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Al momento non si sa cosa stia succedendo ma si sono già attivati Consolato e Ministeri e si sta facendo tutto il possibile per il loro rilascio. È pugliese uno dei due italiani tra i dieci attivisti della carovana umanitaria della Flotilla fermati in Libia e con cui si sono persi i contatti. Si tratta di Domenico Centrone, di 33 anni, originario di Molfetta. Il gruppo intende raggiungere Gaza attraverso l’Egitto ma, al momento di attraversare il confine per procedere verso l’Egitto, a Sirte, nell’est della Libia, il gruppo della Flotilla è stato fermato al checkpoint dai miliziani del generale Haftar. Al momento non si sa cosa stia succedendo ma si sono già attivati Consolato e Ministeri e si sta facendo tutto il possibile per il loro rilascio. Questo è quanto è stato raccontato da un’altra pugliese che si trova lì, Sara Suriano di 33 anni di Andria.

Resta intanto in viaggio, via terra, il convoglio umanitario diretto al valico di Rafah, di cui fanno parte Sara Suriano di Andria e Domenico Centrone di Molfetta. Con il passare delle ore si definisce il quadro della missione umanitaria internazionale diretta verso Gaza che vede coinvolti anche tre volontari pugliesi. Il ministero degli Esteri israeliano ha confermato che tutte le imbarcazioni della Flotilla sono state sequestrate e che i 430 attivisti a bordo – 29 italiani – sono stati trasferiti su navi israeliane e sono attualmente in viaggio verso il porto di Ashdod, dove arriveranno in tarda mattinata, e potranno incontrare i rappresentanti consolari dei rispettivi paesi. Tra le persone coinvolte c’è anche la barese Simona Losito, presente su una delle imbarcazioni intercettate in acque internazionali. Al momento non sono state rese note le sue condizioni. Alcune testimonianze parlano anche di colpi sparati dai militari israeliani durante le operazioni di abbordaggio. Sulle barche della Flotilla viaggiavano medicinali, latte artificiale, cibo e beni di prima necessità destinati alla popolazione palestinese. Resta intanto in viaggio, via terra, il convoglio umanitario diretto al valico di Rafah, di cui fanno parte Sara Suriano di Andria e Domenico Centrone di Molfetta. I mezzi risultano ancora fermi nel deserto, con acqua razionata e comunicazioni limitate. A Bari continua la mobilitazione. Davanti alla Prefettura si è tenuto un presidio per chiedere tutele e informazioni certe sui volontari coinvolti nella missione. Preoccupazione è stata espressa anche dal sindaco Vito Leccese, che ha manifestato vicinanza alla famiglia di Simona Losito e ha auspicato il pieno supporto istituzionale e consolare per i cittadini impegnati nella missione umanitaria.

La Presidente del Consiglio conclude la kermesse di Fratelli d’Italia con un discorso tra ironia e attacchi all’opposizione, rivendicando risultati di governo e rilancio del Mezzogiorno. Davanti a una platea gremita, Meloni ha rivendicato i risultati del governo, rilanciando il ruolo strategico del Sud e attaccando le opposizioni per l’assenza e la mancanza di visione. “Il Mezzogiorno è tornato locomotiva del Paese”, ha dichiarato, toccando anche i temi del referendum sulla giustizia, della politica estera e della scuola.

La moglie denuncia l’inerzia del consolato italiano a Gerusalemme interviste: Maria Pia Montemitro

È stata l’associazione famiglie Sma ad attivarsi da subito per garantire loro un viaggio sicuro verso l’Italia Dall’orrore della guerra alla speranza di un futuro migliore. Due bambini palestinesi di 2 e 3 anni, Saif e Joulia, affetti da atrofia muscolare spinale, sono arrivati a Bari insieme ai loro genitori. È stata l’associazione famiglie Sma ad attivarsi da subito per garantire loro un viaggio sicuro verso l’Italia. Per migliorare la qualità della vita dei piccoli, sono state donate carrozzine e ausili personalizzati.

Protesta mentre si svolge il consiglio comunale di Taranto. Davanti a palazzo di città il presidio per la Palestina; contro il dissalatore sul Tara e contro il nuovo impianto di rifiuti a Paolo VI. Tre battaglie diverse, con una richiesta: il Comune prenda posizione Di Alessandra Martellotti

Sono sbarcati in sette da un volo della Aegean Airlines proveniente da Atene Servizio di Stefania RotoloRiprese eMontaggio di Massimo D’OlimpioInterviste aTony La Piccirella, attivista Global Sumud FlottillaGiò Sada, Musicista

La donna, di San Severo, chiede di ricongiungersi con il marito palestinese Maria Pia Montemitro, una giovane donna di San Severo, da 5 giorni sta facendo lo sciopero della fame. Chiede di potersi ricongiungere con suo marito palestinese.

“Gli ultimi 15 italiani della Flotilla rimasti in Israele partiranno domani con un volo charter per Atene. Saranno assistiti dalla nostra Ambasciata sia alla partenza e poi in Grecia nel trasferimento verso l’Italia”.Lo annuncia su X il ministro degli esteri, Antonio Tajani. “Voglio ringraziare sinceramente tutto il personale del Ministero degli Esteri, i diplomatici in Israele e nelle altre sedi interessate per il capillare lavoro di assistenza compiuto in questi giorni”, ha scritto il ministro. Tra gli italiani che domani faranno ritorno in Italia c’è anche l’attivista barese Tony La Piccirella, fra coloro che non avevano firmato la liberatoria per la partenza immediata ed erano in attesa del provvedimento di espulsione coatta.

“Ci mettiamo le nostre facce e i nostri corpi” Anche il Policlinico di Bari, ha aderito al flashmob, che alle ieri sera alle 21, ha unito in un filo immaginario, 230 ospedali italiani da nord a sud. In circa un migliaio, personale sanitario, esponenti delle istituzioni e cittadini comuni, hanno affrontato la pioggia battente, per chiedere che si fermi il genocidio del popolo palestinese. “Ci mettiamo le nostre facce e i nostri corpi” è la dichiarazione, letta in contemporanea con gli altri ospedali, che ricordando il giuramento di Ippocrate, sappiamo che non esiste neutralità di fronte alla distruzione di ospedali e vite umane. Sono 1.677 i sanitari uccisi a Gaza, negli ultimi due anni, commemorati con la lettura collettiva dei loro nomi, a staffetta, è un centinaio ciascuna, tra le Regioni. Un numero fermo a tre settimane fa, al quale, è stato ricordato, si sono aggiunti nel frattempo, altre 47 operatrici e operatori, uccisi. “Una strage che va avanti sistematicamente; il tentativo – è il giudizio politico dei promotori della mobilitazione – che chiedono alle istituzioni di fare di più per fermare questo massacro – di eliminare un popolo”. La bandiera della Palestina sulla facciata del Ss Annunziata di Taranto. L’ospedale aderisce, assieme ad altre strutture della provincia, alla iniziativa Luci per Gaza che coinvolge 100 ospedi in tutta Italia. È un modo per ricordare medici e infermieri morti durante la guerra nella Striscia di Gaza, ma anche per chiedere al governo israeliano di fermare il genocidio. Le bandiere palestinesi sventolano anche davanti all’ingresso dell’ospedale tarantino dove in serata, nonostante la pioggia, si sono riunite decine di persone tra personale sanitario e cittadini. Hanno letto i nomi di tutti i medici e gli infermieri morti in guerra. 

Tra loro potrebbero esserci i baresi La Piccirella e D’Agostino. Saranno tutti trasferiti nel porto di Ashdod ed espulsi. Dovrebbero far rientro in Italia nel giro di 2-3 giorni Stiamo tutti seguendo con apprensione quello che sta accadendo nelle acque antistanti la Striscia di Gaza. Sono al momento 19 su 44 le imbarcazioni della Flotilla che risultano intercettate e bloccate dalla marina israeliana. Tra gli attivisti fermati potrebbero esserci anche due baresi, il giornalista Lorenzo D’Agostino e l’attivista Tony La Piccirella. Saranno tutti trasferiti nel porto di Ashdod ed espulsi. Dovrebbero far rientro in Italia nel giro di 2-3 giorni. Parlando alla Camera, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto che “al momento sarebbero 22 gli italiani fermati”. “Continuiamo a monitorare la situazione – ha aggiunto -. Su mie istruzioni, il consolato a Tel Aviv e il consolato generale a Gerusalemme assisteranno tutti gli italiani, sia al porto sia nelle procedure di rimpatrio. Secondo le informazioni disponibili, tutti i nostri connazionali sono in buone condizioni”. Dal vertice UE di Copenaghen, la premier Giorgia Meloni ha commentato: “Continuo a ritenere che tutto questo non porti alcun beneficio al popolo della Palestina, in compenso mi pare di capire che porterà molti disagi al popolo italiano”.

Si chiede al Governo nazionale di continuare l’assistenza alla missione e di riconoscere la Palestina Il Comune di Bari ha annunciato l’istituzione di un presidio permanente – 24 ore su 24 – nella sala del Consiglio Comunale di Bari, in solidarietà al popolo palestinese e alla missione umanitaria della Global Sumud Flottilla. A fare i turni, saranno consiglieri comunali, assessori e rappresentanti dei municipi. Lo haannunciato oggi la maggioranza , alla presenza del sindaco Vito Leccese. L’obiettivo, è chiedere al governo di proseguire nell’assistenza alla missione umanitaria della Flotilla, e di riconoscere lo Stato di Palestina, come hanno fatto già altri Paesi europei. A questo si aggiunge la richiesta che “gli aiuti umanitari possano immediatamente avere una consistenza significativa, perché il dramma che stanno vivendo quelle popolazioni è di dimensioni inimmaginabili. Le sale del Consiglio, hanno aggiunto i consiglieri di maggioranza, non spegneranno le proprie luci finché non ci sarà una presa di posizione chiara.

A dirlo in un video messaggio il giornalista barese Lorenzo D’Agostino a bordo di una delle navi “Mentre ci avviciniamo a Gaza, restiamo vigili mentre entriamo nell’area dove le precedenti flottiglie sono state intercettate e/o attaccate. Tenete gli occhi puntati sulla missione. Tenete gli occhi puntati su Gaza. Continuiamo a navigare senza lasciarci scoraggiare dalle minacce e dalle tattiche intimidatorie di Israele”. Lo scrive la Global Sumud Flotilla sui social postando un’immagine che mostra che le imbarcazioni si trovano ora a meno di 145 miglia nautiche da Gaza. Alle 3.35 la Flottilla è arrivata nella zona ad alto rischio. Le imbarcazioni sono pronte ad affrontare il blocco israeliano. Nel video il messaggio del giornalista barese Lorenzo D’Agostino a bordo di una delle navi: “Non c’è più marcia indietro”.

Giornata di proteste tra Taranto e Grottaglie per la Palestina e contro l’attracco della petroliera Sea Salvia tra presìdi al porto e all’Eni

Sottoscritto un documento che sarà condiviso dai colleghi di tutta Italia Servizio di Anna De FeoRiprese e montaggio di Cosimo CaragiuloIntervista a dottor Enzo Bonfantino, cardiologo

“Abbiamo sabotato l’arrivo della nave”. A questo grido, con al seguito gli applausi e il coro “Palestina libera”, il presidio indetto da Usb e Cobas lentamente si è trasformato in un breve corteo fino a palazzo di città Servizio di Alessandra Martellotti

Attivisti, studenti e lavoratori rispondono in massa allo sciopero generale indetto dall’USB. Tensione davanti al consolato d’Israele Intervistati: Francesco Laterza – Coordinamento USB Puglia; Vito Leccese – Sindaco di Bari

Gli utenti sono invitati a verificare eventuali modifiche ai servizi presso le singole compagnie di trasporto Disagi in vista anche in Puglia e Basilicata per lo sciopero generale indetto dall’unione sindacale di base per oggi, 22 settembre. Coinvolti i settori dei trasporti, scuola e pubblico impiego, con particolare attenzione alle reti urbane ed extraurbane. A bari, l’Amtab garantirà i servizi essenziali nelle fasce orarie 5:30‑8:29 e 12:30‑15:29. Analoghe misure previste a Potenza e Matera per i servizi su gomma. L’astensione dal lavoro è stata proclamata per manifestare solidarietà con la popolazione di Gaza e contro l’aumento delle spese militari. Gli utenti sono invitati a verificare eventuali modifiche ai servizi presso le singole compagnie di trasporto.

Le iniziative nell’ambito della mobilitazione nazionale a sostegno della Global Sumud Flotilla

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