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minorenni

. Restano in stato di detenzione i quattro minorenni indagati per l’aggressione sfociata nell’omicidio di Bakari Sako, accoltellato all’alba del 9 maggio scorso, in città vecchia a Taranto. Il tribunale del Riesame ha rigettato la richiesta degli avvocati, confermando dunque la ricostruzione della procura. I legali avevano chiesto il trasferimento in comunità per i minorenni, o in alternativa i domiciliari, ma resteranno negli istituti penali minorili di Lecce e Bari, dove sono attualmente detenuti. Chiesto il Riesame anche per i due maggiorenni indagati, Fabio Sale, 20 anni e Mimmo Colucci, 22 anni. L’udienza per loro è fissata al 4 giugno. La difesa ha chiesto l’annullamento della misura cautelare perché i due avrebbero avuto un ruolo marginale nella vicenda.

Intanto è indagato per omicidio stradale il 16enne che era alla guida dell’auto. Sono, inoltre, emersi livelli di alcol nel sangue oltre i limiti consentiti per tutti e cinque i ragazzi e tracce di cannabis per due di loro. Un ragazzo dolce, vivace e pieno di vita: chi ha conosciuto Andrea Procaccino lo ricorda così. Orta Nova si è fermata per i funerali del 17enne, morto nella notte tra sabato e domenica scorsi in un incidente stradale. Con altri quattro minori, rimasti feriti, era nell’auto che è finita fuori strada, in fuga da un posto di blocco dei carabinieri.Gremita la chiesa della Madonna di Lourdes per l’ultimo saluto. Qui le immagini del funerale di Andrea Procaccino, 17 anni Intanto, è indagato per omicidio stradale il 16enne che era alla guida dell’auto.Sono, inoltre, emersi livelli di alcol nel sangue oltre i limiti consentiti per tutti e cinque i ragazzi e tracce di cannabis per due di loro.

Alla guida un altro sedicenne. La vittima era sul sedile posteriore. Feriti gli altri quattro amici. L’auto coi cinque ragazzi a bordo avrebbe tentato di evitare un posto di controllo delle forze dell’ordine, dandosi alla fuga davanti ai carabinieri. Ma l’inseguimento si è concluso tragicamente. La vettura è finita fuori strada schiantandosi su un guardrail. Nell’impatto è morto Andrea Procaccino, 16 anni. Feriti gli altri quattro ragazzi, tra i 14 e 17 anni. Sono tutti residenti in zona. L’incidente è avvenuto verso le 3 del mattino, sulla provinciale 80. Alla guida della Tenault Megane con targa polacca c’era un 16enne mentre la vittima si trovava sul sedile posteriore, dietro al guidatore. Quando sulla strada il conducente dell’auto ha visto la pattuglia dei carabinieri che stava effettuando un posto di blocco, ha accelerato senza fermarsi. Ne  è scaturito un inseguimento nel corso del quale l’auto in curva è uscita fuori strada. Per Andrea Procaccino non c’è stato nulla da fare, è morto sul colpo. Il ferito più grave è stato ricoverato all’ospedale di Foggia, gli altri tre medicati in quello di Cerignola ma poi dimessi.

. “Non chiange’”. Non piangere. La voce è quella di uno dei ragazzi arrestati per l’omicidio di Bakary mentre esce dal tribunale dei Minori. Davanti a lui, poco distante, la fidanzatina che non riesce a trattenere le lacrime. Attorno ci sono madri, nonne, padri, fratelli e amici. Qualcuno si avvicina, altri restano immobili in silenzio. Mentre vanno via al termine degli interrogatori un padre si avvicina al van, guarda dentro e dice “Comportatevi bene”. Tutto è accaduto nel cuore della città vecchia di Taranto, in uno dei luoghi simbolo della storia cittadina. Da una parte il tribunale per i minori, dall’altra la maestosa cattedrale di san Cataldo. Di fronte palazzo Troilo, sede dei Giochi del Mediterraneo. E a pochi metri piazza Fontana dove è stato ucciso Bakary. Un intreccio di dolore, incredulità e normalità apparente. E intanto i turisti attraversano la piazza con le loro macchina fotografiche al collo, immortalano gli scorci della città vecchia senza sapere che a pochi metri si stanno consumando lacrime, interrogatori e disperazione. Sull’uscio della chiesa compare don Emanuele Ferro. Osserva in silenzio. Quei ragazzi li conosce bene, conosce le loro famiglie, le fragilità. Non dice nulla ma nel suo sguardo c’è tutto il peso di una tragedia che non riguarda soltanto un delitto, ma il fallimento di una intera comunità 

Di Alessandra Martellotti Intervista a Daniela Putignano, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni Taranto

L’omicidio avvenne il 31 maggio del 2025 fuori da un casolare a Ceglie del Campo. BA N PENE RIDOTTE OMICIDIO INDIANO Sono state ridotte le condanne nei confronti dei due ragazzi, all’epoca dei fatti minorenni, accusati dell’omicidio del cittadino indiano Singh Nardev, avvenuto la sera del 31 maggio 2025 fuori da un casolare a Ceglie del Campo. Secondo l’accusa, lo straniero sarebbe stato ucciso perché i due, con un terzo complice, volevano testare il funzionamento di una pistola.Il Tribunale per i minorenni aveva condannato con rito abbreviato i due imputati a 17 anni di reclusione: la riforma voluta dall’allora ministro della Giustizia Marta Cartabia stabilisce ora che chi rinuncia ad impugnare la sentenza in appello possa beneficiare della riduzione di un sesto della pena. E dunque le condanne, divenute ormai definitive, sono stati ridotte per ciascuno a 14 anni e due mesi. Il terzo imputato, il 22enne Paolo Natale Guglielmi, ha invece scelto il processo con rito ordinario, tutt’ora in corso.

Le vistose ecchimosi riportate hanno indotto gli amici della 17enne a chiamare il 118. Trasferita al pronto soccorso del “Vito Fazzi”, è stata dimessa con sei giorni di prognosi. Una brutale aggressione ha scosso la movida di Lecce la notte tra sabato e domenica scorsi. Un ragazza di 17 anni è stata picchiata da alcune coetanee vicino via Maremonti, nel centro storico. Il movente sarebbe legato ad tatuaggio mostrato in un video su TikTok e dedicato ad un ex fidanzato.  La vittima è stata circondata, strattonata e presa a calci. L’intervento di un’amica le ha consentito di scappare e mettersi al sicuro. Le vistose ecchimosi riportate hanno indotto gli amici della 17enne a chiamare il 118. Trasferita al pronto soccorso del “Vito Fazzi”, è stata dimessa con sei giorni di prognosi. La famiglia sporgerà denuncia.

ALCOL AI MINORI L’attività dovrà restare chiusa per un mese. Gli agenti di polizia hanno appurato che in un locale del centro storico venivano tranquillamente venduti alcolici anche a soggetti chiaramente di minore età. La licenza è stata sospesa per 30 giorni con provvedimento del Questore. Considerato che l’attività in questione aveva già avuto problemi del genere in passato, non si esclude la revoca della licenza.

L’episodio a maggio. Si scagliarono contro un ragazzo per sottrargli una collanina d’oro Sono stati individuati i tre minorenni che a maggio, in pieno centro a Foggia, aggredirono un gruppo di giovani. Un 17enne e un 15enne foggiani sono stati trasferiti presso l’Istituto per minorenni di Bari, mentre un 14enne è stato collocato in comunità. Per loro le accuse sono in concorso con due maggiorenni dirapina aggravata e lesioni personali. Stando alla ricostruzione della polizia, i ragazzini hanno prima minacciato un gruppo di giovani, per poi scagliarsi contro uno di loro per sottrargli una collanina d’oro. La vittima ha riportato lesioni giudicate guaribili in 30 giorni.

L’episodio a maggio. Si scagliarono contro un ragazzo per sottrargli una collanina d’oro Sono stati individuati i tre minorenni che a maggio, in pieno centro a Foggia, aggredirono un gruppo di giovani. Un 17enne e un 15enne foggiani sono stati trasferiti presso l’Istituto per minorenni di Bari, mentre un 14enne è stato collocato in comunità. Per loro le accuse sono in concorso con due maggiorenni dirapina aggravata e lesioni personali. Stando alla ricostruzione della polizia, i ragazzini hanno prima minacciato un gruppo di giovani, per poi scagliarsi contro uno di loro per sottrargli una collanina d’oro. La vittima ha riportato lesioni giudicate guaribili in 30 giorni.

Era l’amico di famiglia di una delle 13enni. Avrebbe effettuato anche riprese col telefonino durante le molestie È iniziato nei giorni scorsi davanti al Tribunale di Bari il processo nei confronti di un imprenditore 55enne del Barese, accusato di violenza sessuale ai danni di due ragazze minorenni di 13 e 12 anni. I fatti risalgono al periodo fra il 2020 e il 2021.L’uomo, arrestato nel giugno scorso dagli agenti della Squadra Mobile e ora ai domiciliari, avrebbe molestato le ragazzine, in virtù del rapporto di vicinanza che lo legava alla famiglia di una di loro. Secondo l’accusa, avrebbe anche effettuato delle riprese con il telefonino durante i rapporti con una delle due minori: da qui l’ulteriore contestazione di pornografia minorile. Le presunte vittime sono costituite parti civili con gli avvocati Nicola Selvaggi e Vincenzo Miccolis, che hanno avanzato una richiesta di risarcimento danni di oltre 300mila euro. Nel corso della prossima udienza, prevista per gennaio, saranno chiamate a testimoniare le due ragazze.

Era l’amico di famiglia di una delle 13enni. Avrebbe effettuato anche riprese col telefonino durante le molestie È iniziato nei giorni scorsi davanti al Tribunale di Bari il processo nei confronti di un imprenditore 55enne del Barese, accusato di violenza sessuale ai danni di due ragazze minorenni di 13 e 12 anni. I fatti risalgono al periodo fra il 2020 e il 2021.L’uomo, arrestato nel giugno scorso dagli agenti della Squadra Mobile e ora ai domiciliari, avrebbe molestato le ragazzine, in virtù del rapporto di vicinanza che lo legava alla famiglia di una di loro. Secondo l’accusa, avrebbe anche effettuato delle riprese con il telefonino durante i rapporti con una delle due minori: da qui l’ulteriore contestazione di pornografia minorile. Le presunte vittime sono costituite parti civili con gli avvocati Nicola Selvaggi e Vincenzo Miccolis, che hanno avanzato una richiesta di risarcimento danni di oltre 300mila euro. Nel corso della prossima udienza, prevista per gennaio, saranno chiamate a testimoniare le due ragazze.

Nella notte gli autobus sono stati utilizzati come bersaglio per il lancio di pietre Tre minorenni sono stati identificati a Bari dalla Polizia come possibili autori di atti vandalismo sui mezzi pubblici durante la notte di Halloween. Uno di loro era anche in possesso di materiale esplodente al momento del fermo. Nella notte si sono verificati ancora una volta episodi violenti con gruppi di ragazzi che hanno lanciato pietre contro gli autobus nonostante il rafforzamento dei controlli da parte delle forze dell’ordine. A partire dal pomeriggio nel capoluogo pugliese sono state attive 47 pattuglie tra Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e polizia locale con il supporto dell’unità cinofila. In totale sono state identificate 159 persone nelle principali zone della movida e nei quartieri San Paolo, San Pio, Ceglie del Campo e Carbonara.

Agivano in branco, usando le logiche del dominio e della prevaricazione, seminando paura nel quartiere. Le condanne sono finalizzate al processo rieducativo Hanno agito in gruppo, usando le logiche del branco, del dominio, della prevaricazione, indossando abbigliamento intimidatorio, seminando paura nel quartiere: le “case parcheggio” al quartiere Tamburi di Taranto. E’ questo, in sintesi, il contenuto delle motivazioni delle sentenze emesse lo scorso 11 settembre per i 5 minorenni, dai 14 ai 17 anni, condannati in quattro a 1 anno e 2 mesi e, un altro, a 1 anno e 4 mesi, accusati di aver aggredito un ragazzo nigeriano lanciandogli contro pietre e bottiglie di vetro, ferendolo. Il collegio di giudici del tribunale per i minorenni, presieduto dalla dottoressa Furio, ha respinto anche la sospensione della condizionale della pena, ritenendo che non si possa attuare il processo rieducativo senza passare dall’esecuzione della pena e dall’allontanamento dal contesto in cui sono cresciuti. Riscontrati inoltre l’assenza di pentimento e il rischio di recidiva, considerando anche la sfrontatezza dimostrata con la sassaiola contro i carabinieri.

I carabinieri hanno individuato e ascoltato i due presunti responsabili A Mesagne si indaga su una presunta violenza sessuale ai danni di una 13enne. I responsabili, secondo quanto denunciato dalla ragazzina, sarebbero due coetanei, un 12enne e un 15enne, che avrebbero abusato di lei per strada. La 13enne ha raccontato subito ai genitori quanto accaduto ed è subito partita la denuncia ai carabinieri, che hanno già individuato e ascoltato i due presunti responsabili. La vicenda è in mano alla Procura per i minorenni di Lecce, che indaga per violenza sessuale e sequestro di persona.

In 7 finirono in comunità per lesioni personali aggravate dall’odio razziale e altre accuse Di Alessandra Martellotti

Il provvedimento disposto dalle forze dell’ordine per un esercizio nel centro città: era già stato sanzionato per la stessa infrazione Continuano i controlli a Potenza messi in atto dalle forze dell’ordine e le autorità locali competenti: provvedimento più recente la chiusura di un locale nel centro storico della città, colpevole di somministrazione di cocktail superalcolici a minorenni. In particolare, gli esercenti, oltre ad aver omesso la regolare verifica della maggiore età dei clienti, sarebbero stati recidivi nell’infrazione. Le forze dell’ordine hanno disposto una chiusura di quindici giorni per il locale: si tratta di una misura conforme alle disposizioni del prefetto Michele Campanaro, promotore di un’operazione contro le illegalità commesse sul territorio potentino, oltre alla prevenzione e al contrasto del degrado giovanile.

Nei guai due 16enni di Andria Si erano fotografati con i vestiti della rapina e avevano pubblicato video e foto su TikTok. È stata proprio questa condivisione sul social network a tradire due 16enni di Andria. I minori sono accusati di aver compiuto una rapina a mano armata lo scorso febbraio in un negozio di alimentari gestito da un cittadino pakistano in piazza Aldo Moro, nel centro di Barletta. I due avevano portato via circa 900 euro, con i volti coperti e armati di una pistola risultata poi essere a salve. Gli agenti del commissariato di Barletta li hanno individuati, hanno perquisito le abitazioni trovando il travestimento completo e l’arma giocattoloprobabilmente utilizzata per la rapina. Il gip del tribunale per i Minorenni ha disposto la misura cautelare del collocamento in comunità.

L’uomo è indagato per violenza sessuale aggravata e continuata, produzione e tentativo di produzione di materiale pedopornografico Dal 2020 al 2024 avrebbe intrattenuto relazioni sessuali con due ragazzine di età inferiore ai 14 anni. Dopo la denuncia della madre di una delle minorenni, un imprenditore 55enne di Castellana Grotte è finito in carcere. La polizia ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in seguito ad un’inchiesta della Procura di Bari. L’uomo è indagato per violenza sessuale aggravata e continuata, produzione e tentativo di produzione di materiale pedopornografico. Le indagini sono state effettuate tramite ascolti in modalità protetta, intercettazioni, sopralluoghi ed esami di telefonini e computer. 

Il 17enne è stato aggredito in stazione a Galatina, la scena è stata filmata e postata sui social Si sta stringendo il cerchio intorno agli autori del brutale pestaggio del 17enne tunisino avvenuto l’altra sera alla stazione ferroviaria di Galatina. Sei dei componenti della baby gang sarebbero stati già identificati, ma ad essere coinvolti sarebbero di più . Tutti di età compresa tra i 15 e i 17 anni . L’ipotesi di reato è lesioni personali aggravate dalla minore età e dall’aver agito con crudeltà. Un’indagine lampo coordinata dal Procuratore Capo del Tribunale dei Minori di Lecce, Simona Filoni, che nelle prossime ore potrebbe già sortire i primi provvedimenti.

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