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Braccio di ferro burocratico chiuso: arriva il parere dell’Avvocatura regionale . Nuovo colpo di scena ieri sul caso Lorusso, la borsista reclutata dal Policlinico di Bari nonostante il procedimento penale in corso per presunto voto di scambio politico-mafioso. Ieri il governatore Decaro ha chiesto al direttore generale del Policlinico di annullare con effetto immediato la borsa di studio assegnata a Maria Carmen Lorusso. La candidata, sostiene la Regione Puglia, andava esclusa in partenza nonostante avesse dichiarato la pendenza giudiziaria. Il Policlinico aveva eccepito dubbi interpretativi sui requisiti del bando, superati ieri dal parere dell’Avvocatura regionale. Una presa di posizione durissima quella del presidente Decaro che, di fatto, chiude il braccio di ferro burocratico sulla legittimità dell’incarico.

Secondo la procura, avrebbe accettato la promessa di sostegno elettorale da parte di soggetti ritenuti vicini al clan Diomede e Parisi. Nuove accuse per il sindaco di Modugno Nicola Bonasia, indagato dalla procura di Bari per voto di scambio politico mafioso.Nel provvedimento di conclusione delle indagini preliminari, firmato dal pm della Dda Fabio Buquicchio con il visto del procuratore capo Roberto Rossi, viene formalmente contestato un nuovo episodio di corruzione elettorale, in concorso con tre imprenditori parenti fra loro: il primo cittadino e l’ex assessore ai Lavori Pubblici Antonio Lopez – arrestato a novembre scorso e ora ai domiciliari – avrebbero – secondo l’accusa – promesso posti di lavoro o l’assegnazione di lavori comunali in cambio di appoggio elettorale in occasione delle elezioni amministrative del settembre 2021 e del successivo turno di ballottaggio di ottobre. Bonasia risponde di tre episodi di voto di scambio politico mafioso: sempre secondo la procura, avrebbe accettato la promessa di sostegno elettorale da parte di soggetti ritenuti vicini al clan Diomede e Parisi.In tutto, l’inchiesta coinvolge a vario titolo 14 persone.In seguito all’arresto dell’assessore Lopez – che in un lungo interrogatorio fece parziali ammissioni – la Prefettura inviò la commissione d’accesso per verificare la presenza di eventuali infiltrazioni mafiose all’interno dell’amministrazione. Nessuno scioglimento – ha deciso il Viminale – ma la nuova amministrazione che salirà in carica dopo le elezioni del prossimo 24 e 25 maggio dovrà lavorare sotto lo stretto monitoraggio della Prefettura.

Si dovranno verificare eventuali forme di infiltrazione o condizionamento mafioso . Il Prefetto di Bari Francesco Russo ha inviato nel comune di Modugno la commissione di indagine incaricata di verificare la sussistenza di eventuali forme di infiltrazioni o condizionamenti di tipo mafioso all’interno dell’amministrazione. Una decisione che arriva a distanza di qualche settimana dall’inchiesta avviata dalla Dda di Bari e che ha visto finire in carcere l’ex assessore alle Attività Produttive Antonio Lopez, ora ai domiciliari con l’accusa di voto di scambio politico mafioso. Ipotesi contestata anche all’attuale sindaco Nicola Bonasia, che però non è stato raggiunto da alcuna misura cautelare. La commissione, che analizzerà l’attività dell’amministrazione per i prossimi tre mesi, è composta dal Viceprefetto aggiunto Michelangelo Montanaro, dal dirigente di seconda fascia Maurizio Alicandro e dal maggiore dei Carabinieri Giovanna Bosso.

L’ex assessore ed ex candidato di Fi alla Regione Puglia.” Chiarirò la mia posizione” Servizio di Linda Cappello

Tra loro, l’ex consigliere comunale Danilo Maffei e suo padre, accusati di compravendita elettorale Servizio Pietro Loffredo

Durante l’interrogatorio ha ribadito di non sapere che le persone alle quali si era rivolto fossero vicine alla criminalità di Linda Cappello Avrebbe ammesso di aver dato soldi in cambio di voti Giacomo Olivieri. Questa mattina alle 11 si è tenuto l’interrogatorio davanti al gup, Giuseppe De Salvatore. In particolare, ha fatto riferimento ad una dazione di 10mila euro favore di Bruna Montani, dell’omonima famiglia mafiosa del San Paolo per la campagna elettorale della moglie Maria Carmen Lorusso, aggiungendo di averle dato altri tremila euro per esigenze personali. Secondo quanto emerso pare che Olivieri abbia ammesso di aver sbagliato. Vestito con giacca, camicia e jeans è sembrato particolarmente lucido e concentrato, agli occhi di chi lo ha visto. Ha fatto riferimento al suo passato politico, dicendo che quando era presidente della Multiservizi, nel lontano 2014, aveva rinunciato all’autista e allo stipendio. Per quanto riguarda l’accusa di voto di scambio politico mafioso, ha ribadito quanto già riferito in occasione dell’interrogatorio di garanzia, e cioè di non sapere che le persone con le quali si erano interfacciato fossero in qualche modo collegate ad esponenti della criminalità organizzata.

Dopo la conclusione delle indagini, l’ex assessore regionale ai Trasporti ha presentato una memoria difensiva Depositata in procura una memoria difensiva per conto dell’ex assessore regionale ai Trasporti Anita Maurodonoia, in un presunto caso di voto di scambio nelle elezioni amministrative del comune di Grumo Appula e della Regione Puglia . Nell’atto, depositato dall’avvocato Mario Malcangi, viene rimarcata una “contestazione netta sull’ipotesi di partecipazione ad accordi finalizzati alla corruzione elettorale, la rivendicazione di un ruolo politico attivo sul territorio ma alieno da “combine” di malaffare o legate ad accordi finalizzati ad ottenere il voto in cambio di chissà che. Il tutto senza trascurare che già il gip aveva escluso la sussistenza indiziaria rispetto alla contestazione della quale oggi è chiamata a rispondere la Maurodinoia” . L’ex assessora è indagata insieme al marito Sandro Cataldo, fondatore del movimento politico ‘Sud al centro’, e altre 16 persone, per la presunta compravendita di voti relativa alle elezioni regionali del 2020 – in cui fu eletta con quasi 20mila voti – e alle amministrative di Grumo Appula in provincia di Bari dello stesso anno. Per la Procura, quelle elezioni e le Comunali di Triggiano del 2021 sarebbero state inquinate dall’associazione che avrebbe avuto come capo proprio Cataldo, con la quale agli elettori sarebbero stati dati soldi e regali in cambio di voti. L’inchiesta portò ad aprile agli arresti (ai domiciliari) anche di Cataldo e, tra gli altri, anche del sindaco di Triggiano allora in carica, Antonio Donatelli, poi sostituito da un commissario. Lo scorso ottobre la Procura ha notificato la chiusura delle indagini ai 18 indagati.

Tra gli imputati l’ex consigliera comunale Ferri e il presidente del Foggia calcio Canonico Servizio di Linda Cappello montaggio di Luigi Aloisio

Svelato voto scambio politico-mafioso a elezioni comunali 2019 Promette di diventare il secondo maxi processo alla mafia barese quello che dal 2 luglio prossimo si celebrerà davanti alla seconda sezione penale del tribunale di Bari, partito dall’inchiesta “Codice interno”, che a febbraio scorso ha portato agli arresti di oltre 130 persone fra cui l’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri. Rispetto a quello che si celebrò anni fa, al centro del nuovo processo alla mafia barese, che vedrà alla sbarra esponenti di primo piano dei clan Parisi – Palermiti e Strisciuglio, non ci saranno tanto gli omicidi e i regolamenti di conti fra bande rivali, quanto le tecniche con cui i clan si sono infiltrati in vari settori della vita del capoluogo, dal commercio alla politica.

Alessandro Cataldo, davanti a Gip e Pm, ha negato l’esistenza di un “sistema Sandrino” e si è detto estraneo a qualsiasi ipotesi di compravendita di voti Il fondatore del movimento politico “Sud al centro”, Alessandro Cataldo, ai domiciliari dal 4 aprile scorso con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale, ha negato davanti al Gip e al Pm l’esistenza del cosiddetto “sistema Sandrino”. Stando a quanto dichiarato dal marito dell’assessora ai trasporti della regione Puglia, quindi, le elezioni amministrative di Bari (2019), Grumo Appula (2020) e Triggiano (2020), oltre che le Regionali del 2020 non sarebbero state inquinate con la compravendita di voti per la modica cifra di 50 euro così come sostenuto dalla procura di Bari. Sempre nella giornata di oggi, poi, è stato ascoltato anche il sindaco di Triggiano, Antonio Donatelli, che ha espresso la volontà di dimettersi dalla carica ricoperta a decorrere dal 2015.

Interrogatorio di garanzia per l’ex sindaco di Triggiano (che ha rassegnato le dimissioni) e per il marito dell’ex assessora regionale Anita Maurodinoia Interrogatori di garanzia al Tribunale di Bari per l’ex sindaco di Triggiano Antonio Donatelli e Sandro Cataldo, fondatore del movimento politico Sud al Centro e marito dell’ex assessora regionale Anita Maurodinoia. I due hanno risposto alle domande della gip. Donatelli e Cataldi sono accusati – con altre 71 persone – di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale. Le elezioni contestate sono le comunali di Triggiano del 2021. Ma la compravendita di voti (a 50 euro l’uno) sarebbe cominciata già alle comunali del 2019 a Bari e alle elezioni del 2020 al comune di Grumo Appula e alla Regione Puglia. Anita Maurodinoia, è indagata con la stessa accusa. Donatelli, dopo l’interrogatorio, si è dimesso (era stato sospeso, il prefetto nominerà un commissario). Al momento non è stata chiesta la revoca della misura cautelare. Donatelli, ha spiegato il suo legale, “ha ammesso di conoscere Cataldo e Defrancesco ma non era a conoscenza di illiceità e non ne aveva avuto alcuna percezione”.

La Maurodinoia poi si è subito dimessa da assessore regionale ai trasporti e dagli incarichi di partito nel pd

Questa volta nel mirino le elezioni comunali di Triggiano del 2021 e quelle amministrative di Grumo Appula

Oltre Francesca Ferri e Filippo Dentamaro, coinvolto anche Nicola Canonico, ex presidente del Foggia Calcio ed ex consigliere regionale E’iniziata questa mattina, l’udienza preliminare che vede imputati, tra gli altri, l’ex consigliera comunale di Bari, Francesca Ferri, e il compagno, Filippo Dentamaro, accusati di una presunta corruzione elettorale, in occasione delle amministrative del 2019 a Bari e a Valenzano. Nell’udienza davanti alla gup Anna Perrelli, in cui sono 43 gli imputati – tra i quali l’ex consigliere regionale, imprenditore e presidente del Foggia Calcio Nicola Canonico – della coppia era presente solo Dentamaro, tutt’ora ai domiciliari, come la Ferri, dopo essere finiti, entrambi, in carcere, il 26 ottobre 2022. Nella prima udienza, si è costituito parte civile il Comune di Bari, e nella prossima, fissata per il 9 giugno, si definiranno le scelte dei riti: 16 dei 43 imputati, prevalentemente quelli che rispondono di reati legati all’attività mafiosa, hanno infatti chiesto il rito abbreviato.

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