
Agricoltura blindata in Puglia: la Consulta stoppa i pannelli solari nei campi
LO STUDIO Coldiretti esulta per la decisione della Corte Costituzionale che vieta gli impianti a terra. Salvati dall’energia selvaggia 758 ettari di aree coltivabili e
Coldiretti esulta per la decisione della Corte Costituzionale che vieta gli impianti a terra. Salvati dall’energia selvaggia 758 ettari di aree coltivabili e produzioni locali. Lo stop della Corte Costituzionale al fotovoltaico selvaggio rappresenta una decisione fondamentale per tutelare il suolo agricolo in una regione come la Puglia, dove gli impianti fotovoltaici a terra hanno già sottratto 758 ettari di terreni fertili alla produzione agricola. Lo riferisce Coldiretti Puglia, sulla base dei dati Ispra sul consumo di suolo, commentando la sentenza della Consulta che conferma il divieto di installazione dei pannelli fotovoltaici a terra sui terreni agricoli previsto dal decreto Agricoltura e fortemente sostenuto da Coldiretti e Filiera Italia. L’agricoltura pugliese è chiamata a produrre cibo, tutelare il paesaggio e garantire la sicurezza alimentare. Per questo la sentenza della Corte Costituzionale rappresenta una vittoria per gli agricoltori e per tutti i cittadini, perché conferma che la transizione ecologica non può avvenire sacrificando il suolo agricolo, una risorsa limitata e non rinnovabile, afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia. Per Coldiretti Puglia, la sentenza della Consulta conferma la scelta di puntare su soluzioni realmente innovative, dagli impianti fotovoltaici installati sui tetti di stalle, capannoni e fabbricati rurali fino a un agrivoltaico sostenibile, con pannelli elevati da terra che consentano la coesistenza tra produzione di energia e attività agricola. In questa direzione, prosegue Coldiretti, un ruolo strategico può essere svolto anche dalle comunità energetiche, capaci di coniugare autosufficienza energetica e sviluppo dei territori rurali. Si tratta di modelli virtuosi che, oltre a rispettare l’ambiente e salvaguardare il suolo agricolo, generano nuove opportunità di reddito per le imprese, migliorano la resilienza delle colture agli effetti dei cambiamenti climatici e contribuiscono alla valorizzazione del territorio. Si delinea così un approccio integrato che unisce sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e sviluppo economico locale senza sottrarre altro terreno fertile alla produzione alimentare.
Gli scali della regione vengono premiati per l’efficienza energetica e la lotta ai cambiamenti climatici, segnando un traguardo unico sul territorio nazionale. La rete degli aeroporti pugliesi compie un passo storico verso la sostenibilità. Gli scali di Bari e Brindisi hanno ottenuto la certificazione internazionale di Livello 2 “Reduction” del programma Airport Carbon Accreditation (ACA). Contemporaneamente, gli aeroporti di Foggia e Grottaglie hanno conquistato il Livello 1. Si tratta di un risultato unico in Italia, che premia il lavoro di squadra dell’intera rete regionali nel combattere il cambiamento climatico. Questo traguardo dimostra che la Puglia non si limita a calcolare l’inquinamento, ma sta riducendo concretamente le emissioni di gas serra sotto il proprio controllo. Il successo è arrivato grazie a investimenti mirati sull’efficienza energetica, all’uso di tecnologie pulite e a una gestione più attenta dei consumi quotidiani. I commenti dei protagonisti Il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile, si è detto orgoglioso della strategia ambientale portata avanti dai tecnici della struttura, sottolineando come questo premio dimostri l’efficacia di impegni reali. Anche l’assessore regionale all’Ambiente, Debora Ciliento, ha espresso grande soddisfazione, confermando che un’aviazione sostenibile è possibile a tutela del territorio e delle comunità vicine agli scali. Il prossimo obiettivo La transizione ecologica della rete pugliese non si ferma qui. Il prossimo traguardo, già nel breve periodo, sarà il raggiungimento del Livello 3 per gli scali di Bari e Brindisi. Questo passo permetterà di calcolare e ridurre anche le emissioni prodotte da terze parti, come i voli delle compagnie aeree in decollo e atterraggio, i negozi interni e i mezzi di trasporto usati dai passeggeri per raggiungere gli aeroporti.
Taranto al centro della sfida della transizione ecologica, tra fondi europei e nuove opportunità per le imprese. Se n’è discusso in un convegno alla camera di commercio. Taranto prova a ripensare il suo futuro, puntando sulla sostenibilità e innovazione. Al centro di questa trasformazione ci sono le risorse del Just Transition Fund, il fondo europeo che accompagna i territori più legati all’industria pesante verso un’economia più verde. Le imprese tarantine stanno reagendo bene proponendo progetti e mettendosi in gioco grazie agli strumenti messi in campo dalla Camera di commercio, ha detto il presidente Vincenzo Cesareo. Intervista a Vicenzo Cesareo pres. camera di commercio Brindisi-Taranto e Maria Stefania Fornaro sub commissaria per le bonifiche
Dal primato nel manifatturiero agli investimenti in sostenibilità, il report “Competitivi perché sostenibili” evidenzia l’aumento dei brevetti ambientali, l’export da 63 miliardi e il vantaggio competitivo delle aziende italiane rispetto a Germania e Francia. L’Italia si colloca tra i primi tre Paesi europei per numero di brevetti green, confermandosi protagonista nell’innovazione sostenibile. Le imprese attive nelle tecnologie ambientali mostrano una competitività superiore rispetto a quelle che operano in altri ambiti. Il Paese è inoltre terzo per quota di aziende con brevetti (16,5 ogni 1.000 imprese), dopo Germania (21,6) e Austria (18,9). Il settore manifatturiero è il principale motore dell’innovazione green (59%), seguito da ricerca scientifica (18,8%), telecomunicazioni e informatica (6,6%), commercio all’ingrosso (3,5%) e costruzioni (3,5%). A livello territoriale, le regioni con il maggior numero di brevetti ambientali sono Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. È quanto emerge dal rapporto “Competitivi perché sostenibili”, realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere, in collaborazione con Dintec e Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, presentato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Gli investimenti in sostenibilità sono in crescita costante: tra il 2019 e il 2024, 578.450 imprese (38,7% del totale) hanno realizzato eco-investimenti. L’Italia si distingue in comparti chiave come la mobilità sostenibile (31% dei brevetti per la mitigazione dei cambiamenti climatici), l’efficienza energetica in edilizia, la gestione dei rifiuti e delle acque reflue e le tecnologie ICT per il clima, cresciute del +270% negli ultimi dieci anni. Dal punto di vista tecnologico, emergono soluzioni per la digitalizzazione dei processi produttivi e la gestione efficiente delle risorse energetiche (12%), seguite da tecnologie per la misurazione elettrica e magnetica (7,3%) e per il trattamento delle acque reflue (6,5%). Rilevanti anche le innovazioni nella micromobilità e nei sistemi energetici avanzati, come reti di distribuzione, gestione e ricarica delle batterie, integrazione multi-fonte e trasmissione wireless dell’energia. Lo studio evidenzia il forte legame tra innovazione verde e competitività aziendale. Le imprese con brevetti green generano un fatturato medio di 382 milioni di euro (contro 41 milioni delle non green) e una maggiore produttività (144.000 euro di valore aggiunto per addetto contro 92.000). Il 57,8% esporta, per oltre 63 miliardi di euro, con un’elevata diversificazione dei mercati esteri. Inoltre, presentano un capitale umano qualificato (29,7% laureati, di cui 16,7% in discipline STEM) e una maggiore capacità di attrarre investimenti esteri (41,9%). Il presidente di Fondazione Symbola, Ermete Realacci, sottolinea la necessità di rafforzare ricerca e sviluppo, trasferimento tecnologico ed economia circolare nei settori dell’efficienza energetica, dell’elettrificazione e delle energie rinnovabili, per rendere l’Italia leader dell’innovazione ambientale europea. Anche il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, evidenzia i progressi nella brevettazione green (+44,4% tra 2012 e 2022), pur segnalando il divario ancora esistente con Francia e Germania. Ogni brevetto ambientale, sottolinea, rappresenta un investimento strategico in ricerca, innovazione e proprietà intellettuale, sempre più valorizzato anche dal sistema finanziario.
Il sindacato: “Coinvolgere le imprese dell’indotto nel rifacimento degli impianti per il DRI” di Alessandra Martellotti Intervista: Pietro Cantoro, Fim Cisl Settore Appalti Taranto
L’europarlamentare del Pd ha parlato del siderurgico durante un incontro a sostegno del candidato sindaco Bitetti Annamaria Rosato intervista a on. Antonio Decaro, eurodeputato Pd
L’iniziativa, presentata a Lecce, si rivolge a giovani tra i 18 e i 30 anni, con l’obiettivo di formarli come manager della sostenibilità Servizio di Pamela Spinelli Montaggio di Donato Colazzo
La transizione ecologica può creare nuovi posti di lavoro e la tecnologia può essere un aiuto per produrre energia da fonti rinnovabili: lo dicono all’incontro promosso da Ey nel Sud Italia Tutti d’accordo: più ambizione che illusione la transizione ecologica, anzi un’esigenza nonostante il percorso sia non privo di ostacoli. È fondamentale, dicono a Barletta in un incontro promosso da Ey nel sud Italia, per combattere il cambiamento climatico, per trasformare il modello economico in uno rispettoso dell’ambiente. Servizio di Giovanni Di Benedetto
Presentato l’avviso pubblico della Regione servizio di Alessandro Boccia
Presentato oggi, il nuovo bando rivolto alle piccole e medie imprese permetterà di finanziare l’acquisto di servizi di formazione e consulenza e altri beni tecnologici, grazie a contributi a fondo perduto Servizio: Annamaria Rosato
Transizione ecologica e sostenibilità anche nei porti attraverso lo sviluppo di nuovicombustibili. Temi al centro del convegno ospitato nel terminal crociere del porto di Bari Servizio di Anna De Feo Riprese di Orazio Corbacio Interviste: Alberto Pedroli, direttore Intesa San Paolo Puglia-Basilicata-MoliseUgo Patroni Griffi, pres. Autorita’ sistema portuale mar Adriatico Meridionale
La transizione ecologica del pianeta ha due punti di partenza: i grandi agglomerati urbani e le produzioni agricole intensive ed estensive. Due punti sottolineati da Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, in un convegno Servizio di Francesco Persiani Interviste a: Carlo Petrini, fondatore Slow Food Mons. Filippo Santoro, Arcivescovo Taranto

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