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Il sindacato accusa la direzione aziendale di aver escluso le organizzazioni sindacali dalle scelte strategiche e lancia l’allarme sugli effetti dei tagli alle prestazioni aggiuntive. Chiesto un tavolo di confronto urgente. La Fials Taranto ha proclamato ufficialmente lo stato di agitazione del personale dell’Asl Taranto, chiedendo l’apertura immediata di un confronto con la direzione strategica dell’azienda sanitaria. La decisione, spiega il sindacato, arriva dopo settimane di richieste rimaste senza riscontro e in un clima definito di crescente deterioramento delle relazioni sindacali. Secondo la Fials, le organizzazioni dei lavoratori sarebbero state progressivamente escluse dai processi decisionali, mentre l’Asl avrebbe adottato provvedimenti unilaterali destinati ad avere conseguenze sia sulle condizioni di lavoro del personale sia sull’organizzazione dei servizi sanitari. Il segretario generale della Fials Taranto, Emiliano Messina, critica un modello gestionale che, a suo giudizio, privilegia esclusivamente il contenimento della spesa rispetto alla programmazione del sistema sanitario. Al centro della protesta c’è soprattutto la decisione dell’azienda di ridurre le risorse destinate alle prestazioni aggiuntive, uno strumento che negli ultimi anni ha consentito di garantire la continuità dell’assistenza nonostante la cronica carenza di personale in molti reparti. Per il sindacato, il ridimensionamento di queste risorse potrebbe tradursi in conseguenze concrete per il funzionamento delle strutture sanitarie, con il rischio di accorpamenti o riduzioni delle attività assistenziali. Tra le principali criticità segnalate figurano un possibile aumento delle liste d’attesa, una maggiore pressione sul personale già in servizio, una riduzione dell’offerta sanitaria e ricadute sulla qualità e sulla sicurezza delle cure. La Fials evidenzia inoltre come il ricorso al lavoro straordinario sia ormai diventato una pratica ordinaria per garantire i servizi essenziali. Una situazione che, secondo il sindacato, non può sostituire un piano strutturale di reclutamento del personale. Per questo motivo la sigla sindacale ribadisce la richiesta di un confronto immediato con la direzione dell’Asl Taranto, chiedendo un piano di assunzioni, una diversa organizzazione del lavoro e il ripristino di corrette relazioni sindacali, con l’obiettivo di tutelare sia gli operatori sanitari sia i cittadini che usufruiscono dei servizi del sistema sanitario pubblico.

Situazione critica a Taranto, diminuiscono gli accessi negli ospedali della Bat. I dettagli dalle altre province. Altra giornata difficile ieri nei pronto soccorso di Puglia e Basilicata a causa del super afflusso di pazienti legato al picco influenzale. Situazione critica al Santissima Annunziata di Taranto dove ieri sera il pronto soccorso era decisamente ingolfato: 5 pazienti in codice rosso hanno atteso una barella per circa un’ora, mentre altri 13 in codice azzurro hanno dovuto aspettare non poco per essere visitati. Ma al Santissima Annunziata la situazione è critica da giorni. Si registrano mediamente 220-250 accessi al giorno con picchi di 330 pazienti. Il primario del pronto soccorso, Giuseppe Turco, però rivendica l’accesso immediato con posti sempre liberi per i codici rossi grazie ad una equipe dedicata. Il vero problema è che mancano 7 medici e oltre 250 posti letto. Meno difficile la situazione negli altri pronto soccorso della provincia: Castellaneta, Manduria e Martina Franca. Scesi al di sotto della soglia dei 200 gli accessi giornalieri al pronto soccorso del Policlinico di Bari dove l’attesa per le emergenze in codice rosso è in media di 15 minuti, ma diventa di oltre un’ora per gli altri codici, arancione compreso che riguarda i casi urgenti. Più complicata la situazione a Monopoli dove ieri per tre pazienti giunti in codice rosso si è registrata un’attesa di mezz’ora e per casi arancione l’attesa ha superato le tre ore. In media al San Giacomo c’è da fare una coda di oltre due ore. Decisamente migliori i tempi al Perinei di Altamura. Diminuiscono gli accessi nei pronto soccorso degli ospedali della Asl Bat dove molti riguardano le complicanze dell’influenza. Anche sui presidi del Salento pesa l’influenza con un costante afflusso. Se la gestione dei casi più critici è sotto controllo, la situazione si complica per i codici bianchi e verdi: al Fazzi di Lecce e al Perrino di Brindisi i tempi di attesa superano spesso le due ore. Al pronto soccorso del Policlinico Riuniti di Foggia l’attesa per i codici rossi è in media di 15 minuti. In Basilicata in aumento gli ingressi al pronto soccorso del San Carlo di Potenza con punte di 250 pazienti al giorno.

A Castellaneta e Martina Franca 16 nuovi posti letto in tutto, tecnologie avanzate e oltre 60 tra medici e infermieri assunti Intervista: Gregorio Colacicco dir. Generale Asl

“Ci mettiamo le nostre facce e i nostri corpi” Anche il Policlinico di Bari, ha aderito al flashmob, che alle ieri sera alle 21, ha unito in un filo immaginario, 230 ospedali italiani da nord a sud. In circa un migliaio, personale sanitario, esponenti delle istituzioni e cittadini comuni, hanno affrontato la pioggia battente, per chiedere che si fermi il genocidio del popolo palestinese. “Ci mettiamo le nostre facce e i nostri corpi” è la dichiarazione, letta in contemporanea con gli altri ospedali, che ricordando il giuramento di Ippocrate, sappiamo che non esiste neutralità di fronte alla distruzione di ospedali e vite umane. Sono 1.677 i sanitari uccisi a Gaza, negli ultimi due anni, commemorati con la lettura collettiva dei loro nomi, a staffetta, è un centinaio ciascuna, tra le Regioni. Un numero fermo a tre settimane fa, al quale, è stato ricordato, si sono aggiunti nel frattempo, altre 47 operatrici e operatori, uccisi. “Una strage che va avanti sistematicamente; il tentativo – è il giudizio politico dei promotori della mobilitazione – che chiedono alle istituzioni di fare di più per fermare questo massacro – di eliminare un popolo”. La bandiera della Palestina sulla facciata del Ss Annunziata di Taranto. L’ospedale aderisce, assieme ad altre strutture della provincia, alla iniziativa Luci per Gaza che coinvolge 100 ospedi in tutta Italia. È un modo per ricordare medici e infermieri morti durante la guerra nella Striscia di Gaza, ma anche per chiedere al governo israeliano di fermare il genocidio. Le bandiere palestinesi sventolano anche davanti all’ingresso dell’ospedale tarantino dove in serata, nonostante la pioggia, si sono riunite decine di persone tra personale sanitario e cittadini. Hanno letto i nomi di tutti i medici e gli infermieri morti in guerra. 

Un luogo protetto per allattare il neonato realizzato con il sostegno dell’Unicef Servizio di Donatella Azzone, montaggio di Leonardo Tribuzio. Interviste a dott.ssa Flavia Petrillo, Direttrice Uos Neonatologia ospedale San Paolo Bari; Luigi Fruscio, Direttore generale Asl Bari; Stefani Solare, referente Unicef Italia

Convenzione con l’azienda sanitaria locale, deterrente contro gli episodi di violenza nei confronti degli operatori sanitari Intervista: Tiziana Di Matteo, dir. Gen. Asl Bt Alberto Tella, ass. naz. Polizia di Stato Servizio Giovanni Di Benedetto

La Asl precisa: “stiamo risolvendo” Servizio di Pamela Spinelli, riprese e montaggio di Donato Colazzo

Il Governatore vuole nominarli subito. L’europarlamentare la prende come un commissariamento della sanità Servizio di Francesco Iato

La regione prevede anche corsi di formazione per gli operatori in vista dell’entrata in funzione del servizio, prevista entro la fine del 2025 Servizio di Francesco Iato

Il rischio come accaduto per il resto dei nuovi ospedali è di allungare a dismisura i tempi di costruzione Slittano di quattro mesi i tempi di consegna per la progettazione del nuovo ospedale del nord barese previsto inizialmente a giugno. È emerso ieri in commissione regionale bilancio durante le audizioni dell’assessore al bilancio Amati, dei sindaci di Bisceglie e Molfetta, della Asl Bat, dell’agenzia Asset e delle ditte vincitrici della progettazione. Servizio di Francesco Iato riprese di Roberto Cofano

C’è una legge regionale da applicare, ma resta ferma al palo Servizio della Redazione, montaggio di Maria Cristina Quintale

Ogni anno, in Europa, ci sono 33 mila decessi per infezioni contratte negli ospedali. Nella sala conferenze dell’Autorità portuale di Brindisi al via da oggi la prima delle otto edizioni del corso di formazione sulle infezioni correlate all’assistenza, riservato agli operatori sanitari. Tra gli argomenti al centro del progetto, la sorveglianza del rischio infettivo negli ospedali, l’identificazione del paziente contagioso, l’inquadramento clinico e diagnostico ed il ruolo dell’igiene negli ambienti. Responsabile scientifico, il direttore di Malattie infettive dell’ospedale Perrino di Brindisi, Salvatore Minniti. L’obiettivo della Asl è quello di formare più di mille operatori entro il 20 marzo ed altri mille fino a fine anno.

E’ stata l’occasione per sensibilizzare sulle patologie e fare il punto delle novità terapeutiche Servizio di Anna De Feo, riprese e montaggio di Orazio Corbacio. Intervista a Michele Barbara, Direttore Otorinolaingoiatria ospedale Di Venere

A lanciare la crociata il governatore Emiliano che ha sollecitato la presidente del Nirs, l’ex Prefetta Bellomo, ad intensificare il monitoraggio in Asl e ospedali Servizio di Francesco Iato; riprese di Orazio Corbacio; intervista ad Antonella Bellomo (coordinatrice Nirs Puglia)

Prima tappa al Di Venere di Bari, il sindacato insiste sulle stabilizzazioni dei precari

Molti gli anziani e i fragili che arrivano in ospedale per difficoltà respiratorie e per disidratazione

L’assessore Palese in commissione Bilancio Servizio di Francesco Iato;

Il punto in Commissione Bilancio Regione Servizio di Antonio Procacci;

Si tratta dell’iniziativa solidale dei Cavalieri di Gran Croce, che hanno distribuito un sacchetto con i doni, ai bambini che stanno trascorrendo le festività negli ospedali. Servizio di Guglielmina Logroscino Riprese e montaggio di Orazio Corbacio Interviste: Claudio Gorelli – Pres. Ass. Cavalieri di Gran Croce Mons. Giuseppe Satriano – Arcivescovo di Bari Bitonto

Bari: baby pit stop all’ospedale San Paolo

Un luogo protetto per allattare il neonato realizzato con il sostegno dell’Unicef Servizio di Donatella Azzone, montaggio di Leonardo Tribuzio. Interviste a dott.ssa Flavia Petrillo,

A Bari “una carezza per Natale”

Si tratta dell’iniziativa solidale dei Cavalieri di Gran Croce, che hanno distribuito un sacchetto con i doni, ai bambini che stanno trascorrendo le festività negli

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