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Gli scontri tra le fazioni opposte sono scoppiati in concomitanza del fischio d’inizio, costringendo i Carabinieri in tenuta antisommossa a intervenire con forza per disperdere i gruppi. Quattro tifosi salentini sono rimasti feriti durante i violenti scontri poco prima dell’inizio della partita di eccellenza Squinzano-Leverano all’esterno dello stadio di Squinzano. Due quelli che hanno riportato le lesioni più serie: un 23enne, tifoso della squadra di casa, e un 39enne del Leverano. Entrambi hanno perso alcune dita delle mani nell’esplosione di bombe carta lanciate durante i tafferugli e sono stati sottoposti ad intervento chirurgico all’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Un altro tifoso 35enne del Leverano è stato ferito lievemente alla schiena colpito da un cacciavite mentre un tifoso dello Squinzano di 45 anni è  stato ferito alla testa da un altro oggetto contundente. Sono intervenute le forze dell’ordine in tenuta antisommossa per sedare i violenti tafferugli. Danneggiate anche alcune auto. la partita si è poi comunque disputata e si è conclusa con la vittoria dello Squinzano per 5-0.

Nel pomeriggio resteranno fuori dai cancelli della porta n.6. dello stadio San Nicola, boicottando la gara contro il Pescara. Fumogeni, striscioni e rabbia: gli ultrà del Bari si sono radunati in piazza Prefettura per protestare contro la società. “Noi vogliamo un grande Bari” urlano in coro e ancora “Qui non è Napoli, Bari non è per te, De Laurentis vattene”. É confermato che nel pomeriggio resteranno fuori dai cancelli della porta n.6. dello stadio San Nicola, boicottando la gara contro il Pescara. Nei giorni scorsi avevano diramato una nota in cui esprimevano tutto il loro rammarico per la situazione che vive la squadra: «Viviamo giorni bui. E lo sappiamo. Negli ultimi anni le cose hanno preso una brutta piega e non solo per la deficitaria situazione di classifica che la nostra squadra sta attraversando” Se la prendono con la società e non le mandano a dire: “Come sappiamo tutti, il “pesce puzza dalla testa”: se la società è assente, menefreghista e arrogante, lo diventano in automatico anche i suoi tesserati, forti della “protezione” della presidenza. Proprio come avvenuto durante e dopo la brutta sconfitta di Empoli. C’è chi ha scelto di boicottare la squadra, chi invece, come noi, ha deciso di contestare in presenza, cercando in tutti i modi di essere espressione del malcontento di tutti, compresi coloro che stanno preferendo la disaffezione a gradoni e chilometri”. 

Nell’agguato è rimasto ferito un 17enne del posto. Interrogato in ospedale dai carabinieri la vittima avrebbe riferito di contrasti che nulla avrebbero a che fare col calcio tra componenti ultras di Taurisano e Ruffano. Tutto sarebbe nato da rivalità fra minorenni dell’uno e dell’altro paese, contrasti riconducibili a futili motivi, a sfottò, alterchi , sguardi e parole di troppo. Prima della sparatoria della scorsa notte alcuni componenti del gruppo taurisanese sarebbero stati oggetto di un veemente chiarimento in piazza a Ruffano. Da qui la spedizione punitiva dei rivali che sarebbero giunti armati con l’obiettivo di un’azione dimostrativa a colpi di arma da fuoco .

Altre proposte sarebbero state avanzate dal gruppo Ladisa di Bari, una cordata tarantina con a capo l’imprenditore d’Ippolito e ci sarebbe anche Di Benedetto di Matera Rispetto, trasparenza e serietà. Lo hanno chiesto gli ultras del Taranto che hanno incontrato a palazzo di città il vice sindaco, Giorno, e gli assessori Cataldino e Cosa. Il riferimento è agli eventuali investitori che presenteranno manifestazione di interesse. Da indiscrezioni starebbe prendendo corpo l’ipotesi di un imprenditore americano che vorrebbe rilevare il titolo sportivo del Taranto e sarebbe già in contatto con l’amministrazione comunale. Altre proposte sarebbero state avanzate dal gruppo Ladisa di Bari, una cordata tarantina con a capo l’imprenditore d’Ippolito e ci sarebbe anche Di Benedetto di Matera.

Il collegio difensivo, composto da avvocati leccesi e tarantini, è riuscito a dimostrare l’estraneità dai fatti dei propri assistiti  Tutti assolti per non aver commesso il fatto i 17 ultras accusati degli scontri a margine della partita Casarano-Taranto dell’8 settembre 2019. La sentenza è stata emessa dalla II Sezione penale del tribunale di Lecce ed entro 90 giorni saranno depositate le motivazioni. I tifosi di entrambe le squadre furono accusati di scontri fisici oltre che di lanci di bottiglie e di sassi, anche contro la polizia. Ma il collegio difensivo, composto da avvocati leccesi e tarantini, è riuscito a dimostrare l’estraneità dai fatti dei propri assistiti. 

Si tratta di sei tifosi del Foggia e sette dell’Avellino imputati per gli scontri avvenuti durante il match del 7 novembre 2022 allo stadio Zaccheria Tredici assoluzioni nel processo con rito abbreviato a sei tifosi del Foggia e sette dell’Avellino imputati per i disordini avvenuti prima, durante e dopo la partita di calcio del 7 novembre 2022 allo stadio Zaccheria, nel campionato di serie C.Lo ha deciso il giudice monocratico Leonardo De Cesare, che ha accolto la richiesta di assoluzione avanzata dal collegio difensivo, valutando la particolare tenuità del fatto.Un altro tifoso irpino sarà, invece, processato con il rito ordinario.Gli imputati erano accusati di aver lanciato petardi e oggetti dalle rispettive curve, causando anche l’interruzione della partita.

Emesse le misure nei confronti di tifosi del Martina e del Casarano, responsabili di episodi di violenza, tra cui un accoltellamento e aggressioni a poliziotti La Questura di Taranto ha emesso 12 DASPO nei confronti degli ultras, 7 del Martina e 5 del Casarano, responsabili delle risse avvenute prima e dopo la partita del 22 settembre scorso. I responsabili furono identificati e denunciati per rissa aggravata nei giorni immediatamente successivi. L’episodio fu particolarmente grave, con l’accoltellamento di un tifoso della squadra tarantina, colpito al braccio e ricoverato in ospedale insieme ad altri tifosi che necessitavano di cure. Gli ultras del Martina tentarono anche di sfondare la porta d’ingresso della curva nord per raggiungere i tifosi avversari. In ospedale, alcuni di loro furono denunciati per oltraggio a pubblico ufficiale, dopo aver aggredito i poliziotti intervenuti. Sette delle misure adottate prevedono l’obbligo di firma.

Dopo il mancato closing alta tensione nell’ambiente calcistico Servizio di Alfredo Ghionna;

Incidenti fuori dallo stadio il 18 maggio scorso Il questore di Vicenza ha emesso 45 daspo in seguito agli incidenti accaduti il 18 maggio scorso, prima della semifinale di ritorno play off di serie C tra il Vicenza e il Taranto. Nell’occasione una cinquantina di ultras tarantini, appartenenti alla frangia denominata “gradinata”, si sono scontrati con alcuni tifosi del Vicenza nel tragitto tra la stazione e lo stadio. Alcuni di loro avevano il viso coperto e hanno impugnato cinture e un’asta con una bandiera arrotolata. 12 facinorosi sono stati bloccati dalle forze dell’ordine e identificati, poi denunciati all’autorità giudiziaria. Per 45 partecipanti ai disordini è scattato il daspo.

La delegazione di ultras ha espresso il proprio malumore riguardo la gestione del club e la preparazione alla prossima stagione La presentazione di Mirko Cudini, nuovo allenatore del Foggia Calcio, è passata in secondo piano. Una delegazione di tifosi rossoneri ha fatto irruzione in sala stampa e ha imposto ai presenti di spegnere le telecamere. In assenza del presidente Canonico, i tifosi hanno chiesto e ottenuto un faccia a faccia con il direttore generale, Vincenzo Milillo, e con il direttore sportivo, Emanuele Belviso. A loro hanno espresso il malcontento per la gestione della società. Il mercato è ancora in alto mare, ci sono solo cessioni; il ritiro non è iniziato, e il 5 agosto c’è già il primo impegno ufficiale in Coppa Italia.

Bastonate e lancio di fumogeni. Alcune delle finestre del pullman della squadra dauna mandati in frantumi Servizio di Alessio Casulli

Singolare incontro a Barletta tra i giovani ospiti di un centro polivalente con i tifosi della squadra di calcio Servizio di Giovanni Di Benedetto Intervista a: Claudio Palombino, Centro Polivalente “L’Angioletto” Antonio Mennuni, Ultras Gruppo Erotico

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