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Sul fronte mercato la dirigenza continua a lavorare soprattutto per l’attacco. Intanto, i De Laurentiis hanno presentato ricorso . È iniziata a Roccaraso la nuova stagione del Bari. Dopo visite mediche e test atletici, i biancorossi hanno raggiunto il ritiro in Abruzzo, dove Massimo Rastelli da oggi inizierà a costruire una squadra ancora incompleta e destinata a cambiare volto con il mercato. Emblematica l’assenza di tifosi al momento della partenza della squadra: ieri davanti all’hotel che ha ospitato il pranzo del gruppo, nessun sostenitore ha salutato i propri beniamini. Nei primi giorni sono previste doppie sedute quotidiane, mentre il calendario delle amichevoli prevede tre test: il 22 luglio contro il Castel di Sangro, il 25 con il Pianella e il 28 contro il Lanciano. In gruppo ci sono 25 calciatori, fra cui i due giocatori in prova dal Napoli, Russo e Raggioli, e sette giovani della Primavera. La dirigenza continua a lavorare soprattutto per l’attacco. La priorità resta Butic della Casertana: dopo una prima offerta respinta, il Bari è pronto a rilanciare per provare a chiudere l’operazione. Restano monitorati anche Gomez e Parigi, mentre sullo sfondo continua ad affascinare il nome di Massimo Coda, operazione però più complessa. Prende inoltre quota l’ipotesi del ritorno di Pucino: il difensore, svincolato dal primo luglio, avrebbe già avuto un primo contatto con la dirigenza biancorossa e gradirebbe il rientro in Puglia. Intanto sembra avviata ai titoli di coda l’esperienza barese di Dorval. L’esterno non è partito per il ritiro, ufficialmente per gravi motivi familiari. Ma il suo futuro appare sempre più lontano da Bari. Fuori dal campo, invece, continua la delicata vicenda giudiziaria. Aurelio e Luigi De Laurentiis hanno presentato ricorso al Tribunale del Riesame contro il sequestro di documenti e materiale informatico disposto dalla Procura di Bari nell’inchiesta che ipotizza falso in bilancio e bancarotta fraudolenta. Il 3 settembre il Tribunale discuterà la richiesta di liquidazione giudiziale della società, mentre entro il 30 luglio il Bari dovrà procedere alla ricapitalizzazione per ripristinare il patrimonio netto e dimostrare l’assenza dei presupposti per il fallimento.

In un albergo cittadino i giocatori hanno pranzato e poi sono partiti alla volta di Roccaraso. Assente Dorval. Domani mattina il primo allenamento. È iniziata ufficialmente questa mattina la stagione sportiva del Bari in vista del prossimo campionato di Serie C. I biancorossi si sono ritrovati in un albergo cittadino per il raduno, dopo aver completato nei giorni scorsi le visite mediche. Dopo il pranzo di squadra, consumato intorno a mezzogiorno, il gruppo è partito alle 12 e un quarto alla volta di Roccaraso, sede del ritiro precampionato che accompagnerà la formazione biancorossa nelle prossime settimane.Ventisei i convocarti. Assente Dorval, in permesso per gravi motivi familiari, ma comunque sul mercato. Per il momento poche le novità dal punto di vista dell’organico: le uniche facce nuove sono quelle dei giovani aggregati dalla Primavera, chiamati a mettersi in mostra durante la preparazione estiva. Per il resto, il gruppo è composto dai calciatori già presenti in rosa, in attesa di nuovi innesti dal mercato.Il primo allenamento sul campo è in programma domani mattina a Roccaraso, quando il nuovo tecnico Massimo Rastelli dirigerà la sua prima seduta alla guida del Bari, dando ufficialmente il via al lavoro che porterà la squadra verso l’inizio della nuova stagione.

Domani la squadra si ritroverà in un albergo cittadino per il raduno in sede. Il Bari prova a ripartire dopo la disastrosa scorsa stagione che ha portato alla retrocessione in C e ha creato tanti malumori in città. Domani al via il ritiro precampionato, questa mattina le visite mediche. Intanto la grana-stadio continua.

Nelle prossime ore sono in programma le visite mediche per i sedici calciatori ancora sotto contratto, reduci dalla retrocessione in Serie C. I sedici calciatori attualmente sotto contratto con il Bari si ritroveranno oggi in città per sostenere le visite mediche. Domani, invece, il gruppo partirà alla volta di Roccaraso, sede del ritiro precampionato, dove vi resterà fino al 29 luglio. Il direttore generale Marino prosegue sulla linea verde: saranno infatti aggregati alla prima squadra i giovani Russo, D’Avino ed Esposito, tutti di proprietà del Napoli. Tra chi è pronto a investire 10 milioni di euro per un giovane talento del Boca Juniors, come il Napoli, e chi invece è chiamato a ripartire valorizzando i ragazzi del vivaio. È questo il confronto che molti tifosi del Bari fanno nel giorno della ripartenza ufficiale della squadra biancorossa, figlia della stessa proprietà dei partenopei: la FilmAuro. Nelle prossime ore sono in programma le visite mediche per i sedici calciatori ancora sotto contratto, reduci dalla retrocessione in Serie C. Non tutti, però, resteranno in biancorosso. Lo ha ribadito il direttore generale Pierpaolo Marino: chi non è motivato potrà trovare una nuova sistemazione. Oggi il raduno in città, domani la partenza per Roccaraso, sede del ritiro estivo per il quinto anno consecutivo. La squadra allenata da Massimo Rastelli lavorerà in Abruzzo fino al 29 luglio. Sul fronte societario, è attesa nelle prossime ore la definizione dell’organigramma con l’arrivo del direttore sportivo Antonio Minadeo, ex Lecco. A lui il compito di costruire il nuovo Bari. La linea sarà quella di puntare sui giovani. In ritiro saranno valutati il centrocampista classe 2005 Lorenzo Russo, il difensore, suo coetaneo, Luigi D’Avino, e l’attaccante classe 2008 Mattia Esposito, tutti di proprietà del Napoli reduci dalle esperienze a Guidonia, Giugliano e Sorrento. Per gli innesti d’esperienza, invece, il Bari ha chiesto informazioni per Giacomo Parigi, attaccante del Latina e Massimo Coda svincolato dalla Sampdoria. Tra polemiche mai del tutto sopite e una tifoseria ancora delusa, il Bari prova così a voltare pagina e a dare il via a una nuova stagione. di Daniel Miulli

Le ultime cose buone le ha realizzate a Cagliari fra il 2015 e il 2017 poi tante stagioni buie. Dopo una serie di tentativi caduti nel vuoto, la scelta di Pierpaolo Marino è caduta sul tecnico Massimo Rastelli, 58 anni. Trattativa chiusa in fretta sabato sera anche perché non si poteva più indugiare ad una decina di giorni dall’inizio del ritiro. La tifoseria non ha accolto bene la scelta dell’allenatore campano, corregionale di Pierpaolo Marino. Al di là di un generale clima di contestazione e avversione verso la società, pesa la circostanza che Massimo Rastelli negli ultimi dieci anni abbia collezionato una serie di insuccessi ed esoneri che lo hanno costretto a quasi quattro anni di inattività che per un tecnico sono tanti. Le ultime cose buone le ha realizzate a Cagliari fra il 2015 e il 2017 poi, come dicevamo, tante stagioni buie sino all’esonero di Avellino maturato addirittura dopo due sole giornate di campionato a settembre del 2022. In verità nella stagione precedente aveva evitato il play out sempre in irpinia per un solo punto pur contando a detta di tutti su un organico di prim’ordine molto costoso sul piano degli ingaggi. Di qui il malcontento della tifoseria sempre più decisa a non sottoscrivere abbonamenti e boicottare eventuali sponsor. Il convincimento ormai generale è che la proprietà possa decidere di mollare se isolata e privata delle risorse che il territorio non ha mai fatto mancare negli ultimi otto anni. In questo clima in settimana verranno presentati i nuovi quadri, subito dopo l’ingaggio di Antonio Minadeo, molisano, persona di fiducia di Marino destinato a ricoprire il ruolo di direttore sportivo che ha rescsso il suo contratto con il Lecco.

L’Altamura vorrebbe strapparlo al Barletta . L’Altamura sogna una stagione diversa, costantemente ai vertici del Girone C. Il primo tassello di questa nuova era è un attaccante di categoria, una punta centrale, rapace in area di rigore e dai piedi buoni. Gli indizi parlano di Giancarlo Malcore, il classico bomber di periferia. Il centravanti, milanese di nascita, ha un feeling speciale con la Puglia. A Lecce, il 16 settembre 2012, ha debuttato tra i professionisti. Ma era ancora troppo giovane e nelle 9 presenza non è mai andato in gol. Un inizio balbettante da cui si è riscattato nel corso della sua lunga carriera. Perché ovunque sia andato, Malcore è stato sempre determinante. Ha vissuto le stagioni migliori a Nardò, 27 presenze e 8 gol, Manfredonia, 26 presenze e 13 gol. Poi l’exploit a Cerignola, 72 centri in 129 partite. Più di un gol ogni 180 minuti. Negli ultimi due anni, ha indossato le maglie di Casarano e Barletta, con uno score più che apprezzabile per un trentenne: 27 gol in 54 uscite. Insomma, se l’obiettivo è avere una punta affidabile che alzi il livello, la scelta è quella giusta.

De Vito e Longo hanno sposato altri progetti . Il Foggia è costretto a ripartire quasi da zero nella costruzione dell’area tecnica. Dopo il mancato arrivo di Enzo De Vito come direttore sportivo, sfuma anche la pista che portava a Emilio Longo per la panchina rossonera. De Vito ha deciso di sposare il progetto della Juve Stabia in Serie B, mentre Longo ha scelto il Catania. Entrambi avevano raggiunto un’intesa di massima con il club rossonero, ma gli accordi erano rimasti esclusivamente verbali e non hanno mai potuto essere formalizzati. A pesare è la situazione del Foggia. Fino all’ufficialità della riammissione in Lega Pro, il club non può accedere al portale federale per il deposito dei contratti professionistici. Un ostacolo che sta inevitabilmente rallentando la programmazione della nuova stagione e complicando l’ingaggio di dirigenti, allenatore e calciatori. I patron Casillo e De Vitto sono quindi chiamati a costruire il loro primo vero Foggia, partendo da nuove basi. Dietro le quinte continua il lavoro di Peppino Pavone, già operativo nella costruzione della futura rosa, in attesa che il quadro societario possa finalmente prendere forma. Il casting per il nuovo direttore sportivo resta aperto. I contatti con Ivano Pastore proseguono, anche se non sono escluse sorprese dell’ultima ora. Come la pista che porta ad Alex Casella ex ds della Spal. Per la panchina, invece, la corsa sembra essersi ridotta a due nomi: Giuseppe Raffaele e Gaetano Auteri. Al momento è proprio l’ex tecnico di Cerignola e Salernitana a essere in leggero vantaggio. Prima di ogni scelta, però, resta un passaggio fondamentale: la riammissione in Serie C. È da lì che passeranno il futuro del Foggia e la possibilità di trasformare le idee in firme e, finalmente, in certezze.

Il difensore si trasferisce al Modena . Il momento dei saluti alla piazza. Ronco, difensore classe 2004, lascia Monopoli e si trasferisce a titolo definitivo a Modena. In Emilia lo attende la grande occasione. Cresciuto nelle giovanili del Como, ha trovato poco spazio alla corte di Fabregas, nonostante l’ottima predisposizione verso i giovani. Il d.s Chiricallo ha visto in lui qualità fuori dal comune e lo ha fortemente voluto al Veneziani. L’esperienza a Monopoli è stata altamente formativa dal punto di vista umano più che calcistico. Ronco si è subito sentito a casa. Lo si è visto in casa, dove ha offerto prestazioni sorprendenti. Talmente tanto da incuriosire gli osservatori di club blasonati. Il prossimo anno si confronterà con un campionato difficile come quello di Serie B. Prima di voltare pagina, ha voluto salutare con un pizzico di malinconia i tifosi biancoverdi. Questo il post affidato ai social. “Purtroppo è arrivato il momento dei saluti. Desidero ringraziare di cuore i miei compagni con cui si è instaurato un rapporto che va oltre al campo, la dirigenza, lo staff e tutti i tifosi del Monopoli per l’anno trascorso insieme. Ho sempre dato tutto me stesso in campo, con impegno, passione e rispetto per questi colori. Mi avete arricchito sotto tanti aspetti, e spero di aver contribuito anch’io, nel mio piccolo, a lasciare qualcosa di bello. Grazie per il sostegno e per tutti i momenti condivisi. Vi porterò sempre con affetto nel mio percorso.”

Lo comunica la società. Pierpaolo Marino è il nuovo Direttore Generale del Bari calcio. Lo comunica la società in una nota. Classe ’54, originario di Avellino, “il nuovo DG biancorosso porta con sé un bagaglio umano e professionale che ha accompagnato una lunga carriera densa di successi e soddisfazioni”. Nel 2004, in tre stagioni ha guidato la risalita del Napoli dalla serie C fino alla Serie A. “Oggi – si legge – arriva a Bari per mettere a disposizione della nostra piazza tutta la sua competenza, la sua passione e la visione sportiva, insieme alla sua etica del lavoro”. foto: SSC Bari

L’obiettivo è porre fine alla multiproprietà . Sono 11 gli esponenti della società civile barese nominati dal sindaco di Bari, Vito Leccese, in qualità di membri del Comitato di Garanzia e Trasparenza. L’organismo è stato composto per vigilare sulla gestione del Bari Calcio e per porre fine alla fine dell’era De Laurentiis e alla multiproprietà, nei limiti dei poteri conferiti dalla legge. I membri nominati sono: Francesco Cassano, ex presidente della Corte d’Appello di Bari; Antonello Valentini, giornalista ed ex direttore generale Figc; Umberto Fratino, rettore del Politecnico di Bari; Nicola Favia, avvocato e dirigente arbitrale; don Angelo Cassano, referente regionale di Libera Puglia; Gaetano Sassanelli, avvocato penalista; Vincenzo Vito Chionna, professore ordinario di Diritto Commerciale e avvocato; Luciana Di Bisceglie, presidente della Camera di Commercio di Bari; Isabella Cardone, commercialista e dirigente sportiva; Giuseppe Catalano, Company Secretary di Assicurazioni Generali; Antonio Di Gennaro, ex calciatore e opinionista sportivo. Il Comitato agirà autonomamente e nel corso della prima riunione adotterà un regolamento interno per disciplinare il funzionamento.

Nei prossimi giorni l’ufficialità . Sarà ufficializzato a breve l’addio di Devis Mangia ad Altamura. L’ex tecnico del Bari sarà presentato a Campobasso il 26 giugno. Le parti si sono lasciate senza particolari attriti, quindi la società gli concederà lo svincolo anzitempo, consentendogli di iniziare la nuova avventura. Il successore prescelto è Memushaj, personaggio noto nel calcio italiano, alla sua prima esperienza da allenatore. Sarà operativo dal primo luglio. L’accordo prevede un contratto annuale, con rinnovo in caso di raggiungimento degli obiettivi. Si apre così un capitolo inedito. Perché l’analisi del campionato 2025/2026 suggerisce piccole correzioni. E’ vero che Mangia ha portato la squadra ai playoff. Ma sul raggiungimento dell’obiettivo hanno influito le maxi penalizzazioni inflitte a Trapani e Siracusa. In assenza, i biancorossi avrebbero occupato altre posizioni, conservando un vantaggio minimo sui playout. Ed è ciò che la dirigenza vuole evitare. Il club vorrebbe disputare un campionato diverso, raggiungendo una salvezza tranquilla, cullando speranze concrete di accedere al post season. Il ritiro precampionato dovrebbe svolgersi in sede. Mentre sul mercato la strategia segue la linea verde: ingaggiare giovani da valorizzare e lanciare nel calcio professionistico. 

Prime scelte per il nuovo direttore generale . Il problema più grosso quando si retrocede in Serie C, è legato alla difficoltà di risalire. Molti addetti ai lavori sostengono che sia più difficile farlo dalla C alla B di quanto non lo sia dalla B alla A, e lo spiegano con i numeri: nel campionato di Serie B sono previste due promozioni dirette ed una terza ai playoff cui partecipano sei squadre. Dal campionato di serie C è prevista una promozione per girone, mentre l’altra chance bisogna giocarsela ai play-off ma con ben 27 squadre. Ecco perché anche statisticamente raggiungere la serie B è veramente difficile. E ne sanno qualcosa tantissime società e tifoserie. Lo stesso Bari l’ultima volta con la gestione De Laurentiis ha impiegato tre anni. Nell’ultimo campionato sembrava che Catania e Salernitana potessero in qualche modo farcela e invece hanno dovuto cedere il passo al Benevento. È evidente che decisive sono le scelte tecniche legate all’allenatore ed ai calciatori con cui tentare la risalita. Il Bari al momento, a due mesi esatti dall’inizio del campionato, ha individuato il direttore generale nella figura di Pierpaolo Marino, ma non ha ancora un allenatore. A tal proposito ci risulta che lo stesso Marino, che deve scegliersi il direttore sportivo, abbia valutato due candidature quelle di Raffaele Biancolino e Salvatore Aronica, ma sembra che entrambe siano state alla fine scartate. Certo, l’allenatore del Bari deve avere esperienza di categoria, magari averla già vinta in passato, ma anche un grande carisma e la capacità di sapersi rapportare in una città che sta vivendo un momento molto ma molto particolare e dove comunque c’è una presenza massiccia della stampa.

Il dirigente ha preferito la Juve Stabia . Enzo De Vito nelle ultime ore avrebbe preferito la Juve Stabia al Foggia. Il dietrofront del ds costringe i rossoneri a cercare un nuovo direttore sportivo, riaprendo così il casting. Gianni Francavilla ricoprirà il ruolo di direttore generale a partire dal 1 luglio, mentre Pavone consulente di fiducia del club.In attesa della comunicazione ufficiale sulla possibile riammissione in Serie C, il Foggia continua a muoversi sul fronte dell’area tecnica, proseguendo il casting per il nuovo direttore sportivo.La pista che porta a Enzo De Vito, fino a pochi giorni fa considerata la più calda, si è progressivamente raffreddata. L’ex dirigente dell’Avellino, infatti, sarebbe sempre più vicino alla Juve Stabia, costringendo il club rossonero a valutare con attenzione anche altri profili per il ruolo di ds. Nelle ultime ore la proprietà ha incontrato quattro diversi professionisti.Un ruolo importante, che potrebbe anche non essere formalizzato all’interno dell’organigramma, sarà quello di Peppino Pavone. Lo storico dirigente di Zemanlandia fungerà da consulente e uomo di fiducia della proprietà, affiancando Casillo e De Vitto nelle scelte strategiche che riguardano il futuro del club. Gianni Francavilla, invece, sarà il nuovo direttore generale a partire dal 1 luglio, quando il contratto che lo lega al Cerignola sarà decaduto.Per la panchina continua a essere forte la candidatura di Emilio Longo. L’eventuale arrivo del tecnico potrebbe orientare il Foggia verso un’identità tattica ben definita, con il 4-2-3-1 e il 4-3-3 i sistemi di gioco di riferimento.

La riammissione è solo formalità . L’esclusione della Ternana concede al Foggia lo slot utile per la riammissione in Lega Pro. La notizia ufficiale arriverà solo dopo il 20 luglio, ma la prossima Serie C parla sempre più pugliese con sette formazioni partecipanti oltre alle due lucane. Il Foggia è pronto a tornare in Serie C. La riammissione dei rossoneri, al momento ancora ufficiosa, appare ormai una formalità: l’assenza della Ternana dal prossimo campionato e la mancata iscrizione di seconde squadre di club di Serie A spalancano le porte ai satanelli. Per l’ufficialità bisognerà attendere il 20 luglio, data in cui saranno rese note le graduatorie definitive di riammissione.Con il ritorno del Foggia, saranno ben sette le squadre pugliesi ai nastri di partenza della Serie C 2026-27: oltre ai rossoneri, ci saranno Cerignola, Barletta, Bari, Monopoli, Altamura e Casarano. Due, invece, le rappresentanti lucane: Picerno e Potenza.Il prossimo torneo, che prenderà il via il 23 agosto, si annuncia come il campionato di Serie C con il maggior numero di squadre pugliesi della storia. Un dato che promette derby infuocati, grande partecipazione di pubblico e rivalità destinate ad accendere la stagione dentro e fuori dal campo.Tra le sessanta società partecipanti, l’unica assente sarà la Ternana. Ci sarà invece il Cosenza che, nonostante le problematiche legate all’impianto di gioco, prenderà regolarmente parte alla competizione disputando le gare interne allo stadio “Scida” di Crotone.Mancano ancora due mesi al fischio d’inizio, ma il clima è già quello delle grandi occasioni. Tra attese, verdetti amministrativi e una geografia calcistica sempre più pugliese, la nuova Serie C è già cominciata.

. Forte del consenso popolare e dell’appoggio compatto, senza precedenti, dei partiti di opposizione in consiglio comunale, Vito Leccese conferma che senza determinate garanzie non firmerà la disponibilità dello stadio San Nicola indispensabile per l’iscrizione al campionato di Serie C. Quali sono queste garanzie? In una affollatissima conferenza stampa, a poco più di 72 ore dalla deadline, cioè dal termine ultimo per completare l’iscrizione, fa sapere di aver avuto giovedì sera da remoto un colloquio con Luigi De Laurentiis durato all’incirca un’ora. Un colloquio franco, in cui il sindaco ha chiesto il massimo rispetto per la città che rappresenta, rispetto che è mancato negli ultimi anni. E allora per firmare quel documento chiede tre cose: un piano industriale serio e cioè impegni finanziari certi per risalire subito in B con l’impiego di un management affidabile; garanzie sulla effettiva volontà di vendere il club cosa peraltro prevista dalle norme federali entro il 30 giugno del 2028 e infine che un comitato di garanti, nominato dal comune, verifichi questi impegni perché, sostiene il sindaco, quelli del passato non sono stati assolutamente rispettati. L eccese nel prendere atto che la strada intrapresa potrebbe portare anche all’azzeramento del titolo sportivo e alla ripartenza del campionato di Eccellenza in caso di mancata iscrizione, manifesta il suo disappunto portato a conoscenza anche della famiglia De Laurentiis per le dichiarazioni provocatorie del loro legale Mattia Grassani sabato scorso all’Università di Bari sul tema della multiproprietà. È conscio che potrebbe aprirsi un contenzioso con il Bari Calcio ed è anche consapevole che si potrebbe verificare il paradosso che la squadra non sia iscritta al campionato e che la società si ritrovi ad essere concessionaria del San Nicola per il prossimo quinquennio. A giudicare dalle reazioni del web questa posizione del sindaco è apprezzata anche perché tantissimi sono i tifosi, non vorremmo dire la totalità ma quasi, che vogliono chiudere definitivamente con la famiglia romana e ripartire dal campionato di Eccellenza.

Il Tribunale di Napoli dà il via libera ad Alfredo Guerri come nuovo proprietario della Juve Stabia. Per il Bari si chiude definitivamente ogni speranza di ritorno in Serie B. Il sogno è finito. Il Bari non tornerà in Serie B per riammissione: il Tribunale di Napoli ha ufficialmente salvato la Juve Stabia, aprendo la strada all’acquisizione da parte di Alfredo Guerri e della sua Domus Srl. Con il via libera dei giudici e il parere favorevole della Procura Antimafia, il club campano ha un nuovo proprietario e un posto garantito in cadetteria. Per settimane i tifosi biancorossi avevano tenuto gli occhi fissi su Castellammare di Stabia, aggrappati all’unica speranza rimasta: che la Juve Stabia non ce la facesse, che il vuoto lasciato dalla mancata ricapitalizzazione di Francesco Agnello diventasse il varco per rientrare tra i cadetti. Non è andata così. Adesso il Bari sa con certezza dove giocherà la prossima stagione: in Serie C. Una categoria che brucia, soprattutto per una piazza che si sente da sempre più grande di quella destinazione. E proprio qui sta il nodo vero. Perché il problema del Bari non è la Serie C in sé — è come ci è arrivato. Una società che ha navigato a vista per mesi, senza una guida chiara, senza un progetto credibile, senza dare risposte a una città che chiedeva solo di capire cosa stesse succedendo. I tifosi hanno assistito impotenti a una retrocessione annunciata, poi alla speranza del ripescaggio, poi all’ennesima delusione. Un copione logorante, che consuma fiducia e passione. Ora tocca ricominciare. Ma ricominciare davvero — con una proprietà che abbia il coraggio di dire ai tifosi cosa vuole fare, con un progetto sportivo serio e con il rispetto che una città come Bari merita. La Serie C può essere un punto di partenza. A patto che qualcuno abbia finalmente voglia di ripartire.

Si chiama “Indescrivibile” ed è stato presentato con squadra e staff. Un anno “Indescrivibile” per il Barletta che ha conquistato la serie C. La cavalcata trionfale in un docufilm presentato con squadra e staff.

Otto formazioni su 20 arrivano dalle due regioni . Il Girone C della Serie C ha un forte componente pugliese e lucana. Delle 20 formazioni che daranno vita alla stagione 2026/2027, ben 8 arrivano dalle due regioni. Il Bari spera ancora nel ripescaggio e segue con molta attenzione gli sviluppi societari della Juve Stabia. Se ci sarà un cambio ai vertici del club campano, i nuovi soci avranno pochi giorni di tempo per formalizzare l’iscrizione. Sono quindi seriamente a rischio. Nel caso in cui fosse confermata la partecipazione alla C, i biancorossi partirebbero favoriti. Ma avrebbero almeno due serie concorrenti: Catania e Salernitana. In seconda fascia Cerignola e Monopoli. Gli ofantini stanno cambiando molto a livello dirigenziale, ma hanno confermato il vero artefice dei recenti exploit: il d.s Elio Di Toro. Ci sono buone prospettive dopo l’ottimo campionato anche per Casarano, Altamura e Potenza: tutte ripartono con la voglia di confermarsi tra le prime dieci. Di rinascita, invece, si parla a Picerno e Barletta: realtà da tenere seriamente in considerazione per il ruolo di outsider.

Duro scambio di accuse dopo la retrocessione in C . Animi tesi tra Palazzo di Città e il quartier generale della Filmauro. La famiglia De Laurentiis non intende vendere il Bari. Lavora ad un progetto ambizioso con dirigenti quotati nel mondo del calcio. La risposta giunta da Roma segna la rottura definitiva tra le parti e si trasforma in uno scambio di accuse senza precedenti: gli attuali soci di maggioranza del Bari Calcio, infatti, fanno riferimento a presunte spese straordinarie, non rendicontate, sostenute nel quinquennio di gestione dello stadio San Nicola; invitano l’amministrazione comunale ad esprimersi nei tempi previsti dal regolamento di C per la nuova concessione dell’impianto barese, imprescindibile per l’iscrizione al prossimo campionato. Ma nei toni non è da meno la replica del sindaco di Bari VitoLeccese. “La normativa vigente non obbliga il Bari a indicare necessariamente il San Nicola come campo ospitante – si legge nella lettera – . Le suggerisco di valutare soluzioni alternative per non rischiare l’iscrizione al campionato. Le chiedo dunque un piano industriale serio, che guardi almeno all’orizzonte quinquennale della concessione e che risponda ad una domanda precisa: cosa intende fare della SSC Bari dopo il 30 giugno 2028?”. In serata, una nuova lettera a firma di Luigi De Laurentiis. Il presidente del club biancorosso ha accusato il sindaco di aver alzato i toni. In cinque giorni, sostengono dal club, non è possibile preparare un piano industriale credibile. Nelle righe, la volontà di interrompere l’aspro dibattito pubblico, rinviando ogni chiarimento all’incontro imminente. Ribadita la necessità di poter disporre dello stadio per programmare la prossima stagione.

. Il Bari retrocesso in serie C, il Lecce ancora in serie A. Grande la delusione dei tifosi baresi che per tutto il Campionato non hanno fatto mancare il loro amore per la squadra. Ci sono però dubbi sul loro sostegno in serie C. Qui le interviste a Franco Spagnuolo, presidente centro coordinamento Bari Club e Antonio Ricciato, presidente Salento giallorosso

Malcore, il bomber evergreen che piace

L’Altamura vorrebbe strapparlo al Barletta L’Altamura sogna una stagione diversa, costantemente ai vertici del Girone C. Il primo tassello di questa nuova era è un

L’Altamura riparte da Memushaj

Nei prossimi giorni l’ufficialità Sarà ufficializzato a breve l’addio di Devis Mangia ad Altamura. L’ex tecnico del Bari sarà presentato a Campobasso il 26 giugno.

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