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La Corte dei Conti lo ha infatti condannato a pagare 13.500 euro al ministero della Difesa, cifra che comprende l’indennità di trasferta illegittimamente percepita e il danno all’immagine arrecato . Sulla carta avrebbe dovuto essere in missione in Kuwait, e invece era rientrato in Italia per quasi un mese, compreso il periodo di Natale e Capodanno, senza segnalare l’assenza. Una mancanza che è costata cara ad un militare salentino all’epoca dei fatti colonnello dell’Aereonautica: la Corte dei Conti lo ha infatti condannato a pagare 13.500 euro al ministero della Difesa, cifra che comprende l’indennità di trasferta illegittimamente percepita e il danno all’immagine arrecato all’amministrazione di appartenenza. ll colonnello era rientrato in Italia il 15 dicembre 2016 rimanendovi fino al 14 gennaio successivo, senza però segnalare l’assenza dalla missione sugli statini di presenza. La vicenda ha dato origine anche ad un procedimento penale, avviato davanti al Tribunale Militare di Napoli: in primo grado i giudici hanno condannato l’imputato ad 8 anni di reclusione e alla pena accessoria della rimozione del grado per truffa ai danni dello Stato, ma il verdetto è stato poi annullato in appello per intervenuta prescrizione. La difesa ha sostenuto che la presenza in Italia del colonnello sarebbe stata giustificata da attività di coordinamento fra le autorità militari italiane e kuwaitiane in relazione alle attività di addestramento di alcuni piloti stranieri presso la scuola di volo militare di Galatina. Tesi non dimostrata, secondo i giudici, nonostante sia stata documentata la presenza del colonnello presso la scuola il 10 gennaio per sole due ore dalle 12 alle 14:” fascia oraria – si legge in sentenza – normalmente dedicata alla pausa pranzo”.

. Era morto a soli 38 anni dopo aver prestato servizio in Kosovo, nel 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti ‘Col Moschin’. Aveva contratto una patologia ematica per l’esposizione ad uranio impoverito e nanoparticelle. Per la Corte di Appello di Lecce il militare originario di Grottaglie è vittima del dovere. In primo grado il Tribunale di Taranto aveva respinto la richiesta di accesso ai benefici previsti dalla legge per le vittime del dovere e i soggetti equiparati. La Corte ha invece riconosciuto il diritto dei familiari alle provvidenze economiche previste dalla normativa, ritenendo sussistente il nesso concausale tra il servizio svolto e la malattia che ha portato al decesso. La vicenda è stata seguita dagli avvocati Massimo Spagnulo, Ciro Santoro e Maria Santoro. 

Giovane militare di Fragagnano morì in ospedale a Pesaro. La procura dopo 30 anni riapre il caso. Il papà: “Vorrei solo verità e giustizia, e finire i miei giorni in pace” Di Alessandra Martellotti Intervista a Francesco Miccoli, papà di Lorenzo

Arriva dagli scavi di manutenzione idrica l’inaspettato ritrovamento sotterraneo Una scoperta sensazionale dal sottosuolo di piazza Aldo Moro, in pieno centro della città di Bari – davanti alla stazione centrale: gli scavi per la posa delle nuove condotte idriche hanno portato alla luce un ipogeo di notevole ampiezza, quasi pari alla superficie della stessa piazza sotto cui risiedeva. L’area, composta da numerosi cunicoli e gallerie, sembrerebbe essere stata adibita ad uso militare durante la prima o la seconda guerra mondiale. Lo spazio è stato messo in sicurezza dai tecnici per garantire il proseguimento degli scavi.

Il Direttore dell’Arsenale, l’Ammiraglio De Candia, annuncia la trasformazione del sito in museo permanente

Era stato già condannato in passato per lesioni, ha patteggiato due anni e 6 mesi e si trova ai domiciliari. Il ministero della Difesa lo ha sospeso e avviato l’iter per il licenziamento Un caporal maggiore dell’Esercito di 48 anni originario di Corsano e in servizio a Lecce ha patteggiato davanti al giudice monocratico Marco Mauro Marangio una condanna a 2 anni e 6 mesi per stalking, lesioni e maltrattamenti ai danni della ex convivente. L’imputato era stato già condannato per lesioni a carico di un’altra donna. Nell’ottobre del 2024 era stato arrestato dopo essere stato denunciato per ll’ennesima aggressione subita dalla ex, finita al pronto soccorso. Nonostante la denuncia il militare avrebbe continuato però a perseguitarla. L’uomo si trova attualmente detenuto ai domiciliari. Il Ministero della Difesa ha sospeso il militare dal servizio avviando l’iter per il licenziamento.

Avrebbero molestato, abusato, minacciato e insultato alcune marinaie durante una missione nelle acque del Golfo Persico tra l’agosto ed il dicembre del 2021 Rinvio a giudizio per il capitano della nave Martinengo, di stanza a Taranto, e per due sottocapi di prima classe. Avrebbero molestato, abusato, minacciato ed insultato alcune marinaie durante una missione nelle acque del Golfo Persico tra l’agosto ed il dicembre del 2021. Diversi gli episodi denunciati dalle 20enni che sarebbero state minacciate con lame e forbici e insultate con epiteti offensivi. Al capitano, oltre alla violenza sessuale, è contestato di non aver proceduto disciplinarmente nei confronti degli altri due imputati, anzi avrebbe agevolato e contribuito a creare un clima di terrore a bordo della nave.

IL giovane militare è stato probabilmente ucciso ma il suo corpo mai trovato Servizio di Francesco Petruzzelli Riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo intervista: Avv. Michele Carofiglio (Legale della famiglia di Luigi Fanelli)

L’incidente è avvenuto nelle fasi che precedevano il decollo Un elicottero della Marina Militare si è ribaltato questo pomeriggio in un incidente avvenuto nella stazione aeromobili di Grottaglie. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Il velivolo MH-90 del Quarto Gruppo Elicotteri, impegnato in una missione di addestramento, si e’ girato su un fianco mentre era nel parcheggio, durante i controlli pre decollo. Il ribaltamento è avvenuto nelle fasi successive alla messa in moto dei turbo-motori. Nessuno dei componenti dell’equipaggio, della squadra tecnica e altro personale è stato coinvolto nell’incidente.

Il ferimento del 23enne è avvenuto a Foggia, l’11 settembre scorso. L’autore materiale è un ragazzino di appena 15 anni Tre minorenni sono stati arrestati a Foggia per il ferimento a colpi di coltello di un militare di 23 anni avvenuto l’11 settembre scorso durante una rapina. L’autore materiale, il più piccolo dei tre, un ragazzino di appena 15 anni, è stato rinchiuso in carcere. Per gli altri due, uno dei quali ha appena compiuto 18 anni, è stato disposto il ricovero in una comunità. Lo ha stabilito il Tribunale per i minorenni di Bari. I tre aggredirono la vittima con diversi pugni per sottrargli un braccialetto in oro. Afferrato il bottino tentarono la fuga. Il 15enne, dopo essere stato raggiunto dal militare, per cercare di liberarsi gli sferrò una coltellata al fianco, causandogli la perforazione del polmone sinistro.

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