
Taranto: sequestrata senza acqua e cibo perché rifiutava di prostituirsi, arrestato un 29enne
La donna, salvata da una pattuglia della volante, ha raccontato mesi e mesi di violenze e soprusi. In una occasione l’uomo sarebbe arrivato anche a

La donna, salvata da una pattuglia della volante, ha raccontato mesi e mesi di violenze e soprusi. In una occasione l’uomo sarebbe arrivato anche a bruciale le dita con un coltello arroventato. Legata a una sedia, senza acqua e cibo e abbandonata in una casolare del rione Salinella a Taranto. Una donna è stata soccorsa da una pattuglia della squadra volante in servizio in zona e attirata dalle sua urla disperate. Un uomo di 29 anni originario del Gambia è stato arrestato il giorno di capodanno con l’accusa di sequestro di persona, violenza e stalking. Sembrerebbe che la donna si stata sequestrata poiché rifiutava di prostituirsi. La donna ha raccontato mesi e mesi di violenze e soprusi. In una occasione l’uomo sarebbe arrivato anche a bruciale le dita con un coltello arroventato.
L’uomo è stato arrestato in flagranza di reato dai Carabinieri di Massafra e di Palagiano Induzione e sfruttamento della prostituzione, minacce, atti persecutori ed estorsione ai danni di una donna di 50 anni. Sono i reati di cui dovrà rispondere un 63enne, arrestato nella notte dai carabinieri di Massafra e di Palagiano. Fin dal 2019 l’indagato costringeva la donna a prostituirsi, conducendola egli stesso dai clienti, nelle campagne dei comuni circostanti, facendole consumare gli incontri in un camper. Quando la donna si è ribellata, il 63enne ha iniziato a minacciarla di morte, a ricattarla e a pedinarla, estorcendole anche del denaro. L’epilogo, l’8 ottobre: durante l’ennesima aggressione la vittima è riuscita a chiamare i carabinieri. L’uomo è stato arrestato in flagranza e si trova nel carcere di Taranto.
L’uomo avrebbe preteso in cambio denaro e favori sessuali Avrebbe costretto una 50enne a prostituirsi, accompagnandola agli incontri con i clienti e mettendole anche a disposizione un camper. È stato arrestato a Palagiano un uomo di 63anni con l’accusa di induzione e sfruttamento della prostituzione, minacce, atti persecutori ed estorsione. L’indagine, scattata dopo la denuncia della vittima, ha permesso agli investigatori di scoprire quanto la donna era costretta a subire. L’uomo avrebbe preteso in cambio denaro e favori sessuali. Negli ultimi mesi, dopo il rifiuto della donna di continuare, si sarebbero intensificate le minacce e le richieste estorsive, arrivando a pedinarla e ad aggredirla verbalmente in pubblico. Dopo l’ennesima minaccia, la donna ha chiesto aiuto ai carabinieri che hanno arrestato l’uomo in flagranza di reato.
Diverse operazioni dei carabinieri negli ultimi giorni Sono state diverse negli ultimi giorni le operazioni a cura dei Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni. A Mesagne sono stati arrestati tre giovani (trovati in possesso di sostanze stupefacenti e materiale per il confezionamento) e un uomo per favoreggiamento della prostituzione. L’uomo aveva accompagnato in strada due ragazze straniere, contribuendo così ad agevolare l’attività di prostituzione. A Carovigno un uomo è stato arrestato perché aveva manomesso e danneggiato il contatore di energia elettrica realizzando un by-pass artigianale per eludere il consumo. Arrestato anche un giovane per droga.
Insieme ad una terza persona, attualmente in libertà vigilata, gestivano la locazione e l’accompagnamento delle donne Scoperto e sequestrato a Foggia un appartamento adibito all’esercizio della prostituzione. Era gestito da due donne di 57 e 50 anni ed un 24enne. L’indagine dei Carabinieri, coordinata dalla Procura di Foggia, ha rilevato un sistema organizzato: l’appartamento, che si trova in via Mogadiscio, era stato preso in affitto da una delle due cinquantenni ed era qui che altre due donne ricevevano i clienti. Il 24enne invece si occupava invece di accompagnare le prostitute nella casa, di controllare e riscuotere il pagamento di un canone di locazione. La donna di 57 anni e il ventenne sono stati arrestati e sono ai domiciliari, l’altra è in libertà vigilata.
Il racket reclutava giovani donne dalla Romania per trarne profitti illeciti Dal reclutamento alla coercizione: quattro persone di nazionalità rumena sono state arrestate a Cerignola con le accuse di sfruttamento della prostituzione, estorsione aggravata e reati contro la persona. Tra gennaio e maggio, il racket avrebbe costretto almeno cinque ragazze, anch’esse rumene, a raggiungere l’Italia per l’esercizio della prostituzione. I due responsabili, coniugi, si occupavano del reclutamento, affidando la gestione dei traffici illeciti a due collaboratori. La denuncia di una delle giovani vittime avrebbe dato il via a un’indagine dei Carabinieri.
Un imprenditore 70enne è indagato per sfruttamento della prostituzione Da un lato una normalissima attività di ristorazione, dall’altro quattro stanze adibite ad affitti brevi, non formalmente censita: una delle camere sarebbe stata abitualmente occupata da due prostitute. Una situazione che ha indotto i militari della Guardia di Finanza di Gioia del Colle a sequestrare la struttura recettiva, mentre l’imprenditore 70enne, per il quale la procura aveva chiesto gli arresti domiciliari, è stato sottoposto all’obbligo di dimora nel comune di residenza. Servizio di Linda Cappello
Arrestata a Foggia una donna originaria del paese africano, accusata di riduzione in schiavitù e tratta di esseri umani Sottoponeva a riti voodoo giovani nigeriane per costringerle a prostituirsi in Campania. La polizia di Napoli ha rintracciato e arrestato a Foggia una donna originaria del paese africano, accusata di riduzione in schiavitù e tratta di esseri umani. Per riottenere la propria libertà e i propri documenti, le vittime avrebbero dovuto versare 25mila euro più interessi. Già nel 2023, un’altra donna che gestiva un giro di prostituzione in Sicilia fu arrestata nel foggiano.
L’autore è Raffaele Diomede, l’iniziativa nel Festival della Legalità Servizio di Giovanni Di Benedetto
L’ incontro si è svolto a Bari ed è stato organizzato dagli studenti della facoltà di Giurisprudenza servizio di Linda Cappello
Lo scorso 12 ottobre una donna rumena di 30 anni fu picchiata con violenza con un bastone mentre si prostituiva nella zona rurale di Terlizzi Costringeva la donna a prostituirsi ricorrendo anche alla violenza fisica e psicologica per sottometterla e controllarla. La polizia ha arrestato e portato in carcere un rumeno di 37 anni, pregiudicato che avrebbe picchiato più volte la propria compagna 30enne, anche con un bastone, per costringerla a prostituirsi. L’uomo è accusato di lesioni, atti persecutori e sfruttamento della prostituzione. Secondo quanto accertato, lo scorso 12 ottobre la donna fu picchiata con violenza con un bastone mentre si prostituiva nella zona rurale di Terlizzi, riportando varie fratture e lesioni.
In carcere è finito un uomo di 50 anni con precedenti Avrebbe gestito una casa di appartamenti a Trani e sfruttato una donna e una persona transessuale. La polizia ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un pregiudicato 50enne del posto, che è stato portato in carcere. L’immobile è stato sequestrato in via preventiva. L’uomo, che aveva due abitazioni in due unità abitative nel centro storico di Trani, avrebbe favorito e sfruttato la prostituzione di una donna e di una persona transessuale, facendosi pagare 50 euro al giorno oltre a ricevere prestazioni sessuali gratuite. L’operazione è partita da una segnalazione, giunta sul portale “Commissariato di PS on-line”. Partendo dalle informazioni pubblicizzate mediante inserzioni su un sito di incontri on line, l’attività investigativa, coordinata dalla procura di Trani, ha permesso di individuare l’immobile dove gli incontri avvenivano, documentati con sopralluoghi e appostamenti. L’uomo, originario del posto e noto per diversi reati contro la persona ed il patrimonio, è stato rintracciato nella sua abitazione e trasferito presso la casa circondariale di Trani.
Un anno e 8 mesi a Fabio Carlino, finito ai domiciliari con l’accusa di aver avuto rapporti a pagamento con due minorenni Ha patteggiato una condanna ad un anno e 8 mesi Fabio Carlino, l’imprenditore leccese accusato di prostituzione minorile. L’uomo, che era finito ai domiciliari il 12 maggio e tornato in libertà a metà giugno, è accusato di aver avuto rapporti a pagamento con due ragazze minorenni tra gennaio e febbraio del 2022. L’indagine in cui è coinvolto aveva portato alla luce un giro di sfruttamento della prostituzione minorile in cui sarebbero state coinvolte quattro minorenni di Bari. Altri sette indagati sono accusati di aver indotto, favorito, sfruttato, gestito e organizzato la prostituzione delle ragazze. Il processo nei loro confronti si aprirà il prossimo 3 ottobre.
Ai clienti più assidui, dotati di una card fedeltà, veniva regalata una prestazione gratis una tantum Servizio di Donatella Azzone montaggio di Luca Carone
Coinvolte ragazze e ragazzi provenienti da tutta l’Italia e dall’estero. Un giro da migliaia di euro al mese Di Alessandra Martellotti Interviste a Luigi Vessio Capo Squadra Mobile Questura di Taranto; Massimo Gambino, Questore di Taranto
Coinvolti ragazzi e ragazze da tutta Italia Servizio di Alessandra Martellotti Intervista a Luigi Vessio, capo Squadra mobile Questura di Taranto Massimo Gambino, Questore di Taranto
Blitz della polizia locale che ha colto la donna in flagranza mentre estorceva il denaro La Polizia locale di Bari ha arrestato una cittadina straniera di trent’anni, ritenuta responsabile di estorsione nei confronti di tre diverse donne di altra nazionalità: con violenza e minacce le avrebbe costrette al pagamento di una somma di denaro quale condizione per la prosecuzione dell’attività di prostituzione. Gli agenti dopo verifiche e appostamenti sono riusciti a fermare la donna in flagranza dell’atto estorsivo: aveva appena percepito la somma estorta alle vittime, verso le quali da mesi avrebbe usato violenza rivendicando di avere il controllo della zona e pertanto esigeva una somma di denaro mensile. I soldi sono stati restituiti alle vittime.
La 17enne sarebbe stata brutalmente picchiata con calci e pugni, minacciata con un coltello ed una pistola Una brutta storia fatta di ricatti, soprusi, violenze e droga, che ha per vittima una ragazza all’epoca dei fatti ancora diciassettenne. Una vicenda per la quale il prossimo 12 luglio andranno a processo quattro persone, gli aguzzini che avrebbero costretto la minorenne a prostituirsi. Si tratta di due ragazze di 23 anni, di Toritto, in carcere dallo scorso 7 dicembre, di una 33enne di Bari ora ai domiciliari, e di un uomo di 26 anni, originario di Maglie. Ai quattro, però, non viene ancora contestato il reato di sfruttamento della prostituzione: per il momento la procura di Trani contesta loro solo un episodio avvenuto lo scorso 15 maggio, quando la 17enne sarebbe stata brutalmente picchiata con calci e pugni, fino ad essere stata minacciata con un coltello ed una pistola. Il tutto dopo essersi rifiutata di continuare ad avere rapporti sessuali con i clienti che i quattro le procuravano. Gli incontri avvenivano in b&b e case vacanze sparse per tutta la Puglia, da Trani a Monopoli, da Bisceglie a Lecce. E, stando al racconto della vittima, in alcune occasioni giravano in abbondanza anche sostanze stupefacenti.
Vittima anche una minorenne incinta picchiata con calci e pugni Condanna confermata per Febronel Costache di 52 anni, Poenita Chiriac di 51 anni, Solomon Costache di 31 anni e Mariana Raluca Iovanut di 32 anni, per i quali la Cassazione ha stabilito la “inammissibilità totale” dei ricorsi. I quattro, componenti dello stesso nucleo familiare, dovranno scontare complessivamente poco più di 50 anni di carcere per riduzione e mantenimento in stato di servitù, induzione e sfruttamento della prostituzione minorile e sequestro di persona ai danni di ragazze minorenni. La sentenza era stata emessa il 7 giugno dello scorso anno dalla Corte d’assise d’appello di Bari. I quattro furono fermati nel dicembre di cinque anni fa dagli agenti della squadra mobile di Foggia nell’ambito di un’indagine iniziata dopo il pestaggio di una ragazzina di etnia. La minorenne era stata aggredita con calci e pugni mentre era incinta al settimomese di gravidanza: alcuni giorni dopo l’aggressione perse il bambino. Fu allora che la vittima decise di denunciare riferendo agli investigatori che era stata costretta a prostituirsi nonostante fosse incinta e che le era stata prospettata anche la possibilità di vendere il suo bambino per 28mila euro.Gli accertamenti investigativi rivelarono che numerose ragazze ancora minorenni, provenienti da contesti familiari disagiati, venivano rinchiuse in baracche, bloccate dall’esterno con una catena e un lucchetto, picchiate per più giorni e costrette a prostituirsi per otto ore al giorno in cambio di un pacchetto di sigarette.

La donna, salvata da una pattuglia della volante, ha raccontato mesi e mesi di violenze e soprusi. In una occasione l’uomo sarebbe arrivato anche a

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