
Bari, neonato morto in culla termica: Don Antonio Ruccia patteggia un anno
Il piccolo, un bambino di circa due settimane, morì di ipotermia Ha patteggiato un anno di reclusione don Antonio Ruccia, il parroco della chiesa di
Il piccolo, un bambino di circa due settimane, morì di ipotermia. Ha patteggiato un anno di reclusione don Antonio Ruccia, il parroco della chiesa di San Giovanni Battista del rione Poggiofranco di Bari, accusato di omicidio colposo in relazione al decesso di un neonato trovato senza vita il 2 gennaio dello scorso anno nella culla termica della parrocchia.Il piccolo, un bambino di circa due settimane, morì di ipotermia: quando venne lasciato, il tappetino interno alla culla su cui venne adagiato, contrariamente a quanto sarebbe dovuto accadere, non fece partire la segnalazione sul telefono di don Ruccia, che quel giorno era fuori Bari. Ad accorgersi della presenza del bambino fu il titolare di una ditta di pompe funebri. Secondo le contestazioni della procura, il tappetino, concepito per funzionare come antifurto, non era idoneo per essere utilizzato all’interno della culla. Per il tecnico Vincenzo Nanocchio, colui che si occupò della realizzazione dell’impianto, il processo inizierà invece il prossimo 3 giugno.
Come atto dovuto, sono stati iscritti sul registro degli indagati due ginecologi, un anestesista e due ostetriche: si tratta del personale che ha assistito la donna durante il parto. La procura di Bari ha avviato un’inchiesta per accertare le cause della morte di un bambino, deceduto a poco meno di un mese dalla nascita nell’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti. Il bambino è nato il 16 dicembre, al termine di una gravidanza regolare, però ci sarebbero stati segni di sofferenza fetale. Il decesso risale al 13 gennaio scorso.Un evento tanto drammatico quanto inaspettato, al punto da spingere i genitori a sporgere una querela per chiarire le circostanze in cui è avvenuto il decesso.Come atto dovuto, sono stati iscritti sul registro degli indagati due ginecologi, un anestesista e due ostetriche: si tratta del personale che ha assistito la donna durante il parto.Il pm Maria Cristina De Tommasi ha proceduto alla loro iscrizione per prassi, e cioè per consentirgli di nominare un consulente di fiducia in vista dell’autopsia, accertamento irripetibile.L’incarico ai medici legali, il professor Biagio Solarino ed il ginecologo Francesco Pascazio, verrà affidato nelle prossime ore.
Era il quarto figlio di una coppia che vive da anni nel comune in provincia di Foggia. Un bambino di tre mesi è morto a Lucera nel sonno, forse dopo una poppata notturna. Era il quarto figlio di una coppia che vive da anni nel comune in provincia di Foggia. Il decesso è avvenuto intorno alle 4 ma la constatazione del decesso è avvenuta questa mattina poco dopo le 8.30 quando i familiari hanno allertato il 118. La notizia è stata diffusa dal sindaco Giuseppe Pitta sui social: “Non si può morire a tre mesi – scrive Pitta – Non riesco ad accettarlo. Ho un figlio piccolo che amo più della mia vita e non voglio nemmeno pensare al dolore di questa famiglia. Oggi il mio cuore è veramente in frantumi. Riposa in pace piccolo Angelo e dai la forza alla tua famiglia di superare questo immenso dolore”.
Sono accusati di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario. La Procura di Brindisi ha aperto un’inchiesta sul decesso di un neonato avvenuto il 23 novembre scorso all’ospedale Perrino. Sono stati iscritti nel registro degli indagati tre medici e due ostetriche, accusati di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario. Venerdì sarà eseguita l’autopsia dal medico legale Roberto Vaglio per chiarire le cause del decesso. La madre, una donna di 30 anni, era quasi al nono mese di gravidanza e si trovava già in travaglio quella notte. Durante la fase di monitoraggio, i primi tracciati non avevano evidenziato anomalie, ma poco prima del parto l’ultimo tracciato ha registrato la scomparsa completa del battito cardiaco del feto. Il neonato è stato poi fatto nascere, risultando però già senza vita. L’indagine della Procura è scaturita dall’esposto presentato dall’avvocata Antonella Palmisano che assiste i genitori.
Una scelta consapevole in cui le donne oggi più che mai non sono lasciate sole come ribadito all’ospedale San Paolo di Bari durante una giornata di formazione rivolta agli operatori sanitari. Il parto in anonimato non è abbandono ma un gesto di amore assoluto sofferto e solitario compiuto dalle donne alle quali la legge garantisce il diritto di rimanere nascoste. Una garanzia per la donna ma anche per il neonato che viene avviato rapidamente all’adozione. Una scelta consapevole in cui le donne oggi più che mai non sono lasciate sole come ribadito all’ospedale San Paolo di Bari durante una giornata di formazione rivolta agli operatori sanitari. Intervistata Laura Bruno
La madre era al nono mese di gestazione ma durante uno dei monitoraggi effettuati dal personale sanitario, il battito del feto sarebbe improvvisamente scomparso. Un neonato è morto all’ospedale “Perrino” di Brindisi durante il travaglio. La madre era al nono mese di gestazione ma durante uno dei monitoraggi effettuati dal personale sanitario, il battito del feto sarebbe improvvisamente scomparso. Immediatamente è scattato l’allarme in reparto. I familiari, sconvolti per l’accaduto, hanno deciso di presentare un esposto in Procura chiedendo accertamenti approfonditi. Probabilmente sarà disposta l’autopsia, ritenuta indispensabile per capire cosa abbia provocato la morte poco prima del parto e chiarire eventuali responsabilità.
Revocato il provvedimento di allontanamento. A Brindisi ha vinto l’amore materno. Un neonato, figlio di due genitori con pregresse patologie, era stato inizialmente destinato – su disposizione del Tribunale per i Minorenni di Lecce – a una struttura protetta insieme alla madre. Pochi giorni dopo, però, il giudice aveva sospeso la responsabilità genitoriale e disposto il collocamento del piccolo in una comunità educativa senza di lei. Sono seguiti due mesi difficili, durante i quali la donna – supportata dai genitori e assistita dall’avvocata Carmela Lo Martire – è riuscita a dimostrare di poter offrire al figlio un ambiente sicuro e stabile.
E’ sotto la tutela dei servizi sociali Il 17 ottobre scorso, all’ospedale Vito Fazzi di Lecce, un neonato è risultato positivo alla cocaina subito dopo la nascita. I medici, insospettiti per i tremori del piccolo, hanno disposto test tossicologici, poi risultati positivi. Anche la madre è stata sottoposta agli stessi esami, ma è risultata negativa, probabilmente perché aveva già smaltito la sostanza. Gli esperti ritengono che il neonato, più fragile, abbia trattenuto la droga più a lungo nel sangue. La Procura per i minorenni è stata immediatamente informata e ha attivato i servizi sociali del comune di residenza della donna, a nord di Lecce. La madre, secondo fonti locali, era già nota per l’uso di sostanze stupefacenti, mentre il compagno risulta estraneo ai fatti. Al momento, il bambino è ancora ricoverato nel reparto di Neonatologia del Vito Fazzi, dove riceve cure costanti. La custodia del neonato è stata affidata alle assistenti sociali dell’ospedale, che stanno gestendo il caso in attesa di una decisione della magistratura.
Il Gup ha rigettato il patteggiamento a tre mesi di reclusione per il parroco della chiesa di San Giovanni Battista Servizio di Linda Cappello.
Il piccolo è arrivato all’ospedale Giovanni XXIII di Bari lo scorso 22 settembre in gravi condizioni. Un siero gli salva la vita. Da ieri è a casa Una diagnosi tempestiva e i giusti trattamenti hanno salvato la vita a un neonato di 6 mesi affetto da botulismo infantile. Il piccolo è arrivato all’ospedale Giovanni XXIII di Bari lo scorso 22 settembre in gravi condizioni. Immediato il sospetto di una grave intossicazione. Così la direzione dell’ospedale pediatrico ha contattato il centro antiveleni di Pavia per ottenere un siero specifico che avrebbe salvato la vita al piccolo. È stata la polizia di stato a trasferire subito il farmaco a Bari. A provocare l’intossicazione sarebbe stato il miele. “Nei bambini molto piccoli le spore del butulino possono svilupparsi nell’intestino e diventare pericolose – ha spiegato Danny Sivo, direttore sanitario del Policlinico di Bari -. Per questo motivo si raccomanda sempre di non dare miele ai bambini sotto l’anno di vita”. Il neonato sta bene: ieri è tornato a casa.
Restano indagati un sacerdote e un tecnico Servizio di Linda Cappello;
La Procura di Bari indaga per omicidio colposo nei confronti di Don Antonio Ruccia, parroco della chiesa e Vincenzo Nanocchio, il tecnico che nel 2014 installò la culla Di Linda Cappello Sta per concludersi l’inchiesta sul ritrovamento di un bambino di pochi mesi trovato il 2 gennaio senza vita a Bari, nella culla termica della chiesa San Giovanni Battista al quartiere Poggiofranco. Il medico legale Biagio Solarino ha già depositato la consulenza. Si attendono i risultati degli esami affidati ad un laboratorio di Pavia per accertare la presenza di urina nel lenzuolino in cui era avvolto il piccolo. Questo per avere una ulteriore conferma sul fatto che fosse ancora vivo quando era stato lasciato in culla. La perizia sull’impianto ha acclarato che il tappetino sul quale era stato adagiato il bambino non fosse idoneo ad essere utilizzato in una culla termica. Dall’autopsia è emersa la morte per ipotermia. La Procura di Bari indaga per omicidio colposo nei confronti di Don Antonio Ruccia, parroco della chiesa e Vincenzo Nanocchio, il tecnico che nel 2014 installò la culla e che il 14 dicembre scorso intervenne per ripararla dopo che il prete gli aveva segnalato il malfunzionamento.
Quando è stato lasciato, il piccolo era ancora vivo ma la telefonata al parroco non è mai partita Servizio di Linda Cappello Montaggio di Pasquale Realmonte
Serve per poter svolgere alcuni accertamenti più approfonditi Verrà depositata nei prossimi giorni la consulenza tecnica sulla culla termica della chiesa di San Giovanni Battista di Bari, dove il 2 gennaio scorso è stato rinvenuto un bambino, di poche settimane, senza vita.I consulenti nominati dalla procura hanno chiesto e ottenuto una breve proroga per poter svolgere alcuni accertamenti più approfonditi. Secondo le indiscrezioni emerse fino a questo momento, pare che ci fossero delle anomalie nei sensori del tappetino, attivati dal peso del bambino, che avrebbero dovuto far partire la segnalazione della sua presenza. Il condizionatore, invece, rilasciava aria fredda a causa di una perdita di gas.
I consulenti dovranno indicare se il piccolo soffrisse di patologie pregresse Proseguiranno domani pomeriggio gli accertamenti autoptici sugli organi interni del piccolo trovato senza vita il 2 gennaio scorso nella culla termica della chiesa San Giovanni Battista di Bari. Il medico legale Biagio Solarino analizzerà cuore e cervello del bambino, per far emergere ulteriori elementi utili a stabilire con esattezza la causa del decesso, che in base alla prima autopsia sarebbero state causate da un’ipotermia. I consulenti dovranno anche indicare se il piccolo soffrisse di patologie pregresse: al momento del ritrovamento pare che il bimbo si presentasse gravemente sottopeso, circa 2 chili e 800 grammi nonostante avesse qualche settimana di vita, e disidratato.
Un laboratorio di Pavia verificherà natura dei liquidi contenuti nella culla termica Verrà affidato domani, ad un laboratorio di analisi di Pavia, l’incarico per l’esame del liquido rinvenuto nel tappetino della culla termica della parrocchia di Bari dove, il 2 gennaio scorso, è stato trovato il cadavere di un bambino di poche settimane. L’esame è finalizzato ad accertare se si sia trattato di una perdita post mortem oppure di urina, circostanza questa che potrebbe fornire ulteriore conferma del fatto che il piccolo fosse ancora vivo quando è stato lasciato. Intanto proseguono gli accertamenti dei consulenti nominati dalla procura sul funzionamento dell’impianto: la perizia dovrebbe essere depositata all’inizio di febbraio.
L’obiettivo è quello di riuscire a identificare la madre, anche se per il momento le ricerche non hanno dato alcun esito Sono in corso gli esami sul Dna del bambino trovato senza vita lo scorso 2 gennaio scorso nella culla termica della chiesa San Giovanni Battista. Nell’ambito degli accertamenti disposti dalla procura, è stato chiesto al medico legale di effettuare la comparazione del Dna del piccolo con quelli contenuti nelle banche dati della polizia. Questo allo scopo di riuscire ad identificare la madre, anche se per il momento le ricerche non hanno dato alcun esito. Sembra ormai acclarato che il tappetino della culla non abbia funzionato, così come il condizionatore che non erogava aria calda a causa di una perdita di gas.I consulenti tecnici dovrebbero depositare elaborato sull’impianto entro la fine del mese.
Una donna è stata sentita dagli inquirenti: aveva pensato che fossero dei miagolii di gatti presenti in zona Saranno celebrati domattina i funerali del neonato trovato senza vita lo scorso 2 gennaio nella culla termica della chiesa di San Giovanni Battista, a Bari. La cerimonia si svolgerà nella chiesa madre del cimitero, mentre a sostenere i costi delle esequie sarà l’amministrazione comunale. Ieri, si è svolto un terzo esame tecnico sulle attrezzature della culla nel laboratorio del Politecnico. Accertato il malfunzionamento del tappetino che avrebbe dovuto far partire la telefonata al parroco per la presenza del piccolo. È stata intanto sentita dagli inquirenti una donna che risiede vicino la parrocchia, la quale ha dichiarato di aver udito dei vagiti due giorni prima del ritrovamento del corpicino in prossimità della culla termica. Aveva però pensato che fossero dei miagolii di gatti presenti in zona.
Le esequie si svolgeranno sabato mattina nella cappella del cimitero Saranno celebrati sabato mattina alle 10 i funerali del bambino trovato senza vita lo scorso 2 gennaio nella culla termica della chiesa di San Giovanni Battista, a Bari. La cerimonia sarà officiata dall’Arcivescovo Monsignor Satriano e si svolgerà nella Dhiesa Madre del cimitero. L’amministrazione comunale pagherà le spese del funerale del quale si era fatto carico, in un primo momento, l’impresario funebre che aveva fatto la tragica scoperta. Secondo quanto emerso dalle indagini, il piccolo è morto per ipotermia. I consulenti della procura avrebbero accertato il malfunzionamento dei sensori del tappetino della culla che non hanno inviato la segnalazione di presenza di un bambino, e anche un guasto al condizionatore dal quale usciva aria fredda.
Potrebbero non aver fatto scattare riscaldamento e allarme collegato al telefono di Don Antonio Ruccia Servizio di Linda Cappello

Il piccolo, un bambino di circa due settimane, morì di ipotermia Ha patteggiato un anno di reclusione don Antonio Ruccia, il parroco della chiesa di

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Era il quarto figlio di una coppia che vive da anni nel comune in provincia di Foggia Un bambino di tre mesi è morto a

Sono accusati di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario La Procura di Brindisi ha aperto un’inchiesta sul decesso

Una scelta consapevole in cui le donne oggi più che mai non sono lasciate sole come ribadito all’ospedale San Paolo di Bari durante una giornata

La denuncia La madre era al nono mese di gestazione ma durante uno dei monitoraggi effettuati dal personale sanitario, il battito del feto sarebbe improvvisamente

Revocato il provvedimento di allontanamento A Brindisi ha vinto l’amore materno. Un neonato, figlio di due genitori con pregresse patologie, era stato inizialmente destinato – su

E’ sotto la tutela dei servizi sociali Il 17 ottobre scorso, all’ospedale Vito Fazzi di Lecce, un neonato è risultato positivo alla cocaina subito dopo

Il Gup ha rigettato il patteggiamento a tre mesi di reclusione per il parroco della chiesa di San Giovanni Battista Servizio di Linda Cappello.

Il piccolo è arrivato all’ospedale Giovanni XXIII di Bari lo scorso 22 settembre in gravi condizioni. Un siero gli salva la vita. Da ieri è

Restano indagati un sacerdote e un tecnico Servizio di Linda Cappello;

La Procura di Bari indaga per omicidio colposo nei confronti di Don Antonio Ruccia, parroco della chiesa e Vincenzo Nanocchio, il tecnico che nel 2014

Quando è stato lasciato, il piccolo era ancora vivo ma la telefonata al parroco non è mai partita Servizio di Linda Cappello Montaggio di Pasquale

Serve per poter svolgere alcuni accertamenti più approfonditi Verrà depositata nei prossimi giorni la consulenza tecnica sulla culla termica della chiesa di San Giovanni Battista

I consulenti dovranno indicare se il piccolo soffrisse di patologie pregresse Proseguiranno domani pomeriggio gli accertamenti autoptici sugli organi interni del piccolo trovato senza vita

Un laboratorio di Pavia verificherà natura dei liquidi contenuti nella culla termica Verrà affidato domani, ad un laboratorio di analisi di Pavia, l’incarico per l’esame del

L’obiettivo è quello di riuscire a identificare la madre, anche se per il momento le ricerche non hanno dato alcun esito Sono in corso gli

Una donna è stata sentita dagli inquirenti: aveva pensato che fossero dei miagolii di gatti presenti in zona Saranno celebrati domattina i funerali del neonato

Le esequie si svolgeranno sabato mattina nella cappella del cimitero Saranno celebrati sabato mattina alle 10 i funerali del bambino trovato senza vita lo scorso

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