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Eccesso di offerta e prezzi instabili mettono in difficoltà le aziende zootecniche del Sud. L’Italia, con il sostegno di Romania e Slovacchia, chiederà oggi, nel corso della riunione dei ministri dell’Agricoltura dell’Unione europea, l’adozione di un piano straordinario per fronteggiare la crisi del settore lattiero-caseario, che colpisce in modo crescente anche le aree rurali di Puglia e Basilicata, dove l’allevamento rappresenta un presidio economico e sociale fondamentale. Secondo il documento che sarà discusso a Bruxelles, il mercato lattiero-caseario europeo mostra segnali evidenti di una crisi profonda, determinata da uno squilibrio strutturale tra un’offerta in costante crescita e una domanda incapace di assorbire le eccedenze. Una situazione di forte volatilità che mette a rischio la tenuta economica delle aziende agricole e la stabilità delle comunità rurali, in particolare nelle regioni del Sud Italia, dove i margini delle imprese zootecniche sono già ridotti dall’aumento dei costi di produzione. Per Puglia e Basilicata, territori caratterizzati da una zootecnia diffusa e da filiere lattiero-casearie legate anche alle produzioni tipiche e di qualità, la crisi rischia di tradursi in chiusure aziendali, perdita di reddito e spopolamento delle aree interne. Italia, Romania e Slovacchia sottolineano la necessità di una risposta immediata e coordinata, richiamando strumenti già adottati dall’Unione europea dopo l’abolizione del regime delle quote latte nel 2016. Tuttavia, viene evidenziato come proprio l’esperienza del 2016 abbia dimostrato che le sole dinamiche di mercato non sono sufficienti a risolvere crisi sistemiche, soprattutto quando influenzate da fattori esterni. Da qui la proposta di un Piano europeo straordinario per il latte, che punti innanzitutto a ridurre l’eccesso di offerta attraverso incentivi alla diminuzione volontaria della produzione, una misura che potrebbe offrire respiro anche agli allevatori pugliesi e lucani. Il piano prevede inoltre aiuti allo stoccaggio privato di alcuni prodotti lattiero-caseari, sostegni finanziari straordinari alle aziende più colpite, inclusi strumenti di gestione del debito, e l’utilizzo mirato del Fondo europeo di aiuto agli indigenti per assorbire parte delle eccedenze. Completano il pacchetto investimenti in campagne di promozione e valorizzazione dei consumi, con particolare attenzione ai prodotti di qualità e a denominazione, un ambito in cui Puglia e Basilicata possono giocare un ruolo strategico per rafforzare la competitività del lattiero-caseario europeo.

Il vicepresidente della Commissione europea assicura il ruolo chiave dei territori, annuncia nuove strategie regionali e conferma l’impatto della revisione della politica di coesione. Hansen: la Pac resta distinta nella programmazione Ue. Le regioni continueranno a svolgere un ruolo centrale nella progettazione e attuazione dei piani di partenariato regionali e nazionali del bilancio pluriennale dell’Unione europea 2028-2034. Lo ha assicurato il vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto intervenendo in audizione congiunta nelle commissioni Agricoltura (Agri), Bilancio (Budg) e Sviluppo regionale (Regi) del Parlamento europeo. Fitto ha chiarito che la governance del prossimo Quadro finanziario pluriennale (Qfp) si baserà su gestione condivisa, governance multilivello e su un chiaro partenariato con le autorità regionali e locali, che continueranno a interagire direttamente con la Commissione europea. La proposta di Bruxelles prevede inoltre salvaguardie per le risorse destinate alle regioni in transizione e alle regioni più sviluppate, nella convinzione che la risposta dell’Europa alle sfide emergenti debba nascere nei territori. Regioni, città, isole, regioni ultraperiferiche e zone rurali restano infatti il fulcro dell’azione europea. Secondo il vicepresidente, il nuovo assetto consentirà agli Stati membri di rafforzare il ruolo dei territori, mettendoli in condizione di rispondere in modo più efficace alle sfide geopolitiche, economiche e di sicurezza e di contribuire alla realizzazione delle priorità comuni dell’Unione europea, nel rispetto delle specificità locali. Fitto ha inoltre fatto il punto sulla revisione intermedia della politica di coesione 2021-2027, sottolineando che, pur essendo ancora in corso la conferma definitiva dei dati, le modifiche introdotte stanno già producendo un impatto reale. La revisione, proposta dalla Commissione europea, punta a rafforzare l’attenzione su nuove priorità strategiche come energia, difesa, alloggi a prezzi accessibili, competitività e resilienza idrica, garantendo al contempo maggiore semplificazione normativa. Il vicepresidente ha ringraziato il Parlamento europeo per la rapida adozione del regolamento e ha assicurato che riferirà sui risultati della revisione intermedia al termine del processo. Nel corso dell’audizione, Fitto ha annunciato che la Commissione europea è al lavoro su cinque nuove strategie territoriali. Dopo l’adozione dell’Agenda per le città, sono in preparazione nuove iniziative dedicate a isole, regioni ultraperiferiche, aree di confine orientale e al diritto a restare, con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento e sostenere le aree interne. Sul fronte agricolo, il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen ha confermato che nel bilancio Ue 2028-2034 la Politica agricola comune (Pac) farà parte della programmazione congiunta, mantenendo però natura e strumenti distintivi. In particolare, il sostegno al reddito degli agricoltori non sarà soggetto alle riforme e alle flessibilità previste per altre componenti dei piani strategici nazionali e regionali. La proposta di bilancio, ha concluso Hansen, riconosce pienamente il ruolo strategico della Pac e le esigenze specifiche del settore agricolo, che richiedono un approccio differenziato rispetto ad altri ambiti di investimento.

Con la fine delle deroghe entrano in vigore i nuovi limiti sui “forever chemicals” e il monitoraggio diventa vincolante in tutti gli Stati membri. L’Europa rafforza la tutela sulla qualità dell’acqua potabile e alza il livello di attenzione sui Pfas, le cosiddette “sostanze chimiche eterne”. Da oggi, con la fine delle scadenze transitorie previste dalla direttiva europea sulle acque potabili, gli Stati membri sono obbligati a monitorare sistematicamente la presenza di Pfas nell’acqua destinata al consumo umano e a intervenire immediatamente in caso di superamento dei limiti di sicurezza. È la prima volta che l’Unione europea introduce un controllo strutturato su queste sostanze, al centro di crescenti preoccupazioni sanitarie e ambientali. I Pfas (sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche) costituiscono un vasto gruppo di composti chimici utilizzati soprattutto per le loro proprietà di resistenza all’acqua, al grasso e alle macchie. La direttiva stabilisce due parametri fondamentali: un limite di 500 nanogrammi per litro per il parametro “Pfas totale”, che misura la concentrazione complessiva di tutte le sostanze Pfas presenti, e un limite di 100 nanogrammi per litro per la “somma di Pfas”, riferita a una lista di 20 composti indicati nelle linee guida della Commissione europea. Secondo l’esecutivo Ue, in tutta l’Unione si registra un numero crescente di casi di elevate concentrazioni di Pfas nelle acque dolci, inclusa l’acqua potabile. Per questo la Commissione invita gli Stati membri ad agire rapidamente, accelerando il monitoraggio e adottando misure efficaci per garantire il rispetto dei parametri fissati dalla normativa. I Pfas sono ampiamente diffusi in numerosi prodotti di uso quotidiano e industriale: pentole antiaderenti, imballaggi alimentari, tessuti idrorepellenti, schiume antincendio, ma anche plastiche, pneumatici, farmaci, cosmetici, pesticidi e vernici. La loro caratteristica principale è l’estrema resistenza alla degradazione: una volta rilasciati nell’ambiente, persistono per tempi molto lunghi, da cui il soprannome di forever chemicals. Questa elevata persistenza aumenta la probabilità di contaminazione di acqua e alimenti e alimenta le preoccupazioni sugli effetti a lungo termine per la salute umana e gli ecosistemi. L’esposizione dell’uomo ai Pfas avviene principalmente attraverso acqua e cibo, ma anche tramite beni di consumo e l’ambiente. Le sostanze possono essere rilasciate da impianti industriali, discariche e sistemi di trattamento delle acque reflue, che spesso non sono in grado di eliminarle completamente. Come spiega l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), uno dei principali meccanismi di contaminazione degli alimenti è il progressivo accumulo di Pfas in acqua, pesci, crostacei, piante e animali. Un contributo minore all’esposizione deriva invece dalla migrazione dei Pfas dai materiali a contatto con gli alimenti. Sul fronte sanitario, l’Efsa ha individuato come effetto più rilevante sulla salute umana la riduzione della risposta del sistema immunitario, in particolare in relazione all’efficacia delle vaccinazioni. Nel 2020 l’Autorità ha stabilito come sicura un’esposizione settimanale ai quattro Pfas più diffusi — Pfoa, Pfos, Pfna e PFHxS — entro il limite di 4,4 nanogrammi per chilogrammo di peso corporeo. Il superamento di questa soglia può compromettere la funzionalità del sistema immunitario. Secondo l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc), i Pfas possono inoltre interferire con altri meccanismi biologici, alterando il sistema endocrino, il metabolismo dei lipidi e favorendo stress ossidativo e infiammazioni croniche. Questi effetti possono contribuire allo sviluppo di patologie come infertilità, osteoporosi, diabete e alcuni tipi di tumore, in particolare a carico di testicoli e reni. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) ha classificato il Pfoa come cancerogeno certo per l’uomo (gruppo 1) e il Pfos come possibile cancerogeno (gruppo 2B). Con l’entrata in vigore dei nuovi obblighi, l’Unione europea compie un passo decisivo verso una maggiore protezione della salute pubblica, imponendo controlli più rigorosi su una delle forme di contaminazione chimica più persistenti e complesse da affrontare.

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Le opere non amovibili costruite sulle spiagge passano gratuitamente allo Stato a fine concessione, senza alcun indennizzo Servizio di Antonio Maiellaro Montaggio di Pasquale D’Attoma

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