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Nel suo intervento in aula, Colangelo ha fatto riferimento anche a un presunto episodio ancora più grave, parlando apertamente di un sequestro di persona. Si fa sempre più pesante il clima politico a San Severo dopo l’azzeramento della giunta comunale e le recenti dimissioni dell’ex assessore Gigi Marino, che aveva parlato apertamente di fallimento dell’amministrazione guidata dalla sindaca Lidya Colangelo. Adesso è la stessa prima cittadina a rompere il silenzio con accuse destinate a scuotere il panorama politico locale. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, Colangelo ha denunciato pubblicamente di aver subito pressioni, condizionamenti e richieste che, a suo dire, nulla avrebbero avuto a che fare con l’attività politica e amministrativa.

“Le mie dimissioni significherebbero trascinare la città verso un lungo commissariamento, senza nemmeno restituire immediatamente la parola ai cittadini”. La sindaca di San Severo, Lidya Colangelo, ha azzerato la giunta comunale, revocando con effetto immediato tutte le deleghe assessorili. “Voglio essere chiara: ho deciso di azzerare la Giunta ma non di dimettermi – dice -. E non l’ho fatto per una ragione molto semplice: io non posso permettermi di abbandonare San Severo nel pieno di una fase così importante e decisiva per il futuro della nostra comunità. Le mie dimissioni significherebbero trascinare la città verso un lungo commissariamento, senza nemmeno restituire immediatamente la parola ai cittadini. Sarebbe un danno enorme per San Severo e inevitabilmente rallenterebbe e bloccherebbe opere e progettualità fondamentali. Fermare tutto oggi sarebbe un atto irresponsabile. E sarebbe irresponsabile anche spegnere il lavoro culturale, sociale e turistico che abbiamo costruito insieme. Non possiamo permetterci di bloccare le stagioni culturali, gli eventi estivi e natalizi e soprattutto il percorso di rilancio della Festa del Soccorso che nelle ultime due edizioni è tornata a essere un simbolo identitario forte, partecipato e riconosciuto da tutti. Io sento il peso della responsabilità che i cittadini mi hanno affidato e non intendo sottrarmi. Governare significa esserci soprattutto nei momenti difficili, non scappare davanti ai problemi. Ma voglio essere altrettanto chiara: non intendo aprire alcuna interlocuzione politica con chi ha contribuito ad alimentare questa crisi amministrativa trascinando la città dentro tensioni e dinamiche che nulla hanno a che vedere con il bene comune”.

Otto cantine unite per raccontare identità, qualità e futuro della provincia . Tre giorni di laboratori, degustazioni e convegni dedicati alle bollicine prodotte con il metodo classico. È il programma del Festival degli spumanti di Capitanata, che si è svolto a San Severo. Interviste a Girolamo D’Amico, pres. ass. Capitanata Spumante Metodo Classico; Alberto Longo, produttore di spumante metodo classico; Francesco Paolicelli, assessore all’Agricoltura Regione Puglia

. È stato assolto per non aver commesso il fatto Emanuele Nardella, 24 anni, lo schermitore originario di San Severo, imputato con un altro atleta di violenza sessuale. La decisione è stata pronunciata dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Siena al termine del processo con rito abbreviato. La vicenda risale alla notte tra il 4 e il 5 agosto 2023, durante un ritiro tra nazionali giovanili a Chianciano Terme, quando Fernanda Herrera, allora minorenne e promessa della scherma, avrebbe trascorso la serata in un locale con tre atleti italiani che, sempre secondo l’accusa, l’avrebbero convinta a bere, per poi portarla in una camera d’albergo, dove sarebbe stata abusata. La Procura di Siena, con il pubblico ministero Serena Menicucci, aveva richiesto la condanna di entrambi gli imputati a cinque anni e quattro mesi di reclusione. Per il giudice invece il fatto non sussiste. Emanuele Nardella, è cresciuto nel club Scherma San Severo ed è in forza al Centro Sportivo Esercito.

Devono ora rispondere in concorso di rapina pluriaggravata e di ricettazione di due vetture. Due giovani di 32 e 27 anni, originari di San Severo sono stati arrestati dalla polizia di Ravenna per la rapina a due gioiellerie di un centro commerciale della città romagnola che lo scorso10 novembre scorso fruttò quasi 325 mila euro di bottino. I due sono stati bloccati nei giorni scorsi a Cerignola. La rapina era stata commessa a ridosso dell’orario di chiusura da quattro uomini. Con mazzette da muratore e cacciaviti, i quattro avevano spaccato e scardinato diverse vetrinette delle due gioiellerie per sottrarre i gioielli. Gli investigatori sono riusciti a individuare l’auto usata poi per la fuga verso il Foggiano. I due devono ora rispondere in concorso di rapina pluriaggravata e di ricettazione di due vetture.

Si tratta del tredicesimo sportello – tra bancomat e postamat – colpito in provincia di Foggia dall’inizio dell’anno. Assalto a un bancomat, in nottata, a San Severo. Presa di mira, con l’esplosivo, la filiale della Banca Popolare di Milano, in via Alessandro Minuziano. Ingenti i danni causati dalla deflagrazione. Non è chiaro se il colpo sia andato a segno. Si tratta del tredicesimo sportello – tra bancomat e postamat – colpito in provincia di Foggia dall’inizio dell’anno.

Sono scappati via a mani vuote, ad attenderli fuori nel parcheggio un terzo complice . Rapinatori scatenati anche di domenica. All’ora di pranzo in due, a volto coperto, hanno fatto irruzione nel centro commerciale “Pineta” di San Severo, pieno di gente. Hanno puntato la gioielleria ma non hanno fatto i conti con l’antifurto nebbiogeno. Il dispositivo di sicurezza ha costretto entrambi a una fuga precipitosa a mani vuote. I due sarebbero fuggiti a bordo di un’auto guidata da un terzo complice che li attendeva nel parcheggio.Sull’accaduto indagano i carabinieri. Al vaglio degli investigatori le telecamere del centro commerciale. 

Si tratta dell’ennesima aggressione da parte di fauna selvatica al bestiame, come denunciano gli allevatori dell’agro foggiano. Grave attacco da parte di un branco di lupi ad un gregge di pecore, la scorsa notte, nella campagne di San Severo, nel Foggiano. A dare l’allarme alcuni pastori della zona, che questa mattina si sono ritrovati davanti ad una scena straziante: decine le pecore sbranate e uccise, le cui carcasse erano ancora riverse sul terreno. Nell’attacco hanno perso la vita anche tre cani da guardiania, assaliti mentre tentavano di difendere il gregge. Si tratta dell’ennesima aggressione da parte di fauna selvatica al bestiame, come denunciano gli allevatori dell’agro foggiano, che in una nota ufficiale chiedono un tavolo di crisi urgente, che preveda interventi di controllo da parte degli enti preposti, una procedura di risarcimento danni e l’erogazione di contributo per la messa in sicurezza delle aziende.

Il sindacato USB torna a evidenziare le precarie condizioni di vita dei lavoratori stranieri. Il maltempo sta creando pesanti disagi anche a migliaia di migranti che vivono nelle numerose baraccopoli del Foggiano. Le immagini si riferiscono al ghetto di Torretta Antonacci, nei pressi di San Severo, dove le abbondanti piogge di questi giorni hanno allagato container, alloggi di fortuna e strade.Lo denuncia il sindacato USB, che torna a evidenziare le precarie condizioni di vita dei lavoratori stranieri.“Chiediamo con forza e urgenza che vengano immediatamente attivati i soccorsi e garantita la sicurezza delle persone presenti nel sito”, sottolinea l’USB.

La denuncia di un comitato civico che chiede all’Anas di intervenire al più presto. Otto chilometri da incubo per gli automobilisti, tra gli svincoli di San Severo sud e Apricena. La Statale 16 è diventata, ormai, impercorribile, denuncia il comitato civico che si batte per la messa in sicurezza della strada. Interviste a Francesco Caputo, comitato ‘Statale 16 colabrodo’; Peppe Chetta, comitato ‘Statale 16 colabrodo’

Era ospite dell’Arena, centro di accoglienza che si trova in periferia. Omicidio nel tardo pomeriggio a San Severo, nell’Arena, il centro accoglienza per migranti che si trova in periferia. Un ospite della struttura sarebbe stato ucciso a colpi di martello dopo un litigio con un’altra persone. Sul posto ci sono sia gli agenti del commissariato di Polizia che i carabinieri di San Severo. Le forze dell’ordine stanno ricostruendo l’esatta dinamica dei fatti.  Il presunto assassino del giovane migrante gambiano è stato fermato dalla polizia. Il martello è stato sequestrato. Sia la vittima sia il presunto autore sarebbero cittadini regolari sul territorio italiano ed entrambi erano impiegati come braccianti nelle campagne della zona (notizia in aggiornamento)

Le emozioni, a cominciare dalla rabbia, raccolte in un opuscolo: succede nel carcere di San Severo, dove 18 detenuti hanno raccontato le loro storie. Rieducazione ed umanizzazione vanno a braccetto nel carcere di San Severo, che ospita 88 persone.Lo conferma il progetto FU.TU.RA, che sta per ‘Fuori dal Tunnel della Rabbia’. Vi hanno partecipato 18 detenuti, che hanno realizzato un opuscolo in cui hanno raccontato le loro storie ed emozioni, a partire dalla gestione della rabbia, analizzando anche l’emergenza femminicidi. Intervista a Patrizia Andrianello, direttrice carcere San Severo

Sul posto sono intervenuti l’elisoccorso e il personale del 118, ma per l’uomo non c’era più nulla da fare.Il corpo è stato estratto dai vigili del fuoco, che hanno rimosso i detriti dalla carreggiata. Schianto mortale, in serata, lungo la Statale 16, tra San Severo e Foggia. Un uomo di circa 60 anni, non ancora identificato perché sprovvisto dei documenti, è deceduto nell’impatto tra la sua auto e un’altra vettura, il cui conducente ha riportato lievi ferite.Sul posto sono intervenuti l’elisoccorso e il personale del 118, ma per l’uomo non c’era più nulla da fare. Il corpo è stato estratto dai vigili del fuoco, che hanno rimosso i detriti dalla carreggiata.Sull’accaduto indagano i carabinieri. Pesanti i disagi alla viabilità, con lunghe file di auto e mezzi pesanti.

I legali non hanno presentato istanza di scarcerazione. Ciro Caliendo, l’imprenditore di San Severo arrestato lunedì scorso per l’omicidio premeditato della moglie Lucia Salcone, ha confermato la sua versione dei fatti. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia in carcere, ha ribadito che la sera del 27 settembre del 2024 fu un incidente a causare il decesso della donna. Scena muta invece sulla lettera che, prima di quel giorno, avrebbe inviato ad una parente della moglie. Nella missiva si dichiarava innamorato di un’altra donna e annunciava la fine del matrimonio. I legali di Caliendo non hanno presentato istanza di scarcerazione per la necessità di confrontarsi con i consulenti sulla questione delle perizie tecniche. Le stesse dalle quali emergerebbero dettagli fondamentali. L’auto che non si è incendiata per autocombustione ma perché cosparsa di carburante e data alla fiamme. I colpi sferrati sulla testa della donna per stordirla prima di inscenare l’incidente. Le telecamere di videosorveglianza spente nel momento in cui Ciro Caliendo era nel box della sua abitazione, dalla quale era uscito con una tanica di benzina.

Il 48enne imprenditore vitivinicolo di San Severo è accusato dell’omicidio premeditato della moglie 47enne Lucia Salcone . Prima notte in carcere per Ciro Caliendo, il 48enne imprenditore vitivinicolo di San Severo accusato dell’omicidio premeditato della moglie 47enne Lucia Salcone uccisa inscenando un incidente stradale la sera del 27 settembre del 2024 lungo la strada provinciale 13 nelle campagne del comune dell’Alto Tavoliere. Ieri mattina, 23 febbraio, gli investigatori della squadra mobile, insieme ai colleghi della polizia stradale di San Severo, hanno eseguito la misura cautelare del carcere emessa dalla procura di Foggia che ha coordinato l’inchiesta durata nove mesi. Il 27 febbraio alle 9 è previsto l’interrogatorio di garanzia in carcere da parte del Gip. Diverse le prove, stando a quelle che sono le evidenze investigative, raccolte a suo carico durante i mesi di indagini che hanno smontato la versione dell’incidente stradale, tra cui le perizie tecniche sul veicolo, sulla velocità, l’autopsia sul corpo della donna che avrebbe rivelato la presenza nei polmoni di monossido di carbonio, le immagini delle telecamere di videosorveglianza della stessa abitazione coniugale e una lettera inviata dall’uomo ad una parente della moglie in cui riferiva “la decisione di volersi separare ad ogni costo dalla coniuge perché innamorato di un’altra donna”. Secondo l’ipotesi accusatoria, proprio il movente sentimentale, legato a quello economico con la paura di perdere la casa coniugale ed altri beni, avrebbe portato l’uomo ad inscenare l’incidente stradale, per mascherare il delitto.

Arrivata al pronto soccorso con dolori addominali lancinanti, aveva un ascesso ovarico con segni di peritonite. Una storia di buona sanità arriva dal reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale Maselli Mascia di San Severo. Una donna di 37 anni, al quarto mese di gravidanza, è stata sottoposta ad un intervento chirurgico salvavita. È arrivata in condizioni gravi al pronto soccorso il 31 gennaio, con forti dolori addominali e ed è stata ricoverata con una diagnosi grave: un ascesso ovarico con segni di peritonite, condizione potenzialmente gravissima sia per la madre che per il feto. Poche ore dopo l’arrivo in ospedale era già in sala operatoria. L’equipe diretta da Antonio Lacerenza, direttore Unità operativa complessa dipartimento materno infantile, con Lucia Mangiacotti e Antonio Li Bergoli, ha provveduto alla rimozione dell’ascesso e alla messa in sicurezza della gravidanza. Dopo l’intervento le condizioni della donna sono nettamente migliorate tanto da rendere possibile le dimissioni. Ora è a casa e sta finalmente bene.

Donna trovata anche in possesso di 9 chili di eroina. A San Severo è stata arrestata una 41enne perché trovata in possesso di 9 chili di eroina e 58mila euro in contanti, nascosti nella lavatrice. Questo è l’esito di una operazione dei carabinieri della Compagnia di Montesilvano che da tempo seguivano un canale diretto di collegamento fra la cittadina abruzzese e quella pugliese. L’eroina era confezionata in buste, ancora in fase di lavorazione. I militari hanno sequestrato anche una grossa pressa che sarebbe servita a realizzare i panetti. Il denaro era nascosto in una coperta riposta in una lavatrice. La donna è stata rinchiusa nella Casa Circondariale di Foggia e dovrà rispondere di detenzione a fine di spaccio di stupefacente.

Al setaccio le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Una bomba carta è stata fatta esplodere ieri sera davanti l’abitazione della consigliera comunale di minoranza Annamaria Damone, appartenente al gruppo “CON San Severo“. L’esplosione, avvenuta intorno alle 23 in via Legnano a San Severo, è stata avvertita causato preoccupazione tra i residenti. Sulla vicenda indagano i carabinieri che stanno verificando le immagini delle telecamere della videosorveglianza della zona alla ricerca di qualche elemento utile alle indagini.

Un Teatro Verdi stracolmo di pubblico ha salutato la Cittadinanza onoraria a Lino Banfi, conferita dall’amministrazione di San Severo, citata in diversi suoi film, al padre pugliese della comicità italiana.. Sul palco con lui la sindaca Colangelo e la vicesindaca Giuliani, in una conversazione-spettacolo che ha mostrato un Banfi ancora in splendida forma, a un passo dai 90 anni. Servizio di Fabrizio Sereno

L’episodio sulla linea Foggia-San Severo. Un 26enne di Foggia è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una 19enne di San Severo. L’episodio è avvenuto a bordo di un autobus della linea Foggia-San Severo.La giovane ha contattato il numero unico di emergenza 112, riferendo di essere stata molestata da un passeggero seduto alle sue spalle. Su indicazione dell’operatore della centrale operativa, l’autobus è stato fermato presso la stazione ferroviaria di San Severo dove sono intervenuti i carabinieri ai quali la 19enne ha indicato l’uomo che era ancora a bordo del mezzo. Dopo aver ascoltato anche le testimonianze dei passeggeri, il 26enne è stato arrestato in flagranza. Il giudice per le indagini preliminari di Foggia, nel convalidare l’arresto del giovane, ha applicato nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

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