andava scongiurato. Si spera sempre e ancora nell’arrivo di un investitore, nonostante debiti e penalizzazioni. L’11 marzo udienza per l’apertura della fase di liquidazione giudiziale.

Il settore spazio e le opportunità per i giovani non possono prescindere da una buona comunicazione scientifica. La scienziata Nasa, Emma Gatti a Crispiano: “In Puglia tante startup interessanti” Di Alessandra Martellotti

Gravina: incontro sui vantaggi dei crediti di carbonio

Sono strumenti utilizzati per compensare le emissioni di gas serra Servizio di Guglielmina Logroscino: interviste a Francesco Tarantini, Commmissario Straordinario Parco nazionale Alta Murgia; Michele Andriani,

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