
Torremaggiore, uccide figlia e vicino: il bimbo di cinque anni potrebbe aver visto tutto
Secondo la versione della donna, il primo obiettivo del marito sarebbe stato il piccolo Leo. Le immagini delle telecamere lasciano, però, spazio a dubbi

Secondo la versione della donna, il primo obiettivo del marito sarebbe stato il piccolo Leo. Le immagini delle telecamere lasciano, però, spazio a dubbi
Stamattina, nel carcere di Foggia, l’interrogatorio di garanzia di Taulant Malaj Servizio Grazia Rongo Immagini Paolo LaricchiutaMontaggio Luigi Belviso Intervista: Massimo Maiellaro, legale di Taulant MalajGiacomo Lattanzio, legale di Taulant Malaj
Nuovi elementi forniti dagli avvocati difensori di Taulant Talaj Secondo quanto comunicato alla stampa dagli avvocati difensori di Taulant Talaj, al termine dell’interrogatorio di garanzia, sono stati consegnati ai magistrati altri tre video registrati da telecamere attive in casa al momento del duplice omicidio. I difensori non hanno fornito dettagli sul loro contenuto, ma hanno assicurato che il 45enne albanese non ha mai avuto intenzione di uccidere la figlia 16 Gessica, rimasta ferita mortalmente nel tentativo di difendere la madre, e il figlio di 5 anni Leo. I due avvocati hanno precisato che il bambino era in casa ma non era nascosto, diversamente da quanto scritto dalla stampa nelle ore successive all’accaduto. Nelle ultime ore, inoltre, il loro assistito starebbe prendendo coscienza di quanto accaduto.
Sarà ascoltata dal magistrato in ospedale a Foggia non prima di venerdi Tefta Malay, la moglie 39enne del panettiere albanese che a Torremaggiore ha ucciso in un raptus di gelosia la figlia 16enne Gessica e il presunto amante della consorte, Massimo De Santis, di 51 anni. Le condizioni di salute della donna, ferita da sei fendenti, non le permettono ancora di riferire quanto accaduto agli inquirenti. Per giovedì mattina è stata invece programmata l’autopsia sui corpi delle due vittime. La ragazzina da una prima ispezionesarebbe stata colpita con una decina di coltellate; 20 quelle inferte, invece, a Massimo da parte di Taulant Malay. L’arma del delitto, un coltello da cucina, è stata trovata nell’auto dell’assassino perché – a dire dello stesso indagato – aveva intenzione di fuggire.
Ai Carabinieri Talaunt Malay ha detto di avere visto spesso la moglie con l’amante mangiare insieme e di averli filmati. Domani la convalida del fermo Servizio di Giovanni Di Benedetto
Le parole del panettiere albanese di 45 anni confermano il movente della gelosia A 72 ore di distanza dal doppio omicidio di via Togliatti a Torremaggiore, continuano a emergere nuovi dettagli forniti da Talaunt Malaj, il panettiere albanese che ha ucciso figlia e amante della moglie, al Pm. Il 45enne avrebbe giustificato le sue azioni come sfogo di alcuni comportamenti della moglie, da lui non condivisi. In particolare avrebbe raccontato la circostanza durante la quale sua moglie Tefta e l’imprenditore 51enne si sarebbero conosciuti. “Un giorno Massimo con la sua Maserati portò in giro mia moglie”. Il giudice avrebbe anche chiesto di raccontare i momenti successivi al duplice omicidio e il motivo che lo ha spinto a filmare e condividere con gli amici quello che aveva appena portato a termine (nel video vengono inquadrate la moglie che stringe a se la figlia moribonda e il corpo di Massimo De Santis, colpito da venti coltellate). “L’ho fatto così, non c’è un motivo particolare. In quel momento avevo il diavolo in testa”.
Al giudice avrebbe dichiarato di aver volutamente risparmiato la moglie ‘per farla vivere nel dolore’
Taulant Talaj avrebbe sorpreso la moglie scambiare messaggi con De Santis
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I colleghi: ‘Era tutto lavoro e famiglia’; la moglie è stazionaria, forse sarà ascoltata oggi Taulant Malaj, il panettiere albanese di 45 anni che ieri a Torremaggiore ha ucciso la figlia 16enne e il suo vicino, ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee ammettendo il duplice omicidio. Quando i militari lo hanno bloccato aveva ancora gli abiti insanguinati e aveva abbandonato l’arma del delitto, un coltello da cucina, all’interno della propria autovettura. L’uomo, nel dicembre scorso, era stato assunto come panettiere nel forno ‘Latartara’ a Torremaggiore. “Lavorava sempre, anche quando aveva finito ilturno, non si fermava mai. Era tutto lavoro e famiglia”, affermano i colleghi. Intanto restano stazionarie le condizioni di salute della moglie Tefta, connazionale di 39 anni. La donna si trova in prognosi riservata, ma non è in pericolo di vita: è stata ferita con sei coltellate all’addome. Quando è arrivata in ospedale era sotto choc, i medici sono stati costretti a sedarla. In giornata Tefta potrebbe essere ascoltata dai carabinieri. Fondamentali saranno le sue dichiarazioni sia per cercare di ricostruire l’esatta dinamica e il movente del duplice omicidio. La donna è casalinga, ma ogni tanto lavora come badante ad alcuni anziani del paese. I due sono sposati da 17 anni.
Le parole dei vicini non smentiscono però le voci ricorrenti che Tefta Malaj avesse intrattenuto una relazione con Massimo Desantis “Non abbiamo mai sentito litigi” sono state le parole dei vicini della famiglia Malaj coinvolta, nella notte tra sabato 6 e domenica 7 maggio, nei fatti di cronaca che hanno sconvolto il comune di Torremaggiore, nel foggiano. Le parole dei vicini non smentiscono però le voci ricorrenti che Tefta Malaj avesse intrattenuto una relazione con Massimo Desantis, titolare di un noto bar del comune, e che il marito in più occasioni le avesse intimato di interrompere. Intorno alle 2 del mattino Talaunt Malaj, panettiere albanese di 45 anni, rientrò in casa e con un coltello uccise la figlia Gessica di 16 anni, che aveva provato a difendere la madre, e De Santis, di 51 anni, presunto amante della moglie. Dopo aver colpito a morte i due il 45enne ha avuto il sangue freddo di riprendere col telefono le due vittime (la figlia era ancora viva ma agonizzante) e mandarlo a un amico. Dopo di che è uscito di casa ma è stato arrestato dai carabinieri poco dopo. Avrebbe colpito anche il figlio più piccolo se non fosse stato per il fatto che quella notte non era in casa.
La 16enne è rimasta vittima dell’aggressione del padre Un lunedì da dimenticare per la terza A del Liceo Classico “Fiani- Leccisotti” che ha ripreso le lezioni, sapendo che il banco di Gessica rimarrà vuoto. I compagni di classe della 16enne, uccisa dal padre a coltellate nella notte tra sabato 6 e domenica 7 maggio, le hanno dedicato un messaggio scritto su un lenzuolo: “Jess vive dentro di noi. X sempre 3A”. La dedica è stata esposta all’esterno dell’istituto scolastico. Quella sera ha perso la vita anche Massimo Desantis, titolare 51enne di un noto bar di Torremaggiore che, secondo quanto raccontato dall’omicida, avrebbe avuto una relazione clandestina con la mamma di Gessica, rimasta ferita.
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Dal primo cittadino l’appello a non divulgare del filmato girato dall’uomo che ha ucciso la figlia e l’amante della moglie Emilio Di Pumpo, primo cittadino di Torremaggiore, su Facebook fa “appello al senso di responsabilità di ognuno: chiedo il massimo rispetto per le famiglie coinvolte – scrive il sindaco – e invito chiunque abbia ricevuto video e/o immagini inappropriate, a bloccare immediatamente questo tam tam di messaggi. Invito tutti al silenzio, rispetto e preghiera per le anime dei nostri concittadini venuti a mancare”.“Torremaggiore – conclude Di Pumpo – oggi piange per due giovani vite strappate via in una terribile tragedia che non può lasciarci indifferenti. Il mio personale e sentito cordoglio in questomomento di forte dolore per tutta la città di Torremaggiore”. Domani, alle 10, sarà osservato un minuto di silenzio nel liceo classico “Fiani- Leccisotti”, la scuola chela ragazza frequentava.
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Tragedia della gelosia, la 16enne tentava di difendere la madre È stata accoltellata dopo essere intervenuta per difendere la madre dall’aggressione del padre,che voleva ucciderla. È morta così la 16enne uccisa a Torremaggiore, nel Foggiano, dal suo papà.Il movente del delitto sarebbe riconducibile a una presunta relazione tra un 51enne, Massimo De Santis, e la moglie del presunto assassino. Secondo la ricostruzione, il delitto è avvenuto verso le due del mattino: l’uomo è stato accoltellato mortalmente sulle scale dello stabile in cui si trovava. Il presunto assassino sarebbe poi entrato in casa con l’intento di uccidere la moglie, ma la 16enne è intervenuta per difendere la madre ed è stata uccisa. La donna è riuscita a scappare e a chiamare i carabinieri. Quando i militari sono arrivati sul posto hanno bloccato il panettiere 45enne che – secondo gli investigatori – vagava nella zona alla ricerca dell’altro figlio di cinque anni della coppia. L’arma del delitto, un coltello da cucina, è stata recuperata.

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