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Tra i motivi il massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali e il continuo ritardo nel pagamento delle retribuzioni Le rsu/rsa del Gruppo Natuzzi, unitamente alle segreterie territoriali, regionali e nazionali Feneal UIL, Filca CISL, Fillea CGIL, Uiltucs, Fisascat CISL e Filcams CGIL, hanno proclamato lo stato di agitazione in tutti gli impianti del gruppo Natuzzi. L’ennesimo Piano Industriale, presentato nel 2022 ed aggiornato nel 2024, stenta a trovare piena attuazione – scrivono in una nota – non solo per fattori “esterni” come il mancato sostegno al Made in Italy o le recenti misure attuate dal Governo USA (dazi), ma anche per precise e gravi responsabilità aziendali. Tutto ciò determina il mancato pieno rilancio delle produzioni negli stabilimenti italiani e, conseguentemente, il continuo massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali. A questo si aggiunge il continuo ritardo nel pagamento delle retribuzioni che da diversi mesi aggrava ulteriormente la condizione di lavoratrici e lavoratori. Per questo, i sindacati hanno deciso di proclamare con effetto immediato lo stato di agitazione, riservandosi di intraprendere ulteriori iniziative di mobilitazione per rivendicare nei confronti di Natuzzi e di tutt le istituzioni misure a salvaguardia dell’occupazione e del rilancio delle produzioni industriali.

L’incontro è previsto per il 28 ottobre Domani i lavoratori ex Ilva aderenti a Fim, Fiom e Uilm sciopereranno per chiedere certezze sul futuro dell’azienda, ma non ci sarà l’Usb. Un corteo attraverserà la città, con un corteo che si concluderà davanti al Municipio. Dopo 13 anni di vertenza e 8 governi, dal sequestro preventivo del 26 luglio 2012, i lavoratori – affermano i sindacati – sono esausti. Intanto il Governo ha convocato azienda e sindacati per il 28 ottobre.

L’azienda chiede la cassa integrazione per ulteriori 400 persone. Da 4050 si passa a 4450, di cui 3800 a Taranto a causa della scarsa produzione I sindacati Fim, Fiom e Uilm potrebbero non firmare una richiesta più alta di cassa integrazione per i lavoratori dell’ex Ilva, nell’incontro previsto oggi pomeriggio, al Ministero del Lavoro. “È inaccettabile” dice Michele De Palma, segretario generale della Fiom. L’azienda chiede la cassa integrazione per ulteriori 400 persone. Da 4050 si passa a 4450, di cui 3800 a Taranto a causa della scarsa produzione. I sindacati hanno chiesto la convocazione del tavolo permanente a Roma perché vogliono capire cosa succede dal punto di vista della proprietà, del piano industriale e del piano di salvaguardia. “Il rischio è che a pagare le conseguenze di scelte sbagliate siano le lavoratrici e i lavoratori dell’ex Ilva”, dichiarano i sindacati.

Venerdì prossimo a Roma i rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm incontreranno i gruppo parlamentari Ex Ilva. Fim, Fiom e Uilm hanno organizzato per venerdì 29 agosto a Roma una giornata di incontri con i gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione, per mantenere alta l’attenzione sul tema del lavoro; in vista della definizione del bando di gara da parte dei Commissari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria e di Ilva in amministrazione straordinaria, e per fare il punto sulla vertenza, dopo l’intesa tra istituzioni locali avvenuta lo scorso 12 agosto. L’altro tavolo, quello sulla estensione della cassa integrazione, previsto inizialmente per il 28 agosto, è stato rinviato al 10 settembre

Il sindacato: “Coinvolgere le imprese dell’indotto nel rifacimento degli impianti per il DRI” di Alessandra Martellotti Intervista: Pietro Cantoro, Fim Cisl Settore Appalti Taranto

Peacelink chiede trasparenza al sindaco di Taranto sull’Aia e minaccia ricorsi. Attesa per le offerte vincolanti e l’accordo di programma

Ripartenza su due turni e rientro dei trasfertisti, i sindacati chiedono diversificazione mentre cresce l’interesse per il nuovo progetto aeronautico

Lavoratori in cassa integrazione e un destino incerto per la ex fabbrica: si tireranno le somme il 15 settembre Servizio: Alessandra Martellotti

A Palazzo Chigi, dopo la mancata firma dell’accordo di programma, hanno chiesto risposte certe sul mantenimento dei livelli occupazionali Servizio di Stefania Rotolo Riprese di Massimo D’Olimpio Intervistati: Michele De Palma, segr. Gen Fiom CgilSasha Colautti Esecutivo, UsbFerdinando Uliano, Segr. Gen. Fim Cisl

Il ministro delle Imprese e il Governo hanno illustrato il Piano per la Decarbonizzazione ma è quello su cui non c’è ancora accordo con il Comune di Taranto Servizio di Stefania Rotolo Montaggio di Massimo D’Olimpio

Convocato dal Ministro Urso, ha un orario di inizio, 9.30, ma non uno di chiusura. Urso è fiducioso che un accordo si troverà, lo ha detto ieri ai sindacati Per l’ex Ilva è l’ora delle scelte. E oggi è una delle giornate decisive. Al Ministero dell’Industria è convocato un vertice che dovrà necessariamente concludersi con una decisione. Anzi, non si concluderà se non ci sarà una decisione sul futuro del colosso dell’acciaio. E infatti il vertice convocato dal Ministro Urso ha un orario di inizio, 9.30, ma non uno di chiusura. Urso è fiducioso che un accordo si troverà, lo ha detto ieri ai sindacati che ha incontrato per parlare della cassa integrazione, argomento subito rinviato in attesa di capire come finirà oggi.

Urso:”senza Aia stop agli altiforni a fine luglio”. Per i sindacati bisogna trovare un accordo per evitare bomba sociale servizio di Annamaria Rosato

Settimana flessibile per i lavoratori in trasferta, tracciabilità dei subappalti e tutele su parità e genitorialità Intervista: Graziantonio Pallotta, Presidente Gruppo Gedi

Per arrivare alla decarbonizzazione servirebbero 12 anni, ma nell’immediato è urgente il completamento dell’accordo di programma per l’autorizzazione integrata ambientale. Questione che chiama in campo le istituzioni locali, Regione e Comune di Taranto, con il sindaco appena eletto  Un decreto legge per la copertura finanziaria per il proseguimento delle attività del siderurgico. E’ quanto ha garantito il Governo ai sindacati durante l’incontro a Palazzo Chigi convocato sull’ex Ilva. Una assicurazione che non tranquillizza affatto i sindacati ai quali non sono state fornite cifre, né tempi certi.  Servizio di Stefania RotoloRiprese e Montaggio Massimo D’OlimpioInterviste a:Michele De Palma Segr. Gen Fiom CgilRocco Palombella Segr. Uilm Ferdinando Uliano Segr. Fim Cisl

Lunedì riprende il confronto con i sindacati Servizio di Stefania Rotolo;

Ancora un rinvio del tavolo permanente che era stato fissato al 27 maggio Ancora un rinvio per l’incontro tra Governo e sindacati sul futuro occupazionale dell’Ex Ilva. Il tavolo permanente, già rimandato al 27 maggio, slitta a lunedì 9 giugno, alle 18. La Presidenza del Consiglio ha ritenuto di dover spostare la data per poter acquisire più elementi di valutazione, considerando anche gli impegni congressuali e internazionali di parte dei sindacati convocati.

Confronto aggiornato alla prossima settimana, tutte le questioni restano aperte Servizio di Stefania Rotolo riprese e montaggio di Massimo D’Olimpio

Intanto mercoledì mattina lavoratori e sindacati presidieranno la direzione in concomitanza con l’incontro con i sindacati a Roma. Lunedi 26 maggio convocate anche le aziende dell’indotto Servizio di Annamaria Rosato

L’incontro si terrà lunedì prossimo al Mimit Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato per lunedì 26 maggio alle16.30 un incontro al Mimit sulla situazione dell’indotto dell’ex Ilva. Alla riunione parteciperanno Confindustria Taranto, Confartigianato Puglia, Confapi Taranto, Cna, Confimi IndustriaLecce-Brindisi-Taranto, Aigi Indotto Taranto e Conftrasporto, insieme ai rappresentanti della Regione Puglia, del Comune e della Provincia di Taranto. L’incontro con le associazioni datoriali dell’indotto segue quello che si svolgerà domani a Palazzo Chigi con i sindacati, durante il quale i commissari Adi illustreranno le conseguenze dello stop all’altoforno 1 dopo l’incendio di due settimane fa.

Critica la situazione dei lavoratori, secondo alcune sigle sindacali la Cig in alcuni reparti toccherà anche il 70% dei dipendenti Domani (mercoledi) i sindacati saranno a Roma a fronte della critica situazione dei lavoratori dell’ex Ilva dopo l’incidente verificatosi la settimana scorsa e, quindi, l’annuncio di raddoppiare la messa in cassa integrazione dei lavoratori. Secondo alcune sigle sindacali la Cig in alcuni reparti toccherà anche il 70% dei dipendenti. Intanto Fim, Fiom e Uilm passano ai fatti ed in concomitanza con l’incontro proclamano 4 ore di sciopero nazionale in tutti gli stabilimenti per chiedere al governo azioni immediate. Il quadro attuale della situazione aziendale ed occupazionale è disastroso dicono. Nessuna notizia sull’avanzamento o stallo della trattativa con Baku Steel, interruzione del piano di ripartenza, impianti di lavorazione a freddo di Taranto completamente fermi, produzione di acciaio ridotta ad un solo altoforno e nessuna avvio di discussione di percorsi di formazione e mobilita’ per il per il personale della societa Adi in AS o Ilva in As. In seguito all’esito dell’incontro verranno intraprese ulteriori iniziative, hanno annunciato i sindacati.

Ex Ilva, sindacati delusi

A Palazzo Chigi, dopo la mancata firma dell’accordo di programma, hanno chiesto risposte certe sul mantenimento dei livelli occupazionali Servizio di Stefania Rotolo Riprese di

Ex Ilva a rischio chiusura

Urso:”senza Aia stop agli altiforni a fine luglio”. Per i sindacati bisogna trovare un accordo per evitare bomba sociale servizio di Annamaria Rosato

Ex Ilva, Urso convoca l’indotto

L’incontro si terrà lunedì prossimo al Mimit Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato per lunedì 26 maggio alle16.30

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