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operaio morto

L’uomo era dipendente della ditta Cobar. È stato travolto da alcune reti metalliche cadute durante una movimentazione con gru Un operaio di 41 anni, di origini nigeriane e residente in Puglia, è morto questa mattina a Torino in un incidente sul lavoro nel cantiere di Torino Expo, all’interno di Torino Esposizioni. L’uomo, dipendente della ditta pugliese Cobar, impegnata nei lavori del sito, è stato travolto dal peso di alcune reti metalliche che si sarebbero sganciate mentre venivano sollevate con una gru. Nonostante i tentativi di rianimazione del 118, per lui non c’è stato nulla da fare. Lascia la moglie e tre figli. Sul posto sono intervenuti polizia, scientifica, ispettori dello Spresal dell’Asl e il medico legale per ricostruire la dinamica dell’incidente.

L’incidente nel cantiere allestito per la realizzazione di un capannone nella zona industriale. L’uomo è precipitato da un’altezza di 5 metri. E’ deceduto poco dopo l’arrivo in ospedale. È precipitato da un ponteggio, facendo un volo di 5 metri. Ha perso la vita così Cosimo Granieri, operaio di 54 anni originario di Carosino e residente a San Giorgio Jonico in provincia di Taranto. L’incidente è avvenuto questa mattina all’interno dello stabilimento Mapei, nella zona di Modugno. La vittima lavorava per un’azienda esterna che stava realizzando il capannone industriale. Stando ad una prima ricostruzione , sembra che la caduta sia avvenuta mentre, il 54enne stava lavorando su una struttura metallica in fase di realizzazione. Inutili i soccorsi da parte del personale del 118. Arrivato con trauma cranico ed emorragia cerebrale, l’operaio è morto al pronto soccorso del Policlinico di Bari. Sul posto sono intervenuti gli operatori dello Spesal. L’area è stata sequestrata. Il pm di turno, Carla Spagnuolo ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. venerdì sarà effettuata l’autopsia.

L’uomo, che lavorava per una azienda di tendaggi, sarebbe scivolato nel corso di un sopralluogo facendo un volo di oltre tre metri Sarà conferito nelle prossime ore l’incarico al medico legale per effettuare l’autopsia sul corpo di Pasquale Mastrototaro, l’operaio di 55 anni morto lo scorso 16 aprile mentre era a lavoro in una delle ville di viale dei Papaveri, a Corato. L’uomo, che lavorava per una azienda di tendaggi, sarebbe scivolato nel corso di un sopralluogo facendo un volo di oltre tre metri. Inutili i soccorsi prestati dal personale del 118. Sull’accaduto la procura di Trani ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo a carico del datore di lavoro dell’operaio.

L’uomo, 59 anni, che lavorava insieme con il figlio, sarebbe rimasto schiacciato dal carico di una gru Sarà effettuata venerdì l’autopsia sulla salma di Petre Zaim, l’operaio di origini rumene morto ieri nel cantiere dove si sta realizzando la nuova centrale termica del Policlinico di Bari. L’uomo, 59 anni, che lavorava insieme con il figlio, sarebbe rimasto schiacciato dal carico di una gru. Il pm di turno Larissa Catella, che dovrà accertare le circostanze in cui si è verificato l’incidente, ha nominato come proprio consulente il professor Francesco Introna.

La dichiarazione del presidente dell’Associazione di Volontariato nata in Puglia per diffondere la cultura della prevenzione per la sicurezza sul lavoro “Avanti il prossimo fregandocene del prossimo, siamo tutti assassini e complici, non è il momento di partecipare al dibattito delle proposte (sempre le stesse), noi vogliamo i colpevoli, quelli veri, quest’uomo era fatto di carne e sangue, di desideri e sogni come tutti noi, era nostro fratello! Basta alle sterili richieste di “tavoli” più o meno istituzionali con posti a sedere per sigle autoproclamatesi rappresentative”.E’ quanto scrive in una nota Giuseppe Filannino, presidente dell’Associazione “Mai Più Vittime sul lavoro” dopo la morte di oggi a Bari di un operaio di 58 anni in un cantiere del Policlinico di Bari. “Da troppi anni i morti aumentano, chi poteva bloccare questo sterminio non l’ha fatto, ora è il momento che s’accollino le proprie responsabilità senza finire sempre a dare colpe esclusivamente a datori di lavoro avidi e lavoratori impreparati! Ci sono solo colpevoli e più colpevoli”, denuncia il responsabile dell’organizzazione di volontariato nata in Puglia per diffondere la cultura della sicurezza e della prevenzione degli infortuni professionali, attiva sul territorio con numerose sedi che offrono assistenza e consulenza medico legale ai lavoratori e alle loro famiglie.

La vittima è rimasta schiacciata da un mezzo di sollevamento mentre scaricava una nave cargo INTERVISTA: GIOVANNI DE LELLO (SEGRETARIO GENERALE FILT CGIL PUGLIA) SERVIZIO FRANCESCO IATO

Ieri pomeriggio l’incidente sul lavoro, tra Andria e Canosa La procura di Trani ha aperto una inchiesta per omicidio colposo per fare chiarezza sulla morte diRaffaele Sardano, l’operaio di 38 anni di Andria, deceduto ieri pomeriggio mentre era al lavoro in un oleificio che si trova sulla strada provinciale tra Andria e Canosa di Puglia. Al momento l’inchiesta è a carico di ignoti, ed è stata disposta l’autopsia. Il 38enne, secondo quanto emerso finora, avrebbe dovutodisostruire alcuni tubi che collegano il decanter ai silos interrati, e per farlo avrebbe svitato una crociera bullonata mentre il macchinario era in funzione. L’azione avrebbe innescato, a causa della forte pressione, lo scoppio del tubo. L’esplosione avrebbe travolto l’operaio, papà di una bambina di tre anni e in attesa del secondo figlio, che ha riportato un profondo trauma cranico. Al suo arrivo il personale del 118 hasolo potuto constatarne il decesso. Le indagini sono affidate alla polizia che, assieme ai colleghi della Scientifica, hanno svolto i rilievi nell’azienda. Il macchinario è stato sequestrato. Sul posto sono intervenutianche i tecnici dello Spesal della Asl Bat. A coordinare gli accertamenti investigativi è il magistrato della procura di Trani Francesca Valerio. “Siamo sconvolti”, scrive sui social la sindaca di Andria Giovanna Bruno. “È impossibile immaginare il dolore che colpisce la famiglia – aggiunge – morire sul lavoro non dovrebbe essere possibile eppure continua ad accadere”. “Ciao Raffaele, la città si stringe attorno al dolore dellatua inaccettabile scomparsa – conclude – A tua moglie, alla vostra piccola bimba, alla creatura che non vivrà il tuo sorriso, ai tuoi genitori” e allo “strazio di seppellire un figlio, l’abbraccio della città”. 

A perdere la vita un operaio 40enne in un cantiere edile, colpito dalla pala di un escavatore Grave incidente sul lavoro stamane a Noepoli, in località Piano della Corte. A perdere la vita un operaio di circa 40 anni che stava lavorando in un cantiere edile. Da una prima ricostruzione l’uomo sarebbe stato colpito da una pala di un escavatore. L’uomo e’ deceduto sul colpo, per via del grave trauma. Immediato l’intervento degli operatori del 118 e dei carabinieri anche stanno accertando la dinamica dell’incidente. Nell’area sono in corso lavori per la realizzazione di un impianto intercomunale di raccolta di rifiuti ingombranti.

L’uomo, 51enne di Serracapriola, è stato travolto da un mezzo meccanico Ancora un incidente mortale sul lavoro. Un operaio 50enne originario di Serracapriola, in provincia di Foggia, è deceduto questa mattina nella discarica di Montagano, alle porte di Campobasso. L’uomo sarebbe stato schiacciato da un mezzo meccanico che stava facendo manovra. Poco prima delle 10.00 l’uomo, dipendente di una ditta molisana, è stato travolto da un mezzo guidato da un altro operaio per cause che ora dovrà accertare l’inchiesta aperta dalla procura di Campobasso. L’ipotesi di reato per la quale si procede è l’omicidio colposo. L’area nella quale è avvenuta la tragedia è stata messasotto sequestro e i carabinieri hanno effettuato rilievi e accertamenti, ascoltando le persone presenti al momento dell’incidente. A quanto pare il mezzo coinvolto è una pala meccanica in retromarcia. L’uomo alla guida non si sarebbe accorto della presenza dell’operaio, travolgendolo. L’attività dell’impianto è stata sospesa e tutti i mezzi in arrivo sono stati bloccati all’ingresso.

La vittima si è accasciata mentre si trovava sul ponteggio Quasi certamente un malore improvviso la causa della morte di un operaio di 53 anni, Arcangelo Sifo, accasciatosi mentre era al lavoro su una impalcatura in via Fiume, a Trani. La vittima, nata a Bitonto eresidente a Palo del Colle, nel barese, si trovava sul ponteggio alzato per la ristrutturazione della facciata di uno stabile ed è stato molto probabilmente colpito da infarto. Sono stati inutili i soccorsi prestati dal personale del 118. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno recuperato il corpo e i funzionari dello Spesal della Asl Bat. Non si sarebbe dunque trattato di un incidente sul lavoro.

Antonio Bellanova schiacciato da una ecoballa da una tonnellata Servizio Francesco Persiani

La vittima è stata investita dal mezzo, condotto da un collega Un operaio casertano di 52 anni ha perso la vita, questa mattina, in un grave incidente sul lavoro all’interno della Ipem, azienda che opera nel settore dell’acquisto e commercializzazione di combustibili. La tragedia nella zona del raccordo ferroviario: l’uomo è stato schiacciato da una ruspa. Il 52enne, dipendente di una ditta appaltatrice, è stato investito dal mezzo, condotto da un collega, durante un intervento di sostituzione della ruspa. Sul posto ci sono i vigili del fuoco, i carabinieri e il personale dello Spesal. La dinamica dei fatti è in fase di ricostruzione.

Incidente nel 2013, il sistema di arresto era stato manomesso La Procura di Lecce, col pm Carmen Ruggero, ha invocato 12 anni di reclusione per Attilio Scarlino, l’imprenditore salentino amministratore unico dell’omonimo salumificio di Taurisano , finito sotto processo per la morte di uno dei suoi operai, Mario Orlando, 53 anni avvenuta mentre era al lavoro in azienda , il 30 agosto 2013. L’operaio era impegnato nelle operazioni di lavaggio dell’impastatrice. Improvvisamente, le pale si azionarono nonostante la mancata chiusura del coperchio a causa dell’assenza degli interruttori di blocco delle pale e “della manomissione del sistema di arresto di emergenza” così come contenuto nel capo d’imputazione. Insieme ad Attilio Scarlino sono imputati davanti al giudice monocratico Elena Coppola, il fratello Antonio , delegato alla sicurezza interna e altre sei persone per le quali le richieste di condanna vanno dai 4 agli otto anni. I reati contestati per tutti spaziano da morte come conseguenza di altro delitto, omicidio colposo, a quello di rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro, fino alle false informazioni al pubblico ministero e al favoreggiamento. La sentenza è prevista per il 9 giugno .

Stava intervenendo su impianto antincendio Un uomo è morto in un incidente sul lavoro questa mattina a Bari. A quanto si apprende, l’operaio sitrovava su una scala dalla quale è caduto ed è morto. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, stava intervenendo su un impianto antincendio in uno dei box condominiali. Sono intervenuti la polizia e i vigili del fuoco. A causare la caduta dell’operaio – secondo i primi accertamenti – sarebbe stata l’esplosione di una bombola di gas. I residenti, infatti, avrebbero sentito un boato.

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