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Aperti ufficialmente i festeggiamenti in onore di San Giuseppe lavoratore. Cinquantatré tra cavalieri e carri scortano il quadro di San Giuseppe, nella cavalcata scandita dalle sonorità ritmiche dei timpanisti di Fasano e accompagnata dagli sbandieratori di Grumo. In testa, lo stendardo della Confraternita di San Giuseppe, e i nobili della famiglia Nitti Valentini, con il notaio, garanzia della fine delle reciproche rivendicazioni della proprietà della Chiesa. Il racconto, che risale alla metà dell’800, quando alla tradizionale processione di San Giuseppe, si aggiunsero i cavalli Riprese e montaggio di Cosimo CaragiuloIntervista a Tommaso Tullo, Confraternita San Giuseppe Palo del Colle

Le forze dell’ordine hanno lavorato per giorni per ridimensionare il fenomeno ma ne sono stati allestiti ovunque, spesso appiccati dai ragazzini. A Taranto anche quest’anno si è rinnovata la tradizione dei falò abusivi in giro per la città, nonostante lo sforzo degli ultimi anni di provare a contrastare il fenomeno, sfociato nel 2023 nel ferimento di un bambino al quartiere Tamburi a causa di uno scoppio. Un messaggio di sfida esplicito, contro la Polizia, sulla catasta alzata alle “case bianche”. Sempre a Paolo VI c’è un altro rogo, a due passi dalla Corte d’Appello, al limite dell’affronto. Qui il servizio

Prima la processione per i vicoli, poi la messa al duomo.  Il padre spirituale dell’arciconfraternita: “Come Giuseppe, uscite fuori dagli schemi” Di Alessandra Martellotti

Il caso più eclatante alle “case parcheggio” dei Tamburi Le fiamme del falò alle Case parcheggio del quartiere Tamburi superano il secondo piano delle palazzine circostanti. I giovani lanciano nel fuoco porte, pezzi di mobili, sedie. Dalle finestre c’è chi si gode lo spettacolo. Come ormai da prassi si usano i cassonetti dei rifuti come carrelli per trasportare il materiale da incendiare. Insomma, alla fine il falò illegali ci sono stati.  Servizio di Alessandra Martellotti

Scopri come preparare le zeppole: fritte o al forno sono un must per questa giornata Per rendere gustosa la festa del papà puoi preparare delle gustose zeppole di San Giuseppe. La tradizione vuole che per questa festività ci si mette ai fornelli per preparare queste piccole (o grandi) ciambelle con la crema e l’amarena. Ma oltre alla crema, puoi sbizzarrirti con la creatività e scegliere le zeppole al cacao, con il mascarpone, al caffè e anche senza glutine. Siamo sicuri che sarà un regalo molto gradito perché fatto con le tue mani! Le zeppole di San Giuseppe: la tradizione in bocca La patria delle zeppole è Napoli, ma questo dolce è presente anche in diverse parti d’Italia come in Salento o in Sicilia. Come spesso accade con i dolci tradizionali, anche questo ha origini antichissime. Si pensa che le prime apparizioni di questo dolce risalgono al tempo dei romani. Ecco perché questo dolce dedicato ai papà ha origini antichissime. La maggior parte preferisce le zeppole fritte, ma si possono cucinare anche in forno. De gustibus non disputandum est! Gli ingredienti Qui gli ingredienti per preparare a casa le zeppole di San Giuseppe: 250 gr. di acqua 80 gr. di burro 250 gr. di farina 4 uova vanillina 1 pizzico di sale 1 cucchiaino di zucchero Per la crema: 1l. di latte 3 uova 180 gr. di farina 180 gr. di zucchero Amarene Il procedimento Hai segnato la lista degli ingredienti? Benissimo! Segui il nostro chef Giovanni Marseglia per non perderti nessun passaggio del procedimento. Accendi la TV e sintonizzati al canale 10 o connettiti su norbaonline! Segui Mattino Norba dal lunedì al venerdì alle 8. Non perderti nessuna ricetta, siamo anche sui social. 

Proseguirà anche il 19 marzo l’operazione a contrasto dei falò abusivi e pericolosi. Polizia e Kyma contro inciviltà e degrado Di Alessandra Martellotti

Una tradizione che coinvolge numerosi comuni dell’entroterra otrantino, in particolare Uggiano La Chiesa, Giurdignano e Minervino di Lecce Servizio di Matteo Bottazzo Immagini e Montaggio di Francesco Afrune 

Si rinnova l’antica tradizione, tanti i turisti giunti per l’occasione Servizio di Michela Magnifico

Virale un video in cui si vede una banda di ragazzini trasportare materiale infiammabile Servizio di Alessandra Martellotti

E’ stata collocata al centro di una rotatoria stradale all’ingresso del centro abitato Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Donato Colazzo

Grande festa a Elgg, nel cantone di Zurigo, per il tradizionale rito devozionale tipico dei comuni dell’entroterra idruntino Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Francesco Afrune

La festa di San Giuseppe è una tradizione per la comunità albanofona di San Marzano, nel tarantino. Tanto attesa la processione del santo e le mattre, le tavole dei poveri imbandite con i piatti tipici locali Servizio di Annamaria Rosato

L’innesco forse causato dalla presenza di una tanica di benzina Sono sette in tutto, tre minorenni e quattro maggiorenni, le persone rimaste ferite ieri sera in seguito all’esplosione di un falò realizzato abusivamente in via Grazia Deledda, al rione Tamburi di Taranto, che hanno dovuto fare ricorso alle cure del pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata. Nessuno, secondo quanto riferito dall’Azienda sanitaria locale, ha riportato lesioni gravi. In sei erano stati medicati e dimessi già durante la notte. Questa mattina ha potuto lasciare l’ospedale anche il ragazzo che inizialmente era stato ricoverato in prognosi riservata. E’ stato riclassificato da codice rosso a codice azzurro. Per lui la prognosi di guarigione è di 15 giorni. Altre persone erano state medicate sul posto per semplici escoriazioni o contusioni. Tre dei feriti sono stati condotti in Questura per ricostruire l’episodio che è stato ripreso anche da numerosi video poi postati sui social network. Si sentono distintamente anche le urla di dolore e le richieste d’aiuto delle persone rimaste ferite. Il falò, composto da legna e altrimateriali posizionati a forma di piramide, a ridosso delle abitazioni, è esploso subito dopo l’accensione e l’innesco sarebbe stato causato dalla presenza, tra gli oggetti accatastati, di una tanica di benzina o una bombola di gas vuota. In seguito alla deflagrazione, il materiale ammassato è stato scaraventato a decine di metri di distanza, travolgendo alcuni dei presenti. Considerata la forza d’urto dell’esplosione, i soccorritori hanno parlato di tragedia sfiorata. Sempre ieri sera, in un’altra zona di periferia, al quartiere Paolo VI, durante l’accensione di un falò realizzato senza autorizzazione, sono stati fatti esplodere anche fuochi d’artificio, alcuni dei quali sono finiti tra le persone in strada, creando il panico.

E’ accaduto nel quartiere Tamburi, in via Deledda Una forte esplosione durante l’accensione di un falò abusivo allestito in occasione dei festeggiamenti per San Giuseppe. E’ accaduto al quartiere Tamburi di Taranto, a poca distanza dalle palazzine di via Grazia Deledda. Non è ancora certo cosa abbia provocato l’esplosione ma, dalle immagini, si nota un uomo con in mano una tanica di benzina ed un ragazzo – il minorenne che avrebbe preparare la pira alta 5 metri – avvicinarsi alla legna per darle fuoco. Il bilancio è pesante: sono 18 le persone rimaste ferite che hanno dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata, fortunatamente nessuno è in pericolo di vita.

Tantissimi i fedeli al seguito Servizio di Annamaria Rosato Intervista a Don Emanuele Ferro, parroco San Cataldo

Anche nella cittadina del barese si è rinnovato il rito popolare che coinvolge l’intera comunità Servizio di Guglielmina Logroscino Intervistati: Raimondo Innamorato, sindaco di Noicattaro Don Vito Campanelli, parroco chiesa madre Noicattaro

Preparata dalle volontarie della parrocchia, sulla tavola le simboliche tredici portate Servizio di Francesco Persiani Intervista a Don Emanuele Ferro, Parroco Cattedrale San Cataldo

La Città vecchia celebra San Giuseppe

Prima la processione per i vicoli, poi la messa al duomo.  Il padre spirituale dell’arciconfraternita: “Come Giuseppe, uscite fuori dagli schemi” Di Alessandra Martellotti

Noicattaro, i falò di San Giuseppe

Anche nella cittadina del barese si è rinnovato il rito popolare che coinvolge l’intera comunità Servizio di Guglielmina Logroscino Intervistati: Raimondo Innamorato, sindaco di Noicattaro

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