
Molfetta: nuova strage di ulivi dell’imprenditore agricolo Mauro De Ruvo, abbattuti 200 alberi
Il primo dicembre ne avevano distrutti altri 487, nello stesso oliveto, trapiantato appena quattro anni fa. A distanza di meno di un mese, nuovo grave
Il primo dicembre ne avevano distrutti altri 487, nello stesso oliveto, trapiantato appena quattro anni fa. . A distanza di meno di un mese, nuovo grave atto intimidatorio nei confronti di Mauro De Ruvo, imprenditore olivicolo e presidente Coldiretti Molfetta. Nella notte ta sabato e domenica qualcuno ha tagliato 200 alberi con la motosega. Il primo dicembre ne avevano distrutti altri 487, nello stesso oliveto, trapiantato appena quattro anni fa. La barbarie è stata denunciata da Coldiretti Puglia che chiede un presidio intensificato delle forze dell’ordine per salvaguardare quanto rimane e prevenire ulteriori atti criminali”. L’associazione di categoria ha espresso forte vicinanza all’imprenditore olivicolo “che sta subendo un attacco senza precedenti”.
Il filmato è stato pubblicato di recente su TikTok ma le immagini risalgono a giugno scorso A 130 chilometri orari nella notte in pieno centro ad Andria. È la bravata, che poteva costare caro, di un giovane identificato e ora denunciato dalla polizia locale per il reato di tentata strage. Il video, pubblicato su tik tok, era diventato virale. Mostrava il volante di una Mercedes e il tachimetro che segnava i 130 chilometri di velocità tra via Napoli e viale Venezia Giulia, nel cuore del centro cittadino. Il filmato è stato pubblicato di recente ma le indagini hanno permesso di accertare che le immagini risalgono allo scorso giugno. Il gesto, sottolineano gli agenti, avrebbe potuto compromettere la vita stessa del giovane e quella di pedoni innocenti.
Vito Piccarreta e Nicola Lorizzo sono stati entrambi condannati rispettivamente a 6 anni e 3 mesi e 6 anni e 9 mesi di reclusione per l’incidente del12 luglio 2016 costato la vita a 23 passeggeri La Corte d’Appello di Bari ha confermato e ridotto le pene per il capostazione Vito Piccarreta e il capotreno Nicola Lorizzo, entrambi condannati rispettivamente a 6 anni e 3 mesi e 6 anni e 9 mesi di reclusione nell’ambito del processo sull’incidente ferroviario avvenuto fra Andria e Corato il 12 luglio 2016 e costato la vita a 23 passeggeri. Tre mesi in meno la riduzione di pena rispetto alla sentenza di primo grado, in virtù della prescrizione per il reato di lesioni colpose.Confermare le assoluzioni degli altri 14 imputati, tra cui diverse figure di vertice di Ferrotramviaria e del Ministero delle Infrastrutture.
Sulla facciata di palazzo di città deposta una corona di fiori Servizio di Anna De Feo; intervista a Nicola Grasso assessore legalità comune Bari;
Taulant Malaj uccise il vicino di casa e sua figlia 16enne e ferì gravemente la moglie. Lo donna sospettata di avere una relazione extraconiugale era l’obiettivo del marito geloso E’ stato condannato alla pena dell’ergastolo con isolamento diurno per un anno e sei mesi Taulant Malaj, il panettiere albanese di 47 anni, accusato di duplice omicidio volontario e di tentato omicidio pluriaggravato compiuto a Torremaggiore il 7 maggio del 2023. La sentenza è stata emessa dai giudici della Corte d’assise di Foggia dopo oltre tre ore di camera di consiglio. L’uomo uccise a coltellate la figlia 16enne Jessica e il vicino di casa, Massimo De Santis, che riteneva, senza alcun fondamento, avesse una relazione sentimentale con sua moglie Tefta Malaj, rimasta gravemente ferita. Jessica fu uccisa mentre tentava di difendere la madre. Tecnicamente gli ergastoli comminati in sentenza sono due: uno per l’uccisione del vicino di casa e per le lesioni gravissime alla moglie, l’altro per l’uccisione della figlia. La pena è comunque riunita in quella di un solo ergastolo. Lo scorso 30 maggio ci sono state le discussioni dei pubblici ministeri e delle parti civili e la Procura di Foggia aveva chiesto l’ergastolo con isolamento diurno di 1 anno e 6 mesi. Il processo era iniziato il 22 marzo 2024. Sono stati 32 i testimoni ascoltati e 15 le udienze dibattimentali.Soddisfazione per il verdetto è stata espressa dall’avvocato Roberto De Rossi, che assiste lamoglie dell’uomo, Tefta. “Sono ovviamente molto soddisfatto. Una sentenza esemplare. Le lacrime e il lungo abbraccio di Tefta valgono più di mille parole”, ha detto.
Alla commemorazione della strage di Roma di 46 anni fa manifestanti di destra e antagonisti Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio Donato Colazzo
In aula a Foggia i colleghi dell’imputato Servizio di Pietro Loffredo;
Furono assassinati per aver assistito all’omicidio del boss Mario Luciano Romito, avvenuto nell’agosto del 2017. I familiari hanno ricevuto il decreto della Prefettura di Foggia Luigi e Aurelio Luciani, gli agricoltori brutalmente uccisi nell’agosto del 2017 nella strage di San Marco in Lamis sono stati dichiarati ufficialmente vittime di Mafia. Venerdì scorso le famiglie dei due fratelli hanno ricevuto il decreto della Prefettura di Foggia. La loro unica colpa fu quella di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Furono assassinati per aver assistito all’omicidio del boss della Mafia garganica Mario Luciano Romito, avvenuto a poca distanza dal terreno in cui stavano lavorando. Il riconoscimento di vittime di mafia rappresenta una battaglia vinta per i familiari dei due agricoltori e per chi, ogni giorno, è in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata nel foggiano.
Nell’attentato neofascista morirono 85 persone, tra queste c’erano sette baresi
Toccante cerimonia alla presenza della famiglia Servizio di Pamela Spinelli Montaggio di Francesco Afrune Intervistati: Giuseppe Taurino (sindaco di Trepuzzi), Sofia (nipote di Alessandro Carrisi)
Tocca al sindaco Antonio Decaro, accompagnato dal prefetto Antonella Bellomo, dal questore Giovanni Signer e dal delegato della Regione Puglia, Rocco De Franchi, deporre una corona di fiori sulla facciata di Palazzo di Città Inrvista a: Antonio Decaro, sindaco di Bari Servizio di Francesco Petruzzelli Riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo
Nell’incidente morirono 23 persone e ne rimasero ferite 51. Chieste condanne tra i 6 e i 12 anni Sarà emessa con molta probabilità domani, nell’aula del Tribunale di Trani, la sentenza per il disastro ferroviario sulla tratta Andria-Corato avvenuto il 12 luglio 2016. Nello scontro tra treni morirono 23 persone e altre 51 rimasero ferite. A distanza di sette anni il pm Marcello Catalano ha chiesto condanne comprese tra i 6 e i 12 anni di reclusione per 15 imputati. Tra i reati di cui dovranno rispondere disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose plurime, rimozione e omissione colposa di cautele contro gli infortuni e falso. Al centro del procedimento il sistema di dispacci telefonici con il quale i capistazione di Corato e Andria regolavano il traffico sulla tratta a binario singolo. L’accusa ha sostenuto si trattasse di un metodo obsoleto e poco sicuro. Per Ferrotranviaria è stata chiesta la sanzione amministrativa di 1,1 milioni, oltre alla revoca delle autorizzazioni, licenze e concessioni per l’esercizio dell’attività per un anno. Inoltre è stata richiesta la confisca di 664.000 euro, somma che – secondo l’accusa – la società avrebbe dovuto investire per mettere in sicurezza la tratta con la realizzazione e l’uso del blocco conta assi sulla Corato-Barletta.
Donna e figlio sono sopravvissuti al duplice omicidio compiuto dal marito Ancora nessun aiuto economico è giunto a Tefta Malaj di 39 anni e al figlio di 5 anni sopravvissuti dopo il duplice omicidio avvenuto a Torremaggiore nella notte tra il 6 ed il 7 maggio scorsi. Lo rende noto l’avvocato della donna Michele Sodrio. “Nonostante nelle settimane seguenti l’atroce delitto – sostiene il legale – sia stata lanciata una raccolta fondi a favore della donna e del suo bambino, al momento nulla si è mosso, se non una donazione economica giunta da un residente in Sardegna”. L’avvocato Sodrio ribadisce “l’assoluta necessità di dare una mano a Tefta e al suo bambino, affinché possano riprendere in mano la propria vita e iniziare la ripresa nel luogo dove si sono trasferiti, lontano da Torremaggiore.
Legale: “Si sente perseguitata, sui social incolpata per l’accaduto” E’ stata dimessa dal Policlinico Riuniti di Foggia Tefta Malaj, la donna di 39 anni ferita dal marito Taulant a Torremaggiore nella notte tra il 6 ed il 7 maggio scorsi, quando l’uomo uccise a coltellate la figlia Jessica di 16 anni e Massimo De Santis, di 51, che riteneva avesse una relazione con la moglie. L’avvocato della donna, Massimo Sodrio, ha dichiarato che Tefta si sente perseguitata da quanti l’hanno attaccata sui social, incolpandola per quanto accaduto, e che intende andar via, appena possibile, da Torremaggiore. Il legale ha anche rivolto un appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché intervenga “sulla richiesta di cittadinanza italiana che Tefta ha avanzato già qualche mese fa”,
Ai Carabinieri Talaunt Malay ha detto di avere visto spesso la moglie con l’amante mangiare insieme e di averli filmati. Domani la convalida del fermo Servizio di Giovanni Di Benedetto

Il primo dicembre ne avevano distrutti altri 487, nello stesso oliveto, trapiantato appena quattro anni fa. A distanza di meno di un mese, nuovo grave

Il filmato è stato pubblicato di recente su TikTok ma le immagini risalgono a giugno scorso A 130 chilometri orari nella notte in pieno centro

Vito Piccarreta e Nicola Lorizzo sono stati entrambi condannati rispettivamente a 6 anni e 3 mesi e 6 anni e 9 mesi di reclusione per

Sulla facciata di palazzo di città deposta una corona di fiori Servizio di Anna De Feo; intervista a Nicola Grasso assessore legalità comune Bari;

Taulant Malaj uccise il vicino di casa e sua figlia 16enne e ferì gravemente la moglie. Lo donna sospettata di avere una relazione extraconiugale era

Alla commemorazione della strage di Roma di 46 anni fa manifestanti di destra e antagonisti Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio Donato Colazzo

In aula a Foggia i colleghi dell’imputato Servizio di Pietro Loffredo;

Furono assassinati per aver assistito all’omicidio del boss Mario Luciano Romito, avvenuto nell’agosto del 2017. I familiari hanno ricevuto il decreto della Prefettura di Foggia

Nell’attentato neofascista morirono 85 persone, tra queste c’erano sette baresi

Toccante cerimonia alla presenza della famiglia Servizio di Pamela Spinelli Montaggio di Francesco Afrune Intervistati: Giuseppe Taurino (sindaco di Trepuzzi), Sofia (nipote di Alessandro Carrisi)
Tocca al sindaco Antonio Decaro, accompagnato dal prefetto Antonella Bellomo, dal questore Giovanni Signer e dal delegato della Regione Puglia, Rocco De Franchi, deporre una

Nell’incidente morirono 23 persone e ne rimasero ferite 51. Chieste condanne tra i 6 e i 12 anni Sarà emessa con molta probabilità domani, nell’aula

Donna e figlio sono sopravvissuti al duplice omicidio compiuto dal marito Ancora nessun aiuto economico è giunto a Tefta Malaj di 39 anni e al

Legale: “Si sente perseguitata, sui social incolpata per l’accaduto” E’ stata dimessa dal Policlinico Riuniti di Foggia Tefta Malaj, la donna di 39 anni ferita

Ai Carabinieri Talaunt Malay ha detto di avere visto spesso la moglie con l’amante mangiare insieme e di averli filmati. Domani la convalida del fermo