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La nave della ong tedesca è giunta nel porto pugliese. Tra i naufraghi 25 minori: avviate le procedure di identificazione e lo screening sanitario. Ha attraccato pochi minuti fa nel porto di Brindisi la nave Sea-Watch 5, dell’omonima ong tedesca, con a bordo 154 migranti (secondo le prime stime, poi aggiornate a 166 persone), soccorsi nei giorni scorsi nel Mar Mediterraneo. All’arrivo nel capoluogo messapico i migranti sono stati accolti dal servizio di accoglienza coordinato dalla Prefettura di Brindisi. A quanto si apprende a bordo della nave ci sono tre donne e 25 minori, provenienti principalmente da Egitto, Eritrea, Somalia e Bangladesh. Sono attualmente in corso gli screening sanitari nelle postazioni allestite dall’Asl Brindisi, a cui seguiranno le procedure d’identificazione. La Sea-Watch aveva denunciato, subito dopo la prima operazione di soccorso, che una motovedetta libica aveva aperto il fuoco contro la nave con una serie di colpi.

Il parere dell’Avvocato Generale UE Nicholas Emiliou sul piano del Governo: la delocalizzazione dei rimpatri è possibile, ma la giurisdizione e i diritti dei richiedenti asilo restano vincolati alle garanzie europee. Il controverso Protocollo Italia-Albania segna un punto a favore del governo italiano, ma con riserve significative. Secondo il parere dell’Avvocato generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Nicholas Emiliou, l’accordo che prevede la creazione di centri di rimpatrio extra-UE è, in linea di principio, compatibile con il diritto dell’Unione Europea. Tuttavia, la legittimità del progetto resta strettamente legata a una condizione imprescindibile: il pieno rispetto dei diritti fondamentali dei migranti. Centri per i rimpatri fuori dall’UE: cosa dice il parere legale Nel documento depositato a Lussemburgo, l’Avvocato generale Emiliou chiarisce che la normativa europea non vieta esplicitamente a uno Stato membro di istituire centri di detenzione per le procedure di rimpatrio al di fuori dei propri confini nazionali. Nonostante la delocalizzazione in Albania, l’Italia rimane l’unico soggetto responsabile. Ciò significa che lo Stato italiano è vincolato a garantire tutte le tutele previste dall’ordinamento UE, tra cui: Diritto all’assistenza legale gratuita; Accesso a servizi di mediazione linguistica; Possibilità di mantenere contatti con la famiglia e le autorità competenti. Il conflitto tra Italia e UE sui “Paesi Sicuri” Il protocollo, siglato il 6 novembre 2023, ha già incontrato numerosi ostacoli giudiziari. In particolare, il Tribunale di Roma ha sollevato dubbi sulla legittimità dei trattenimenti per i migranti provenienti da Paesi considerati “sicuri” dal governo italiano, come Egitto e Bangladesh. L’attuale ricorso giunto alla Corte di Giustizia UE nasce dalla contestazione delle autorità italiane contro la Corte d’Appello di Roma, che aveva negato la convalida del trattenimento per alcuni migranti trasferiti nei centri albanesi e richiedenti asilo. Diritto di restare contro diritto al rientro Un punto cruciale del parere di Emiliou riguarda la permanenza dei richiedenti asilo. L’avvocato generale ha precisato che: “La norma che permette ai richiedenti protezione internazionale di restare in uno Stato membro durante l’esame della domanda non conferisce loro il diritto automatico di essere riportati nel territorio fisico di quello Stato.” Tuttavia, resta l’obbligo tassativo per l’Italia di assicurare un accesso effettivo alla giustizia e tempi rapidi per il riesame dei decreti, onde evitare che la detenzione nei centri in Albania si trasformi in un trattenimento illegittimo. Le prossime tappe: verso la sentenza definitiva Sebbene il parere dell’Avvocato generale non sia vincolante, esso rappresenta una guida autorevole per i giudici della Corte di Lussemburgo. La sentenza definitiva, attesa nei prossimi mesi, stabilirà se il modello di gestione dei flussi migratori proposto dall’Italia potrà diventare un precedente per altri Paesi europei o se subirà nuove restrizioni. Punti chiave del dossier: Obiettivo: Gestione esterna delle procedure di asilo e rimpatrio. Protocollo: Italia-Albania (6 novembre 2023). Giurisdizione: Italiana ed Europea. Punto critico: Definizione di “Paesi sicuri”.

Il sindacato USB torna a evidenziare le precarie condizioni di vita dei lavoratori stranieri. Il maltempo sta creando pesanti disagi anche a migliaia di migranti che vivono nelle numerose baraccopoli del Foggiano. Le immagini si riferiscono al ghetto di Torretta Antonacci, nei pressi di San Severo, dove le abbondanti piogge di questi giorni hanno allagato container, alloggi di fortuna e strade.Lo denuncia il sindacato USB, che torna a evidenziare le precarie condizioni di vita dei lavoratori stranieri.“Chiediamo con forza e urgenza che vengano immediatamente attivati i soccorsi e garantita la sicurezza delle persone presenti nel sito”, sottolinea l’USB.

Nelle prossime ore i migranti saranno trasferiti nelle strutture preposte all’accoglienza. Non ci sono donne nè bambini tra i migranti sbarcati questa mattina, 2 febbraio, al porto di Taranto, con la nave della Ong Solidaire. Sono 21 uomini, di cui forse un minorenne. In corso le operazioni di soccorso e di assistenza medica. Non si registrano al momento casi o situazioni particolari di salute. Sarebbero tutti in buono stato. Nelle prossime ore saranno accompaganti nelle strutture di accoglienza. Gli uomini sbarcati sono di varie nazionalità tra cui pakistani, eritrei, libici, egiziani.

La Polizia ha eseguito un mandato d’arresto europeo Attraverso la Francia, al fine di raggiungere il Regno Unito, trasportava migranti, tra cui donne e bambini, all’interno di rimorchi refrigerati. È stato arrestato a Bari dalla polizia un cittadino afghano di 40 anni, richiedente asilo, accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Bari hanno scoperto che il 40enne si trovava in provincia di Milano e che stava per arrivare nel capoluogo pugliese, dove nei pressi della Stazione ferroviaria di Bari Centrale è stato fermato e arrestato in esecuzione del mandato d’arresto europeo. L’uomo è in carcere.

La Polizia ha eseguito un mandato d’arresto europeo Attraverso la Francia, al fine di raggiungere il Regno Unito, trasportava migranti, tra cui donne e bambini, all’interno di rimorchi refrigerati. È stato arrestato a Bari dalla polizia un cittadino afghano di 40 anni, richiedente asilo, accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Bari hanno scoperto che il 40enne si trovava in provincia di Milano e che stava per arrivare nel capoluogo pugliese, dove nei pressi della Stazione ferroviaria di Bari Centrale è stato fermato e arrestato in esecuzione del mandato d’arresto europeo. L’uomo è in carcere.

Lo conferma l’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale Arriverà sabato mattina, intorno alle 9, al porto di Bari la nave della ong Solidaire che nei giorni scorsi ha effettuato alcuni salvataggi di migranti al largo delle coste della Tunisia. Lo conferma l’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale, evidenziando che a bordo della nave ci sono 194 migranti. Quello del capoluogo pugliese è il porto sicuro assegnato.

E’ il porto assegnato. L’ong ha effettuato i salvataggi al largo delle coste tunisine E’ previsto per domani l’arrivo a Bari, porto assegnato, della nave ong Solidaire, che ha effettuato dei salvataggi di migranti al largo delle coste tunisine. Nel tragitto verso Bari la ong ha richiesto un “medevac” trasferimento medico urgente. Davanti al porto di Pozzallo, la nave ong in avvicinamento ha ricevuto ieri sera il supporto della motovedetta Cp 325 che ha trasbordato un uomo affidandolo alle cure del personale sanitario di Usmaf, sanità marittima e Azienda sanitaria provinciale. Si tratta di un cittadino bangladese di 40 anni con un trauma al ginocchio sinistro e difficoltà di deambulazione. E’ stato portato all’ospedale di Modica. 

Il Comune, da tempo, ha potenziato il sistema di videosorveglianza, rendendolo ancora più efficace grazie alla fibra Intervista a Giulio De Santis, ass. Sicurezza Comune di Foggia Servizio di Pietro Loffredo

“Non è più tempo di mezze misure” tuonano dal comitato “Difendiamo il quartiere Ferrovia” Dopo la violenta rissa esplosa ieri sera a Foggia, è intervenuto il comitato “Difendiamo il quartiere Ferrovia” che chiede l’intervento dell’esercito annunciando, in caso contrario, un sit-in davanti alla Prefettura. La rissa ha visto protagonisti un nutrito gruppo di migranti. Per sedere gli animi sul posto è intervenuta la polizia che ha avviato indagini e ha già identificato, a quanto si apprende, molti partecipanti alla rissa. I residenti denunciano una situazione ormai invivibile. “Qui non siamo davanti ad episodi isolati – si legge – ma ad una degenerazione quotidiana che mina la sicurezza e la dignità di un’intera comunità. Non è più tempo di mezze misure. Noi lo diciamo da anni e lo ribadiamo con forza oggi: serve l’esercito, servono più unità delle forze dell’ordine, servono controlli quotidiani nei negozi”.

Provengono da Egitto e Eritrea. Almeno 3 minori non accompagnati E’ giunta nel porto di Brindisi la nave della ong Solidaire con a bordo i 65 migrantisoccorsi nei giorni scorsi nel mar Mediterraneo. Tra loro ci sono anche tre minorenni non accompagnati. Sono state svolte le procedure d’identificazione da parte del personale dellaQuestura di Brindisi e non è escluso che il numero dei minori possa aumentare. All’arrivo a Brindisi i migranti sono stati accolti dal servizio di accoglienza coordinato dalla prefettura.Provengono da Egitto, Eritrea, Pakistan, e Bangladesh. 

Tra le persone soccorse tre neonati e due donne in attesa È attraccata attorno alle 14.30 al porto di Brindisi la nave Sea-Eye, con a bordo 52 migranti soccorsi in due operazioni distinte nel Mar Mediterraneo. Secondo quanto riferito dalla stessa Ong, a bordo ci sono tre neonati e due donne in attesa. Predisposto un servizio di accoglienza coordinato dalla Prefettura. I migranti provengono da Egitto, Eritrea, Somalia e saranno trasferiti in centri di accoglienza pugliesi.

La Polizia ha rintracciato un nordafricano, presunto responsabile dell’aggressione ai danni del cinquantenne nigeriano, colpito con una bottiglia rotta C’è un fermo per l’ennesimo episodio di violenza che si è verificato oggi pomeriggio, intorno alle 18, in via Crisanzio, a Bari. La Polizia, ha rintracciato un nordafricano, presunto responsabile dell’aggressione ai danni del cinquantenne nigeriano, colpito con una bottiglia rotta. L’uomo era stato accerchiato da un gruppo, forse di connazionali, che dopo averlo colpito al collo e ad un braccio, si è dileguato subito prima dell’arrivo della pattuglia della Polizia locale, che stazionava nell’adiacente piazza Cesare Battisti. Gli agenti hanno soccorso la vittima, che aveva perso molto sangue ma era ancora cosciente, ed è stata trasportata in ospedale dal 118.Sul posto la scientifica per i rilievi. In tanti hanno assistito alla scena avvenuta in pieno giorno, con i negozi e l’università ancora aperti, ma in pochi sarebbero stati in grado di fornire notizie. La polizia ha visionato le immagini delle telecamere di video sorveglianza, ed è risalita, in poco tempo, ad uno dei presunti autori.

A dicembre del 2024, la gestione commissariale individuò l’immobile di proprietà comunale a due passi dal lungo lago Servizio di Michela Magnifico Intervista a Primiano Di Mauro, sindaco Lesina

Arrivano quasi tutti dal Sudan, diversi i minori. Erano stati soccorsi lo scorso 24 agosto nel Mediterraneo Humanity One con 67 migranti attesa lunedì mattina, intorno alle 9, nel porto di Brindisi. Arrivano quasi tutti dal Sudan, ci sono diversi minori. Lo affermano fonti della ONG tedesca “Sos Humanity”. I migranti erano stati soccorsi lo scorso 24 agosto nel Mediterraneo: si trovavano a bordo di un gommone privo delle minime dotazioni di sicurezza e “sovraccarico di persone”, trovate “senza giubbotti di salvataggio e senza cibo né acqua”. Il porto di Brindisi si trova a circa 900 chilometri dal luogo del salvataggio.

Tra loro donne tra cui una in avanzato stato di gravidanza e bambini, anche di pochi mesi Sono sbarcati poco prima della mezzanotte nel porto di Leuca 112 migranti soccorsi in serata dalla Guardia costiera a 40 miglia dalla costa. Erano a bordo di una imbarcazione a vela di 12 mt alla deriva. Tra i migranti ci sono anche donne tra cui una in avanzato stato di gravidanza e bambini, anche di pochi mesi. Tutti per lo più provenienti dal Pakistan, Afganistan e Iran. Le loro condizioni ad eccezione di un uomo con una frattura ad una gamba sono buone.

A seguito delle anomalie per l’accoglienza di migranti stagionali a Nardò, è stato fatto punto della situazione e delle nuove misure Servizio di Stefania Congedo

A Nardò oltre 300 lavoratori stagionali, ma i posti letto sono esauriti da settimane. Chi resta fuori dorme su cartoni e marciapiedi

Salvataggio della nave al largo di Malta dopo 5 giorni in mare La nave Humanity One, della ong tedesca Sos Humanity, ha soccorso nelle prime ore di questamattina più di 40 persone nel Mediterraneo dopo almeno cinque giorni passati in mare. Lo comunica la ong sui suoi canali social evidenziando che Malta ha nuovamente rifiutato il coordinamento, nonostante la segnalazione nella zona di sicurezza maltese. Le autorità italiane hanno assegnato Bari come porto sicuro, che si trova a quasi 800 chilometri dal luogo del salvataggio. I migranti, che ora vengono assistiti a bordo della nave, si trovavano su un’imbarcazione in vetroresina sovraffollata e inadatta alla navigazione.

Provengono da Costa d’Avorio, Mali, Sudan ed Egitto E’ giunta questa mattina al porto di Brindisi la nave di soccorso Humanity 1, dell’ONG SOS Humanity, con a bordo 26 migranti provenienti da Costa d’Avorio, Mali, Sudan ed Egitto. L’attracco è avvenuto alla banchina di Sant’Apollinare. Le operazioni di accoglienza, coordinate dalla Prefettura con il supporto della Protezione Civile e della Croce Rossa, si sono svolte regolarmente, senza criticità sanitarie. In tarda mattinata si sono concluse le attività di identificazione e fotosegnalamento, con l’avvio del trasferimento dei migranti nelle strutture di accoglienza predisposte in Puglia.

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