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È accaduto nel reparto Acciaieria 2. Aperte le indagini. Claudio Salamida, 47 anni, nato ad Alberobello e residente a Putignano, dipendente diretto dell’ex Ilva di Taranto, è morto in seguito ad un grave incidente sul lavoro. Stava eseguendo controlli ad alcune valvole su un pavimento grigliato che avrebbe ceduto. L’uomo ha fatto un volo di 5 metri riportando gravissime ferite al volto. L’incidente sarebbe avvenuto al convertitore 3 dell’Acciaieria 2. Il personale sanitario ha tentato in ogni modo di rianimarlo ma non c’era più niente da fare. Salamida lascia una moglie ed un bambino. I funzionari dello Spesal hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamicae verificare le procedure di sicurezza. I sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno dichiarato da subito 24 ore di sciopero in tutti i siti del gruppo.

Li avrebbe circuiti offrendo loro alcuni giri in moto in cambio di rapporti sessuali a cui li costringeva portandoli in un parcheggio isolato.. Un uomo di 56 anni di Taranto avrebbe costretto due bambini di 12 e 11 anni a subire violenze tra giugno e luglio scorso. Ora è in carcere con l’accusa di violenza sessuale su minore. Per lui è stato disposto il giudizio immediato.I bambini erano amici del nipote, li avrebbe circuiti offrendo loro alcuni giri in moto in cambio di rapporti sessuali a cui li costringeva portandoli in un parcheggio isolato. Avrebbe anche minacciato di affogare in mare uno dei due premendogli la testa sott’acqua a lungo.I bambini hanno però sono riusciti a confidare quanto accadeva ai genitori e sono partite le denunce. Le indagini sono state condotte dalla squadra mobile

Sono stati trovati senza vita dopo essere stati colpiti con un fucile da caccia nelle campagne tra Grottaglie e Fragagnano. Billy e Bianca sono stati uccisi senza alcuna pietà. Due cani di quartiere, regolarmente microchippati e sterilizzati, intestati al comune di Taranto, sono stati trovati senza vita dopo essere stati colpiti con un fucile da caccia nelle campagne tra Grottaglie e Fragagnano, zona che frequentavano da anni. (Qui il video dei due cani insieme mentre giocano spensierati) Billy, pastore tedesco, è stato ritrovato nei giorni scorsi ferito gravemente. Nonostante il ricovero alla clinica S.Raphael di Castellaneta, è morto dopo qualche ora.  Bianca, pastore maremmano, potrebbe essere stata colpita nello stesso giorno ma avrebbe cercato di fuggire. É stata ritrovata ieri senza vita. Erano due cani mansueti e stavano sempre insieme, riferiscono i residenti della zona. L’associazione “Gli amici di Morgana” è pronta a depositare denuncia insieme alla volontaria di Grottaglie che accudiva i due cani.

Con una pec l’azienda ha comunicato la chiusura dell’unità locale di Service, del magazzino e del training center con 40 trasferimenti nello stabilimento di Melfi. Delusi e amareggiati i lavoratori di Vestas Italia di Taranto. Con una pec l’azienda ha comunicato la chiusura dell’unità locale di Service, del magazzino e del training center con 40 trasferimenti nello stabilimento di Melfi, entro il primo marzo. I sindacati hanno chiesto e ottenuto un incontro, seppur solo on line, per martedì pomeriggio, in concomitanza del quale ci saranno due ore di sciopero, oltre alle assemblee e al blocco già avviato di reperibilità e straordinari. Sono solo le prime azioni sindacali. Anche il sindaco Piero Bitetti ha chiesto un incontro istituzionale all’azienda che ha motivato la decisione con esigenze di risparmio e di ottimizzazione logistica. Intervistati: Angelo Calò, rsu Fiom; Giorgio Calcagni, rsu Uilm Di Alessandra Martellotti

Le condizioni del paziente sono apparse subito gravi, ma grazie al trattamento la situazione è rientrata. La vita di un ragazzo è stata salvata ieri sera a Taranto grazie a un trattamento iperbarico nel Centro ospedaliero Militare. Era arrivato al pronto soccorso dell’ospedale Dimiccoli di Barletta a causa di un avvelenamento acuto da monossido di carbonio. Da qui è stato trasferito con una ambulanza a Taranto, dove ha ricevuto le cure del team sanitario, subacqueo e tecnico del Servizio di Medicina Iperbarica. Le condizioni del paziente sono apparse subito gravi, ma grazie al trattamento iperbarico la situazione è rientrata. La camera iperbarica del Centro ospedaliero Militare è attiva da un decennio e, assieme a quella attiva presso l’ospedale Sacro Cuore di Gesù di Gallipoli, assicura un servizio di reperibilità h24. 

Il pm avvia indagini. Ipotesi: cause naturali o complicanze post partum. Era diventata mamma alla vigilia di Natale e il 28 dicembre era tornata a casa. Ieri sera (8 gennaio) è morta nella sua abitazione di Lama, borgata alla periferia di Taranto. La vittima aveva solo 25 anni, la tragedia si è consumata in pochi minuti a causa di malore improvviso. È stato il marito a chiamare i soccorsi ma quando il personale sanitario del 118 è arrivato era troppo tardi.  Il decesso sarebbe avvenuto per cause naturali ma non si escludono complicazioni legate al parto. La vicenda è ora all’attenzione della Procura di Taranto che sta valutando se disporre l’autopsia. Durante la degenza nell’Ospedale Santissima Annunziata le era stata effettuata una trasfusione di sangue, ma non erano state riscontrate criticità.

Confronto impietoso se decidiamo di partire da Taranto verso Roma e Milano invece che da Bari o da Lecce. Taranto sempre più isolata se si fa il confronto con i treni che partono e arrivano da Bari e da Lecce. “Non si tratta di un disservizio occasionale, ma di una grave e ingiustificata penalizzazione” dice Liviano del comitato per i treni. Intervista a Gianni Liviano, pres. Comitato per i treni a Taranto  

Il materiale era arrivato a bordo della nave cargo Danica Rainbow. Sono partiti dal porto di Taranto i primi tre container (degli 11 complessivi) con munizioni e armi provenienti da Israele e diretti in un deposito in Puglia del Ministero della Difesa. Il materiale era arrivato a bordo della nave cargo Danica Rainbow. In queste ore sono stati contattati alcuni mezzi e autisti idonei per il trasporto internazionale di merce pericolosa. Durante i controlli della Capitaneria di porto e del terminalista Yilport, è stato riscontrato che i camion e gli autisti dell’impresa privata, contrattualizzata dal Ministero, erano sprovvisti delle autorizzazioni necessarie. I containers sono rimasti sulla banchina tutta la notte vigilati da guardie armate. Si sta cercando in queste ore di reperire altri mezzi e personale per il trasporto ma, quasi certamente, le operazioni si protrarranno anche nella giornata di domani.

Gli altri due sono riusciti a fuggire. Dovrà rispondere di furto aggravato in concorso un uomo di 40 anni, arrestato a Taranto dai Carabinieri, dopo la segnalazione di un vigilante. Insieme a due complici, ancora da rintracciare, ha rubato 400 metri di cavo di rame rivestito, per un peso complessivo di circa 680 chilogrammi, in una azienda situata sulla statale 7, vicino alla stazione Bellavista, in direzione Massafra. I tre hanno tentato la fuga ma sono stati raggiunti dopo un breve inseguimento. Il 40enne è stato arrestato in flagranza di reato. Gli altri 2 sono fuggiti. Secondo quanto accertato il cavo di rame era destinato all’alimentazione di una cabina elettrica di una nota azienda tarantina, indispensabile per l’azionamento di alcune pompe.

Sul sito del Comune sarà presto aggiornato l’elenco dei beni confiscati. La via intrapresa è quella della legalità. I beni confiscati alle mafie a Taranto saranno messi a bando, assegnati alle associazioni e restituiti alla comunità. Il Comune istituisce l’Osservatorio per mappare e gestire i siti con trasparenza. Intervista a Federica Stamerra, assessora al Patrimonio 

Le opere sono nei depositi del Comune, col rischio di non essere più recuperate. Appello al sindaco dall’associazione “Nobilissima Taranto”. Le sue opere sono nei palazzi più belli di Puglia, in particolare tra le province di Brindisi e di Taranto; nato a Francavilla Fontana, vissuto e deceduto a Martina Franca. Domenico Carella è tra i maggiori esponenti della pittura di fine Settecento. Insomma, un artista stimato per le opere raffinate, di altissimo valore. Ora, a Taranto, accade che due tele del Carella rischino di finire nel dimenticatoio e peggio ancora di rovinarsi irrimediabilmente, arrontolate in qualche scantinato di palazzo di città. La denuncia arriva da Nello De Gregorio di Nobilissima Taranto che lancia un appello al sindaco Piero Bitetti. Intervista a Nello De Gregorio, associazione “Nobilissima Taranto” 

. Tutto rinviato. Il carico di munizioni , proveniente dal porto israeliano di Haifa, a bordo della nave cargo Danica Rainbow, è fermo sulla banchina del molo polisettoriale di Taranto. In seguito ai controlli della Capitaneria di Porto e del terminal Yilport, è stato accertato che gli autisti dei camion che avrebbero dovuto portare i container in un deposito in Puglia del Ministero della Difesa, sono sprovvisti delle patenti necessarie per il trasporto internazionale di armi ed esplosivi su strada. Intanto la nave è ripartita ed i mezzi dell’impresa privata contrattualizzata dal Ministero sono tornati indietro. Si dovrà individuare un’altra agenzia per il trasporto. I container, intanto, sono a terra in attesa di essere consegnati. Già le operazioni di scarico avevano fatto registrare qualche ritardo a causa della pioggia e del vento che ha soffiato in queste ore. Poi l’imprevisto burocratico ha bloccato tutto. Ancora una volta il porto di Taranto viene sfruttato per affari sporchi, hanno commentato sui social numerosi attivisti, mentre il consiglio comunale candida i bambini di Gaza al Nobel per la pace e espone la bandiera della Palestina dalle finestre di palazzo di città.

Gli agenti hanno riscontrato l’assenza degli estintori, la mancanza della segnaletica per la delimitazione della zona dell’accensione e anche l’assenza di personale specializzato. Stava per avviare uno spettacolo pirotecnico, previsto a chiusura di un evento pubblico del 3 sera a Taranto, senza aver rispettato le misure di sicurezza previste dalla legge. Fortunatamente se n’è accorta la polizia che ha fermato tutto, denunciando il responsabile, un 45enne originario della provincia jonica, già denunciato nel 2024 per commercio abusivo di esplosivi. Prima dell’accensione, il team Artificieri della Polizia ha deciso di effettuate un controllo sul terrazzo dal quale sarebbe dovuto partire lo spettacolo. Gli agenti hanno riscontrato l’assenza degli estintori, la mancanza della segnaletica per la delimitazione della zona dell’accensione e anche l’assenza di personale specializzato. Il materiale esplodente, tutto posto sotto sequestro, era posizionato sul davanzale del terrazzo con il rischio che finisse giù ferendo qualcuno. Oltre alla denuncia, al dipendente della ditta incaricata del servizio, è stato ritirato il patentino autorizzativo alla fabbricazione, alla vendita ed all’uso di materiale pirotecnico.

Il Bisceglie attende in finale la vincente tra Gallipoli e Taranto . Crederci è importante, purché non si commettano gli stessi errori del recente passato. E’ l’unico atteggiamento consono al Taranto Calcio. Con l’avvento dei Ladisa, in città si è diffuso un entusiasmo contagioso, per certi versi comprensibile ma fuorviante. Dopo l’era Giove, l’affidabilità economica dei nuovi proprietari ha portato con sé la convinzione che anche i risultati sul campo fossero facilmente acquisibili. Invece no: il Taranto, come tutti i comuni mortali, riscontra le difficoltà legate alla pianificazione deficitaria. A poche settimane dall’avvio del campionato di Eccellenza, il titolo sportivo era ancora nelle mani del sindaco. Il riflesso sul campo è l’attuale caos, tra avvicendamenti al vertice come in panchina e il ritardo incolmabile nei confronti della prima in classifica, dodici punti di distacco dal Bisceglie capolista. Nelle ultime ore, la fiammella della speranza ha ripreso vigore. Le porte della Serie D non sono totalmente sbarrate. L’accesso è possibile attraverso la Coppa Italia di categoria. Ma il percorso è lungo. Il Taranto dovrà superare il Gallipoli nel match di giovedì per poi scontrarsi in finale con il Bisceglie, attualmente favorito. In caso di successo, affronterà la fase nazionale. E solo se avrà la meglio sulle altre rivali, conquisterà il diritto a disputare il campionato Dilettanti, rimpiazzando eventuali società che daranno forfait. Un atteggiamento positivo e propositivo, dunque, è necessario ai fini del morale. Ma nessuno si illuda che sarà facile. Perché oggi il Taranto è un club d’Eccellenza, con una storia gloriosa alle spalle, ma in fase di ricostruzione. Utile più che mai la parafrasi di un vecchio ritornello dei Morcheeba, band londinese affermatasi alla fine degli anni ’90: Roma non fu costruita in un giorno.

Il Bisceglie attende in finale la vincente tra Taranto e Gallipoli . Crederci è importante, purché non si commettano gli stessi errori del recente passato. E’ l’unico atteggiamento consono al Taranto Calcio. Con l’avvento dei Ladisa, in città si è diffuso un entusiasmo contagioso, per certi versi comprensibile, ma fuorviante. Dopo l’era Giove, l’affidabilità economica dei nuovi proprietari ha portato con sé la convinzione che anche i risultati sul campo fossero facilmente acquisibili. Invece no: il Taranto, come tutti i comuni mortali, riscontra le difficoltà legate alla pianificazione deficitaria. A poche settimane dall’avvio del campionato di Eccellenza, il titolo sportivo era ancora nelle mani del sindaco. Il riflesso sul campo è l’attuale caos, tra avvicendamenti al vertice come in panchina e il ritardo incolmabile nei confronti della prima in classifica, dodici punti di distacco dal Bisceglie capolista. Nelle ultime ore, la fiammella della speranza ha ripreso vigore. Le porte della Serie D non sono totalmente sbarrate. L’accesso è possibile attraverso la Coppa Italia di categoria. Ma il percorso è lungo. Il Taranto dovrà superare il Gallipoli nel match di giovedì per poi scontrarsi in finale con il Bisceglie, attualmente favorito. In caso di successo, affronterà la fase nazionale. E solo se avrà la meglio sulle altre rivali, conquisterà il diritto a disputare il campionato Dilettanti, rimpiazzando eventuali società che daranno forfait. Un atteggiamento positivo e propositivo, dunque, è necessario ai fini del morale. Ma nessuno si illuda che sarà facile. Perché oggi il Taranto è un club d’Eccellenza, con una storia gloriosa alle spalle, ma in fase di ricostruzione. Utile più che mai la parafrasi di un vecchio ritornello dei Morcheeba, band londinese affermatasi alla fine degli anni ’90: Roma non fu costruita in un giorno.

“Ancora una volta il porto di Taranto viene sfruttato per sporchi affari” hanno commentato sui social gli attivisti. Attraccata questa mattina al molo polisettoriale di Taranto la nave cargo Danica Rainbow con a bordo container con munizioni e armamenti provenienti da Israele. Operazione autorizzata dal Ministero della Difesa. La merce pericolosa, con il nulla osta della Capitaneria di Porto, è stata scaricata a bordo di tir. Nel corso dei controlli, però, è stato riscontrato che gli autisti dei mezzi gommati sono sprovvisti della patente per il trasporto di questo tipo di merce. Pertanto potrebbero essere ricaricati sulla nave perché, come ci ha confermato il comandante della Capitaneria, Deri, non possono rimanere sulla banchina non essendo autorizzati allo stoccaggio in porto. L’operazione, quindi, che doveva terminare in tarda mattinata, si protrarrà fino a stasera. “Ancora una volta il porto di Taranto viene sfruttato per sporchi affari”, hanno commentato sui social gli attivisti.

Il conducente dell’Audi è rimasto ferito, ma non è grave. Illeso l’autista del camion. Incidente stradale sulla SS7, all’altezza dello svincolo per Monteiasi, nel territorio comunale di Grottaglie, in direzione Taranto. Coinvolte un’auto Audi A3 e un camion adibito al trasporto di prodotti alimentari. L’auto, con una sola persona a bordo, si è scontrata con il mezzo pesante. Il conducente dell’Audi è rimasto ferito in modo non grave ed è stato soccorso dal personale del 118, quindi trasportato all’ospedale di Martina Franca per ulteriori controlli. Illeso l’autista del camion. L’impatto ha provocato pesanti disagi alla circolazione: traffico inizialmente bloccato e poi rallentato, con deviazioni su viabilità alternativa per consentire le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza della carreggiata. Sul posto i carabinieri per i rilievi e la regolazione del traffico, insieme ai sanitari del 118 e alle squadre della società di gestione stradale.

Braccia incrociate il 9 gennaio, domani assemblea pubblica. Cresce la preoccupazione tra i lavoratori dei call center di Taranto, che temono per il proprio futuro. Per questo motivo i sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl e Ugl telecomunicazioni hanno proclamato uno sciopero per il 9 gennaio, coinvolgendo le aziende Covisian, Network Contact e Sistema House. A rischio ci sono centinaia di posti legati alla commessa Enel, tra delocalizzazioni e tagli già avviati a livello nazionale. Sono 400 i lavoratori colpiti da trasferimenti forzati o licenziamenti, e lo scenario potrebbe presto estendersi al polo tarantino. Domani alle 10.30, nella sede cgil, si terrà un’assemblea pubblica. I sindacati chiedono il sostegno urgente da parte delle istituzioni locali.

L’immobile è di proprietà del comune e versa in condizioni di totale degrado e abbandono . Siamo in via san Brunone angolo via della Croce, al quartiere Tamburi di Taranto. Entrare in questo immobile è inquietante e non facile per la presenza di rifiuti che hanno trasformato quello che era un luogo di lavoro in una discarica abusiva. Prima in questo edificio, di proprietà del comune di Taranto, erano ospitati gli uffici della direzione dell’Amiu, l’azienda per l’igiene urbana. Tra l’immondizia troviamo anche una busta di Equitalia indirizzata all’azienda. In una stanza ci sono i resti di un incendio e, non essendoci alcun controllo, l’immobile è diventato rifugio e riparo per persone senza fissa dimora.  A pochi metri, grazie al prolungamento del sottopasso sarebbe dovuto nascere un secondo fronte stazione per collegare due parti della città divise dai binari. Ma il cantiere del terminal bus è in stato di abbandono. Più volte è stato chiesto di mettere in sicurezza il sito perché è pericoloso ma, ad oggi, nessuno è intervenuto.

La guida della società passa a Sebastiano Ladisa, mentre la panchina è stata riaffidata a a Ciro Danucci. Novità in casa Taranto. Il Consiglio di Amministrazione ha accettato le dimissioni di Vito Ladisa dalla presidenza, motivate dall’impossibilità di garantire al club una dedizione totale. La guida della società passa a Sebastiano Ladisa, chiamato ad assicurare una presenza più costante e un supporto diretto nella fase decisionale. Sul piano tecnico, dopo l’esonero di Luigi Panarelli e del vice Antonio Morea, il CdA ha deciso di riaffidare la prima squadra a Ciro Danucci, che dirigerà già da domani la ripresa degli allenamenti in vista dell’impegno di Coppa Italia di giovedì a Massafra contro il Gallipoli. Il vice sarà Marco Perrone. La società ribadisce fiducia nel gruppo e nella possibilità di centrare la promozione in Serie D, sottolineando però la necessità di unità e coesione dell’intero ambiente. Confermati, infine, impegno e investimenti.

Il Taranto vira sulla Coppa Italia

Il Bisceglie attende in finale la vincente tra Taranto e Gallipoli Crederci è importante, purché non si commettano gli stessi errori del recente passato. E’

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