
Sei giovani soccorsi in mare alle Isole Tremiti
Il loro mezzo era stato travolto da un’onda e affondato Sei giovani sono stati tratti in salvo alle Isole Tremiti. Il gruppo, composto da quattro ragazzi e due ragazze, tutti di 22
Il loro mezzo era stato travolto da un’onda e affondato Sei giovani sono stati tratti in salvo alle Isole Tremiti. Il gruppo, composto da quattro ragazzi e due ragazze, tutti di 22 anni circa, era partito da Termoli con un natante che era stato noleggiato per la giornata. Tuttavia una volta nelle acque dell’arcipelago, il mezzo è stato travolto da un’onda, si è capovolto e gli occupanti sono caduti in mare. A dare l’allarme un villeggiante. Recuperati da un barchino, a sua volta in difficoltà per il sovraccarico e trasportato verso la scogliera dal moto ondoso, sono stati raggiunti dal mezzo navale della Guardia di Finanza. I ragazzi, in forte stato di shock, sono stati quindi condotti sulla banchina di San Domino dove hanno ricevuto le prime cure mediche. Le loro condizioni non sono gravi.
Dovrebbe avere tra i 30 e i 40 anni e indossa il costume, a segnalarlo i bagnanti che hanno chiamato il numero di emergenza Il cadavere di un uomo è stato recuperato nelle acque antistanti il lungomare di Bari, non lontano dalla spiaggia di Pane e pomodoro. A segnalare il corpo alcuni bagnanti, che hanno chiamato i numeri di emergenza. La vittima, che dovrebbe avere un’età compresa tra i 30 e i 40 anni e indossa uncostume, non avrebbe sul corpo né segni di violenza né di deterioramento. Con ogni probabilità si tratta di una persona colta da un malore durante una nuotata. Il corpo è stato recuperato dal personale della Capitaneria di porto, intervenuto con due mezzi. Sul posto anche i vigili del fuoco, con i sommozzatori, e il 118.
È stato ritrovato un divanetto dell’imbarcazione. La procura apre le indagini. Intanto mancano all’appello altre 3 persone. Proseguono incessantemente le ricerche dei tre dispersi in mare. Recuperato il corpo di Claudio Donnaloia, si affievoliscono sempre più le speranze di trovare qualcuno in vita. La procura di Taranto intanto ha aperto le indagini, affidandole al pm Remo Epifani. Dopo il confronto col medico legale si potrebbe procedere con l’autopsia, ma dal primo esame cadaverico sembrerebbe che la morte sia avvenuta per annegamento. Potrebbe esserci stata un’ avaria al motore e la barca sarebbe finita in balia delle onde, alte anche 4 metri a causa del vento forte. A quel punto il cabinato sarebbe affondato
La lista è realizzata ogni anno da una guida specializzata servizio di: Virginia Cortese interviste: Andrea Guolo, autore guida; Tiziana Di Masi, consulente e beach advisor; Giuseppe Ferrara, imprenditore
La quarta persona sarebbe il fratello di uno dei diportisti C’è una quarta persona tra i dispersi, il fratello di uno dei diportisti: sarebbe salito ieri mattina a bordo dell’imbarcazione di cui non si hanno notizie da domenica mattina. La figlia avrebbe denunciato la scomparsa solo in mattina perché l’uomo vive a Milano. Le altre persone disperse sono Domenico Lanzolla 60 anni, Antonio Dell’Amura, 61 anni, Claudio Donnaloia 73 anni e suo fratello Pasquale, tutti di Taranto. Le operazioni di ricerca e soccorso con mezzi nautici sono incessanti.
Nessun avvistamento dei diportisti di cui non si hanno più notizie da oltre 16 ore Proseguono ininterrottamente a Taranto le ricerche di tre diportisti di cui non si hanno più notizie da oltre 16 ore. Si tratta di Domenico Lanzolla 60 anni, Claudio Donnaloia 73 anni e Antonio Dell’Amura, 61 anni, tutti di Taranto. Le operazioni di ricerca e soccorso con mezzi nautici sono incessanti e sono andate avanti per tutta la notte. In mare ci sono motovedette della Capitaneria di porto e della Guardia di Finanza oltre ad un elicottero dell’aeronautica militare. Fino ad ora non ci sono stati avvistamenti, le ricerche si sono inoltrate fino a Campomarino ma niente e ora si stanno spostando verso Ginosa e Metaponto. I tre sono amici, hanno un’età compresa tra i 60 e i 70 anni, tutti considerati esperti di mare. Erano usciti con un cabinato di 7 metri per una battuta di pesca, incuranti delle pessime condizioni del mare. Tra loro uno ha problemi di salute che gli impongono l’assunzione di medicinali salvavita.
Ne è stata segnalata la sua presenza, si tratta di una specie velenosa, sebbene non mortale Il sindaco del comune di Salve, Francesco Villanova, ha invitato i bagnanti di Torre Pali a prestare attenzione al pesce Scorpione. Ne è stata segnalata la sua presenza e si tratta di una specie velenosa, sebbene non mortale. Si tratta di un animale predilige le zone con fondali rocciosi, dove si mimetizza, e non bisogna toccarlo nemmeno se lo si trova morto perché può rilasciare veleno. In caso di puntura è fondamentale agire immediatamente immergendo la parte colpita in acqua molto calda per neutralizzare la tossina, poi bisogna disinfettare e rimuovere eventuali spine. In ogni caso è consigliabile consultare il medico
E’ stato un diportista a notare il corpo e a lanciare l’allarme E’ stato ritrovato senza vita Giuseppe Nasole, il 72enne disperso in mare da sabato pomeriggio a Marina di Lizzano, nel tarantino. Era stato avvistato l’ultima volta mentre si allontanava con un materassino gonfiabile bianco. I familiari aveva dato l’allerta chiedendo aiuto anche sui social. Le ricerche sono state coordinate dalla guardia costiera di Taranto. Il corpo è stato individuato oggi pomeriggio dopo la segnalazione di un diportista. Si trovava nello specchio d’acqua in direzione del quale erano stati ritrovati i suoi effetti personali.
Tante le famiglie che sin dal primo mattino hanno raggiunto Capitolo per trascorrere la prima domenica d’estate Servizio di Linda Cappello
Sono stati recuperati due fucili d’assalto Kalashnikov e tre pistole mitragliatrici Sono state scoperte dalla Guardia di Finanza di Brindisi delle armi sommerse nei fondali marini. L’operazione si è svolta nelle acque di Campo di Mare, a San Pietro Vernotico. Sono stati recuperati due fucili d’assalto Kalashnikov AK-47 e tre pistole mitragliatrici, tutte prive di caricatore e con matricole illeggibili. Le armi sono state sequestrate.
L’intervento della sezione protezione civile della regione Puglia ha scongiurato il peggio Mare al petrolio nel porto di Mola di Bari. Nel tardo pomeriggio di sabato la Guardia Costiera ha segnalato la presenza di idrocarburi nello specchio d’acqua del porto cittadino. Probabilmente il problema è stato causato da scorrette operazioni di manutenzione di un’imbarcazione. La Sezione Protezione civile della regione Puglia è prontamente intervenuta per le operazioni di contenimento, delimitando il perimetro della macchia oleosa con panne e fogli assorbenti. “La prontezza della risposta dimostra l’efficacia della cooperazione tra i diversi livelli istituzionali di Protezione Civile – ha dichiarato l’ing. Barbara Valenzano, Dirigente della Sezione Protezione Civile della Puglia – la sinergia tra enti ha consentito di avviare subito tutte le attività necessarie per contenere l’emergenza e tutelare l’ambiente marino e costiero” . Per capire di che tipologia di idrocarburi sversati si attendono gli esiti delle analisi effettuate dall’Agenzia regionale per l’ambiente.
Affollatissime le spiagge di Porto Cesareo, già sold out i lidi più gettonati: impossibile trovare un ombrellone libero Seconda domenica di giugno col botto negli stabilimenti balneari della costa jonica salentina. Le temperature, ovunque prossime ai 35 gradi, hanno spinto migliaia di persone in riva al mare. Affollatissime le spiagge di Porto Cesareo, come si vede in questo video girato a mezzogiorno nell’incantevole baia delle Dune. Già sold out i lidi più gettonati: impossibile trovare un ombrellone libero sin dalla prima mattinata. A gonfie vele anche Gallipoli: presi d’assalto i tratti di spiaggia libera lungo la litoranea sud.
Quinta edizione del concorso “Arpamare” organizzato dall’agenzia per l’ambiente, rivolto a giovani artisti Servizio di Massimo Bianco riprese di Pasquale De Adessis montaggio di Leonardo Tribuzio intervista a Vito Bruno, direttore Arpa Puglia
A Pulsano si registra l’effetto bandiera blu, e sarà una stagione di ripresa dopo i disagi per l’incendio dell’anno scorso
La specie si conferma a rischio estinzione. Lo studio di Unisalento e Arpa Puglia pubblicato sulla rivista Nature Nel Mediterraneo il riccio di mare resta a rischio estinzione. Lo rivela uno studio condotto dall’Università del Salento e dall’Arpa Puglia pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature. Le campagne di monitoraggio condotte nell’estate del 2023 lungo le coste di Sicilia e Puglia hanno rilevato densità medie inferiori a 0,2 individui per metro quadrato, un valore mai registrato prima. Non sono emerse differenze significative tra aree marine protette e non protette, a dimostrazione del fatto che le misure attuali di conservazione potrebbero essere insufficienti. “La situazione è critica” – afferma il ricercatore Andrea Toso, primo autore dell’articolo. Tra le principali cause della diminuzione del numero del numero dei ricci di mare – evidenzia lo studio – la pressione antropica e l’aumento delle temperature dei nostri mari.
Il nuovo gruppo debutterà il 7e 8 giugno a Santa Caterina, con la V tappa del Campionato italiano categoria Su Race e Paddleboard Servizio di Stefania Congedo
Ottiene 27 riconoscimenti ed è al secondo posto in Italia Servizio di Stefania Rotolo Montaggio di Massimo D’Olimpio Intervista a Nello Musumeci, Ministro Politiche del Mare
Sole e temperature estive hanno favorito i primi temerari Servizio di Francesco Iato
È una buona notizia per lo stato di salute dell’ecosistema marino Alle Isole Tremiti la Posidonia oceanica è in fioritura. Un evento che non si verificava da moltissimi anni nell’Area Marina Protetta. La scoperta è stata fatta durante un’immersione dal team del Laboratorio del Mare. Le praterie di Posidonia riducono la velocità della corrente proteggendo la spiaggia dall’erosione. Il fatto che siano in fioritura rappresenta una buona notizia per lo stato di salute dell’ecosistema marino, sempre più minacciato dai cambiamenti climatici e dall’ancoraggio selvaggio.
É accaduto al largo di Lido Gandoli, marina di Leporano. Il sub aveva 59 anni ed era originario di Foggia Pasquale Biccari era conosciuto da tutti come zio Lino, trovato morto in mare a Lido Gandoli, marina di Leporano. Si tratta di un insegnante originario di Foggia, appassionato di ricerca di monete e preziosi , che almeno una volta al mese si recava in zona e alloggiava in un b&b. Questa mattina il suo corpo è stato avvisato quasi a riva, all’altezza del piccolo molo della spiaggia. Lo hanno recuperato gli uomini della guardia costiera. Con la muta e il resto della attrezzatura è stato trovato un metal detector subacqueo. Sull’accaduto indagano i carabinieri ma è probabile che il cercatore di monete sia morto a causa di un malore.

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