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Nell’ultimo tratto i cantieri sono ancora aperti e i commercianti lamentano disagi, soprattutto economici. Intrappolati dal cantiere, sfiniti dall’incertezza. Al quartiere Santo Spirito, a Bari, una decina di commercianti lamentano disagi causati dai lavori infiniti sull’ultimo tratto del lungomare Cristoforo Colombo: un intervento da 5 milioni di euro, finanziato con fondi europei. Come mostrano le immagini del servizio, sono ancora in bella mostra le recinzioni installate per le operazioni di restyling in corso. Nonostante la conclusione fosse prevista per lo scorso fine dicembre. Niente traffico né passeggio. Le casse languono e gli esercenti si arrabbiano. Si sentono ingabbiati, così come i residenti. Nessuna luce in fondo al tunnel per loro, che denunciano la significativa perdita d’incassi: sfumati infatti quelli della scorsa estate e del Natale. Il cantiere sembra fermo da oltre due settimane. Un paio gli operai al lavoro, ma, a detta degli operatori, nessun progresso significativo. Si è ora in attesa delle valutazioni tecniche per la sistemazione dei plinti. Oltre al danno, anche la beffa: alcuni esercenti, infatti, dovranno chiudere le loro attività per il rifacimento di un marciapiede. Hanno chiesto di abbassare la saracinesca in queste settimane di magra forzata, così da non dover prolungare la sofferenza economica; ma pare che non sia possibile condurre parallelamente i due interventi. E così, non resta che pazientare ancora. Per quanto, non si sa.

Una lettera inviata a Poste Italiane dall’eurodeputato di Fratelli d’Italia per porre fine ai disagi Servizio: Roberta Campanella Intervista: Michele Picaro – Eurodeputato

Una sublime reinterpretazione della tradizione musicale partenopea per l’evento “Partenope Suite” Servizio di Roberta Campanella

Ormai al termine i lavori per l’istituzione dei quattrocento posti auto nel nord barese: il progetto collega l’area di sosta al lungomare della città Servizio di Linda Cappello

Entro fine agosto previste cinque nuove aree di sosta a Bari per oltre 1300 posti auto Intervista: Domenico Scaramuzzi, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Bari

Francesco Dogna fu assassinato nella sua abitazione il 6 gennaio scorso. Reo confesso dell’omicidio il 42enne barese Antonio Rizzi Servizio di Linda Cappello

Il cantiere doveva durare 360 giorni, invece è aperto da due anni e mezzo, bloccando la parte centrale del lungomare Servizio di Maurizio Spaccavento

I lavori, cominciati nel 2022, avrebbero dovuto concludersi un anno fa INTERVISTA : MICHELA ALTEA, PORTAVOCE COMITATO “COMMERCIANTI A RISCHIO SANTO SPIRITO”FRANCESCO FLORIO, COMMERCIANTEServizio Anna De Feo

Convalidato il fermo di Antonio Rizzi. Il 42enne ha raccontato di aver colpito la vittima per difendersi Servizio di Linda Cappello montaggio di Maria Cristina Quintale

L’omicidio di Franco Dogna sarebbe avvenuto al culmine di una lite per questioni di droga e soldi. Arriverà domani la decisione del gip Antonella Cafagna sulla convalida del fermo di Antonio Rizzi, il 42enne di Bitritto reo confesso dell’omicidio del 63enne Antonio Dogna, ucciso nella notte tra il 7 e l’8 gennaio scorsi, con 85 coltellate, nella sua casa di Santo Spirito, quartiere alla periferia nord di Bari. Nel pomeriggio si è svolta l’udienza alla presenza del pm Carla Spagnuolo: l’indagato, accusato di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi, ha risposto alle domande del giudice. Nel corso del primo interrogatorio, reso nella caserma dei carabinieri subito dopo il fermo, Rizzi aveva confessato il delitto. Dietro l’omicidio, avvenuto al culmine di una lite tra i due ci sarebbe un’intricata storia di droga e denaro.

Pressanti le richieste di denaro alla vittima: una feroce lite, poi le coltellate mortali Servizio di Linda Cappello montaggio di Maria Cristina Quintale

Si chiama Antonio Rizzi, ha 41 anni e precedenti per reati contro il patrimonio e maltrattamenti in famiglia. L’omicidio risale alla notte del 7 gennaio, il corpo di Dogna è stato ritrovato il 9 mattina Franco Dogna e il presunto assassino si conoscevano e frequentavano da dieci anni ma nessuno dei familiari e degli amici della vittima ne era a conoscenza. Si chiama Antonio Rizzi, 41 anni, l’uomo fermato dai carabinieri con l’accusa di omicidio.  Lui e Dogna spesso si incontravano proprio nella casa di Santo Spirito. È successo anche la sera del 7 gennaio scorso ma i due, probabilmente per incomprensioni legate all’uso di sostanze stupefacenti, hanno litigato furiosamente. Un diverbio sfociato poi nell’efferato omicidio con l’assassino che ha colpito Dogna con oltre 80 coltellate.  Gli investigatori lo hanno individuato anche analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza: le immagini hanno accertato entrata e uscita del presunto assassino nell’abitazione e la fuga a bordo di un’autovettura parcheggiata in una traversa poco distante dall’abitazione. È stato così possibile individuare la targa, risalire al proprietario e individuarlo tra le persone con cui Dogna, nei giorni precedenti all’omicidio, aveva scambiato alcuni messaggi telefonici.  All’esito delle indagini condotte dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Bari San Paolo coordinati personalmente dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Bari Carla Spagnuolo, mediante attività tecniche, è stato possibile localizzare l’assassino e ricostruire l’intero percorso effettuato nel corso della notte tra il 7 e 8 gennaio. Gli investigatori hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Antonio Rizzi che stava già pianificando una fuga prima al nord Italia e poi all’estero.

Si tratta di un pregiudicato con precedenti per reati contro il patrimonio e maltrattamenti in famiglia C’è un fermo per l’omicidio di Franco Dogna, il 63enne ucciso in casa l’8 gennaio scorso a Santo Spirito. Si tratta di un pregiudicato, ha 42 anni ed è stato preso a Bitritto. L’uomo è stato accompagnato in caserma per poi essere interrogato fino a tarda ora, ma per il momento non emergono dettagli al riguardo. Oltre alle numerose tracce lasciate nell’abitazione di Dogna, sarebbero emersi elementi importanti dai filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona. Il fermo arriva nello stesso giorno dei funerali.

Oggi le esequie del 63enne ucciso a Santo Spirito. Intanto proseguono le indagini delle numerose tracce lasciate dal killer servizio di Linda Cappello

Al vaglio degli investigatori le immagini delle telecamere di videosorveglianza del quartiere Servizio di Linda Cappello montaggio di Pasquale Realmonte

Francesco Dogna è stato trovato senza vita all’interno della sua abitazione di Santo Spirito. Sul posto i carabinieri e la scientifica Un uomo di 63 anni, Francesco Dogna, è stato trovato senza vita vita all’interno della sua abitazione, in via Torino nel quartiere di Santo Spirito, a Bari. Il corpo presentava evidenti ferite da accoltellamento. L’uomo, dipendente di un call center, lavorava in smart working e viveva da solo in casa. A scoprire il corpo sono stati la sorella e il cognato della vittima. I carabinieri e la scientifica sono giunti sul posto per avviare le indagini.

Parti civili Regione Puglia e Comune di Bari, ma nessuna delle vittime Servizio di Linda Cappello

Una decisione, quella dell’apertura straordinaria, anche apprezzata dai rivenditori Servizio di Francesco Maria Ventrella

A capo del sistema un 52enne del clan Strisciuglio Servizio: Matteo Spada Montaggio: Ivan Ciavarella

I carabinieri stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare. Le indagini riguardano un sistema estensivo ai danni dei titolari di imbarcazioni ormeggiate al porto di Santo Spirito I Carabinieri della Compagnia Bari San Paolo stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di quattro indagati ritenuti responsabili di estorsione continuata e aggravata in concorso, incendio aggravato entrambi con l’aggravante del metodo mafioso. Le indagini coordinate dalle Direzione Distrettuale Antimafia, hanno fatto luce su un sistema estensivo ai danni dei titolari delle imbarcazioni ormeggiate nel porto di Santo Spirito, destinatari di richieste di pizzo mensili. Tutto è partito da una denuncia anonima pervenuta negli uffici della Stazione dei Carabinieri. I militari, grazie a servizi di videosorveglianza, pedinamenti e intercettazioni telefoniche, hanno accertato il collaudato sistema estorsivo messo in atto da un cinquantaduenne con precedenti penali. Quest’ultimo, in concorso con gli altri due indagati, svolgeva un servizio di guardiania abusiva nel porto di Santo Spirito costringendo i proprietari delle imbarcazioni a corrispondere soldi in cambio di “protezione” del natante ormeggiato. Le tariffe partivano da un minimo di 10 euro per i “gozzetti” ai 100 euro per i pescherecci, il tutto in un clima di omertà e di assoggettamento delle vittime, consapevoli, in caso di rifiuto, del rischio di furto della strumentazione installata a bordo o del danneggiamento delle barche. Il capo dell’organizzazione aveva addirittura trasformato l’area demaniale antistante il porto, delimitandola con una catena, in una sorta di parcheggio privato a cui si poteva accedere previa prenotazione telefonica. Aveva anche tentato di inserirsi nell’attività di custode presso un circolo nautico del porto, minacciando di morte il legittimo custode al fine di indurlo a rinunciare al servizio di guardiania svolto, senza tuttavia riuscirci. Ai domiciliari è finita anche sua moglie che portava la contabilità dei soldi estorti.

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