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Cinque persone risultano indagate nell’ambito di un’indagine della Procura La procura di Bari ha emesso un sequestro preventivo d’urgenza per oltre 40 milioni di euro. Nell’indagine risultano indagate cinque persone accusate, a vario titolo, di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, indebita compensazione, riciclaggio ed autoriciclaggio, e sei societa’con sede a Bari e Gioia del Colle. Le attivita’ di indagine, svolte dalla Guardia di Finanza, hanno permesso di individuare soggetti che hanno utilizzato in maniera indebita le misure agevolative previste per gli interventi edilizi: il meccanismo di frode riguarda, in particolare, la cessione del credito d’imposta in relazione ai“bonus edilizi”. 

La Guardia Costiera, con la Guardia di Finanza ha scoperto che l’area, sottoposta a vincoli paesaggistici, veniva utilizzata come approdo stanziale per decine e decine di natanti sprovvisti di qualsiasi autorizzazione Servizio di Annamaria Rosato

Nel corso dell’attività di controllo riscontrata l’occupazione abusiva del suolo demaniale per complessivi circa 180 metri quadrati con il posizionamento di tavolini, sgabelli, banconi e ombrelloni Blitz interforze ieri sera al mercato ittico di Gallipoli a ridosso del centro storico. Un’azione mirata a contrastare le irregolarità amministrative e verificare eventuali ipotesi penali nella gestione degli esercizi commerciali dell’area. Nel corso dell’attività di controllo riscontrata l’occupazione abusiva del suolo demaniale per complessivi circa 180 metri quadrati con il posizionamento di tavolini, sgabelli, banconi e ombrelloni. Al vaglio le posizioni di 21 lavoratori. Disposto il sequestro amministrativo di 18 Kg di pesce crudo, mitili e molluschi per i quali mancava la tracciabilità, motivo per il quale sono scattate anche sanzioni a carico dei titolari. In alcuni casi, invece, il prodotto ittico è risultato tracciato ma non etichettato. In taluni casi è stata riscontrata anche la mancanza dei requisiti igienico-strutturali. I controlli hanno fatto emergere la violazione del regolamento comunale che disciplina la gestione delle attività commerciali nell’area del mercato ittico. Una persona non soltanto somministrava abusivamente cibo e bevande ai tavoli, violando il regolamento comunale, ma non era in possesso di nessun titolo di concessione del box. Per i trasgressori sorpresi mentre somministravano ai tavoli, anziché garantire solo la vendita da asporto e la consumazione take away, scatteranno sanzioni per 5.000 euro ciascuno.

L’intervento dei militari ha quindi permesso di sequestrare circa 9.000 capi di abbigliamento sottratti così al mercato illecito Un deposito all’ingrosso all’aperto di merce contraffatta destinata ai vari venditori abusivi sulle spiagge. E’ quanto hanno scoperto i carabinieri della compagnia di Campi salentina su un tratto di spiaggia di Porto Cesareo. Una scoperta occasionale, scaturita nel corso della pianificazione di alcune attività per il contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti in quel territorio. I militari hanno fatto levare in volo un drone nel corso di un sorvolo tecnico, scoprendo sull’arenile una distesa di grandi sacchi di nylon di vario colore con all’interno merce contraffatta pronta per essere venduta all’ingrosso. A conclusione delle immediate attività d’indagine sono stati denunciati in stato di libertà cinque cittadini marocchini, di età compresa tra i 60 e i 40 anni, tutti residenti nel Salento; sequestrati inoltre svariati gazebi destinati alla copertura del vestiario ed installati sul demanio marittimo. L’intervento dei militari ha quindi permesso di sequestrare circa 9.000 capi di abbigliamento sottratti così al mercato illecito ed appartenenti ad una vasta gamma di categorie merceologiche come calzature, borse ed accessori per la moda. I reati contestati vanno dalle violazioni al codice della navigazione che sanziona chi arbitrariamente occupa aree demaniali marittime senza averne titolo a illeciti penali come il deturpamento di bellezze naturali in quanto alcuni abusivi sostavano con i propri mezzi, sottoposti poi a sequestro, sul cordone dunale in area Parco, occupando di fatto un’area di circa tremila metri quadri destinata alla vendita all’ingrosso senza possedere alcun titolo autorizzativo

Nel porto era stato messo in piedi un servizio taxi abusivo Bevande, alimenti, accessori e scarpe. Sono diversi i sequestri eseguiti nelle scorse ore dalla Polizia locale sul litorale di Bari. Gli agenti durante i controlli a ridosso delle spiagge e delle aree portuali hanno scoperto tre venditori abusivi, tutti sanzionati con 500 euro di multa. Tra la merce sequestrata 200 bevande in lattina, circa 800 pezzi tra scarpe e abbigliamento, accessori telefonia, cover e occhiali con griffe contraffatte e 18 pezzi di formaggio a pasta filante, tutti sprovvisti di etichette e di tracciabilità. Sono stati poi recuperati e distrutti 200 ricci di mare venduti abusivamente da uomo che alla vista degli agenti si è dato alla fuga. Ma i controlli della polizia locale si sono concentrati anche nel porto e nell’aeroporto di Bari dove, grazie ad alcune segnalazioni, sono stati individuati tre uomini che esercitavano abusivamente il servizio taxi senza alcuna licenza e autorizzazione. Per loro è scattata una sanzione pecuniaria fino a 694 euro ed è prevista la sospensione del documento di circolazione da un mimino di 2 a un massimo di 8 mesi.

Al proprietario dell’attività, poi sospesa, è stata elevata una sazione di 1500 euro e sono stati sequestrati 64 kg di prodotti caseari privi di etichettatura. Ad Andria un cittadino italiano e uno tunisino sono stati sorpresi dai Carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazioni, mentre gestivano un caseificio abusivo all’interno di una struttura abbandonata. Al proprietario dell’attività, poi sospesa, è stata elevata una sanzione di 1500 euro e sono stati sequestrati 64 kg di prodotti caseari privi di etichettatura. I due sono stati sorpresi mentre preparavano latticini e mozzarelle senza le dovute autorizzazioni e in condizioni igienico sanitarie precarie. Il tutto veniva poi venduto ad attività della zona o porta a porta con l’ausilio di un furgoncino per le consegne. I militari hanno infatti confermato la presenza di insetti, ruggine, muffa sulle attrezzature e negli ambienti, con il possibile rischio di contaminazione degli alimenti con corpi estranei pericolosi per la salute umana.

Il provvedimento è stato eseguito dai militari della Sezione di Polizia Marittima della Capitaneria di Porto e dai Carabinieri Realizzazione di opere in assenza di autorizzazioni demaniali, edilizie e paesaggistiche ed accertato anche l’uso difforme della concessione demaniale. Sono queste le ragioni per cui la Procura della Repubblica di Brindisi, con decreto a firma del procuratore aggiunto della Repubblica dott. Antonio Negro, allo scopo di effettuare gli accertamenti tecnici necessari a chiarire tutte le incongruenze e le violazioni di legge riscontrate, ha sottoposto a sequestro probatorio una struttura balneare sita a Torre Santa Sabina, località balneare del Comune di Carovigno. Il provvedimento è stato eseguito dai militari della Sezione di Polizia Marittima della Capitaneria di Porto, i militari della dei Stazione Carabinieri di Carovigno e personale della Polizia Locale di Carovigno, che hanno condotto l’attività di indagine. 

I panetti, che se confezionati avrebbero singolarmente avrebbero consentito di ricavare 200mila dosi, erano contrassegnati da due simboli diversi I militari della Guardia di Finanza di Manfredonia hanno sorpreso sulla Ss 89 un uomo, residente in provincia di Verona, che nella propria auto trasportava 240 panetti di hashish, per un totale di 25 kg. La scoperta è avvenuta durante uno dei vari posti di blocco che i finanzieri organizzano lungo le varie strade della provincia foggiana. A tradire il corriere, il nervosismo. I panetti, che se confezionati avrebbero singolarmente avrebbero consentito di ricavare 200mila dosi, erano contrassegnati da due simboli diversi. Al momento l’uomo si trova in carcere

Nel Foggiano sono state scoperte 57 violazioni per un totale di oltre 220mila euro di multa Una sala clandestina con videoslot, occultata con un meccanismo a comando dietro una rastrelliera per stecche da biliardo, è stata scoperta dalla Guardia di Finanza a Orta Nova. I finanzieri hanno scoperto 7 apparecchi non collegati alla rete dei Monopoli di Stato con all’interno oltre 2500 euro. Questa solo una delle irregolarità scoperte dalla GdF in altre attività simili del territorio, dove sono state contestate 57 violazioni per un totale di 220mila euro di sanzioni.

Il proprietario del circolo ricreativo è stato denunciato per frode informatica e gioco d’azzardo La Guardia di Finanza di Lecce ha sequestrato 9 apparecchi, tra slot machine, videopoker e bingo, in un circolo ricreativo di Salice Salentino e denunciato il proprietario del locale per frode informatica e gioco d’azzardo. Secondo le verifiche dei finanzieri i terminali da gioco presentavano una scheda di gioco modificata e priva di codice, non conforme alle normative dei monopoli di Stato.

Per i trasgressori una sanzione pecuniaria da 12 a 75mila euro Sequestrate dalla guardia di finanza di Matera, sulla strada statale 106 ionica, due tonnellate di novellame di sarda, il cosiddetto “bianchetto”. Nei quattro controlli effettuati, i militari hanno trovato prodotto di taglia inferiore rispetto a quella prevista. Il novellame sequestrato, del valore di 100mila euro, verrà distrutto. Per i trasgressori una sanzione che va dai 12mila e 500 euro ai 75mila euro.

Sulle confezioni non erano indicate le informazioni di provenienza e produzione dello stesso Oltre un milione e mezzo di prodotti, tra cosmetici, bigiotteria e oggetti in plastica, non conformi alle normative sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Taranto in tre attività commerciali del territorio. Stando alle Fiamme Gialle, sulle confezioni dei prodotti non sarebbero state indicate la denominazione legale o merceologica del prodotto, l’identità del produttore, l’eventuale presenza di sostanze in grado di causare potenziale danno al consumatore, nonché ai materiali impiegati e ai metodi di lavorazione. I tre commercianti sono stati deferiti alle autorità competenti

Oltre 7mila tonnellate di rifiuti speciali pericolosi sarebbero stati smaltiti illegalmente ed utilizzati per il riempimento di uno dei lotti. Interdetti due imprenditori. Servizio di Guglielmina Logroscino, riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo.

Il pescato venduto da un ambulante è stato destinato agli animali dello zoo di Fasano I Carabinieri del N.A.S. di Taranto hanno riscontrato diverse irregolarità in alcune attività alimentari delle province di Brindisi e Taranto. In un deposito di alimenti e bevande del brindisino, sono state riscontrate la presenza di ragnatele in diversi punti del soffitto e sporco diffuso e stantio sui pavimenti. Il deposito è stato chiuso. I militari si sono visti costretti a consegnare allo zoo “Safari” di Fasano di circa 80 kg di prodotti ittici sequestrati a un venditore ambulante, poiché privi delle informazioni riconducibili alla loro tracciabilità. In una caffetteria-gelateria di Manduria, nel tarantino, i carabinieri hanno proceduto al sequestro amministrativo di circa 100 kg di semilavorati per gelateria con termine minimo di conservazione superato (per alcune confezioni anche da qualche anno). Infine, in un’altra attività della provincia di Taranto dedita alla vendita di alimenti etnici, sono state sequestrate 276 confezioni di cibo perché le confezioni non riportavano le indicazioni e le informazioni alimentari in lingua italiana.

Gli involucri erano stati occultati in borse, zaini e in alcune auto, sfruttando lo spazio sotto i tappetini, i binari di scorrimento dei sedili, le maniglie e il vano delle luci di cortesia Il fiuto di Yuri e Grisù, due pastori tedeschi della Squadra Cinofili del II Nucleo Operativo delGruppo di Taranto, ha permesso ai finanzieri del capoluogo jonico di sequestrare 6 kg di stupefacenti (hashish, marijuana, eroina e cocaina) e provare il coinvolgimento nella detenzione e nello spaccio di droga di 35 persone. Gli involucri erano stati occultati in borse, zaini e in alcune auto, sfruttando lo spazio sotto i tappetini, i binari di scorrimento dei sedili, le maniglie e il vano delle luci di cortesia

Nel 2019 aveva subito un altro sequestro preventivo da 5 milioni di euro Il Tribunale antimafia di Lecce ha sequestrato beni mobili e immobili per 2 milioni di euro a un imprenditore tarantino di 53 anni, attivo nel commercio all’ingrosso di mitili. L’uomo è indagato per associazione mafiosa, estorsione e violazioni in materia di armi e munizioni. Il provvedimento fa riferimento a due società operanti in Grecia e Buglaria, riconducibli al 53enne che, già tre anni fa, aveva subito un ulteriore sequestro preventivo della Dia per un valore di 5 milioni di euro.

Secondo la GdF, l’uomo avrebbe accumulato simile ricchezza attraverso usura, estorsione, riciclaggio e ricettazione Avrebbe accumulato una ricchezza superiore alle proprie possibilità attraverso usura, estorsione, riciclaggio e ricettazione di beni per circa 1,3 milioni di euro. La Guardia di Finanza di Altamura, su richiesta della Procura di Bari, ha sequestrato preventivamente conti corrente, beni mobili e immobili a un residente di Gravina di Puglia. I sigilli sono stati apposti a 10 fabbricati, 2 terreni, 2 autovetture e diversi mobili di arredamento.

Sul mercato avrebbero fruttato oltre 2 milioni di euro La Guardia di Finanza ha intercettato, nel porto di Brindisi, diversi mezzi provenienti dalla Grecia che trasportavano oltre 45mila capi di abbigliamento contraffatti. I prodotti, che avrebbero fruttato oltre 2 milioni di euro sul mercato, erano riproduzioni fedeli di diversi marchi di abbigliamento (Gucci, Golden Goose, Goorin Bros) e avrebbero potuto trarre in inganno anche l’occhio più esperto.

I controlli sono stati eseguiti in dodici attività della provincia tarantina La Guardia di Finanza ha sequestrato in dodici attività, distribuite in diversi comuni del Tarantino, oltre 145.000 prodotti bigiotteria e articoli in plastica per uso alimentare privi delle basilari informazioni sulla loro composizione. I finanzieri hanno ritirato dal mercato gli articoli perché “non conformi e potenzialmente dannosi per la salute pubblica”, mentre i titolari delle attività commerciali sono stati segnalati alle autorità competenti

Ipotizzati i reati di disastro ambientale, inquinamento ambientale e altro Intervista: Francesco Curcio, procuratore della Repubblica di Potenza Servizio Alessandro Boccia

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