
Taviano: a 13 anni a scuola con la pistola (scacciacani) nello zaino
Era successo già tre mesi fa, sempre nella stessa scuola A Taviano un ragazzino di scuola media, di soli 13 anni, si è presentato a

Era successo già tre mesi fa, sempre nella stessa scuola. A Taviano un ragazzino di scuola media, di soli 13 anni, si è presentato a scuola con una pistola scacciacani nello zaino. Il 13enne avrebbe mostrato l’arma ai compagni di classe e quando la notizia è arrivata alle orecchie dei professori, è immediatamente intervenuto il dirigente scolastico che ha chiamato i carabinieri. Era successo già tre mesi fa, a febbraio, sempre nella stessa scuola. La pistola, prima del tappo rosso, è stata sequestrata dai militari. Anche questo caso è finito all’attenzione del Tribunale per i minorenni.
L’omicidio avvenne il 31 maggio del 2025 fuori da un casolare a Ceglie del Campo. BA N PENE RIDOTTE OMICIDIO INDIANO Sono state ridotte le condanne nei confronti dei due ragazzi, all’epoca dei fatti minorenni, accusati dell’omicidio del cittadino indiano Singh Nardev, avvenuto la sera del 31 maggio 2025 fuori da un casolare a Ceglie del Campo. Secondo l’accusa, lo straniero sarebbe stato ucciso perché i due, con un terzo complice, volevano testare il funzionamento di una pistola.Il Tribunale per i minorenni aveva condannato con rito abbreviato i due imputati a 17 anni di reclusione: la riforma voluta dall’allora ministro della Giustizia Marta Cartabia stabilisce ora che chi rinuncia ad impugnare la sentenza in appello possa beneficiare della riduzione di un sesto della pena. E dunque le condanne, divenute ormai definitive, sono stati ridotte per ciascuno a 14 anni e due mesi. Il terzo imputato, il 22enne Paolo Natale Guglielmi, ha invece scelto il processo con rito ordinario, tutt’ora in corso.
L’operazione dei carabinieri. I carabinieri di Bisceglie hanno arrestato un 17enne per detenzione di sostanze stupefacenti e di arma da sparo. Nell’abitazione del minore sono stati scoperti 300 grammi di cocaina, 1 chilo di hashish e 2300 euro ritenuti provento dell’attività illecita. I carabinieri hanno sequestrato anche una pistola, un giubbotto antiproiettile e un passamontagna.
Quando sono tornati a riprenderlo hanno trovato i carabinieri. Un attimo di distrazione è costato caro ad un uomo di Andria e alla sua compagna. I due sono stati arrestati dai carabinieri dopo avere dimenticato, sul tavolo di un McDonald, un borsello contenente una pistola.I fatti risalgono a venerdì scorso. L’uomo, alle 19, ha fatto una telefona piuttosto concitata al McDonald’s di Santa Caterina, a Bari: “Per caso avete trovato un borsello?” ha chiesto preoccupato. Quando gli hanno risposto che sì, ce n’era uno, si è sincerato che glielo tenessero da parte ed è tornato per recuperarlo. Purtroppo per lui ad attenderlo c’erano i carabinieri che. La coppia, in possesso anche di un’altra pistola, è stata arrestata.
Gli agenti del commissariato di Ostuni hanno avviato un’indagine per risalire all’autore o agli autori del ferimento. Colpi di pistola a piombini sono stati esplosi nei giorni scorsi contro un gatto randagio appartenente a una colonia felina a Ostuni. L’animale, ribattezzato Dyson, è stato soccorso e trasferito in una clinica veterinaria della città.Il centro veterinario Iaia ha reso nota la vicenda spiegando che il felino è stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza a causa di una grave emorragia interna. Il proiettile ha perforato la parete addominale, la milza – poi asportata – e l’intestino. Dopo l’operazione, il gatto è in ripresa e resta sotto osservazione. Del caso è stata informata la polizia. Gli agenti del commissariato di Ostuni hanno avviato un’indagine per risalire all’autore o agli autori del ferimento. Numerosi i messaggi comparsi sui social nelle ultime ore per condannare l’episodio e manifestare gratitudine al personale veterinario che ha prestato le cure all’animale.
A seguito di perquisizione domiciliare, non sono state rinvenute altre armi. Il video è stato rimosso dai social dallo stesso protagonista. È stato identificato il ragazzino che ha sparato con una pistola a salve nella notte di Capodanno a Taranto, dal balcone di casa, immortalato in un video diventato virale sui social. Si tratta di un minorenne, ha solo 14 anni. Sono state le immagini pubblicate su Facebook e su TikTok dallo stesso ragazzino ad indirizzare nelle indagini i Falchi della Squadra Mobile. Gli agenti hanno raggiunto il minorenne il quale ha ammesso di aver esploso alcuni colpi con una pistola a salve e di essersi fatto riprendere dal cugino. La mamma ha consegnato ai poliziotti l’arma a salve, di colore nero, priva di tappo rosso, e 68 cartucce a salve. A seguito di perquisizione domiciliare, non sono state rinvenute altre armi. Il video è stato rimosso dai social dallo stesso 14enne
Si indaga per risalire alla sua identità. C’è chi ancora festeggia sparando con la pistola. È successo a Taranto. Due persone sono state sorprese con una pistola a salve e sono state denunciate dalla polizia. E sempre a Taranto si indaga per risalire all’identità di un 14enne che si è reso protagonista dello stesso reato. Il video è stato postato dalla pagina “Taranto è lui”. Si vede chiaramente il ragazzino che da un balcone spara in direzione di un altro palazzo, probabilmente con una pistola a salve. Circostanza che non toglierebbe nulla alla gravità dell’episodio.
Il tutto, filmato con un telefonino, è accaduto nella zona delle case popolari Stanno facendo il giro del web i video amatoriali di una intimidazione a colpi di arma da fuoco avvenuta a Molfetta. Due i filmati che hanno ripreso l’accaduto e che vi mostriamo. Nel primo si notano due ragazzi su un monopattino mentre percorrono una via della città. a un certo punto uno di loro esplode un colpo di pistola in aria. Nel secondo video, invece, sono due gli spari questa volta diretti verso l’abitazione di un uomo. Prima qualcuno lo chiama a gran voce, lui si affaccia e, subito dopo, vengono esplosi i colpi. Il tutto, filmato con un telefonino, è accaduto nella zona delle case popolari.
Servizi sociali nel mirino a Lecce. La sera del 28 agosto un uomo armato ha fatto irruzione nella comunità protetta dove sono stati trasferiti i cinque figli minorenni, ha inveito contro le operatrici minacciandole. Con lui c’era anche la moglie. Sono intervenuti i carabinieri che hanno identificato e denunciato la coppia e sequestrato la pistola, risultata essere una scacciacani. Poche ore dopo l’uomo ha tentato una seconda irruzione. I bambini sono stati spostati in un’altra località. Le indagini sono in corso.
Paolo Natale Guglielmi è accusato di essere l’esecutore materiale dell’omicidio di un cittadino indiano all’esterno di un capannone di Ceglie del Campo la sera del 31 maggio dello scorso anno Inizierà il prossimo 7 ottobre davanti alla Corte d’Assise di Bari il processo bei confronti di Paolo Natale Guglielmi, 22enne barese accusato di essere l’esecutore materiale dell’omicidio di un cittadino indiano all’esterno di un capannone di Ceglie del Campo la sera del 31 maggio dello scorso anno. Il gup Gabriella Pede, così come chiesto dal pm, ha rigettato la richiesta di rito abbreviato avanzata dalla difesa. Secondo l’accusa, il 22enne, con la complicità di altri due soggetti all’epoca dei fatti minorenni, avrebbe sparato allo straniero per testare la pistola su un bersaglio umano. Determinanti ai fini dell’inchiesta, le rivelazioni del pentito Michele Guglielmi, nipote dell’imputato.
E’ successo a Brindisi. Prima lo scambio di accuse sui social, poi lo scontro fisico tra due diciottenni Un’aggressione davanti a scuola, una fuga in bici, un investimento e un incontro inaspettato all’ospedale. È la surreale sequenza di eventi che ha coinvolto due ragazzi di 18 anni nel pomeriggio di ieri a Brindisi. Tutto è iniziato con insulti scambiati sui social, poi un appuntamento chiarificatore tra i due giovani nei pressi dell’istituto scolastico si è trasformato in uno scontro fisico: uno dei due ha colpito l’altro con un pugno e lo ha minacciato con quella che sembrava una pistola. Subito dopo si è allontanato in bicicletta. Il ragazzo aggredito è stato accompagnato da alcuni familiari al Pronto soccorso dell’ospedale Perrino. Ma mentre era in attesa di essere visitato, il suo aggressore è arrivato nello stesso ospedale su una barella, dopo essere stato investito da un’auto mentre percorreva contromano un incrocio in bici. La vittima non ha perso tempo: ha indicato il giovane come il responsabile dell’aggressione poco prima subita. Gli agenti del Posto fisso di polizia hanno immediatamente avviato gli accertamenti. Durante una perquisizione domiciliare, è stata trovata la pistola utilizzata per la minaccia, risultata essere una replica priva di potere offensivo. Sulla vicenda indaga la Sezione volanti della questura di Brindisi.
Un uomo di 43 anni, con il volto coperto da un casco, ha fatto irruzione nella filiale minacciando un dipendente con una pistola scacciacani modificata Rapina ieri mattina attorno a mezzogiorno in un ufficio postale di San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi. Un uomo di 43 anni, con il volto coperto da un casco, ha fatto irruzione nella filiale minacciando un dipendente con una pistola scacciacani modificata, priva del tappo rosso. Dopo aver sottratto circa 700 euro, si è dato alla fuga a bordo di una moto. L’uomo è stato però rintracciato e arrestato a Brindisi dagli agenti delle volanti e della squadra mobile della Questura.
Si tratta di due uomini, un 46enne e un 40enne Sono in carcere due uomini, un 46enne e un 40enne, per detenzione illegale e porto di arma da sparo. I carabinieri del comando provinciale di Bari, durante un controllo stradale, hanno fermato un furgone in cui è stata ritrovata una pistola. Dopo gli accertamenti, è risultato che la stessa fosse stata rubata nel 2020 a Lecce dall’abitazione di un agente della polizia.
Disposto il giudizio immediato per il responsabile del settore urbanistica e territorio del Comune di Specchia Un dirigente del Comune di Specchia, Antonio Baglivo 60 anni, è finito a processo per aver minacciato un ragazzino di 12 anni. I fatti risalgono al 31 agosto scorso quando il minorenne, insieme ad altri coetanei, aveva suonato ripetutamente al suo campanello di casa. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, dopo la scampanellata, l’uomo sarebbe sceso in strada raggiungendo il gruppetto in una piazzetta vicina per poi rivolgersi con fare minaccioso al ragazzino 12enne ritenuto colpevole. Un gesto che avrebbe provocato un forte stato d’ansia nel ragazzino costretto a ricorrere alle cure della Guardia Medica dopo aver raccontato l’accaduto alla madre. Da qui la denuncia ai carabinieri e l’avvio delle indagini. Al termine delle indagini preliminari il dirigente comunale, a cui viene contestata una recidiva reiterata nel quinquennio, è stato raggiunto da un decreto di giudizio immediato fissato per il prossimo 10 aprile.
L’uomo è stato immediatamente bloccato dagli altri agenti e dal personale del 118. Si tratta di un 60enne che sta scontando condanna per omicidio Ha tentato di sottrarre la pistola d’ordinanza a un agente penitenziario, ma è stato subito bloccato da altri poliziotti e dal personale del 118: è successo in serata al pronto soccorso del Policlinico di Foggia. Protagonista del gesto, un detenuto di circa 60 anni, che sta scontando una condanna per omicidio. L’uomo è stato trasportato in ospedale con l’ambulanza per una visita medica, ma quando è entrato al pronto soccorso si è scagliato contro un poliziotto della penitenziaria, cercando di rubargli l’arma. Per fortuna, gli altri agenti e i soccorritori del 118 lo hanno bloccato a terra e lo hanno ammanettato. Il detenuto, durante le fasi concitate, avrebbe detto di volersi suicidare, non riuscendo a sopportare la lunga detenzione in carcere. Dopo alcuni minuti, la situazione è tornata alla normalità.
Al pronto soccorso i primi feriti: tre uomini con ustioni per lo scoppio di petardi Di Alessandra Martellotti Si contano almeno tre ferimenti provocati dallo scoppio di petardi a Taranto. Tre uomini hanno riportato lesioni. Sono stati medicati al pronto soccorso dell’ospedale Ss Annunziata dove sono arrivati a mezzanotte e mezza. Il primo, più grave, si è presentato con ustioni alle mani e alle gambe. Un altro si è ustionato alla mano destra e una terza persona si è bruciata le labbra e il mento. In via Cesare Battisti una scena di degrado è stata ripresa con un cellulare e il video è diventato virale sui social: un uomo è sceso in strada e ha tirato fuori una pistola inziando a sparare in aria, in direzione dei palazzi. Spari da un balcone anche al quartiere Salinella. Paura ancora in via Pola per l’incendio di un materasso nel cortile di un palazzo, al civico 2. Fortunatamente non si registrano feriti. Sono intervenuti i vigili del fuoco. Un petardo ha danneggiato anche la saracinesca di un supermercato e ha provocato un principio di incendio su un balcone in via Cesare Battisti.
In azione un solo malvivente che armato di pistola ha minacciato uno dei dipendenti Questa mattina un uomo a volto coperto e armato di pistola ha rapinato il supermercato lidl di Mola di Bari. L’uomo, probabilmente arrivato sul posto a bordo di uno scooter, ha fatto irruzione nel supermercato e ha minacciato uno dei dipendenti. Il rapinatore è poi scappato, non è ancora chiaro se sia riuscito a portar via qualcosa. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Il rapinatore è ricercato. Non ci sarebbero feriti.
L’omicidio risale al maggio 2023. E’ stato l’assassino, reo confesso, a indicare dove si trovava la pistola A Taranto è stata trovata dalla Polizia l’arma usata per l’omicidio di Cosimo Nardelli, il 62enne ucciso per strada a colpi di pistola il 26 maggio del 2023. E’ stato il presunto killer ad indicare il luogo dove aveva occultato l’arma. E gli agenti della Squadra Mobile l’hanno recuperata in una villa nella borgata di San Vito, nascosta in un secchio. Ovviamente ora sarà analizzata. Per l’omicidio si trova in carcere Aldo Christian Vuto, 20 anni, reo confesso del delitto. Secondo gli inquirenti fu il fratello della vittima, Tiziano Nardelli, a commissionare l’omicidio per motivi di interesse.
Nei guai un 33enne, già noto alle forze dell’ordine Per eludere i controlli ha pensato bene di nascondere una pistola su un armadio, nella camera da letto dei figli. Nei guai un 33enne di Carovigno, già noto alle forze dell’ordine. I carabinieri lo hanno arrestato per detenzione illegale di arma clandestina e munizioni. Sequestrate una pistola semiautomatica calibro 9×21 e una scatola piena di cartucce.
Il giovane, catturato ad Oria, aveva in auto una pistola Un 27enne è stato arrestato dai Carabinieri a Oria, in provincia di Brindisi, con l’accusa dirapina aggravata continuata, porto e detenzione illegale di armi. Il giovane è accusato di aver messo a segno due rapine a distanza di un’ora l’una dall’alta: l’1 novembre scorso, prima ai danni di una pizzeria a Oria, e poi di un chiosco bar a Torre Santa Susanna. Dopo la fuga il 27enne è stato fermato dalle forze dell’ordine all’interno di un’auto con lo stesso abbigliamento che – ritengono gli inquirenti – avrebbe usato per le rapine. Durante la perquisizione i Carabinieri hanno trovato anche la pistola utilizzata per minacciare le vittime, intimando la consegna dell’incasso. Il giovane si trova ora nel carcere di Brindisi.

Era successo già tre mesi fa, sempre nella stessa scuola A Taviano un ragazzino di scuola media, di soli 13 anni, si è presentato a

L’omicidio avvenne il 31 maggio del 2025 fuori da un casolare a Ceglie del Campo BA N PENE RIDOTTE OMICIDIO INDIANO Sono state ridotte le

CRONACA L’operazione dei carabinieri I carabinieri di Bisceglie hanno arrestato un 17enne per detenzione di sostanze stupefacenti e di arma da sparo. Nell’abitazione del minore

Quando sono tornati a riprenderlo hanno trovato i carabinieri Un attimo di distrazione è costato caro ad un uomo di Andria e alla sua compagna.

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