
Tragedia ad Avetrana: studentessa di 18 anni suicida, si indaga per body shaming
L’ombra del body shaming dietro il suicidio di una studentessa di 18 anni. È una delle ipotesi sulle quali indaga la Procura di Taranto dopo

. L’ombra del body shaming dietro il suicidio di una studentessa di 18 anni. È una delle ipotesi sulle quali indaga la Procura di Taranto dopo la tragedia avvenuta ad Avetrana, dove Samuela, studentessa dell’ultimo anno del liceo classico di Manduria, si è tolta la vita lanciandosi dal balcone della sua abitazione. Gli investigatori cercano di capire se dietro quel gesto estremo ci fossero episodi di bullismo, insulti o vessazioni online legate all’aspetto fisico della ragazza. Per questo i carabinieri, su disposizione del pubblico ministero Francesco Sansobrino, hanno sequestrato l’iPhone della giovane. Il telefono sarà probabilmente affidato a un perito che analizzerà chat, messaggi, contatti e contenuti social per ricostruire le ultime ore di vita della diciottenne e verificare eventuali segnali di disagio. A spingere la famiglia a chiedere piena luce sulla vicenda sono anche le voci circolate tra coetanei e sul web subito dopo la tragedia. Circostanze ancora tutte da verificare, ma che alimentano dubbi e interrogativi nei genitori della ragazza. Attraverso il loro legale, l’avvocato Cosimo Micera, mamma e papà hanno lanciato un appello: “Chi sa qualcosa parli, ci dica cosa è successo alla nostra Samu”. Un appello rivolto agli amici e a chiunque possa aiutare gli investigatori a comprendere se la giovane stesse vivendo un malessere rimasto nascosto. Oggi, nella chiesa madre di Avetrana, la comunità si stringerà ancora una volta attorno alla famiglia durante la messa degli otto giorni celebrata da don Cosimo Sternativo. Al termine della funzione religiosa è prevista anche una veglia di preghiera in ricordo della studentessa.
La prontezza di riflessi di alcuni militari, che lo hanno afferrato per un braccio mentre tentava di lanciarsi nel vuoto, ha evitato il peggio. Blitz dei carabinieri a Trani in un appartamento di via Grecia, periferia della città, dove è stata scoperta una coppia dedita allo spaccio di cocaina. Marito e moglie sono stati denunciati, recuperati soldi e cellulari per ricevere le ordinazioni. In una successiva perquisizione in una abitazione poco distante i militari hanno trovato un grande quantitativo di cocaina e della mannite con cui tagliare la sostanza stupefacente. Qui c’era un giovane che è stato arrestato dopo aver cercato di gettarsi dal terzo piano per togliersi la vita all’arrivo dei carabinieri. La prontezza di riflessi di alcuni militari, che lo hanno afferrato per un braccio mentre tentava di lanciarsi nel vuoto, ha evitato il peggio.
Una vicina avrebbe sentito lei urlare prima di precipitare nel vuoto, presumibilmente lanciata da Luigi Gentile che poi si sarebbe tolto la vita. L’ipotesi più accreditata, la più plausibile emerge da fonti investigative, quella secondo cui Luigi Gentile, 61 anni, avrebbe ucciso la moglie, Patrizia Lamanuzzi, di 55 e poi si sarebbe tolto la vita. I due si stavano separando. Entrambi sono stati ritrovati sulla rampa del garage di un condominio di via Vittorio Veneto, a Bisceglie. Una vicina avrebbe sentito lei urlare prima di precipitare nel vuoto, presumibilmente lanciata da Luigi Gentile che poi si sarebbe tolto la vita. Le testimonianze dei vicini di casa
L’uomo è stato ritrovato morto nella sua casa di campagna. E’ il terzo caso. Un sottufficiale dei carabinieri di 49 anni (del quale omettiamo le generalità) è stato trovato senza vita nella sua casa di campagna, nella provincia di Matera. Le indagini preliminari confermano che si è trattato di un suicidio. Questo tragico evento si inserisce in una serie di episodi simili che hanno colpito l’Arma negli ultimi mesi, tra cui il suicidio di un altro sottufficiale, avvenuto a dicembre sempre in Basilicata, e un altro caso, quello di una donna sottufficiale verificatosi in estate a Siena. “L’anno per me inizia nel modo più doloroso – è il messaggio affidato ai social di Vincenzo Incampo, dirigente del Sindacato Carabinieri – Lo conoscevo e come sindacalista avevo seguito una sua vicenda burocratica che gli stava causando forti malumori. Ho scritto più volte agli organi competenti e lui stesso aveva intrapreso i percorsi gerarchici previsti. Nonostante tutto questo, non siamo riusciti a risolvere quella situazione. Ed è così che mi porterò dentro un peso enorme”.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Davide Falcone, 36 anni, avrebbe assunto nei confronti della ragazza “reiterati atti di violenza morale e fisica, di rabbia e di prepotenza, mantenendola, così, in un costante stato di sottomissione psicologica”. È stata fissata per il prossimo 12 maggio l’udienza preliminare nei confronti di Davide Falcone, il 36enne di Casarano ex fidanzato di Roberta Bertacchi, la ragazza di 26 anni trovata impiccata il 6 gennaio 2024 nel suo appartamento. L’accusa di cui dovrà rispondere è di maltrattamenti ai danni della giovane. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Falcone avrebbe assunto nei confronti di Roberta “reiterati atti di violenza morale e fisica, di rabbia e di prepotenza, mantenendola, così, in uncostante stato di sottomissione psicologica”. La sera prima del suicidio di Roberta, i due ebbero una lite per futili motivi nel corso della quale Falcone avrebbe manifestato gelosia ma al contempo avrebbe assunto atteggiamenti aggressivi, “strattonandola e tirandola per capelli”. Per quanto riguarda l’accusa di istigazione al suicidio, la procura di Lecce aveva chiesto l’archiviazione, ma i familiari della ragazza, assistiti dagli avvocati Luciano De Francesco e Silvia Romano, hanno presentato opposizione.
È stata condannata a sette anni di reclusione la donna straniera accusata di maltrattamenti in famiglia ai danni del marito, morto suicida a Santeramo il 10 aprile 2024 lanciandosi dal balcone di casa dei genitori. La sentenza è stata emessa al termine del processo con rito abbreviato dal gup Vittorio Rinaldi, che ha escluso l’aggravante della morte come conseguenza dei maltrattamenti. Disposta inoltre una provvisionale immediatamente esecutiva di 30mila euro a testa per ciascuno dei genitori, e 40mila per figlia minorenne, rappresentata in giudizio dall’avvocato Giuseppe Massari, oltre al risarcimento del danno da liquidarsi in separata sede. Pare che la donna avesse accettato malvolentieri di vivere nel piccolo centro del Barese, mentre avrebbe preferito tornare nel suo paese d’origine. Quando era fuori dall’Italia con la figlia, avrebbe minacciato il marito che non sarebbe più tornata a casa: “se non mi mandi i soldi non vedrai più tua figlia le dirò che sei morto …. la vedrai solo con il consolato o con la polizia … mi dovrai dare il tuo stipendio e la casa”. Nel capo di imputazione i magistrati parlano di minacce, vessazioni e continue richieste di denaro, al punto che il 3 aprile, pochi giorni prima del suicidio, l’uomo si sarebbe trasferito dai genitori
Il giovane è accusato di maltrattamenti mentre è stata chiesta l’archiviazione per l’ipotesi di istigazione al suicidio Servizio di Linda Cappello Montaggio di Maria Cristina Quintale
Avrebbe tentato di togliersi la vita con una traversa da letto stretta intorno al collo Servizio di Linda Cappello
L’uomo aveva 58 anni Un poliziotto di 58 anni si è tolto la vita con la pistola di ordinanza ieri mentre si trovava nell’alloggio di servizio a Foggia. Il corpo è stato trovato dai colleghi. L’agente era arrivato in Puglia, nella Questura del capoluogo dauno, alcuni anni fa. Quanto accaduto ha sconcertato i colleghi.
All’aggressione, avvenuta ieri pomeriggio, ha assistito anche sua figlia, di dieci anni Per giorni avrebbe infastidito la giovane barista di cui si era invaghito e di fronte all’ennesimo rifiuto della ragazza, ha tentato di ucciderla con un coltello. E’ successo tutto nel giro di pochi minuti nei pressi del bar che gestisce, a Gorgoglione, piccolo centro del materano dove l’aggressore, Rocco Roselli, di 79 anni, tornava per le vacanze. Emigrato a Torino, aveva un precedente in materia d’armi. Non a caso, dopo aver accoltellato la 28enne davanti agli occhi della figlia di appena 10 anni, Roselli ha esploso un colpo di fucile contro i Carabinieri, senza colpirli, prima di togliersi la vita nelle campagne di Stigliano con la stessa arma, risultata rubata e con il numero di matricola cancellato. La barista ha riportato ferite in diverse parti del corpo. Da ieri sera è ricoverata, con una prognosi di 21 giorni, nel reparto di Chirurgia d’urgenza all’ospedale San Carlo di Potenza. Se le sue condizioni lo consentiranno, nelle prossime ore sarà ascoltata dai Carabinieri, a cui sono affidate le indagini, coordinate dalla Procura di Matera. Sotto shock la piccola comunità di Gorgoglione. Servizio di Alessandro Miglietta Intervista: Sindaco di Gorgoglione, Carmine Nigro
Ha anche sparato contro i Carabinieri, senza colpirli Pomeriggio di follia a Gorgoglione, nel materano. Per motivi ancora da chiarire, una barista di 28 anni e’ stata accoltellata nel suo locale da un uomo di 80 anni. Successivamente l’anziano, dopo aver esploso alcuni colpi di fucile contro i carabinieri, si è tolto la vita in una contrada del vicino Comune di Stigliano. Il pensionato, originario di Gorgoglione, era residente a Torino, ma tornava in Basilicata per le vacanze. La donna è stata trasferita in eliambulanza all’ospedale San Carlo di Potenza. attualmente e’ ricoverata nel reparto di chirurgia d’urgenza con una prognosi di 21 giorni.
La donna, di 43 anni, si è tolta la vita all’interno degli uffici in cui prestava servizio da anni Dramma questa mattina nella Questura di Brindisi, dove la vice capo della Mobile si è tolta la vita all’interno degli uffici in cui prestava servizio da anni. Si chiamava Sandra Monfrè, 43 anni, siciliana, sposata con un ispettore di polizia del commissariato di Mesagne e madre di una bambina di 3 anni. Era a Brindisi dal settembre 2022 ed era vice questore aggiunto della Polizia. Il tragico gesto è avvenuto intorno alle 9. La donna era rientrata oggi dal suo periodo di ferie. Pare stesse attraversando un periodo di depressione legato a motivi personali. Choc e sgomento tra i colleghi per il gesto della collega che prestava servizio nella Questura di Brindisi dal 2022. Sul posto è intervenuta un’ambulanza del 118, ma purtroppo i soccorsi sono stati inutili. La vice questora era stimata e apprezzata dai colleghi. Le prime indagini escludono dubbi sulla natura volontaria del gesto. La poliziotta avrebbe utilizzato la propria pistola d’ordinanza per togliersi la vita. Al momento non sono state rese note ulteriori informazioni sulle cause che hanno portato a questa tragica decisione. (notizia in aggiornamento)
La pm pur riconoscendo errori e criticità nell’inchiesta, ha ritenuto impossibile accertare con certezza la causa della morte e sostenere l’ipotesi dell’omicidio Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Tea Verderosa, ha disposto l’archiviazione dell’inchiesta sulla morte di Ivan Ciullo, il dj salentino di 34 anni trovato impiccato a un ulivo il 22 giugno 2015 nelle campagne di Acquarica del Capo. È la quarta archiviazione in un’indagine lunga e travagliata, segnata da numerosi passaggi di consegne tra magistrati e da lacune investigative mai colmate del tutto. La richiesta di archiviazione era stata avanzata dalla pm Donatina Buffelli, che pur riconoscendo errori e criticità nell’inchiesta, ha ritenuto impossibile accertare con certezza la causa della morte e sostenere quindi in giudizio l’ipotesi dell’omicidio. Una posizione che non convince i genitori di Ivan, decisi a non arrendersi: hanno annunciato ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
A fare la drammatica scoperta un giovane che, attirato dal forte odore proveniente dai binari, avrebbe notato parti del corpo umano, dando subito l’allarme ai genitori che a loro volta hanno contattato i carabinieri Un cadavere, ormai ridotto in pezzi, è stato rinvenuto nella tarda serata di ieri sui binari della stazione ferroviaria di Trepuzzi. A fare la drammatica scoperta un giovane che, attirato dal forte odore proveniente dai binari, avrebbe notato parti del corpo umano, dando subito l’allarme ai genitori che a loro volta hanno contattato i carabinieri. Sul posto sono intervenuti i militari di Trepuzzi e di Campi Salentina, oltre alla Polizia ferroviaria, un’ambulanza e un’auto medica. La circolazione del treno in transito da Lecce a Bari è stata bloccata attorno alle 23 circa, all’arrivo cioè degli inquirenti, ed i passeggeri sono stati fatti scendere dal convoglio, per consentire di effettuare i rilievi. Le operazioni sono andate avanti per alcune ore. Secondo i primi accertamenti, la vittima — un uomo dai capelli chiari, probabilmente salentino — si sarebbe lanciata sui binari. Le indagini sono in corso e al momento l’ipotesi più accreditata è quella del suicidio. I filmati delle telecamere di sorveglianza saranno esaminati dalla sede centrale di Bari per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e capire eventualmente in che momento l’uomo si sarebbe lanciato sui binari. La circolazione è rimasta interrotta fino alle 3.25. Sono stati messi a disposizione da Trenitalia dei bus.
Lui, malato, diceva agli amici: ‘Se muoio Teresina viene con me’, trovata lettera ‘stanco di vivere’ Servizio Stefania Congedo
Si era barricato in casa dopo la fuga della donna, si è ucciso con un colpo di pistola alla testa. Tragedia al quartiere Picone di Bari, in zona Quartierino: un poliziotto 50enne si è suicidato nella sua abitazione in viale delle Murge, dopo aver litigato con la madre. Secondo una prima ricostruzione della polizia, intervenuta sul posto, il figlio si era barricato in casa dopo la fuga della donna, armato di pistola. Gli agenti hanno cercato di convincerlo ad uscire di casa, disarmato, purtroppo senza esito. L’uomo si è ucciso con un colpo della pistola d’ordinanza alla testa. Sul posto anche 118 e i vigili del fuoco.
Un lungo e lucido intervento in commissione anti mafia per raccontare il dolore, ma soprattutto per mettere in guardia sul male di vivere dei giovanissimi e sulla dipendenza dal telefonino Servizio di Francesco IatoRiprese di Michele De Vitti
L’operatore è riuscito ad intrattenerla al telefono, ascoltandola, parlando con lei e facendola desistere dal gesto, fino a quando sul posto è giunta una pattuglia Chiama il numero di emergenza 112 e, in lacrime, dice all’operatore di volersi suicidare. Una ragazza è stata salvata appena in tempo dai carabinieri a Brindisi. L’operatore è riuscito ad intrattenerla al telefono, ascoltandola, parlando con lei e facendola desistere dal gesto, fino a quando sul posto è giunta una pattuglia del nucleo radiomobile. I militari l’hanno affidata alle cure dei sanitari. Si era già procurata delle ferite alle braccia con una lametta.
Si indaga sulla vita sentimentale e sulle sue ultime ore di vita della donna
La 41enne originaria di Sava si sarebbe tolta la vita lanciandosi nel vuoto da una stanza d’albergo

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Una vicina avrebbe sentito lei urlare prima di precipitare nel vuoto, presumibilmente lanciata da Luigi Gentile che poi si sarebbe tolto la vita L’ipotesi più

L’uomo è stato ritrovato morto nella sua casa di campagna. E’ il terzo caso Un sottufficiale dei carabinieri di 49 anni (del quale omettiamo le

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Davide Falcone, 36 anni, avrebbe assunto nei confronti della ragazza “reiterati atti di violenza morale e fisica, di rabbia e

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