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La sfida è superare l’idea della grande industria come unica alternativa di grande sviluppo, ma per le piccole e medie imprese ci sono ancora tanti ostacoli. È quanto emerso durante l’apertura dei lavori della tre giorni del Salone mediterraneo dell’impresa, organizzato da Confcommercio Taranto, nel circolo ufficiali. I dati di crescita del sud mostrano un territorio che risponde al cambiamento, ha sottolineato il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri, con Delega al sud, Luigi Sbarra che rivendica l’interventi del Governo. Intervista a Luigi Sbarra, sottosegretario presidenza del consiglio, Giuseppe Spadafino, presidente confcommercio Taranto e Carlo Cottarelli, economista

Strategie triennali per innovazione, investimenti e sviluppo sostenibile dei servizi essenziali. Luigi Giuseppe Decollanz, attuale presidente di Acque del Sud, è stato eletto nuovo presidente di Rete Sud, la rete di imprese dedicata ai servizi pubblici di acqua, rifiuti ed energia nel Mezzogiorno, promossa da Utilitalia. L’elezione è avvenuta oggi durante l’assemblea annuale della rete. “Rete Sud oggi rappresenta molto più di un semplice coordinamento tra aziende – ha dichiarato il neo presidente Decollanz – è una piattaforma strategica in grado di integrare competenze industriali, capacità progettuali e visione territoriale. Il Mezzogiorno può e deve essere protagonista delle politiche infrastrutturali nazionali, contribuendo non solo all’attuazione degli investimenti, ma anche alla loro definizione. Il nostro impegno sarà rafforzare il dialogo con governo, Parlamento, Regioni e autorità indipendenti, affinché le esigenze operative delle aziende che gestiscono servizi essenziali trovino ascolto stabile e strutturato nei processi decisionali”. Durante l’assemblea sono stati anche definiti gli indirizzi strategici per il prossimo triennio, con focus su: Rafforzamento delle attività di procurement e sviluppo di forme strutturate di acquisto aggregato tra le aziende aderenti; Potenziamento dello scouting finanziario, con l’obiettivo di una emissione obbligazionaria entro il 2026; Coordinamento sistematico sui temi regolatori di interesse comune; Promozione di nuovi progetti infrastrutturali, finalizzati alla modernizzazione e al rafforzamento del sistema dei servizi pubblici nel Sud Italia. Con questa elezione e il nuovo piano strategico, Rete Sud conferma il suo ruolo centrale nel sostenere lo sviluppo industriale e infrastrutturale del Mezzogiorno, puntando a rendere il territorio protagonista nelle scelte strategiche nazionali.

Secondo i dati Istat 2023, nel Mezzogiorno il lavoro da remoto resta sotto la media nazionale (13,8%), con poche eccezioni regionali e un gap strutturale rispetto al Centro-Nord e all’Europa. Lo smart working in Italia nel 2023 conferma forti differenze tra Nord e Sud e una diffusione ancora inferiore rispetto alla media europea. Secondo i dati ufficiali dell’Istat, il lavoro da remoto continua a rappresentare una trasformazione strutturale del mercato del lavoro italiano, avviata durante la pandemia ma oggi stabilizzata. Quanti sono gli smart worker in Italia nel 2023? Nel 2023 sono circa 3,4 milioni gli occupati che hanno lavorato da remoto almeno in parte, pari al 13,8% del totale. Nel dettaglio: 1 milione e 436 mila lavoratori (5,9%) hanno svolto l’attività da casa per almeno metà dei giorni lavorativi. 1,9 milioni (7,9%) hanno adottato modalità di lavoro agile in forma più occasionale. Il dato resta stabile rispetto al 2022, ma è nettamente superiore al periodo pre-pandemico 2018-2019, quando gli smart worker erano appena il 4,8%. Il picco si era registrato nel 2021 con il 15,1%. Smart working in Italia: differenze tra Nord, Centro e Sud Le differenze territoriali sono tra gli elementi più evidenti emersi dal report Istat. Nord-Est e Centro in testa Nord-Est: 17,1% di occupati in lavoro da remoto Centro: circa 16% Nord-Ovest: 11,9% Sud: 10,2% Isole: 9,7% Le regioni del Centro-Nord mostrano una maggiore diffusione grazie alla presenza di settori terziari avanzati, grandi aziende e infrastrutture digitali più sviluppate. Le regioni dove lo smart working è più diffuso A livello regionale, la classifica vede: Lazio: 21,5% (prima in Italia) Lombardia: 18,6% Piemonte: 14,5% Liguria: 14% Nel Mezzogiorno, quasi tutte le regioni restano sotto il 10%, con alcune eccezioni: Campania (11,1%) Abruzzo (10,3%) Sardegna (10,2%) Valle d’Aosta e Basilicata si fermano all’8,8%. Le città italiane con più lavoratori da remoto Tra i Comuni con oltre 150 mila abitanti, le percentuali più alte si registrano nelle grandi aree metropolitane come: Milano Roma Bologna Torino Qui incidono la forte presenza di grandi imprese, pubbliche amministrazioni strutturate e un’economia orientata ai servizi avanzati. Smart working in Italia vs Europa: il confronto 2023 Nel confronto europeo, l’Italia resta indietro. Secondo i dati di Eurostat, nel 2023 solo il 5,9% degli italiani lavora abitualmente da casa, contro una media UE del 9,1%. I Paesi più avanzati sono: Finlandia (22,2%) Irlanda (21,8%) Svezia (15,3%) Belgio (14,6%) Anche Germania e Francia superano il 10%. Perché lo smart working è meno diffuso nel Sud? La minore diffusione del lavoro agile nel Mezzogiorno è legata a: Struttura produttiva meno orientata ai servizi avanzati Minore presenza di grandi aziende Infrastrutture digitali meno sviluppate

Famiglie, lavoro e reddito in crescita: il Sud mostra segnali concreti di ripresa e nuove opportunità. Il Sud Italia mostra segnali concreti di crescita economica e sociale. Secondo i dati dell’Istat, il reddito disponibile delle famiglie nel Mezzogiorno è aumentato più che in qualsiasi altra area del Paese, evidenziando un recupero importante rispetto al Centro-nord. Questo incremento rappresenta non solo un dato economico, ma anche una speranza concreta per le famiglie, che vedono migliorare il proprio potere d’acquisto e le possibilità di investire nel futuro. Anche i consumi delle famiglie registrano una crescita, segnale di fiducia e di ritrovata stabilità, mentre il mercato del lavoro conferma l’andamento positivo: il numero di occupati nel Sud è aumentato in misura significativa, con contributi importanti dai Servizi, dalle Costruzioni e dall’Agricoltura, silvicoltura e pesca. Questa dinamica positiva mostra come il Mezzogiorno stia diventando un terreno fertile per opportunità professionali e sviluppo sostenibile. Il divario con il Centro-nord, pur esistente, non impedisce al Sud di mostrare nuove prospettive di crescita. La combinazione di maggiore reddito, aumento dell’occupazione e recupero dei consumi indica un percorso verso una rinascita economica e sociale, che può tradursi in un reale miglioramento della qualità della vita delle famiglie. Questa fase di crescita dimostra quanto sia importante continuare a investire in politiche territoriali mirate, infrastrutture, formazione e sviluppo delle imprese locali, per trasformare il potenziale del Mezzogiorno in sviluppo concreto e duraturo.

La Presidente del Consiglio conclude la kermesse di Fratelli d’Italia con un discorso tra ironia e attacchi all’opposizione, rivendicando risultati di governo e rilancio del Mezzogiorno. Davanti a una platea gremita, Meloni ha rivendicato i risultati del governo, rilanciando il ruolo strategico del Sud e attaccando le opposizioni per l’assenza e la mancanza di visione. “Il Mezzogiorno è tornato locomotiva del Paese”, ha dichiarato, toccando anche i temi del referendum sulla giustizia, della politica estera e della scuola.

. Il debito pubblico europeo oggi fa meno paura, anzi in alcuni Paesi inizia persino a scendere. Ma, avverte Christine Lagarde, la vera minaccia è un’altra: la crescita che non c’è. Lagarde, che guida la Banca Centrale Europea dal 2019 ed è stata in passato ministra dell’Economia in Francia e direttrice del Fondo Monetario Internazionale, è considerata una delle figure economiche più influenti al mondo. E proprio per questo le sue parole pesano. Secondo lei l’Europa rischia di cadere nella stagnazione, un meccanismo che frena tutto e rende più difficile anche il lavoro della Bce. E lo dice chiaramente ai governi: le nuove regole fiscali europee non servono solo a tagliare le spese, ma a investire. Serve puntare su riforme, infrastrutture e innovazione, tutto ciò che può far aumentare la produttività e permettere all’Europa di tenere il passo con Stati Uniti e Cina. Senza questa spinta, le prospettive restano deboli: l’eurozona crescerà poco più dell’1% nei prossimi anni, e l’Italia addirittura meno, nonostante lo spread in calo e i giudizi migliori delle agenzie di rating. A preoccupare Lagarde è anche il fatto che solo sette Paesi su venti stiano davvero usando gli strumenti disponibili. Così si rischia la “stagnazione fiscale”: si stringe la cinghia per mettere ordine nei conti, ma si finisce per frenare la crescita, creando un circolo vizioso. E non aiuta l’idea, sempre rispuntante nella politica, che la banca centrale debba essere usata per ridurre il debito pubblico. Lagarde difende la totale indipendenza della Bce, ricordando che ogni volta che la politica ha cercato di pilotare una banca centrale, il risultato è stato inflazione e instabilità. Tutto questo pesa sull’Europa intera, ma ancora di più sul Mezzogiorno italiano. Le regioni del Sud partono già con una crescita fragile, investimenti più lenti e un mercato del lavoro più debole. Quando l’economia rallenta, il Sud lo sente subito: meno opportunità, meno sviluppo, meno prospettive per i giovani. Ma proprio qui potrebbe nascere una chance: se l’Europa investe davvero, il Mezzogiorno potrebbe diventare un terreno fertile, tra energie rinnovabili, digitalizzazione, turismo, ricerca e grandi opere che aspettano solo di decollare. Il messaggio, dietro la complessità dei numeri, è semplice: senza crescita ci si ferma tutti. Con gli investimenti giusti, invece, l’Europa può ripartire e il Sud può finalmente diventare un motore vero, non solo una promessa.

L’occupazione cresce ma non abbastanza tra donne e giovani. Manca una formazione qualificata. Servizio di Anna De Feo, riprese e montaggio di Roberto Cofano. Interviste a Luciana Di Bisceglie, Presidente Camera di Commercio di Bari; Veronica De Romanis, Luiss e Stanford University

Due giornate per unire ricerca, imprese e istituzioni. Focus sul Mezzogiorno e sul ruolo strategico dell’innovazione territoriale Intervista: Gianluca Farinola – Delegato del Rettore Bronzini per Ricerca e Innovazione; Michiel Scheffer, Presidente del Board dello European Innovation Council

 Un appuntamento, promosso dalla Camera di Commercio, dedicato allo sviluppo e alla cooperazione delle imprese del sud. Servizio di Anna De Feo, montaggio di Pasquale D’Attoma. Intervista a Luciana Di Bisceglie, Presidente Camera Commercio Bari

A Bari il convegno dei Conservatori e Riformisti con Raffaele Fitto: rassicurazioni su coesione, agricoltura e bilancio europeo Intervista: On. Raffaele Fitto vice presidente esecutivo della Commissione europea

Dall’alimentare alle tecnologie satellitari: a confronto a Polignano imprenditori leader dei settori strategici regionali L’economia pugliese, grazie alla predisposizione all’export legata alle sue eccellenze, si rivela fondamentale per lo sviluppo del Mezzogiorno e dell’intero Paese. È uno degli aspetti emersi dal dibattito tra alcuni imprenditori leader nei settori che maggiormente hanno trainato la produzione made in Puglia trovando ampi sbocchi sui mercati internazionali. Interviste a Lucia Forte, AD e Ceo di Oropan; Gaetano Frulli, presidente Nuova Fiera Del Levante; Francesco Casillo, presidente e amministratore delegato della Casillo SpA; Vito Pertosa, presidente della Angel Holding. Servizio di Saverio Carlucci Riprese e montaggio: Orazio Corbacio

Il sistema bancario italiano è forte e i dati di bilancio, insieme alle valutazioni di mercato, lo confermano Servizio di Stefania Rotolo

L’area nursery sarà provvista di sale per famiglie con bambini All’interno dell’aeroporto di Bari Palese verrà allestita un’area nursery, la prima nel Sud Italia e la seconda in Italia, in collaborazione con il Rotary 2120 e Aeroporti di Puglia. Una struttura simile esiste, al momento, solo nell’aeroporto internazionale di Roma Fiumicino. L’area nursery sarà fornita di servizi utili per madri con bambini lattanti, che sosteranno o faranno scalo nell’aeroporto del capoluogo regionale.

Attenzione del partito per la Puglia ed in particolare per Taranto Servizio di Annamaria Rosato; interviste a Maurizio Gasparri capogruppo al senato FI; Mauro D’Attis comm. Regionale FI;

Confronto in occasione della presentazione dell’ultimo libro di Michele Scoppio e Enrico Ciccarelli Il Mezzogiorno potrebbe rivelarsi strategico per la transizione energetica europea: soprattutto grazie allo sviluppo dell’eolico offshore, settore che in Puglia conto diversi interventi tra il Mar Adriatico, nella zona del Brindisino, e il Mar Ionico, tra la Puglia e la Basilicata e il Leccese. Ma i cambiamenti dello scenario del settore industriale a livello europeo potrebbero minare gli interventi finora messi in campo a livello europeo. Antonio Decaro, europarlamentare Pd e presidente della commissione ambiente, e Francesco Ventola, europarlamentare di Fratelli d’Italia e vicepresidente della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia, si sono confrontati sul tema a Bari, in occasione della presentazione dell’ultimo libro di Michele Scoppio e Enrico Ciccarelli.  Servizio di Saverio Carlucci Riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo

Attivo da ieri lo Sportello unico digitale per le attività produttive nella Zona economica speciale, denominato Sud Zes. Permetterà di garantire il rilancio unitario delle attività produttive della Zona economica speciale per il Mezzogiorno Servizio di Alessandro Miglietta Montaggio di Luca Carone

Convegno organizzato dal Rotary ad Alberobello per le diseguaglianze economiche e sociali con il resto del Paese Servizio di Francesco PetruzzelliIntervistati: Vincenzo Pacelli, professore di economia degli intermediari finanziari all’Università di BariGianni Lanzilotti delegato distrettuale progetto pluriennale Trulli Mare Rotary Club

Un patrimonio storico e culturale da tutelare Intervista: Marco Bascapè – Sovrintendente Archivistico Puglia Intervista: Giuseppina Di Nubila – nipote Prospero Di Nubila

Il sindacato chiedere di usare le risorse del Pnrr per ridurre i divari territoriali Intervista: Giovanni D’Arcangelo – Segretario Generale Cgil Taranto

Il ruolo delle rinnovabili, a Bari Decaro e Ventola

Confronto in occasione della presentazione dell’ultimo libro di Michele Scoppio e Enrico Ciccarelli Il Mezzogiorno potrebbe rivelarsi strategico per la transizione energetica europea: soprattutto grazie

Un Sud in ritardo ma può ripartire

Convegno organizzato dal Rotary ad Alberobello per le diseguaglianze economiche e sociali con il resto del Paese Servizio di Francesco PetruzzelliIntervistati: Vincenzo Pacelli, professore di

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