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Oltre 100 grammi di hashish, bilancino e smartphone trovati durante una perquisizione con l’unità cinofila Droga e telefonini nel carcere di Lecce. Oltre cento grammi di hashish, un bilancino elettronico e tre smartphone completi di alimentatori sono stati sequestrati durante una perquisizione effettuata dalla Polizia Penitenziaria e dalla Guardia di Finanza, all’interno degli ambienti comuni delle sezioni detentive. Grazie al fiuto del cane Jessica, occultato tra le intercapedini dei moduli prefabbricati delle scale, sono stati recuperati un microtelefono e un altro cavetto di alimentazione.

Un filmato che riprenderebbe presumibilmente gli abusi subiti dalla 22enne da parte di tre degli indagati Si aggrava la posizione dei quattro ragazzi salentini indagati per il presunto stupro di gruppo di una turista 22enne di Rimini avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì della scorsa settimana a Mancaversa, marina di Taviano. Dall’analisi dei telefoni cellulari sequestrati sarebbe emersa la prova della violenza, un filmato che riprenderebbe presumibilmente gli abusi subiti dalla 22enne da parte di tre degli indagati e poi fatto girare tra loro in chat. In queste ore il video sarà analizzato dagli investigatori per verificarne l’esatto contenuto da cui dipenderà la posizione dei quattro indagati. Nell’inchiesta aperta dalla Procura di Lecce i quattro tutti tra i 22 e i 23 anni e residenti a Taurisano, Melissano e Taviano, sono accusati di violenza sessuale di gruppo anche se per uno di loro la posizione sarebbe meno grave.

L’ispezione da parte degli agenti della polizia penitenziaria risale al 14 ottobre 2022: nell’occasione in una cella occupata da due detenuti vennero trovati due telefoni e sei sim card  Telefonate ad amici e parenti nonostante fossero in carcere. L’uso dei telefoni cellulari all’interno degli istituti penitenziari è ormai un’abitudine consolidata.  Sono 17 gli indagati dalla procura di Bari per aver utilizzato il cellulare dalle rispettive celle: il pubblico ministero Desire Digeronimo ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari in cui contesta il reato di accesso indebito di dispositivi idonei alla comunicazione da parte di detenuti. Per lo più si tratta di residenti a Bari ma non solo: ci sono anche persone di Andria, Mesagne, Conversano ed Acquaviva delle Fonti.  Nel provvedimento compare anche il nome di un medico in servizio nel carcere barese: secondo l’accusa non avrebbe segnalato il possesso del telefono da parte di uno dei soggetti reclusi. Risponde dell’ipotesi di omessa denuncia di reato da parte di un pubblico ufficiale. Servizio di Linda Cappello

Sette detenuti denunciati per ricettazione e spaccio Ancora un ritrovamento di telefonini e droga nel carcere di Lecce. Gli agenti di polizia penitenziaria, con l’ausilio di unità cinofile, hanno rinvenuto 12 apparecchi telefonici, hashish e cocaina suddivisi in involucri e panetti. Sette detenuti sono stati denunciati per il reato di ricettazione. Per due di loro contestata anche la detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.

È stato l’agente di polizia penitenziaria che era in servizio di sentinella a notare il drone e a lanciare l’allarme Per la prima volta il sistema anti drone attivato nel carcere di Foggia ha intercettato e abbattuto un velivolo carico di droga e telefonini. Ne dà notizia il segretario regionale del sindacato Osapp Ruggiero Damato. È stato l’agente di polizia penitenziaria che era in servizio di sentinella a notare il drone e a lanciare l’allarme. Immediatamente il drone è stato abbattuto. 

Un poliziotto ha sentito un rumore strano provenire dal cielo e sono partiti i controlli Drone che trasportava telefonini e sostanze stupefacenti recuperato dai poliziotti nel carcere di trani ieri sera. A darne notizia è il segretario nazionale del sindacato Sappe, Federico Pilagatti: “Un poliziotto – si legge nella nota – ha sentito un rumore strano provenire dal cielo, dopo aver avvertito il responsabile, si sono spostati immediatamente sul muro di cinta, per capire a cosa fosse dovuto. Controlli anche a terra, con un’auto che ha battuto l’area adiacente il muro di cinta, per verificare se ci fosse qualcuno nei dintorni. lo stato di allerta del personale di polizia penitenziaria avrebbe intimorito chi pilotava il drone e chi dall’interno delle celle gli stava dando indicazioni: l’apparecchio è caduto, prontamente recuperato dai poliziotti. Il drone trasportava telefonini e sostanze stupefacenti. Il Sappe da anni denuncia come la delinquenza abbia raggiunto livelli di utilizzo di tecnologia incredibili investendo tanti soldi,mentre i poliziotti non hanno mezzi a disposizione per contrastare in maniera efficace questo traffico illecito.

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