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Le prime parole in giallorosso trasmettono sicurezza e personalità, due caratteristiche fondamentali per un difensore Servizio Michele Paldera

Avrebbero trasformato casa loro in un ‘minimarket’ della droga Nonostante fossero ai domiciliari dal 20 dicembre scorso per spaccio di droga, avrebbero continuato a gestire la loro attività illecita direttamente da casa. Per questo, una donna di 62 anni e suo figlio ventenne sono stati nuovamente arrestati dai Carabinieri di Lecce, questa volta con un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Secondo le indagini, i due avrebbero proseguito indisturbati la vendita di sostanze stupefacenti nel cuore del centro storico di Lecce, nel quartiere Giravolte. Gli investigatori hanno documentato un flusso costante di clienti che, soprattutto nei fine settimana e nelle ore notturne, si recavano nell’abitazione per acquistare hashish, marijuana e cocaina. Fondamentali per l’inchiesta i servizi di appostamento e pedinamento, oltre alle segnalazioni dei residenti, esasperati da un giro di spaccio che trasformava la zona in un punto di riferimento per i consumatori di droga. Una situazione che ha reso necessario l’intervento immediato delle forze dell’ordine, portando all’arresto dei due presunti responsabili e al loro trasferimento in carcere.

Hanno 19 e 26 anni e avrebbero agito per futili motivi. Sono stati denunciati per lesioni gravi Sono stati individuati i due autori dell’aggressione ai danni di un 21 enne di Lequile avvenuta sabato scorso nel centro storico di Lecce. Si tratta di un 19enne di San Cesario e di un 26enne di Lecce. Entrambi sono stati al momento denunciati dalla Polizia per lesioni gravi, ma la loro posizione è in corso di valutazione per l’emissione di misure di prevenzione. L’aggressione sarebbe avvenuta per futili motivi: un insulto a cui è seguita una risposta e uno sguardo di troppo. Fondamentali all’esito delle indagini il racconto reso dalla vittima e le testimonianze degli amici che erano con lui e i filmati delle telecamere della zona. Il 21enne si trova ricoverato nel reparto di neurochirurgia del Vito Fazzi di Lecce. Le sue condizioni sono migliorate ma dovrà subire un intervento di chirurgia maxillo facciale per il grave trauma facciale subito . 

Il giovane, accusato di trasporto e detenzione di materiale esplodente, comparirà in tribunale il 9 maggio per rispondere delle accuse Servizio di Linda Cappello

Una guardia giurata lancia l’allarme e riesce a salvare l’operaio, evitando una tragedia Poteva trasformarsi in una tragedia l’incendio che tra domenica 9 e lunedì 10 febbraio ha distrutto a Lecce un furgone adibito alla vendita ambulante di ortofrutta parcheggiato in Via Giuseppe Moscati, nei pressi dell’ingresso del Polo ospedaliero Oncologico. Dentro al camion infatti si trovava un operaio addetto alla vendita e solito dormirvi all’interno. Ad accorgersi delle fiamme è stata la guardia giurata in servizio alla postazione d’ingresso del nosocomio che ha subito dato l’allarme sapendo dell’abitudine dell’uomo che per fortuna è stato messo in salvo prima che il rogo avvolgesse tutto il mezzo.

Migliorano le condizioni del 21enne di Lequile picchiato sabato sera da due giovani nel centro storico Servizio Stefania Congedo

Prezioso pareggio dei salentini col Bologna Un buon pareggio per il Lecce contro il Bologna al Via del Mare, contro una delle formazioni più in forma del momento. E’ finita 0-0 ma il lecce può recriminare per un paio di clamorose occasioni sprecate nel primo tempo. Per il Bologna un gol annullato per fuorigioco nel finale di gara. Il Lecce ha 24 punti in classifica, 4 in pià del Parma terzultimo. Brutta sconfitta per il Bari in casa della Juve Stabia: 3-1 il finale per i padroni di casa, in gol con Piscopo, Adorante e Leone, mentre per il Bari rete di Pereiro. Bari che resta a 33 punti, assieme al Cesena, ancora in zona playoff.

Il giovane è stato colpito con calci e pugni da due persone che sono poi fuggite. Si trova ora ricoverato, i medici si sono riservati la prognosi Movida violenta a Lecce. Un 21enne di Lequile è stato aggredito da due persone mentre si trovava  con un amico vicino un bar. É accaduto nel centro storico di Lecce, in via dei Verardi. Secondo una prima ricostruzione, due ragazzi gli si sarebbero avvicinati prima insultandolo e colpendolo calci e pugni per poi fuggire via. A dare l’allarme sarebbe stato un  testimone che avrebbe assistito alla scena. Il giovane, subito soccorso,  è stato trasportato ai Vito Fazzi di Lecce. Non è in pericolo di vita, ma i medici si sono riservati la prognosi. Al vaglio degli investigatori i filmati delle telecamere della zona che potrebbe aver ripreso i due aggressori. 

All’incontro del Rotary anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano Servizio di Pamela Spinelli, riprese e montaggio di Francesco Afrune

La Polizia ha identificato e denunciato un 44enne di origine asiatica per aver aggredito due passanti nei giorni scorsi. L’uomo, a bordo di una mountain bike verde e con il cappuccio calato, ha ferito un 22enne alla testa nei pressi di Porta Napoli e un 23enne al fianco mentre stava registrando un video nel centro di Lecce. Le aggressioni, avvenute senza un motivo apparente, sono state documentate dalle vittime con un video diffuso in rete. Grazie anche alle segnalazioni al numero di emergenza, gli agenti hanno rintracciato l’uomo e, durante una perquisizione, hanno trovato un cacciavite e le scarpe indossate durante le aggressioni.

La squadra di Giampaolo proverà a fermare la neo semifinalista di Coppa Italia Servizio di Michele Salomone, montaggio di Luigi Aloisio

In Salento, parenti 16enne minacciano e strattonano docente Il papà di un alunno 16enne e suo fratello maggiore sono andati in una scuola in provincia diLecce, su richiesta dello stesso studente, per “spaccare la faccia” al docente che aveva redarguito il giovane con quattro note per aver disturbato la lezione. Il docente ha presentato denuncia ai carabinieri.Il genitore avrebbe accolto la richiesta del 16enne, presentandosi a scuola poco dopo, con il figlio maggiore. Una volta arrivati, i due avrebbero iniziato a urlare contro il professore, avvicinandosi a lui e minacciandolo. A spronarli sarebbe stato proprio lo studente. I due avrebbero anche tentato di fare irruzione nell’ufficio del preside ma, trovando la porta chiusa avrebbero continuato a inveire contro il docente, insultandolo. Il professore si è allontanato con la scusa di chiamare il preside, mentre padre e figlio avrebbero continuato a strattonarlo e intimidirlo. Dopo essersi rifugiato in bagno, il docente ha chiamato il 112 e quando la polizia locale è arrivata ha identificato i tre e ha accompagnato il professore all’auto scortandolo fino all’uscita del paese. 

É accaduto a Monteroni, in Salento. I malviventi sono riusciti a fuggire dopo l’aggressione Violenta aggressione, questa mattina, all’ufficio postale di Monteroni, in provincia di Lecce. All’orario di apertura due rapinatori a volto coperto e armati di pistola hanno tentato di farsi aprire le porte d’ingresso dell’ufficio dal direttore di filiale e dai dipendenti. Secondo una prima ricostruzione, i due si erano appostati sotto la passerella che conduce all’ingresso e sono sbucati appena i dipendenti sono arrivati. Uno dei rapinatori li ha minacciati con la pistola, mentre l’altro ha tentato di costringere il direttore ad aprire la porta, ma l’uomo, un 63enne, si è opposto. A quel punto lo hanno scaraventato a terra, preso a pugni e trascinato davanti alla porta, continuando a picchiarlo. Quando i rapinatori hanno capito che non avrebbe ceduto alle loro richieste, sono fuggiti, minacciando tutti di morte. Sul posto, non appena lanciato l’allarme, sono intervenuti i Carabinieri, che hanno compiuto tutti i rilievi del caso e ascoltato i testimoni, i quali hanno riferito ai militari che i due indossavano giubbotti neri e due zaini – nei quali presumibilmente avrebbero voluto mettere il denaro – e che parlavano in dialetto brindisino. Il direttore dell’ufficio postale è stato soccorso dai sanitari del 118, allertati dai passanti che hanno assistito alla scena, e poi trasportato in ospedale a Lecce per accertamenti. Si tratta della seconda rapina alle Poste in poche settimane. Il 28 dicembre scorso, infatti, ad essere preso di mira era stato l’ufficio postale di Surbo. La rapina, in quel caso, oltre a costare una ferita alla testa del direttore, fruttò un bottino di decine di migliaia di euro.

I due hanno riportato la frattura di diverse costole Servizio di Pamela Spinelli

Ricoverate in codice rosso dopo essere state travolte da un’auto guidata da una 72enne che si è fermata a prestare soccorso Grave incidente questa sera in viale Grassi, all’incrocio con via Leone de Castris, dove due pedoni, marito e moglie, sono stati investiti mentre attraversavano la strada sulle strisce pedonali. Le vittime, un uomo di 75 anni e una donna di 67, sono state travolte da una Kia guidata da una donna di 72 anni, che si è fermata immediatamente per prestare soccorso. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale e due ambulanze del 118. Le condizioni dei due pedoni sono gravissime, e sono stati ricoverati in codice rosso all’ospedale Vito Fazzi. Dalle prime dichiarazioni, l’investitrice ha riferito di non essersi accorta del transito dei pedoni. Si tratta dell’ennesimo investimento di pedoni in città, in particolare lungo i viali.

Due aggressioni con un arma da taglio nella zona di Porta Napoli, l’uomo in fuga a bordo di una bicicletta bianca e verde

La società presieduta da Sticchi Damiani fa chiarezza dopo la cessione record Servizio di Stefania Congedo

La vittima riportò un trauma cranico, la rottura di alcuni denti e varie contusioni La Polizia ha arrestato un uomo di 37 anni, originario di San Cesario, responsabile di rapina aggravata ai danni di un’anziana donna, avvenuta a Lecce in via Petrelli, nel marzo 2024. Nell’occasione, una signora di 76 anni, dopo aver fatto la spesa presso un vicino supermercato, era stata raggiunta alle spalle da un giovane che le strappava con violenza la borsa, tanto da farla cadere rovinosamente per terra, riportando un trauma cranico, la rottura di alcuni denti e varie contusioni. L’ attività investigativa oltre a ricostruire il percorso del malfattore dopo la fuga aveva consentito di documentare come lo stesso dopo aver pedinato la vittima, avesse atteso il giusto momento per agire. Grazie all’acquisizione di una numerosa serie di sistemi di videosorveglianza, sviluppo di banche dati e monitoraggio di veicoli d’interesse, gli investigatori sono riusciti a risalire all’identità del malvivente che processato, è stato condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione e in esecuzione della condanna posto ai domiciliari.

Nel giorno in cui il caso arriva davanti al Consiglio di Stato, si fa festa nello storico chiosco di San Cataldo, risultato a sorpresa su un’area demaniale in virtù di un errore Servizio di Stefania Congedo Intervista a Nunzio Prete, titolare Bar Yvonne

L’indagine coinvolge anche alcuni sindaci salentini Servizio di Stefania Congedo, riprese e montaggio di Donato Colazzo

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