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Nasce l’iniziativa Beacon che vedrà protagoniste tre regioni del Mezzogiorno. Un nuovo progetto sulla cura del tumore al seno nasce dalla Puglia, Campania e Basilicata. Si chiama Beacon (Breast Cancer Enhanced Assessment and Care with Outcome-Driven Navigation) e coinvolge tre strutture oncologiche di prestigio: l’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari, il CROB di Rionero in Vulture e l’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli, assieme all’azienda farmaceutica Novartis. L’obiettivo, si legge dal comunicato dell’Istituto Tumori di Bari Giovanni Paolo II, ”è ottenere un cambio di prospettiva nella mobilità sanitaria, garantendo percorsi di cura più equi e vicini alle pazienti”. Il modello Beacon, prosegue l’Istituto pugliese, “punterà a diventare un modello di riferimento per altre regioni italiane, creando gruppi multidisciplinari tra strutture ospedaliere”. A tal proposito, il Direttore Generale del CROB di Rionero, Dr Massimo De Fino, dà la notizia delle “già avviate iniziative di telemedicina e di condivisione dei dati per supportare la collaborazione tra i Centri”. Da Napoli, Michelino De Laurentiis, direttore Dipartimento Senologia del Pascale, intende voler costruire “un sistema in cui le pazienti ricevono trattamenti di alto livello vicino a casa”. Curarsi senza emigrare, in effetti, è uno degli snodi cruciali del Paese: ogni anno 67mila ricoveri oncologici sono effettuati fuori dalla regione di residenza dei pazienti. 925mila, invece, sono le donne in Italia che, ad oggi, convivono con una diagnosi di tumore al seno.

Lo sfogo di un paziente oncologico al TgNorba: “A Taranto non esiste una corsia preferenziale per i malati oncologici” e chiede il rimborso spese alla Asl . Un tumore alla testa, in un punto vitale, con una paresi facciale, giudicato inguaribile e inoperabile. È il quadro del 75enne tarantino cui è stata prescritta una visita specialistica. Da effettuare con urgenza, entro 10 giorni. Al cup però gli spiegano che non è eseguibile con l’Asl di Taranto. L’unica soluzione è pagare. Non tutti però possono permetterselo e viene a crearsi una discriminazione economica che si aggiunge ai drammi della malattia, in una città sensibile in fatto di oncologia e in crisi socio economica. Insomma, conclude il 75enne, “Non esiste a Taranto una corsia preferenziale per gli oncologici”. 

I giudici di Lecce hanno riconosciuto il danno patrimoniale pari a più di 647mila euro e “il danno da perdita del rapporto parentale”, quantificato in 294mila euro.. La Corte di Appello di Lecce ha condannato il Ministero della Giustizia a risarcire con quasi un milione di euro la famiglia di Salvatore Antonio Monda, agente della polizia penitenziaria morto a 44 anni nel 2011, per un tumore ai polmoni provocato dal fumo passivo. I giudici hanno riconosciuto il danno patrimoniale pari a più di 647mila euro e “il danno da perdita del rapporto parentale”, quantificato in 294mila euro.Salvatore Antonio Monda aveva lavorato nei penitenziari di Milano e Taranto per poi finire a Lecce dove è morto a luglio del 2011. Non aveva mai acceso una sigaretta in vista sua eppure aveva frequentato quotidianamente luoghi di lavoro esposti al fumo passivo e privi di sistemi di prevenzione e contrasto alla diffusione dello stesso”. Motivo per cui per i giudici c’è un nesso causale tra fumo passivo e il tumore polmonare che gli ha causato la morte. Per i giudici inoltre l’ “l’amministrazione penitenziaria era tenuta ad adottare tutte le misure necessarie per impedire l’esposizione dei propri dipendenti a fumo passivo. L’omessa predisposizione di tali cautele – si legge nella sentenza – integra una violazione del dovere di diligenza e prudenza che incombe sul datore di lavoro pubblico nella tutela della salute del personale”.La sentenza è la prima del genere in Italia e in Europa.

Individuata la possibilità dello sviluppo di retinoblastoma, un tumore dell’occhio. In Puglia scoperto rischio tumore in due neonati: hanno ricevuto nelle ultime ore la diagnosi di rischio al retinoblastoma, un tumore dell’occhio. Lo rende noto l’assessore e consigliere regionale uscente, Fabiano Amati. I casi sono stati scoperti con il programma di Screening genetico esteso neonatale (Genoma Puglia) che ha l’obiettivo di individuare precocemente le malattie rare, diagnosticandole già in fase asintomatica. “Grazie al Programma Genoma-Puglia e al lavoro del Laboratorio di Genetica medica dell’ospedale Di Venere di Bari, è stata individuata nei due neonati – informa Amati – la mutazione del gene Rb1, responsabile del tumore oculare più frequente dell’infanzia”. Questa diagnosi, ottenuta nei primi giorni di vita, permetterà “un immediato percorso clinico, così da consentire ai due bambini di essere controllati ed eventualmente curati in tempo, evitando di intervenire quando il tumore si manifesta e magari nelle forme più avanzate della malattia”. “È esattamente questo – prosegue – il significato di essere primi al mondo nel portare la genomica all’interno della sanità pubblica e dello screening neonatale: scoprire prima che il tumore si manifesti, prima dei sintomi, prima delle foto con la pupilla bianca, prima dello strabismo, prima che sia troppo tardi. Una diagnosi di mesi o anni in anticipo”. “Oggi il Genoma-Puglia consente di conoscere in tempo reale il rischio di centinaia di malattie rare, ereditarie o tumorali, con un beneficio diretto per i bambini e un valore enorme per la medicina preventiva. Per questo bisogna continuare a investire nella genomica come servizio irrinunciabile della sanità regionale. L’obiettivo – conclude Amati – non è fare record, ma proteggere le persone e dare al Paese un esempio concreto”.

L’intervento nella casa di cura Bernardini. La paziente, della provincia di Taranto, è tornata a casa e sta bene Di Alessandra Martellotti Intervesta a Vito Carone, Direttore UO Ginecologia Casa di cura Bernardini – Taranto

I due professionisti sono indagati per omicidio in cooperazione colposa Due medici tarantini rischiano di andare a processo per non aver prescritto i dovuti esami a un paziente oncologico, deceduto nel 2019 a 47 anni. I due professionisti sono indagati per omicidio in cooperazione colposa. Secondo la procura tarantina sarebbe mancata la diagnosi del tumore e conseguentemente l’accesso a cure adeguate. Alla luce di perizie tecniche, il gip del tribunale di Taranto ha rigettato la richiesta di archiviazione avanzata dal pm. 

La piccola è stata sottoposta a un intervento chirurgico delicatissimo, sia per la posizione del tumore che per l’estensione. L’operazione è perfettamente riuscita Ci sono anche medici del Policlinico di Bari nell’equipe che ha salvato una bambina di 1 anno che non riusciva più a respirare e a mangiare a causa di tumore retrofaringeo. Per questo è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico al Santobono di Napoli dove sono intervenute l’equipe della Chirurgia plastica dell’ospedale del luogo e i medici della Chirurgia Maxillo-facciale del Policlinico di Bari. La bimba aveva una massa che ostruiva sia le vie aeree che l’apparato digerente. Già nello scorso mese di ottobre aveva iniziato a manifestare problemi respiratori che si sono aggravati con il passare dei giorni. Campanelli di allarme hanno richiesto ulteriori accertamenti al termine dei quali è arrivata la diagnosi: neoplasia retrofaringea. La piccola è stata così sottoposta a un intervento delicatissimo, sia per la posizione del tumore che per l’estensione. L’operazione è perfettamente riuscita.

“Adesso abbiamo una speranza in più” racconta la madre

Da Barletta a Lecce, passando per Bari centrale consulti medici gratuiti sul tumore al seno Servizio di Giovanni Di Benedetto Intervistati: Alessandra Passeri, Gruppo Fs Francesco Giotta, oncologo Silvana Didona, volontaria Alessandro Delle Donne, dg Istituto tumori “Giovanni Paolo II”

La massa aveva un diametro di circa 60 centimetri e comprometteva diversi organi. La paziente si è risvegliata circa 6 ore dopo l’intervento  Una massa tumorale del peso record di 18 chili è stata asportata dall’addome di una paziente lucana di 59 anni durante un delicato intervento chirurgico eseguito nell’ospedale Madonna delle Grazie di Matera.La massa aveva un diametro di circa 60 centimetri e comprometteva diversi organi. La donna si è risvegliata dopo circa 6 ore dall’intervento ed è stata affidata alle cure del personale del reparto di Rianimazione, che l’hanno accompagnata verso una completa e pronta ripresa.L’operazione è stata eseguita dall’Unità Operativa Complessa di Ginecologia e Ostetricia, in collaborazione con la Chirurgia generale, Urologia e di Anestesia e Rianimazione.

Torna anche nella città dei due mari, la corsa/passeggiata in pigiama della Lilt per raccogliere fondi per la servizio di Annamaria Rosatointervistati:-Perla Suma, pres. Lilt Taranto -Irma Di Paola coreografa

Un fiume colorato di donne, uomini e bambini con indosso i loro variopinti pigiama hanno inondato Parco 2 Giugno.  servizio di Guglielmina Logroscinoriprese e montaggio di Roberto CofanoIntervistati: -Nicola Santoro, direttore UOC Oncoematologia pediatrica Policlinico di Bari -Marisa Cataldo presidente Lilt Città Metropolitana di Bari

All’Ospedale Di Venere, fino a giovedì 19 settembre visite specialistiche su prenotazione servizio di Guglielmina Logroscinoriprese e montaggio di Orazio Corbaciointervistati: Dott. Michele Barbara Direttore Uoc Otorinolaringoiatria Ospedale Di Venere Bari

Intervento multidisciplinare al Policlinico Un team multidisciplinare del Policlinico di Bari ha salvato la vita a madre e il feto alla 37esima settimana con un intervento combinato di cesareo e rimozione del tumore alla tiroide. Un valore anomalo nelleanalisi di routine durante la gravidanza ha messo in allerta l’endocrinologo, il professore Sebastio Perrini. Sono seguite le analisi di approfondimento ed è arrivata la diagnosi: tumore tiroideo con metastasi latocervicali bilaterali da trattare chirurgicamente per l’evoluzione rapida della malattia. Per la paziente di 29 anni, alla prima gravidanza, al Policlinico di Bari, si è riunito un team multidisciplinare di esperti con il professore Francesco Giorgino direttore della Unità operativa complessa di Endocrinologia, il professoreSebastio Perrini, la professoressa Angela Pezzolla, direttrice della Chirurgia generale ‘Marinaccio’, il professore Ettore Cicinelli, direttore dell’unità operativa di ginecologia e ostetricia, il professore Nicola Laforgia, direttore della neonatologia e l’anestesista dottoressa Katarzyna Trojanowska, dell’unità operativa di rianimazione II diretta dal professore Salvatore Grasso e l’oncologa Stefania Stucci, del reparto di oncologia medica diretto dal professore Camillo Porta. “Abbiamo condiviso insieme la necessità, per il grado di avanzamento del carcinoma, di combinare una tiroidectomia totale e una linfoadenectomia bilaterale dopo il taglio cesareo per la nascita della bambina in un’unica seduta operatoria”, spiegano Pezzolla e Giorgino. La paziente era alla trentasettesima settimana di gestazione, la bambina aveva anche un giro anomalo del cordone ombelicale. Subito dopo il parto, si è proceduto conla rimozione della tiroide e dei linfonodi. La paziente dovrà sottoporsi a radioterapia metabolica. 

Il tribunale di Lecce ha previsto un risarcimento danni di un milione di euro per i parenti dell’uomo morto nel 2011 a causa di un tumore ai polmoni  Servizio di Linda Cappello Immagine da poliziapenitenziaria.it

La donna si era recata con forti dolori addominali al pronto soccorso di Galatina. Il presidente Emiliano ha disposto un’ispezione Una donna di 60 anni si è recata al pronto soccorso di Galatina perché accusava dolori addominali che le impedivano anche di mangiare ed è stata rimandata a casa senza alcun accertamento diagnostico.Il giorno dopo, con la figlia, è andata a Scorrano dove, dopo una Tac, le è stato diagnosticato un tumore all’intestino. La donna è stata operata d’urgenza. Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha disposto un’ispezione del Nirs, Nucleo ispettivo regionale sanità, nell’ospedale di Galatina per accertare eventuali negligenze e responsabilità

Consegnati al reparto oncologico del nosocomio barese Servizio di Simona De Lia Riprese e montaggio di Orazio Corbacio Interviste a: Antonio Sanguedolce, Direttore Generale Asl Bari; Rosa Barone, Assessore regionale al Welfare

Fondamentale, lo studio del caso nella fase pre-operatoria. È stato asportato con successo ad una 86enne un tumore del colon, che le aveva intaccato anche il rene destro. L’operazione è stata portata a termine dalla equipe di chirurgia generale dell’ospedale di Altamura diretta dal dottor Ialongo, con l’aiuto del dottor Falcicchio, e dall’equipe di urologia, con i dottor De Siati e Stellacci. Fondamentale per la riuscita dell’operazione, ha ammesso Ialogno, lo studio multidisciplinare del caso della donna nella fase pre-operatoria. Il decorso è stato regolare, e la paziente é stata dimessa dopo una settimana.

Il caso sollevato dal consigliere regionale Perrini. Protagonista della vicenda una ragazza di vent’anni Servizio di Michele Frallonardo

I ricercatori hanno messo a punto una nuova piattaforma per replicare, in modo non invasivo e accurato, l’ecosistema metabolico cellulare che sostiene lo sviluppo dei tumori

La prevenzione viaggia in “Frecciarosa”

Da Barletta a Lecce, passando per Bari centrale consulti medici gratuiti sul tumore al seno Servizio di Giovanni Di Benedetto Intervistati: Alessandra Passeri, Gruppo Fs

Bari, screening gratuito contro i tumori testa-collo

All’Ospedale Di Venere, fino a giovedì 19 settembre visite specialistiche su prenotazione servizio di Guglielmina Logroscinoriprese e montaggio di Orazio Corbaciointervistati: Dott. Michele Barbara Direttore

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