
I calciatori del Bari in visita al pediatrico
Regali e sorrisi per i piccoli degenti Un Natale di gioia e speranza, soprattutto per chi attraversa momenti difficili. Questo l’augurio rivolto da una delegazione
Regali e sorrisi per i piccoli degenti . Un Natale di gioia e speranza, soprattutto per chi attraversa momenti difficili. Questo l’augurio rivolto da una delegazione di calciatori del Bari ai pazienti dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII e alle loro famiglie. Subito dopo l’allenamento quotidiano, i calciatori si sono presentati in corsia con tanti doni per i piccoli degenti. Un gesto carico di significati, compiuto, come vuole la tradizione, nel periodo più bello dell’anno. Lo stesso in cui, in un mondo ideale, i bambini dovrebbero solo scrivere lettere a Babbo Natale e attendere il suo arrivo su una slitta.
Il team prende il nome dal maestro, pioniere della disciplina . Il team Bisignani è nato tre anni fa in una palestra del quartiere Libertà di Bari. In poco tempo è arrivato ai massimi livelli nazionali, conquistando titoli e onorificenze. Il metodo consiste nell’eseguire sedute d’allenamento a ritmo di musica. Perché la musica stimola movimenti naturali e fantasia: principi cardine della lotta.
Sul parquet del Palaflorio cinquecento bambini . Il modo migliore per chiudere il 2025: domenica scorsa 500 bambini si sono ritrovati sul parquet del Palaflorio di Bari per dare vita alla Festa delle arti marziali. E per il 2026 sono in programma altri grandi eventi: basket, pallavolo e danza.
Dopo dieci anni è fuori dalla Coppa Italia . Tecnicamente si chiama “Epic Fail”. Conversano perde anche a Sassari, subisce la quinta sconfitta consecutiva ed è aritmeticamente fuori dalla Final Eight di Coppa Italia. Una disfatta simile non si registrava dalla stagione 2014/2015, quando il team barese fu costretto a disputare i playout per la salvezza. In Sardegna è sfida senza storia. L’inerzia è chiara già nel primo tempo: 17 – 11 il punteggio alla sirena. E non va meglio nella ripresa, quando i padroni di casa mantengono le distanze, chiudendo il match con un ampio 31 – 25. La classifica fotografa un’annata piena di delusioni: appena 9 punti e quartultima posizione. Sabato l’inizio del girone di ritorno e l’impegno sul campo del Brixen. Buona la prestazione della Junior Fasano: il successo casalingo su Siracusa ( 41 – 37 ) vale il pass per la coppa nazionale. In classifica, i messapici restano al quinto posto, a sei lunghezze dalla capolista Cassano Magnago.
Il match si disputò nel 1964 al Circolo tennis . Nel momento di massimo splendore, il tennis italiano perde uno dei suoi simboli. E’ morto all’età di 92 anni Nicola Pietrangeli. Nato a Tunisi, è il tennista tricolore con il maggior numero di partite disputate in Coppa Davis (164, ndr). Memorabile il match giocato nel 1964 al Circolo tennis di Bari , inserito nel cartellone del “Maggio Barese”. L’Italia sconfisse le Repubbliche Arabe Unite per 4 – 1 e si presentò con una coppia destinata a scalare posizioni nel ranking: Nicola Pietrangeli e Sergio Tacchini. “Pietra”, come lo chiamavano affettuosamente amici e rivali, avrebbe condotto la nazionale alla vittoria della prima Coppa Davis della storia, nel 1976 a Santiago del Chile, eccezionalmente in maglia rossa sotto gli occhi di Pinochet; il secondo sarebbe diventato stilista e imprenditore di successo. Personaggio carismatico anche da commentatore, suscitano profonde riflessioni i giudizi sull’attuale formula della più importante competizione tennistica per nazioni: “è morta”, ha dichiarato di recente in aperta polemica con le assenze di Sinner e Alcaraz. Ha consegnato alla storia il più autentico dei pareri sulla sua carriera, già ricca di successi: “Se mi fossi allenato di più, avrei vinto di più, ma mi sarei divertito meno”.
Nella penultima di andata prestazione negativa anche per Fasano. Una crisi senza fine per Conversano. Al Pala De Luca – Resta di Noci, in provincia di Bari, arriva la quarta sconfitta consecutiva. Il Metelli Cologne vince con due reti di scarto, 28 -26 alla sirena, e centra il primo successo esterno stagionale. Per Conversano un’altra giornata no, condizionata dai tanti infortuni e da qualche distrazione in campo. Gli ospiti chiudono la prima frazione sul 14 -11. Nella ripresa, i Campioni d’Italia falliscono il gol del pari al 54esimo e Cologne ne approfitta. L’undicesima posizione in classifica condanna Conversano ad una difficile rimonta per l’accesso alle final eight di Coppa Italia. K.o anche Fasano, sul campo del Pressano.
La svolta con Vivarini non c’è. L’area tecnica si scusa con la città . Pesantissima sconfitta del Bari ad Empoli per 5 a 0 che inaugura nel peggiore dei modi il nuovo corso di Vincenzo Vivarini che in settimana ha sostituito Fabio Caserta. Il primo tempo è caratterizzato sino alla quarantesimo da un grande equilibrio interrotto quando la squadra della Toscana decide di premere sull’acceleratore. E così nel recupero l’Empoli passa in vantaggio con un colpo di testa di Guarino sugli sviluppi di un calcio di punizione. Nella ripresa il crollo, completo, con i quattro gol subiti in progressione prima da Shpendi liberissimo nel concludere da pochi passi, poi da Yepes, quindi da Pellegri e infine da Chessay. In sala stampa i direttori sportivi chiedono scusa e dicono che c’è solo da lavorare, ma la sensazione è che di questo passo la serie C possa diventare uno scenario possibile. Giovedì a Castellammare di Stabia il recupero con la Juve Stabia della gara non disputata nel turno infrasettimanale
Sfida decisiva per i pugliesi, bloccati in campionato da una serie di infortuni . Il grande hockey su pista torna in Puglia. A dieci anni dall’ultimo evento internazionale, Giovinazzo – formazione che milita in A1 – ospita una gara di Wse Trophy Cup, la terza competizione continentale in ordine di importanza. Sabato 29 novembre al PalaPansini, l’AFP Giovinazzo sfida LA Vendéenne La Roche – Sur Yonne, formazione francese che vanta nel suo palmares 13 scudetti e 6 coppe di Francia. Nel match di andata le formazioni si sono affrontate prive di ogni tatticismo, sino ad annullarsi: è finita 2 – 2. “Abbiamo allestito una squadra per lottare al vertice. Siamo stati bloccati in campionato da una serie di infortuni”, spiega il direttore sportivo Sabino Dangelico. Ma in Europa è tutt’altra storia. “Abbiamo strappato un pareggio importantissimo giocando ad alti livelli. Siamo certi che il nostro pubblico ci darà la giusta spinta per superare gli ottavi”. I francesi incutono timore: viaggiano a velocità sostenuta verso il titolo e sinora non hanno mai perso. Anche Giovinazzo ha una illustre tradizione nell’hockey e il suo settore giovanile è uno dei migliori in Italia. Molti ragazzi approdano in prima squadra dopo una lunga militanza nel vivaio.
Due settimane fa contro la Cavese il record negativo di presenze allo Zaccheria . Nel momento più difficile della sua storia centenaria, il Foggia si rivolge ai tifosi. Il club ha lanciato un appello all’intera Capitanata, chiedendo di stringersi intorno alla squadra in vista della gara casalinga di domenica 30 novembre, contro il Cosenza. “Rispettiamo le critiche ma senza il sostegno sugli spalti la squadra perde la sua forza”, si legge nel comunicato. Un chiaro tentativo da parte della società di stemperare la tensione e abbassare i toni della contestazione in atto. Da tempo, il tifo organizzato rossonero chiede la cessione del pacchetto di maggioranza. E come recente forma di protesta, ha scelto la diserzione. Nell’ultima sfida interna, contro la Cavese, è stato registrato il minimo storico di presenze allo “Zaccheria”: 540 spettatori. Non va meglio in campo: i Satanelli sono ultimi in classifica e scivolano inesorabilmente verso la retrocessione diretta, con una media di 0,73 punti a partita.
L’allenamento odierno è stato diretto da Michele Anaclerio. In serata la firma di Vivarini. Esonerato Fabio Caserta. Dopo una lunga pausa di riflessione, il Bari ha deciso di sollevare il tecnico dall’incarico. Determinante è stata la pesante sconfitta subita sabato in casa dal Frosinone. L’allenamento odierno è stato diretto dall’allenatore della primavera Michele Anaclerio, in attesa che venga ufficializzato il nome del successore. Vincenzo Vivarini è in città per la firma. E’ la sua seconda esperienza al San Nicola dopo l’anno in C, stagione 2019/2020. I tifosi hanno annunciato una protesta in piazza l’8 dicembre, contro la società. I rapporti con la famiglia De Laurentiis sono alla deriva, e il mondo biancorosso si oppone al concetto di multiproprietà nel calcio. La Curva Nord in più occasioni durante le gare interne ha contestato il presidente Luigi De Laurentiis per gli investimenti scarsi, che impedirebbero di sognare il ritorno in Serie A.
Nei primi giorni di novembre ha ottenuto un altro risultato da incorniciare: quinto tra gli italiani e secondo assoluto, categoria 35 – 40 anni, nella tappa d’esordio del mondiale di trial, corsa in ambiente naturale. Che piacere la fatica. Nonostante sia un principio paradossale, per gli sportivi è carburante. Lo sforzo fisico prolungato produce due molecole associate alla felicità: endorfina e serotonina. Si tratta di chimica pura e non si ottiene in laboratorio. Ne è dipendente Vincenzo Manobianco. Si definisce uno sportivo ibrido e all’attività fisica dedica quasi totalmente le sue giornate, tra lezioni private in palestra e allenamenti. Il suo nome compare anche nel libro dei Guinness per tre primati: rotazioni consecutive su Sup, swing di squadra con la kettelbell ( sollevamenti per un totale di 52mila chili in un’ora, ndr) e maggior numero di trascinamenti della slitta su distanza di 10 metri. Ma ha voluto spingersi oltre, sino alle estremità. Nei primi giorni di novembre ha ottenuto un altro risultato da incorniciare: quinto tra gli italiani e secondo assoluto, categoria 35 – 40 anni, nella tappa d’esordio del mondiale di trial, corsa in ambiente naturale. Le gare si sono svolte contemporaneamente in 4 città, Urbino, Milano, Taranto e Bari. Vincenzo ha completato il percorso di 36 km tra le gravine di Ginosa e Castellaneta in 3h.35’. Con orgoglio, sottolinea la complessità della prova – gli ultimi 4 km erano su sabbia – e ribadisce un concetto a lui caro: lo sport come stile di vita e condivisione: “E’ bello allenarsi singolarmente, ma se non ci fossero connessione e sana competizione con altri atleti, non avrebbe senso”. Ora ha nel mirino la prossima gara di trial, il 14 dicembre a Mottola. E nel 2026 riaprirà il libro dei record per scrivere un’altra pagina storica: “Vorremmo correre su una pista di atletica con un sacco da 48 chili sulle spalle percorrendo più di 9 chilometri in un’ora”. Superare ogni limite sarà un vero piacere!
Domenica sfida interna al Torino. La Curva Nord è deserta. L’Olimpico si presenta con un colpo d’occhio insolito. E’ la protesta dei tifosi biancocelesti contro Lotito, per l’accesso negato al nipote di Vincenzo Paparelli, storico tifoso laziale morto 46 anni fa durante un derby con la Roma. Negli spogliatoi, Di Francesco spiazza tutti e azzera le previsioni. Dal primo minuto in campo si vede Camarda, nonostante qualche problema fisico rimediato con l’under 21. Sarri schiera la formazione tipo, facendo di necessità virtù: l’infermeria è piena di big, con Castellanos, Dele – Bashiru, Cancellieri e Rovella. L’inizio vede le due squadre affrontarsi a viso aperto e ritmo alto. E’ del Lecce la prima vera occasione: siamo al sesto. Sottil batte Provedel, ma l’arbitro Arena annulla per un fallo dell’esterno. Al 29esimo, la Lazio è in vantaggio. Assist di Basic per Guendouzi: 1 – 0. Nella ripresa, Di Francesco cambia volto al suo Lecce con un doppio cambio: Banda e Stulic per Berisha e Camarda. Sarri richiama Basic per Vecino, più utile nelle incursioni. La Lazio riprende così a macinare gioco e, dopo 6 minuti, al 51esimo raddoppia con Dia, ma il direttore di gara annulla dopo la revisione al Var. Inizia un lungo assolo dei capitolini, vicini al bis con Guendouzi, Zaccagni e Isaksen, ma Falcone è superlativo. Il 2 – 0 arriva in pieno recupero ad opera di Noslin, che approfitta di uno strano rimbalzo in area. Al Lecce non riesce la stessa impresa di sei mesi fa, quando proprio all’Olimpico conquistò la terza storica salvezza consecutiva. La classifica è ancora rassicurante: due punti di vantaggio sulla terz’ultima. Domenica, alle 12.30, gara delicata al Via del Mare contro il Torino. Foto profilo facebook U.S Lecce
Ha lasciato il tennis da adolescente per un brutto infortunio, ma non si è mai arreso . La matrice deriva dal tennis. Nella vita e nello sport si ispira a due colossi: Sinner e Nadal. Dell’altoatesino apprezza umiltà, concentrazione e voglia di migliorarsi sempre; dallo spagnolo prenderebbe grinta e determinazione. E’ su questo sentiero che si muove Giulio Lovascio, sforzandosi di non deragliare mai. Sinora i risultati sono con lui: n° 1 in Puglia nella sua disciplina, il padel, e undicesimo in Italia. E’ nato a Conversano, in provincia di Bari, in una famiglia di tennisti quando il tennis era scarsamente popolare. L’approccio con la racchetta già in tenera età: è stato amore a prima vista o in prima battuta, come dir si voglia. “ Ho iniziato quando ero bambino, a 3 anni– racconta durante un torneo internazionale a Napoli -. Sono stato campione regionale di tennis Under 12, 13 e 14. Ho lasciato per un brutto infortunio al polso sinistro. Avvertivo dolore durante il rovescio a due mani. Impossibile continuare”. Un duro colpo per un ragazzo poco più che adolescente. La vocazione è sempre lì a ricordargli di riprovarci. Per un breve periodo si dedica al Beach Tennis. Ottiene rapidi riconoscimenti: campione regionale e vice campione italiano Under 18. Ma, mentre il mondo è in stand by per la pandemia, resta quasi folgorato da una disciplina ancora sconosciuta e destinata a raccogliere migliaia di adesioni in un lampo: il padel. Inizia la sua seconda vita da sportivo. Torna sulla scena da protagonista. “E’ successo nel 2020 e non ho più smesso – ammette con voce sorridente -. Un mese fa ho rivinto il campionato regionale in Puglia. Ma voglio scalare posizioni anche a livello internazionale. Per questo sono a Napoli. Poi sarò a Roma e Como”. Le sue espressioni non tradiscono mai rammarico, invidia o senso di inferiorità per il momento d’oro del tennis italiano: “Chi gioca a tennis e critica il padel è superficiale. Il padel piace perché consente un approccio rapido, semplice: è immediato. Praticarlo a livello agonistico presuppone allenamenti intensi e tecnica. Il tennis è più faticoso per le dimensioni del campo. Ma sono totalmente diversi”.
. Ma quale Serie B! I cadetti vivono un momento di forte ascesa e connessione con il pubblico. In Italia ci sono 8,4 milioni di appassionati. I dati emergono dal rapporto 2025 “Serie BKT”, condotto da Nielsen su un campione di circa 4mila persone. A Torino la presentazione durante l’evento Football Summit dell’Allianz Stadium. “ I numeri ci raccontano di un campionato imprevedibile, di una forte identità territoriale, di un grande senso di appartenenza del tifoso”, ha commentato il Presidente della Lega di Serie B, Paolo Bedin. L’indagine tratteggia anche l’identikit del tifoso moderno, attento alla sostenibilità e allo stato di salute dei bilanci societari. Ma anche dalla personalità esigente e sempre informato. Il 52% degli intervistati, infatti, ha affermato di partecipare attivamente soprattutto alla dinamiche della propria squadra del cuore. La Serie B piace agli spettatori perché non ha perso la primordiale caratteristica di trampolino di lancio per i giovani. Ed è sui giovani che i sostenitori vorrebbero si investisse maggiormente. Una strategia che porterebbe ad un legame sempre più solido e che incrementerebbe numeri già soddisfacenti: in questa prima parte di stagione sono 120mila gli abbonati, 100mila gli spettatori medi a giornata, 8,2milioni i follower sui social.
Durante l’incontro sono stati consegnati premi ad atleti, dirigenti, tecnici e società che si sono distinti per impegno e professionalità Servizio di Anna De FeoInterviste a Franco De Lucia, presidente Ansmes Bari; Nicola Lomuscio, atleta
Prestazione solida dei salentini Il Lecce esce sconfitto ma a testa alta dal confronto con il Napoli, in una gara equilibrata e decisa da pochi episodi. La squadra salentina regge bene l’urto iniziale degli azzurri, pericolosi con Lang e Politano, e risponde con coraggio. Al 26’ Pierotti sfonda sulla destra e serve Berisha, il cui diagonale sfiora il palo. Prima dell’intervallo Falcone è decisivo su Olivera e Politano, tenendo il risultato sullo 0-0. Nella ripresa arriva l’occasione più grande per i giallorossi: al 55’ un tocco di mano in area del Napoli vale un calcio di rigore, ma Francesco Camarda si fa ipnotizzare da Milinković-Savić. Scampato il pericolo, il Napoli reagisce e al 69’ trova il gol decisivo con Zambo Anguissa, su assist di David Neres. D’Aversa prova a cambiare volto alla squadra inserendo Štulić, Maleh, Pierret e Konan N’Dri, ma i tentativi finali non bastano a riaprire il match. Resta il rammarico per quel rigore fallito che avrebbe potuto scrivere una storia diversa, ma anche la consapevolezza di una prestazione solida contro una grande, e la sensazione che, come si dice, un errore non cancella il valore di un giovane campione. di Matteo Bottazzo
Lo sport prezioso alleato della rinascita quando si affronta un tumore, grazie a esercizi pensati per favorire il recupero funzionale e la qualità della vita delle oncologiche Servizio di Donatella Azzone Riprese e montaggio di Robero Cofano Interviste: Paola Marrazzo, consigliera Società Ginnastica Angiulli Bari Linda Catucci, Presidente comitato puglia Komen Italia Alessandro Delle Donne, DG Irccs Istituto Tumori di Bari Prof. Francesco Fischetti, coord. corso di studio magistrale in Scienze e Tecniche Sport Uniba
Sarà inaugurato il 19 ottobre il PalaWojtyla. E’ terminata la fase di collaudo e già domenica ci sarà la prima partita in casa della NewGen Basket Martina per il campionato 25-26. Il palazzetto ospiterà le gare di judo dei Giochi del Mediterraneo 2026, grazie ai quali è stata possibile la ristrutturazione. La struttura commissariale dei Giochi ha stanziato 2 milioni, cui il Comune ha aggiunto 700mila euro con fondi dal credito sportivo. I lavori hanno riguardato il rifacimento della pavimentazione; la sostituzione degli infissi, l’efficientamento energetico, l’adeguamento alla normativa CONI degli spogliatoi e dei servizi igienici, dei locali del pronto soccorso e per le visite mediche antidoping. Completato poi il sistema di videosorveglianza ed è stata realizzata la sala conferenze per accogliere le attività del grande evento sportivo. Il PalaWojtyla è stato il primo cantiere dei Giochi ad essere aperto, ricordano il sindaco Palmisano e l’assessora Convertini, ed è il primo a tornare alla città.
Successo di pubblico per la 15ª edizione, valida anche come Campionato Italiano Interforze Interviste: Pietro Pellegrini – Vincitore TraniCorsa 2025; Anita Martinelli – Vincitrice TraniCorsa 2025; Angelo Giliberto – Presidente regionale CONI
Il sindaco di Taranto Bitetti smentisce di aver chiesto un rinvio della manifestazione Servizio di Annamaria Rosato. Intervista a Piero Bitetti, sindaco di Taranto.

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