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Per il sindaco durante i controlli sono emersi problemi cardiaci che ne hanno imposto il trasferimento al Policlinico di Bari. Il sindaco di Laterza, Giuseppe Cristella, sarà operato al cuore al Policlinico di Bari. Nelle prossime ore verrà trasferito dal reparto di Cardiologia dell’ospedale San Pio di Castellaneta, dove è ricoverato. Mercoledì scorso il neo-eletto primo cittadino, è stato colto da malore dopo una lite con il comandante della Polizia Municipale, Sandro Frigiola. I due sono finiti entrambi al pronto soccorso ma per Cristella, durante i controlli, sono emersi problemi cardiaci importanti. Durante la violenta discussione è stato necessario anche l’intervento dei Carabinieri che stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e stabilire le responsabilità. Intanto il corpo di polizia locale fa quadrato attorno al comandante con una lettera inviata al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al prefetto di Taranto Ernesto Liguori e al presidente della regione Puglia Antonio Decaro. La sottoscrivono il presidente nazionale Ancupm (l’associazione nazionale comandanti e ufficiali della polizia municipale), Diego Porta e l’omologo pugliese Gaetano Paciullo: ”Il grave episodio di cronaca sembra il risultato di una campagna elettorale condotta con inusitata violenza verbale, con minacce per nulla velate nei confronti della Polizia Locale e del suo comandante”. Frigiola, secondo la loro versione, sarebbe stato “fatto oggetto di ingiurie, offese ed improperi”. Cristella dopo l’elezione aveva festeggiato la vittoria a bordo di un carretto trainato da un cavallo bianco:”I festeggiamenti con champagne e rodei a cavallo – scrive l’Ancupm- mal si conciliano con le polemiche integrate sulla sicurezza”, sottolineando che la figura del comandante non è tutelata dai soprusi quotidiani, di cui l’accaduto di Laterza è solo l’ultimo episodio.

Duro botta e risposta tra Angelo Chiorazzo, vice presidente del Consiglio Regionale lucano e Cosimo Latronico, assessore alla Sanità. Momenti di tensione durante il Consiglio Regionale a Potenza oggi. Durante una sospensione c’è stato un duro botta e risposta tra Angelo Chiorazzo, vice presidente del Consiglio Regionale lucano e Cosimo Latronico, assessore alla Sanità. Si discuteva di minivitalizi. Il presidente Vito Bardi ha annunciato che rinuncerà ad usufruirne. Evidentemente tra Chiorazzo e Latronico c’è stata qualche incomprensione Il video

L’uomo che ha sparato ha 41 anni ed è originario di Gallipoli, lo cerca la polizia. Litiga con la ex moglie e spara al vicino intervenuto per difendere la donna. È accaduto a Nardò, in via Pompiliano. L’uomo che ha sparato ha 41 anni ed è originario di Gallipoli. Oggi pomeriggio, insieme al figlio 14enne, era andato sotto casa della donna da cui si sta separando. Voleva portare con se anche l’altro figlio di sette anni che era con la madre. Quando l’ha vista ha iniziato ad aggredirla verbalmente, un vicino di casa è sceso per difendere la madre. Il 41enne ha tirato fuori una pistola, ha minacciato tutti e poi, in un momento di concitazione, è partito un colpo che ha ferito al piede il 50enne. Il 41enne è fuggito in moto ed è ricercato dalla polizia.

Futili i motivi. Un ragazzo è rimasto gravemente ferito a causa di un litigio scoppiato questa sera a Mesagne, nella villa comunale. Protagonisti alcuni extracomunitari. Sembra che la discussione sia partita per futili motivi fino a quando uno dei coinvolti ha tirato fuori un coltello ferendo un ragazzo. Gli amici hanno chiamato il 118 e il ferito è stato trasferito nell’ospedale Perrino di Brindisi. Indagano i carabinieri.

Si tratta di un 30enne di origini nordafricane Arrestato dalla Polizia Locale di Bari uno dei due uomini protagonisti di una violenta lite avvenuta ieri sera in piazza Umberto, per l’ennesima volta teatro di disordini. Si tratta di un 30enne di origini nordafricane. Quando gli agenti sono intervenuti per sedare la zuffa, l’uomo ha reagito scagliandosi contro i vigili. Tre di loro sono rimasti feriti. L’aggressore è stato bloccato poco dopo essersi dato alla fuga, deve rispondere di minacce, resistenza e lesioni ai danni degli agenti. Avrebbe inoltre violato le norme del testo unico sull’immigrazione.

Non è grave, fermato il presunto aggressore Un corriere Amazon è stato ferito con un taglierino a un braccio nel pomeriggio di oggi ad Andria, da un 68enne che lo avrebbe aggredito per motivi legati al parcheggio del mezzo di lavoro. La vittima, un uomo di 35 anni di Bari, è stata soccorsa dal personale del 118. Ha riportato una ferita che guarirà in 15 giorni. Il presunto aggressore è stato fermato e la sua posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria. secondo la ricostruzione Il parcheggio del mezzo mezzo avrebbe infastidito il 68enne: tra i due è nata una accesa discussione sfociata poi nel ferimento.

Una donna di 43 anni responsabile di molestie ed intimidazioni ai danni della parente Vecchi dissapori legati a un terreno lasciato in eredità dal padre avrebbero portato una 43enne di Corato a molestare e minacciare la sorella, arrivando persino a bruciarle la macchina. La donna è stata arrestata dai carabinieri con l’accusa di incendio in concorso e tentata estorsione. La 43enne infatti avrebbe cercato di estorcere alla sorella 200 euro al mese, per essere ricompensata del terreno che 20 anni prima il padre non le aveva lasciato. La donna era già sottoposto all’obbligo di soggiorno, ciononostante avrebbe continuato a inviare messaggi ingiuriosi alla sorella.

In carcere un Antonio Carrino, 18 anni. Piantonato in ospedale il Piero, 53 anni Un’indagine lampo dei carabinieri ha portato al fermo di Piero Carrino, 53 anni, e del figlio Antonio, 18 anni, a seguito della violenta rissa avvenuta la sera del 30 giugno nel centro di Latiano. L’intervento rapido e coordinato tra la Compagnia di San Vito dei Normanni e la Stazione locale, sotto la direzione della Procura di Brindisi, ha consentito di ricostruire in tempi record la dinamica del grave scontro tra due famiglie rivali, degenerato in un vero e proprio regolamento di conti con armi da fuoco, coltelli e bastoni. Il padre è ora piantonato in ospedale in condizioni serie ma stabili, mentre il figlio è stato trasferito in carcere. Entrambi sono accusati di tentato omicidio aggravato in concorso, rissa, lesioni personali aggravate e detenzione illegale di armi. Le indagini, iniziate subito dopo l’arrivo dei feriti in ospedale, hanno fatto emergere il rischio concreto di fuga e reiterazione del reato, rafforzato da comportamenti sospetti, tra cui il tentativo di Piero Carrino di allontanarsi dall’ospedale contro il parere medico.Secondo la Procura, l’episodio si inserisce in una faida familiare già esplosa a marzo, quando il 27enne M.M. — anche lui tra i coinvolti della rissa — era finito in rianimazione a seguito di un accoltellamento. Anche M.M., il fratello 29enne G.M. e il padre, sono ora indagati a piede libero per gli stessi reati contestati ai Carrino. Durante lo scontro, avvenuto in pieno centro, sono stati esplosi colpi d’arma da fuoco e sferrati fendenti: a riportare le ferite più gravi sono stati proprio Piero Carrino e M.M., entrambi ricoverati in rianimazione, anche se non in pericolo di vita. Feriti in modo più lieve anche G.M. e Antonio Carrino. Il provvedimento restrittivo è ora al vaglio del giudice per la convalida. Gli indagati saranno ascoltati nei prossimi giorni, mentre le indagini proseguono per accertare l’esatta dinamica e le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti.

Il ragazzo ha riferito di essere stato colpito più volte al termine di una discussione con un’altra persona Indagano gli agenti della squadra mobile della Questura sul ferimento di un giovane di 20 anni accoltellato mentre era sceso da casa per andare a lavorare. È accaduto questa mattina ad Andria, in via Paisiello, non lontano dal centro cittadino. Secondo quanto è emerso il ragazzo, che avrebbe riferito di essere stato colpito più volte al termine di una discussione con un’altra persona, ha avuto la forza di tornare verso la sua abitazione, in via Piccinni, e poi chiedere aiuto. Nel percorso dal luogo in cui è stato raggiunto dai fendenti fino a casa ha però perso molto sangue, visibile sull’asfalto. Attualmente si trova ricoverato in ospedale ma non sarebbe in pericolo di vita.

È accaduto sabato sera al quartiere San Pasquale Un ragazzo di 19anni è stato accoltellato sabato sera a Bari, al quartiere San Pasquale. Sembra l’aggressione sia scaturita dopo un litigio avvenuto vicino ad un bar della zona. Il ragazzo è stato soccorso dal 118 e trasferito al Policlinico di Bari, non è in pericolo di vita. Sull’accaduto indaga la polizia. 

È successo nei giorni scorsi a Lecce. I due sono stati identificati e l’annotazione di servizio è stata inviata in Procura Finisce al pronto soccorso la storia clandestina tra una coppia di avvocati e presto potrebbe sfociare in un fascicolo penale . È accaduto lo scorso 19 marzo quando i due hanno litigato in seguito alla decisione della donna di troncare la relazione. Un alterco che sarebbe degenerato con lui che avrebbe minacciato e aggredito lei. Il diverbio sarebbe poi continuato al pronto soccorso del Vito Fazzi dove la donna si sarebbe recata per farsi visitare a causa di un dolore alla spalla e lui l’avrebbe raggiunta continuando a minacciarla tanto da rendere necessario l’intervento delle guardie giurate. I due sono stati identificati e l’annotazione di servizio è stata inviata in Procura. L’avvocata dopo essere stata visitata dal personale sanitario i è stata dimessa con una prognosi di sette giorni .

Inflitti oltre 8 anni di carcere a tre baresi di 21, 27 e 29 anni Tentato omicidio e detenzione illegale di arma, aggravati dal metodo mafioso: questi i reatiper cui tre baresi di 21, 27 e 29 anni (Massimiliano Biasi, Michele Portoghese e Michele D’Addabbo) sono stati condannati in abbreviato a otto anni e sei mesi di reclusione (i primi due) e a otto anni e otto mesi (il terzo). La Procura di Bari aveva chiesto la condanna a 12 anni. I fatti risalgono al 21 gennaio 2024, nel quartiere San Girolamo di Bari. All’alba di quel giorno i tre, a bordo di una 500X nera, avrebbero inseguito, superato e tagliato la strada a un’altra 500X bianca, sulla quale c’erano tre ragazzi con i quali ilgruppo aveva avuto un litigio poco prima, in una discoteca. Dopo aver costretto l’altra auto a fermarsi, D’Addabbo e Portoghese sarebbero scesi con due pistole in pugno e le avrebbero puntate contro gli occupanti dell’altra macchina. Ma l’altra auto però sarebbe ripartita e, a quel punto, Portoghese e D’Addabbo avrebbero sparato nove colpi di pistola ad altezza d’uomo, colpendo la maniglia posteriore della 500X bianca. Ad accorgersi di tutto è stato un sovrintendente capo della polizia di Stato, che ha assistito alla scena dal balcone di casa e ha fornito una dettagliata ricostruzione di quanto accaduto ai colleghi.

L’uomo era ricoverato al Perrino di Brindisi. L’aggressione dopo una lite Un 45enne di Francavilla Fontana è morto nelle scorse a seguito di una coltellata sferrata dal padre, di 71 anni, durante una lite domestica avvenuta mercoledì. L’uomo era ricoverato al Perrino di Brindisi. Il padre è stato arrestato dai carabinieri e si trova detenuto nel carcere. I due erano già noti alle forze dell’ordine. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, padre e figlio avrebbero iniziato a litigare finchè il 71enne ha preso un coltello e ha ferito gravemente il figlio all’addome.

Scontro sul regolamento del Comitato festa in onore di San Nicola Una riunione negli uffici parrocchiali della chiesa madre dedicata al regolamento del Comitato festa in onore di San Nicola, santo protettore di Specchia, si è conclusa con una lite tra il parroco, Don Antonio Riva, e la sindaca Anna Laura Remigi. Oggetto del contendere la richiesta avanzata dalla sindaca di entrare a far parte, come rappresentante istituzionale, dello statuto del Comitato festa. Una proposta che ha trovato l’opposizione del parroco che ha fatto notare come le linee guida dell’organizzazione escludano esplicitamente la presenza di componenti politiche al proprio interno. I toni dello scontro si sarebbero progressivamente alzati, fino a sfociare in un acceso alterco, col parroco che ha anche accusato un leggero malore, rendendo necessario l’intervento dei sanitari. La riunione si è conclusa tra il disagio generale. La questione ora è al vaglio della Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca.

Il ferimento sarebbe avvenuto al culmine di una lite in piazza San Pietro È stato convalidato il fermo di Giovanni Rossini, il 20enne di Bari arrestato dalla polizia lunedì scorso dopo aver accoltellato un conoscente di 25 anni in piazza San Pietro, nel Borgo Antico. Tutto sarebbe iniziato con una lite fra due ragazze, una delle quali è la cugina dell’ indagato. Il giovane, intervenuto in difesa della parente, ha detto di essere stato accerchiato da tre o quattro persone e nel corso della colluttazione ha ferito all’addome uno di loro. “Non volevo uccidere nessuno – ha dichiarato – avevo impugnato il coltello solo per intimorirli”.

Si chiama Antonio Rizzi, ha 41 anni e precedenti per reati contro il patrimonio e maltrattamenti in famiglia. L’omicidio risale alla notte del 7 gennaio, il corpo di Dogna è stato ritrovato il 9 mattina Franco Dogna e il presunto assassino si conoscevano e frequentavano da dieci anni ma nessuno dei familiari e degli amici della vittima ne era a conoscenza. Si chiama Antonio Rizzi, 41 anni, l’uomo fermato dai carabinieri con l’accusa di omicidio.  Lui e Dogna spesso si incontravano proprio nella casa di Santo Spirito. È successo anche la sera del 7 gennaio scorso ma i due, probabilmente per incomprensioni legate all’uso di sostanze stupefacenti, hanno litigato furiosamente. Un diverbio sfociato poi nell’efferato omicidio con l’assassino che ha colpito Dogna con oltre 80 coltellate.  Gli investigatori lo hanno individuato anche analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza: le immagini hanno accertato entrata e uscita del presunto assassino nell’abitazione e la fuga a bordo di un’autovettura parcheggiata in una traversa poco distante dall’abitazione. È stato così possibile individuare la targa, risalire al proprietario e individuarlo tra le persone con cui Dogna, nei giorni precedenti all’omicidio, aveva scambiato alcuni messaggi telefonici.  All’esito delle indagini condotte dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Bari San Paolo coordinati personalmente dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Bari Carla Spagnuolo, mediante attività tecniche, è stato possibile localizzare l’assassino e ricostruire l’intero percorso effettuato nel corso della notte tra il 7 e 8 gennaio. Gli investigatori hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Antonio Rizzi che stava già pianificando una fuga prima al nord Italia e poi all’estero.

É successo a Parabita, nel Salento. Ad evitare il peggio l’arrivo dei carabinieri che hanno denunciato entrambi per porto abusivo di armi Finisce in una lite per strada l’alterco tra due cognati alle spese da sostenere per il funerale dell’anziana suocera morta in casa qualche ora prima. É quanto accaduto l’altro giorno a Parabita, in Salento. I due hanno incominciato ad accusarsi per questioni di eredità legata all’assistenza fornita alla defunta, rifiutandosi entrambi di pagare le spese del funerale. Una lite furiosa in cui ad un certo punto uno ha brandito un coltello l’altro una spranga. Ad evitare il peggio sono arrivati i carabinieri che dopo aver identificato i due litiganti denunciandoli entrambi per porto abusivo di armi.

E’ successo in un appartamento nel centro di Lecce Sorprende la ex fidanzata a casa in compagnia di un uomo e lo accoltella. È accaduto nella tardaserata di ieri a Lecce, in un’abitazione in pieno centro. Un 32enne si è presentato nell’appartamento della sua ex fidanzata e ha trovato assieme alla ragazza, una 24enne leccese, un uomo di 51 anni. Ne è nato un diverbio in cucina, che è sfociato in un ferimento: il 32enne, impossessatosi di un coltello, si è scagliato contro l’uomo colpendolo alla spalla. La donna, nel tentativo di fermare l’ex, è rimasta ferita ad una mano. Il 32enne subito dopo è fuggito ma è stato rintracciato e arrestato dalla polizia. Il 51enne è statomedicato in ospedale. Le sue condizioni non sono gravi.

È accaduto in Salento, i due hanno litigato per una ragazza contesa. Il ragazzo accoltellato ha riportato ferite lievi Un ragazzo di 18 anni è finito in ospedale per ferite di arma da taglio. Il giovane avrebbe avuto un diverbio con un suo conoscente di 17 anni degenerato poi con l’aggressione. I due avrebbero cominciato a litigare per strada sulla Gemini-Ugento. A causare il litigio tra i due la presunta contesa di una ragazza. In breve dalle parole la lite è degenerata nell’accoltellamento. Il minore è stato arrestato dai carabinieri. Il ferito trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Casarano, è stato medicato e dopo qualche ora dimesso. Vista la gravità del fatto la Procura per i Minori di Lecce ha disposto l’arresto. 

A discutere sarebbero stati in tre, il ferito è ora ricoverato all’ospedale “Bonomo” Un uomo di origini rumene è rimasto ferito, per fortuna in modo non grave, da un colpo di accetta sferrato da un connazionale, ora in stato di fermo, nel corso di una lite per motivi banali. E’ accaduto dalle parti di piazza Porta la Barra, nel centro di Andria. A discutere sarebbero stati in tre, secondo una prima ricostruzione dei fatti. Sull’episodio indaga la polizia che dovrà stabilire se la violenta lite ha coinvolto solo tre persone o ci sia il coinvolgimento di altri. Il ferito è ora ricoverato all’ospedale “Bonomo” di Andria.

Bari, accoltellato 19enne

È accaduto sabato sera al quartiere San Pasquale Un ragazzo di 19anni è stato accoltellato sabato sera a Bari, al quartiere San Pasquale. Sembra l’aggressione

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