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Il ferito è in gravi condizioni, ricoverato in rianimazione Policlinico di Foggia. È stato fermato nella notte l’uomo ritenuto responsabile del tentato di omicidio del cittadino marocchino e del ferimento di due italiani avvenuto nella tarda mattinata di ieri, 15 luglio, in pieno centro cittadino a San Severo. Si tratta di Antonio Bevilacqua, di 50 anni, con piccoli precedenti, che ha problemi di deambulazione e quindi si muove su di una carrozzina elettrica. Il ferito è in gravi condizioni, ricoverato in rianimazione Policlinico di Foggia. La sparatoria è avvenuta nei pressi di un bar davanti al quale si trovava il cittadino straniero, vero obiettivo del 50enne. I due avevano litigato la sera precedente e la lite era proseguita ieri mattina concludendosi con la sparatoria. Sarebbero estranei alla vicenda i due cittadini italiani che erano lì per caso e sono stati raggiunti di striscio dai proiettili, sette in tutto, esplosi dall’autore. Le loro condizioni non sono gravi.

Uno sarebbe in gravi condizioni. Paura a San Severo per una sparatoria avvenuta in pieno giorno, questa mattina (15 luglio) in piazza Allegato, davanti ad un bar. Stando a quanto si apprende all’origine dell’aggressione a colpi di arma da fuoco ci sarebbe una lite tra il presunto autore dell’agguato, in via di identificazione, e un cittadino di nazionalità marocchina. Le sue condizioni sarebbero gravi. Colpite di striscio anche altre due persone, estranee dal litigio. I carabinieri stanno cercando di ricostruire la dinamica della sparatoria anche attraverso le immagini della videosorveglianza della zona.

Si tratta di un ragazzo di 22 anni. L’episodio il 3 marzo scorso. I Carabinieri della Compagnia di San Severo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 22enne sanseverese ritenuto gravemente indiziato di essere il complice del 28enne che, lo scorso 3 marzo, al culmine di una lite scaturita per motivi legati alla circolazione stradale, aveva esploso alcuni colpi di pistola all’indirizzo di un 35enne. L’episodio avvenne in piazza del Papa. L’uomo aveva riferito ai militari dell’Arma intervenuti che, mentre stava facendo rientro presso la propria abitazione a bordo della sua auto, sarebbe stata raggiunta da una Fiat 500, il cui passeggero avrebbe esploso alcuni colpi di pistola nella sua direzione. L’aggressione sarebbe stata preceduta da un incidente stradale avvenuto pochi minuti prima in via Teresa Masselli, a seguito del quale sarebbe nata una lite tra gli occupanti delle due autovetture. Dopo aver seguito da breve distanza la Ford Focus e averla raggiunta alcuni minuti dopo in piazza del Papa, il passeggero della Fiat 500, sceso dal veicolo, avrebbe puntato la pistola in direzione della vittima esplodendo tre colpi, senza colpirla. L’aggressore sarebbe subito risalito a bordo del veicolo, allontanandosi ed esplodendo durante la fuga un ulteriore colpo d’arma da fuoco. Le attività investigative svolte nell’immediatezza dei fatti avevano consentito di individuare ed arrestare, già nella stessa giornata, il presunto autore degli spari, un 28enne del luogo già noto alle Forze dell’Ordine. I successivi approfondimenti investigativi hanno permesso di identificare anche il conducente della Fiat 500, un 22enne sanseverese. L’uomo, attualmente in carcere, dovrà rispondere dei reati di evasione e di concorso in porto di arma clandestina e ricettazione.

L’uomo è stato trasferito in carcere. Avrebbe rincorso i passanti per le vie del centro di San Severo, in provincia di Foggia, impugnando due coltelli con lama da 25 centimetri. L’uomo, 48enne del posto, è stato arrestato la scorsa notte dai carabinieri per resistenza, violenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di armi. Alla vista dei militari, l’uomo avrebbe tentato di nasconderli sotto un’auto parcheggiata, opponendo resistenza mentre veniva sottoposto a controllo. Nessuno ha riportato ferite. I coltelli sono stati sequestrati e il 48enne trasferito in carcere.

Il prefetto ha nominato Francesco Antonio Cappetta. Il prefetto di Foggia Paolo Giovanni Grieco ha disposto la sospensione immediata del consiglio comunale di San Severo a seguito delle dimissioni di 13 consiglieri comunali, tra cui la presidente del consiglio Rosa Caposiena. Contestualmente il prefetto ha nominato Francesco Antonio Cappetta, prefetto in quiescenza, commissario prefettizio per la provvisoria gestione del Comune. Finisce così la consiliatura guidata da Lidya Colangelo, prima sindaca donna della città dell’alto Tavoliere, eletta al ballottaggio nel giugno del 2024, quando la spuntò sul candidato di centrosinistra Angelo Masucci. La sindaca Colangelo, nei giorni scorsi, aveva denunciato in consiglio comunale di avere subito “richieste che nulla hanno a che vedere con la politica ma che riguardano la mia sfera femminile e sessuale” e poi di avere subito quasi “un sequestro di persona” da un suo assessore che aveva chiuso la porta della sua stanza togliendo la chiave. L’assessore, Gigi Marino, che si era già dimesso, l’ha querelata. Ieri, infine, le dimissioni dei 13 consiglieri comunali che hanno determinato il commissariamento dell’ente.

Il comune sarà commissariato fino alle prossime elezioni. Fine anticipata per il mandato amministrativo del sindaco di San Severo Lidya Colangelo. A soli due anni dalle elezioni, e dopo le polemiche delle ultime settimane, si sono dimessi 13 consiglieri comunali tra opposizione e pezzi della maggioranza decretando così l’autoscioglimento dell’assise cittadina. Ora il comune di San Severo sarà commissariato fino alle prossime elezioni. Nei giorni scorsi sono esplose le tensioni nella maggioranza civica di centrodestra. Con le dimissioni e le accuse dell’assessore Marino e il successivo azzeramento della giunta da parte del sindaco che ha anche denunciato di aver subito pressioni e ricatti a sfondo sessuale per cui non si escludono ulteriori sviluppi giudiziari della vicenda.

Nel suo intervento in aula, Colangelo ha fatto riferimento anche a un presunto episodio ancora più grave, parlando apertamente di un sequestro di persona. Si fa sempre più pesante il clima politico a San Severo dopo l’azzeramento della giunta comunale e le recenti dimissioni dell’ex assessore Gigi Marino, che aveva parlato apertamente di fallimento dell’amministrazione guidata dalla sindaca Lidya Colangelo. Adesso è la stessa prima cittadina a rompere il silenzio con accuse destinate a scuotere il panorama politico locale. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, Colangelo ha denunciato pubblicamente di aver subito pressioni, condizionamenti e richieste che, a suo dire, nulla avrebbero avuto a che fare con l’attività politica e amministrativa.

“Le mie dimissioni significherebbero trascinare la città verso un lungo commissariamento, senza nemmeno restituire immediatamente la parola ai cittadini”. La sindaca di San Severo, Lidya Colangelo, ha azzerato la giunta comunale, revocando con effetto immediato tutte le deleghe assessorili. “Voglio essere chiara: ho deciso di azzerare la Giunta ma non di dimettermi – dice -. E non l’ho fatto per una ragione molto semplice: io non posso permettermi di abbandonare San Severo nel pieno di una fase così importante e decisiva per il futuro della nostra comunità. Le mie dimissioni significherebbero trascinare la città verso un lungo commissariamento, senza nemmeno restituire immediatamente la parola ai cittadini. Sarebbe un danno enorme per San Severo e inevitabilmente rallenterebbe e bloccherebbe opere e progettualità fondamentali. Fermare tutto oggi sarebbe un atto irresponsabile. E sarebbe irresponsabile anche spegnere il lavoro culturale, sociale e turistico che abbiamo costruito insieme. Non possiamo permetterci di bloccare le stagioni culturali, gli eventi estivi e natalizi e soprattutto il percorso di rilancio della Festa del Soccorso che nelle ultime due edizioni è tornata a essere un simbolo identitario forte, partecipato e riconosciuto da tutti. Io sento il peso della responsabilità che i cittadini mi hanno affidato e non intendo sottrarmi. Governare significa esserci soprattutto nei momenti difficili, non scappare davanti ai problemi. Ma voglio essere altrettanto chiara: non intendo aprire alcuna interlocuzione politica con chi ha contribuito ad alimentare questa crisi amministrativa trascinando la città dentro tensioni e dinamiche che nulla hanno a che vedere con il bene comune”.

Otto cantine unite per raccontare identità, qualità e futuro della provincia . Tre giorni di laboratori, degustazioni e convegni dedicati alle bollicine prodotte con il metodo classico. È il programma del Festival degli spumanti di Capitanata, che si è svolto a San Severo. Interviste a Girolamo D’Amico, pres. ass. Capitanata Spumante Metodo Classico; Alberto Longo, produttore di spumante metodo classico; Francesco Paolicelli, assessore all’Agricoltura Regione Puglia

. È stato assolto per non aver commesso il fatto Emanuele Nardella, 24 anni, lo schermitore originario di San Severo, imputato con un altro atleta di violenza sessuale. La decisione è stata pronunciata dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Siena al termine del processo con rito abbreviato. La vicenda risale alla notte tra il 4 e il 5 agosto 2023, durante un ritiro tra nazionali giovanili a Chianciano Terme, quando Fernanda Herrera, allora minorenne e promessa della scherma, avrebbe trascorso la serata in un locale con tre atleti italiani che, sempre secondo l’accusa, l’avrebbero convinta a bere, per poi portarla in una camera d’albergo, dove sarebbe stata abusata. La Procura di Siena, con il pubblico ministero Serena Menicucci, aveva richiesto la condanna di entrambi gli imputati a cinque anni e quattro mesi di reclusione. Per il giudice invece il fatto non sussiste. Emanuele Nardella, è cresciuto nel club Scherma San Severo ed è in forza al Centro Sportivo Esercito.

Devono ora rispondere in concorso di rapina pluriaggravata e di ricettazione di due vetture. Due giovani di 32 e 27 anni, originari di San Severo sono stati arrestati dalla polizia di Ravenna per la rapina a due gioiellerie di un centro commerciale della città romagnola che lo scorso10 novembre scorso fruttò quasi 325 mila euro di bottino. I due sono stati bloccati nei giorni scorsi a Cerignola. La rapina era stata commessa a ridosso dell’orario di chiusura da quattro uomini. Con mazzette da muratore e cacciaviti, i quattro avevano spaccato e scardinato diverse vetrinette delle due gioiellerie per sottrarre i gioielli. Gli investigatori sono riusciti a individuare l’auto usata poi per la fuga verso il Foggiano. I due devono ora rispondere in concorso di rapina pluriaggravata e di ricettazione di due vetture.

Si tratta del tredicesimo sportello – tra bancomat e postamat – colpito in provincia di Foggia dall’inizio dell’anno. Assalto a un bancomat, in nottata, a San Severo. Presa di mira, con l’esplosivo, la filiale della Banca Popolare di Milano, in via Alessandro Minuziano. Ingenti i danni causati dalla deflagrazione. Non è chiaro se il colpo sia andato a segno. Si tratta del tredicesimo sportello – tra bancomat e postamat – colpito in provincia di Foggia dall’inizio dell’anno.

Sono scappati via a mani vuote, ad attenderli fuori nel parcheggio un terzo complice . Rapinatori scatenati anche di domenica. All’ora di pranzo in due, a volto coperto, hanno fatto irruzione nel centro commerciale “Pineta” di San Severo, pieno di gente. Hanno puntato la gioielleria ma non hanno fatto i conti con l’antifurto nebbiogeno. Il dispositivo di sicurezza ha costretto entrambi a una fuga precipitosa a mani vuote. I due sarebbero fuggiti a bordo di un’auto guidata da un terzo complice che li attendeva nel parcheggio.Sull’accaduto indagano i carabinieri. Al vaglio degli investigatori le telecamere del centro commerciale. 

Si tratta dell’ennesima aggressione da parte di fauna selvatica al bestiame, come denunciano gli allevatori dell’agro foggiano. Grave attacco da parte di un branco di lupi ad un gregge di pecore, la scorsa notte, nella campagne di San Severo, nel Foggiano. A dare l’allarme alcuni pastori della zona, che questa mattina si sono ritrovati davanti ad una scena straziante: decine le pecore sbranate e uccise, le cui carcasse erano ancora riverse sul terreno. Nell’attacco hanno perso la vita anche tre cani da guardiania, assaliti mentre tentavano di difendere il gregge. Si tratta dell’ennesima aggressione da parte di fauna selvatica al bestiame, come denunciano gli allevatori dell’agro foggiano, che in una nota ufficiale chiedono un tavolo di crisi urgente, che preveda interventi di controllo da parte degli enti preposti, una procedura di risarcimento danni e l’erogazione di contributo per la messa in sicurezza delle aziende.

Il sindacato USB torna a evidenziare le precarie condizioni di vita dei lavoratori stranieri. Il maltempo sta creando pesanti disagi anche a migliaia di migranti che vivono nelle numerose baraccopoli del Foggiano. Le immagini si riferiscono al ghetto di Torretta Antonacci, nei pressi di San Severo, dove le abbondanti piogge di questi giorni hanno allagato container, alloggi di fortuna e strade.Lo denuncia il sindacato USB, che torna a evidenziare le precarie condizioni di vita dei lavoratori stranieri.“Chiediamo con forza e urgenza che vengano immediatamente attivati i soccorsi e garantita la sicurezza delle persone presenti nel sito”, sottolinea l’USB.

La denuncia di un comitato civico che chiede all’Anas di intervenire al più presto. Otto chilometri da incubo per gli automobilisti, tra gli svincoli di San Severo sud e Apricena. La Statale 16 è diventata, ormai, impercorribile, denuncia il comitato civico che si batte per la messa in sicurezza della strada. Interviste a Francesco Caputo, comitato ‘Statale 16 colabrodo’; Peppe Chetta, comitato ‘Statale 16 colabrodo’

Era ospite dell’Arena, centro di accoglienza che si trova in periferia. Omicidio nel tardo pomeriggio a San Severo, nell’Arena, il centro accoglienza per migranti che si trova in periferia. Un ospite della struttura sarebbe stato ucciso a colpi di martello dopo un litigio con un’altra persone. Sul posto ci sono sia gli agenti del commissariato di Polizia che i carabinieri di San Severo. Le forze dell’ordine stanno ricostruendo l’esatta dinamica dei fatti.  Il presunto assassino del giovane migrante gambiano è stato fermato dalla polizia. Il martello è stato sequestrato. Sia la vittima sia il presunto autore sarebbero cittadini regolari sul territorio italiano ed entrambi erano impiegati come braccianti nelle campagne della zona (notizia in aggiornamento)

Le emozioni, a cominciare dalla rabbia, raccolte in un opuscolo: succede nel carcere di San Severo, dove 18 detenuti hanno raccontato le loro storie. Rieducazione ed umanizzazione vanno a braccetto nel carcere di San Severo, che ospita 88 persone.Lo conferma il progetto FU.TU.RA, che sta per ‘Fuori dal Tunnel della Rabbia’. Vi hanno partecipato 18 detenuti, che hanno realizzato un opuscolo in cui hanno raccontato le loro storie ed emozioni, a partire dalla gestione della rabbia, analizzando anche l’emergenza femminicidi. Intervista a Patrizia Andrianello, direttrice carcere San Severo

Sul posto sono intervenuti l’elisoccorso e il personale del 118, ma per l’uomo non c’era più nulla da fare.Il corpo è stato estratto dai vigili del fuoco, che hanno rimosso i detriti dalla carreggiata. Schianto mortale, in serata, lungo la Statale 16, tra San Severo e Foggia. Un uomo di circa 60 anni, non ancora identificato perché sprovvisto dei documenti, è deceduto nell’impatto tra la sua auto e un’altra vettura, il cui conducente ha riportato lievi ferite.Sul posto sono intervenuti l’elisoccorso e il personale del 118, ma per l’uomo non c’era più nulla da fare. Il corpo è stato estratto dai vigili del fuoco, che hanno rimosso i detriti dalla carreggiata.Sull’accaduto indagano i carabinieri. Pesanti i disagi alla viabilità, con lunghe file di auto e mezzi pesanti.

I legali non hanno presentato istanza di scarcerazione. Ciro Caliendo, l’imprenditore di San Severo arrestato lunedì scorso per l’omicidio premeditato della moglie Lucia Salcone, ha confermato la sua versione dei fatti. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia in carcere, ha ribadito che la sera del 27 settembre del 2024 fu un incidente a causare il decesso della donna. Scena muta invece sulla lettera che, prima di quel giorno, avrebbe inviato ad una parente della moglie. Nella missiva si dichiarava innamorato di un’altra donna e annunciava la fine del matrimonio. I legali di Caliendo non hanno presentato istanza di scarcerazione per la necessità di confrontarsi con i consulenti sulla questione delle perizie tecniche. Le stesse dalle quali emergerebbero dettagli fondamentali. L’auto che non si è incendiata per autocombustione ma perché cosparsa di carburante e data alla fiamme. I colpi sferrati sulla testa della donna per stordirla prima di inscenare l’incidente. Le telecamere di videosorveglianza spente nel momento in cui Ciro Caliendo era nel box della sua abitazione, dalla quale era uscito con una tanica di benzina.

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