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ustioni

Michele Visconti, 72 anni, è deceduto nel Policlinico di Bari dov’era ricoverato . Non ce l’ha fatta Michele Visconti, il 72enne rimasto gravemente ferito nell’incendio divampato il 14 gennaio scorso a Ruvo di Puglia. L’uomo è deceduto oggi nel Policlinico di Bari dov’era ricoverato con ustioni in varie parti del corpo.L’incendio era scaturito, probabilmente, da una fuga di gas nell’appartamento a piano terra che si trova in via Bellini, non lontano dalla stazione ferroviaria.Molto probabilmente una fuga di gas la causa dell’incendio che ha interessato un appartamento al piano terra di via Bellini, a Ruvo di Puglia, non lontano dalla stazione ferroviaria.

É accaduto a Bisceglie, i due ragazzi erano in casa. Il più piccolo, 14 anni, è ricoverato con ustioni su oltre il 30 per cento del corpo Due fratelli di 20 e 14 anni sono rimasti gravemente ustionati mentre erano alle prese col barbecue in casa. È accaduto a Bisceglie, in via Fregata, a ridosso del centro cittadino. Secondo quanto accertato, avevano usato dell’alcol per alimentare la brace e sono stati investiti dal ritorno di fiamma.  In casa con loro c’erano altre quattro persone. A metterli in salvo i vigili del fuoco che hanno domato il rogo. I due feriti sono ricoverati in ospedale al Policlinico di Bari. Il 20enne è in rianimazione, in condizioni molto gravi: ha riportato ustioni estese su gran parte del corpo. Il 14enne invece si trova nel centro ustioni e ha riportato ferite per oltre il 30 per cento del corpo.

Un’operatrice sanitaria di Manduria trasferita per una consulenza al Centro del Perrino di Brindisi Le è esploso il cellulare in tasca ed è rimasta ustionata. È accaduto a una operatrice sanitaria di Manduria, di 27 anni, trasferita per una consulenza al Centro grandi ustioni del Perrino di Brindisi, dopo un primo soccorso al Giannuzzi. La giovane, che lavora in una Rsa, ha riportato ustioni sul fianco, sul braccio e al torace. Non si è reso necessario il ricovero, ma è stato consigliato un trattamento ambulatoriale. Si tratta di una ustione chimica, localizzata, che ha interessato il 3 per cento del corpo.

È ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Perrino di Brindisi con lesioni al tronco e alle braccia È stabile ed è stata già portata nel reparto di pediatria la bambina di Carmiano trasportato ieri d’urgenza nel reparto Grandi ustionati dell’ospedale Perrino di Brindisi. Un incidente domestico nel comune salentino ha infatti rischiato di finire in tragedia: l’olio bollente su un ripiano, un frazione di secondo di disattenzione e l’olio è finito sulla piccola di due anni.La bambina è stata immediatamente presa in carico dell’equipe medica che l’ha stabilizzata. Ha riportato ustioni sul viso e sulle braccia e, dai primi accertamenti, sembra non si tratti per fortuna di ustioni gravi. E infatti è stata poi trasferita nel reparto di pediatria dove comunque continua ad essere monitoratasi.

Il ragazzo è ricoverato in terapia intensiva al Policlinico di Bari con ustioni sul 60% del corpo Ha provato a togliere dei residui di colla dal petto utilizzando un accendino e si è ustionato gravemente: il 12enne, vittima dell’incidente, è ora ricoverato al Policlinico di Bari. Si trova intubato in terapia intensiva. Le ustioni hanno interessato il 60% del corpo. Secondo una prima ricostruzione, il ragazzo stava giocando a casa di un amico in provincia di Lecce. Si è sporcato il petto con della colla e avrebbe provato a ripulirla utilizzando dell’acol. Per eliminare i residui avrebbe utilizzato la fiamma di un accendino, provocando in questo modo l’incidente. È stato trattato d’urgenza con una tecnica innovativa dall’equipe guidata dal dottor Giulio Maggio. Al momento la prognosi è riservata.

Il bambino è ricoverato al Policlinico di Bari, gli altri familiari sono rimasti intossicati

L’uomo la ferì con coltellate a braccio, fianco e addome e le lanciò dell’acido, che le procurò ustioni sul 25% del corpo. Il marito morì dopo essersi dato fuoco E’ ritornata a casa a Galatone, dalle sue due figlie, la donna di 32 anni sopravvissuta al tentato omicidio del marito Abdo Badraoui, titolare di una kebabberia. Ci sono voluti quasi tre mesi di ricovero per recuperare dalle ferite da coltello, al braccio al fianco e all’addome, e dalle abrasioni da acido che l’uomo le aveva inferto nel pomeriggio del 29 maggio scorso al termine di una lite. Nonostante le ferite riuscì a raggiungere l’abitazione della madre e ad allertare i Carabinieri. La 32enne, che aveva subito ustioni sul 25% del corpo, fu poi ricoverata nel reparto grandi ustionati del Perrino. Al momento dell’aggressione le figlie non erano in casa. Nei giorni immediatamente successivi  il marito era andato all’ospedale per visitare la donna, ma era stato bloccato perché era fuori dagli orari di visita. A quel punto il 32enne è tornato in auto, ferma nel parcheggio del nosocomio, si è cosparso di liquido infiammabile e si è dato fuoco. Morì a causa delle ustioni alcuni giorni dopo

I carabinieri non hanno ancora ricostruito del tutto la dinamica dell’incidente E’ morto a causa delle conseguenze delle ferite riportate dall’esplosione dei fuochi pirotecnici che stava maneggiando nel suo appartamento. Aurelio Zappatore, 33enne residente a Marina di Lesina, è morto dopo una settimana di ricovero nel centro grandi ustionati del policlinico di Bari dove era stato ricoverato per le gravi ferite ustioni subite su gran parte del corpo. I carabinieri non hanno ancora ricostruito del tutto la dinamica dell’incidente

Al momento si trova ricoverato nel centro Ustioni del Policlinico di Bari, ma non sarebbe in pericolo di vita. Sarebbe stato aperta una inchiesta sull’incidente avvenuto ai danni di un operaio che sarebbe rimasto fulminato, mentre lavorava in un cantiere a Trani. Al momento il capo di accusa principale è di lesioni colpose, ma non ci sarebbero indagati. L’uomo, un 64enne, ha riportato ustioni di secondo grado su buona parte del corpo. Al momento si trova ricoverato nel centro Ustioni del Policlinico di Bari, ma non sarebbe in pericolo di vita. Secondo quanto emerso finora dagli accertamenti eseguiti dai tecnici dello Spesal della Asl Bat, il cestello su cui il 64enne era al lavoro sarebbe rimasto impigliato per poi essere raggiunto da un passaggio di corrente che si sarebbe propagato dai cavi verso il ponteggio.

L’uomo, di nazionalità marocchina, è ora in rianimazione ed è in pericolo di vita. Era ricercato da due giorni. Si è dato fuoco davanti all’ingresso dell’ospedale Perrino di Brindisi Abdo Badraoui, il 30enne di origine marocchina che a Galatone aveva accoltellato la moglie e le aveva versato dell’alcol sul volto, appiccando poi il fuoco. L’uomo ha tentato prima di entrare dall’ingresso principale portando con se un orsacchiotto, forse fingendo fosse un regalo da portare in Pediatria, ma le guardie lo hanno fermato. Poi è tornato in auto, la Lancia Y della moglie con cui ieri era fuggito: ha preso una bottiglia di benzina e si è dato fuoco. La vigilanza ha usato gli estintori; uno degli agenti si è ferito nel tentativo di soccorrerlo ed è stato medicato al pronto soccorso. Il 30enne, invece, ha riportato ustioni sull’80% del corpo ed è in rianimazione, esattamente come la moglie che versa in gravi condizioni. Era ricercato su tutto il territorio nazionale.

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