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La cerimonia inizierà alle 11. Previsti i saluti di Michele Emiliano, presidente uscente della Regione Puglia, Fabio Tarantino, presidente facente funzioni della Provincia di Lecce e Adriana Poli Bortone, sindaca di Lecce. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è atteso a Lecce in mattinata per l’inaugurazione dell’Assemblea nazionale delle Province italiane. La cerimonia è in programma al teatro Apollo. Il comune ha istituito divieto di fermata e tutti i veicoli non autorizzati, dalle 6 alle 13, su entrambi i lati di piazzetta De Sanctis, in via XXV Luglio, nel tratto e sul lato compreso tra via Trinchese e via Marconi; su entrambi i lati di viale Marconi, dall’intersezione con via XXV Luglio sino all’intersezione con viale Lo Re. All’assembla dell’Upi parteciperanno quasi mille delegati di tutte le Province Italiane.

Il suo profilo combina tecnica e pragmatismo, e la sua parabola resta una delle più interessanti degli ultimi anni. Antonio Decaro è uno di quei protagonisti della politica italiana che, in poco tempo, sono riusciti a passare dall’immagine di “ingegnere affidabile” a quella di amministratore di primo piano. Il suo profilo combina tecnica e pragmatismo, e la sua parabola resta una delle più interessanti degli ultimi anni: non tanto perché faccia proclami, quanto perché ovunque sia passato ha lasciato interventi, cantieri e trasformazioni che hanno inciso sul territorio. Nato a Bari il 17 luglio 1970, cresce nel capoluogo pugliese sviluppando presto una familiarità con la città e le sue dinamiche. Si laurea in ingegneria civile con una specializzazione nei trasporti, scelta che gli apre la strada verso incarichi tecnici prima all’Acquedotto Pugliese e poi all’ANAS. Qui si forma come professionista abituato ai numeri, alle soluzioni pratiche e ai problemi concreti: caratteristiche che porterà con sé anche quando passerà alla politica. Il suo ingresso nella vita pubblica avviene nel 2004, quando Michele Emiliano, appena eletto sindaco di Bari, lo inserisce in giunta come assessore alla Mobilità. In quella fase Decaro costruisce il suo primo profilo politico: piste ciclabili quando sembravano stranezze, i primi tentativi di bike-sharing, una riorganizzazione dei trasporti, nuovi parcheggi di scambio. Le reazioni iniziali sono scettiche, ma col tempo molte di quelle misure vengono riconosciute come anticipatrici di un cambio di passo urbano. Nel 2010 approda in Consiglio regionale, dove continua a coltivare una linea amministrativa misurata e pragmatica. Tre anni dopo arriva la chiamata nazionale: nel 2013 viene eletto deputato. L’esperienza romana non lo allontana però dalla sua città, e nel 2014 decide di candidarsi a sindaco di Bari. Vince, e nel 2019 si conferma con un secondo mandato. Da primo cittadino si concentra sulla rigenerazione degli spazi urbani, sulla sicurezza partecipata e sulla rivitalizzazione dei quartieri periferi: un metodo basato sulla presenza costante e sull’ascolto diretto dei cittadini. La sua visibilità cresce ulteriormente nel 2016, quando viene eletto presidente dell’ANCI, ruolo che manterrà per due mandati consecutivi. In quegli anni affronta momenti complessi, tra cui la gestione condivisa delle misure per comuni e città durante la pandemia. Il suo stile, più istituzionale che spettacolare, gli consente di ottenere ascolto trasversale e di consolidare una reputazione da mediatore. Il 2024 segna un nuovo capitolo: si candida alle elezioni europee e conquista un risultato molto significativo nella circoscrizione Sud, guadagnando un seggio a Bruxelles. Poco dopo assume la presidenza della Commissione Ambiente, Salute e Sicurezza alimentare del Parlamento europeo, posizione che gli permette di lavorare su dossier centrali della politica comunitaria. Lo definisce “una responsabilità importante”, mantenendo un tono più tecnico che politico. Il ritorno sulla scena pugliese arriva nel 2025, con la decisione di candidarsi alla presidenza della Regione. La scelta matura dopo settimane di trattative interne al centrosinistra, accompagnate da frizioni con Michele Emiliano e da fasi interlocutorie con Nichi Vendola. Decaro interviene pubblicamente per chiarire il proprio obiettivo: «Voglio essere un presidente libero». Una dichiarazione che segna una presa di distanza dai giochi interni e definisce la cornice della sua candidatura. Una volta formalizzata, la coalizione si ricompatta attorno a lui: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e più liste civiche convergono sul suo nome. La campagna segue un registro sobrio, coerente con il suo stile: molte presenze territoriali, poche promesse altisonanti, molta enfasi sulla fattibilità delle proposte. «Non prometto ciò che non posso mantenere», ribadisce in più occasioni. Gli ultimi sviluppi lo vedono in una posizione fortemente favorevole: i primi risultati lo danno nettamente avanti, confermando le previsioni e proiettandolo verso la guida della Regione. Davanti ai sostenitori, mantiene un tono misurato e parla di una “vittoria della Puglia”, scelta comunicativa che gli consente di restare su un registro istituzionale e inclusivo. Il suo messaggio intercetta non solo l’elettorato tradizionale del centrosinistra, ma anche una parte di cittadini che guardavano a lui come amministratore più che come uomo di partito. Sul piano personale, è noto per il forte legame con la famiglia: è sposato, ha due figlie e non nasconde che la dimensione domestica rappresenti uno spazio di equilibrio. Tra le sue passioni si contano il mare, il calcio e le lunghe camminate nei quartieri di Bari, città che considera il nucleo della sua formazione pubblica. Oggi Antonio Decaro è percepito come una figura tecnica con solide capacità comunicative, dotato di un pragmatismo che raramente rinuncia a un margine di ironia. L’arrivo alla guida della Regione Puglia, se confermato, apre una fase nuova, fatta di attese molto elevate e di un mandato che richiederà un equilibrio tra visione e gestione quotidiana. Probabilmente, come sempre, inizierà dai dati e dalle priorità urgenti: dopotutto, la sua storia parte da lì, dai numeri.

Tra le priorità del presidente, potenziare le infrastrutture del porto, accelerando le opere già avviate e quelle in programmazione, per finanziamenti complessivi di 400 milioni di euro. Servizio di Pamela Spinelli Riprese e montaggio di Francesco Afrune Intervista: Francesco Mastro – Presidente Autorità di Sistema Portuale

Medico e imprenditore nella sanità privata, è l’attuale presidente di Confindustria Foggia e vicepresidente per la Puglia. Salatto è anche ex presidente dell’AIOP Puglia, l’associazione italiana ospedalità privata. Garantirà continuità istituzionale e operativa all’organizzazione fino alla nomina del nuovo presidente.

L’annuncio a Bisceglie, la Schlein sul palco Servizio di Francesco Iato; intervista a Antonio Decaro, candidato presidente Regione Puglia; Elly Schlein, segretaria Pd;

Il ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin ha firmato il decreto di nomina Giornalista: Stefania Rotolo

Posizione all’esame dell’Anac e della Commissione Garanzia e Controllo Servizio di Alessandra Martellotti;

La nomina del manager, che è anche consigliere di amministrazione Leonardo, porta in alto la Puglia nel settore costruzioni Servizio di Antonio Procacci

L’imprenditore di Martina Franca rieletto dall’assemblea Servizio di Linda Cappello

Ha ottenuto il 95% dei voti. “Lavoreremo per lanciare manifatturiero e assumere i giovani” Con il 95% dei voti Mario Aprile, 37 anni e imprenditore nei servizi di archiviazione e gestione documentale in outsourcing, è stato eletto il nuovo presidente di Confindustria Bari e Bat. Si tratta del più giovane presidente nella storia dell’ente provinciale. Succede così a Sergio Fontana. La vice presidente è Lucia Forte (AD e CEO di Oropan Spa). “Nella provincia di Bari e Bat – dice – è stato fatto un miracolo nell’ambito turistico e digitale. Dobbiamo replicare questo traguardo nell’ambito manifatturiero e attrarre grandi insediamenti produttivi, in sinergia con le istituzioni con le quali vogliamo lavorare a braccetto. Se crescono le imprese vengono risolti anche i problemi delle famiglie, ma per crescere e assumere le aziende devono lavorare in condizioni ottimali”. Altro obiettivo è lavorare “a stretto contatto con le startup” e “per diffondere l’utilizzo dell’intelligenzaartificiale in tutti i settori”. Quanto alla sicurezza sul lavoro, “non possiamo più permetterci vittime – conclude -. Confindustria deve avere un ruolo importante in questo ambito”.

Originaria di Lamezia Terme, tratta da oltre 20 anni processi di mafia. Sino al 2014 ha diretto l’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catanzaro E’ Gabriella Reillo la nuova presidente della Corte d’Appello di Potenza. Stamane nel corso di una cerimonia di insediamento nel Palazzo di giustizia del capoluogo lucano, ha preso il posto della presidente facente funzioni, Lucia Casale. Magistrato di Lamezia Terme, Reillo tratta da oltre 20 anni processi di mafia ed ha diretto sino al 2014 l’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catanzaro, che ha competenza per i reati di mafia commessi in tutto il distretto della Corte d’Appello di Catanzaro, dove ha svolto anche la funzione di consigliere e l’ultimo ruolo ricoperto di presidente di Sezione. Con una carriera consolidata e riconosciuta per le sue competenze, rivestirà a Potenza un incarico di grande responsabilità da affrontare in presenza di alcune criticità, tar cui la carenza di organico. Quanto al Pnrr Reillo ha spiegato che l’obiettivo sarà quello di raggiungere gli obiettivi, in tutte le maniere.

Il neo presidente della squadra che milita in serie D presenta il suo programma Servizio di Giovanni Di Benedetto

Ha rilevato il 100% delle quote della società biancazzurra Luca Vallarella è il nuovo presidente della Fidelis Andria. Ieri a tarda ora ha rilevato il 100% delle quote della società biancazzurra. Davanti al notaio le quote di maggioranza sono passate dalle mani dell’ormai ex proprietario Di Benedetto, in quelle del socio di minoranza Pietro La Morte che ha esercitato il diritto di opzione e che a sua volta le ha cedute a Luca Vallarella che rappresenta un gruppo di imprenditori locali sensibilizzati nell’ultimo mese dalla sindaca Giovanna Bruno con lo scopo di rilanciare il calcio ad Andria. Si chiude, quindi, anche l’era Di Benedetto mentre la squadra e’ impegnata negli inutili play off. Nei prossimi giorni il nuovo presidente si presenterà alla città nel corso di una conferenza stampa.

Ha prevalso sulla sfidante Francesca Rondinone, foggiana, espressione del pentathlon Intervista: Angelo Giliberto Servizio Michele Salomone

Per la prima volta la presidenza di questo organismo va, in Puglia, ad un giornalista di una tv locale Il collega Maurizio Marangelli, giornalista del TgNorba, è il nuovo presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia. L’elezione è avvenuta al termine della prima riunione del nuovo Consiglio dell’Ordine, eletto di recente. Per la prima volta la presidenza di questo organismo va, in Puglia, ad un giornalista di una tv locale. Un riconoscimento anche alla nostra emittente, in quanto il primato di Telenorba è dovuto all’informazione. Al collega Marangelli ed al nuovo Consiglio i migliori auguri di buon lavoro da parte della nostra redazione.

L’imprenditore della sanità privata punta sulla formazione delle professionalità

E’ stato eletto all’unanimità dalla Camera di Consiglio della Consulta Servizio di Stefania Rotolo Montaggio di Massimo D’Olimpio

Esposto in procura del fratello di Massimo Battista Chiede chiarezza sulla legittimità del ruolo di Luigi Abbate alla presidenza del consiglio comunale di Taranto, il fratello di Massimo Battista, il consigliere scomparso il 7 ottobre. Mimmo Battista, attivista sostenuto dall’avvocato Francesco Nevoli, ex consigliere dei cinquestelle, comunica attraverso i social di aver presentato un esposto alla procura chiedendosi se la scalata di Abbate sia da interpretare come un normale scambio politico o se si può intravedere altro dietro ai ribaltoni di chi è passato dall’opposizione e dall’essere promotore della raccolta firme per la caduta del sindaco, all’essere prima presidente della Commissione Bilancio e poi addirittura presidente del consiglio comunale. “Chiedo una riflessione alla magistratura – dice Battista chiarendo di essere garantista e fuori dalla politica – la città deve sapere la verità”.

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