cm-rooms-and-apartments-sogg-colonna-suites-giugno
maldarizzi-automotive

Tgnorba

Telenorba

megamark

latitante

Era stato condannato in passato per l’omicidio del maresciallo capo medaglia d’oro alla memoria Marino di Resta . I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Potenza hanno localizzato e tratto in arresto un latitante ricercato da gennaio dell’anno scorso. Si tratta di Carmine Marolda, 64 anni di Venosa. Era stato condannato in passato per l’omicidio del maresciallo capo medaglia d’oro alla memoria Marino di Resta che venne ucciso mentre era in servizio a Pescara 27 anni fa. È stato trovato a Foggia in un’abitazione di edilizia popolare. L’operazione, coordinata dalla Dda del capoluogo lucano, ha visto l’impiego del Gruppo di Intervento Speciale e dei Reparti Territoriali dell’Arma a supporto della fase esecutiva.

È considerato un soggetto di elevata pericolosità operante come intermediario nel narcotraffico internazionale. Il latitante tarantino Emanuele Capuano, 45 anni, è stato consegnato alle autorità italiane, arrestato in Spagna, in una località balneare di Alicante, dove si era nascosto con l’aiuto di alcuni complici. Era ricercato dal dicembre 2024 e dovrà espiare una pena di oltre 13 anni di carcere per spaccio di droga e ricettazione. È considerato un soggetto di elevata pericolosità operante come intermediario nel narcotraffico internazionale.La cattura è l’epilogo dell’attività investigativa della Squadra Mobile di Taranto, coordinata dalla DDA di Lecce. Fondamentale il supporto del Servizio per la Cooperazione Internazionale tra Polizia italiana e spagnola.

Era destinatario di due ordinanze di custodia cautelare in carcere. Ricercato da luglio. Carlo Biancofiore, latitante dal mese di luglio, è stato rintracciato a Mola di Bari. A catturarlo i militari del nucleo investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Bari, con supporto in fase esecutiva di personale dello Squadrone Cacciatori “Puglia”. L’uomo, classe 1979, era destinatario di due ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Tribunale di Bari su richiesta Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, per i reati di associazione mafiosa e finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti nonché per tentato omicidio premeditato aggravato dal metodo mafioso e porto e detenzione illegale di armi comuni da sparo.

Si tratta di un 57enne di Tiggiano (Le) che per sottrarsi all’esecuzione della pena, si era allontanato dall’Italia. Latitante dal 2017, torna a casa per Natale e lo arrestano. Si tratta di un 57enne di Tiggiano (Le) che per sottrarsi all’esecuzione della pena, si era allontanato dall’Italia. A suo carico c’era un cumulo di 4 anni e due mesi di reclusione per tentato furto, ricettazione, evasione e adescamento di minorenni. I carabinieri di Corsano lo hanno intercettato a casa dai familiari, intento a trascorrere le festività natalizie. Il capodanno lo trascorrerà in carcere a Lecce.

È stato trovato in una villa nelle campagne tra Fasano e Locorotondo È stato arrestato Onofrio Margaritondo, esponente di vertice della Sacra Corona Unita, latitante dal 2023. I carabinieri di Brindisi lo hanno trovato in una villa nelle campagne tra Fasano e Locorotondo. Il 49enne di Fasano era affiliato al clan della S.C.U. “dei mesagnesi” ed è definito dagli inquirenti come storico referente di organizzazioni criminali albanesi nel territorio e responsabile tra l’altro di traffico internazionale di sostanze stupefacenti e di traffico di extracomunitari. L’uomo nel 2023 era stato destinatario di un’ordine di carcerazione a oltre 7 anni per estorsione e danneggiamento. Durante le perquisizioni sono stati trovati 1 pistola clandestina, denaro e documenti falsi. Il proprietario dell’immobile e la sua compagna sono stati denunciati per favoreggiamento aggravato.     

L’irruzione in un edificio della periferia È stato arrestato dai carabinieri del GIS il latitante Leonardo Gesualdo, di 39 anni, esponente di spicco della “Società foggiana”, ricercato dal 2020 e già condannato in primo grado a 12 anni per “associazione mafiosa”. Questa mattina i carabinieri del GIS hanno fatto irruzione all’interno di un edificio della periferia di Foggia e lo hanno tratto in arresto. Il blitz condotto dai reparti speciali dell’Arma giunge a conclusione delle indagini sviluppate in questi mesi dai Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia che, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, guidata dal Procuratore Roberto Rossi, nei giorni scorsi erano riusciti a localizzare il rifugio in cui si nascondeva il latitante in fuga oramai da 5 anni.

Il fuggiasco albanese era ricercato da 19 anni È finita la latitanza dopo 19 anni di un fuggiasco albanese Durin Lusha, 52 anni. Era ricercato in tutta Europa. I carabinieri lo hanno arrestato a Taviano, sorpreso al tavolino di un bar, incastrato da un tatuaggio sull’avambraccio destro raffigurante una donna seminuda. Deve scontare una condanna definitiva a 10 anni di reclusione per essere stato a capo di un’organizzazione italo- albanese dedita all’induzione e allo sfruttamento della prostituzione e riduzione in schiavitù di giovani donne straniere provenienti per lo più dall’Albania. Per sfuggire alla cattura l’uomo aveva anche cambiato il nome di battesimo sul passaporto.

Arrestato Cosimo Mazzotta, 51 anni, leccese, deve scontare 30 anni per omicidio Lo hanno catturato i carabinieri in un B&B in riva al mare dove si era nascosto dopo essere stato condannato a 30 anni di carcere. È stato catturato così Cosimo Mazzotta, 51 anni, leccese. Era latitante dallo scorso 8 marzo dopo la sua condanna a trent’anni di carcere per omicidio, confermata il giorno prima dalla Cassazione. A trovarlo un B&B di Torre Lapillo, nel comune di Porto Cesareo, i carabinieri del Nucleo investigativo del Comando Provinciale di Lecce. Il 51enne, che aveva fornito generalità false, al momento dell’arresto era da solo e non ha opposto resistenza, mostrandosi sorpreso per l’arrivo degli investigatori, ai quali ha raccontato che per non farsi scoprire aveva evitato qualsiasi rapporto con l’esterno, approfittando della vicinanza al mare per fare qualche passeggiata. L’uomo aveva con sè vari telefoni e diverse utenze telefoniche. La condanna a 30 anni di carcere era stata comminata dalla Corte d’Assise d’Appello di Taranto il 30 maggio del 2024, poiché riconosciuto colpevole del reato di omicidio in concorso, aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi. Il 17 marzo del 1999 aveva assassinato Gabriele Manca, 21 anni, coinvolto in contrasti legati allo spaccio di droga e ucciso in una zona di campagna compresa tra Lizzanello e la frazione di Merine. La vittima, secondo il quadro ricostruito dai Carabinieri del Ros diciotto anni dopo il delitto, era stata uccisa a colpi di pistola sparatigli alle spalle mentre tentava di fuggire. Un commando di quattro persone aveva organizzato una vera e propria esecuzione e Carmine Mazzotta è stato ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio.Dopo prolungati appostamenti, servizi di osservazione e ricognizioni i militari dell’Arma sono entrati in azione. Due carabinieri, fra cui una donna, hanno prenotato una stanza spacciandosi per una coppia di turisti arrivati in Salento per il “ponte” festivo, poi una volta individuata la camera occupata dal latitante, hanno avvisato le altre pattuglie facendo irruzione e cogliendolo di sorpresa. 

Si nascondeva in un’abitazione estiva in località Lido Gandoli. È considerato elemento di vertice dell’omonimo gruppo criminale attivo nel narcotraffico internazionale I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Brindisi e della Compagnia di Francavilla Fontana hanno arrestato Daniele Di Palmo, 35enne di Francavilla Fontana, latitante dal settembre 2024. Considerato elemento di vertice dell’omonimo gruppo criminale attivo nel narcotraffico internazionale, Di Palmo era evaso dagli arresti domiciliari a cui era sottoposto per associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso delle indagini per la sua cattura, sono state arrestate tre persone e sequestrati armi, munizioni, esplosivi e sostanze stupefacenti. L’arrestato è stato tradotto nel carcere di Taranto. Secondo fonti investigative, i Carabinieri hanno monitorato a lungo Di Palmo, individuando la sua presenza in un’abitazione estiva nella località di Lido Gandoli. Hanno così organizzato un’operazione sotto copertura, aspettando che l’uomo uscisse per una passeggiata in bicicletta con il figlio di 4 anni, che il clan gli portava occasionalmente nella casa di Lido Gandoli per trascorrere del tempo con il padre. L’arresto è avvenuto al momento dell’uscita in bicicletta, con l’intervento dei Carabinieri in borghese. L’abitazione di Lido Gandoli era l’ultimo dei numerosi nascondigli utilizzati da Di Palmo durante la sua latitanza.

Si tratta di Antonio Alvaro Montinari, 53 anni, ricercato da quattro mesi per associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga e spaccio Antonio Alvaro Montinari, 53 anni è stato arrestato nel cuore di Lecce mentre passeggiava in piazza Sant’Oronzo. L’uomo, originario di Torchiarolo, era latitante dal 20 novembre scorso. É accusato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga e spaccio. Montinari era tra i 35 destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Lecce nell’ambito di un’inchiesta sul clan Penza-Pepe-Gagliardi. L’arresto è stato eseguito dagli agenti della questura di Lecce, che hanno anche sequestrato una moto utilizzata dal 53enne per i suoi spostamenti durante la fuga.

La donna, ricercata a livello internazionale da anni, avrebbe svolto il ruolo di basista nell’assassinio di un connazionale Servizio di Michele Frallonardo montaggio di pasquale D’attoma

Pasquale Totaro era sfuggito al blitz “Mari e monti” Si è costituito presso il carcere di Bari il 32enne Pasquale Totaro, sfuggito all’arresto lo scorso 15 ottobre nell’ambito del blitz ‘Mari e Monti’, della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari che, con 39 arresti, ha duramente colpito il clan Li Bergolis, a Monte Sant’Angelo. La circostanza è confermata dagli inquirenti, che però mantengono il più stretto riserbo. Non si tratta dell’unico indagato riuscito a sfuggire agli arresti. Manca all’appello adesso il 46enne Leonardo ‘Dino’ Miucci, fratello di Enzo ‘U criatur’, ritenuto attuale reggente del clan e, allo stato, ancora latitante.

Un 36enne di Taranto trovato in Germania Agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza del Brennero hanno arrestato un 36enne originario di Taranto, colpito da un ordine di carcerazione. Italo Agrosì, latitante dal 2023, era stato rintracciato in Germania dalla Polizia tedesca dopo l’emissione, a suo carico, di un mandato di arresto europeo. Agrosì deve scontare una pena di 8 anni e 4 mesi di reclusione per numerosi reati contro il patrimonio (ricettazione, falso, furto aggravato, uso indebito di carte di credito). Il ricercato è stato consegnato alle autorità italiane dalla polizia austriaca, che lo aveva preso in custodia dalla polizia tedesca alla frontiera. Dopo le procedure di identificazione, l’arrestato è stato condotto presso la casa circondariale di Padova. 

L’uomo, bloccato dai carabinieri, stava per imbarcarsi su un volo diretto in Spagna I carabinieri di Taranto hanno arrestato nelle scorse ore a Napoli Giuseppe Palumbo, un latitante di 35 anni, tarantino, che stava per imbarcarsi all’aeroporto di Capodichino su un volo per la Spagna. L’uomo era interessato da due ordinanze di custodia cautelare della Direzione Distrettuale Antimafia, rispettivamente del 2022 per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e del 2023 per i reati di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e trasferimento fraudolento di valori. Le due indagini che avevano colpito numerosi esponenti dei clan Pascali di Taranto (rione Paolo VI) e Sudoso di Statte. Le indagini e l’arresto del latitante sono state coordinate dalla Dda di Lecce. Ai carabinieri l’uomo non ha opposto resistenza, ne ha negato la sua identità. In particolare, Palumbo e’ indagato anche nella vicenda che di recente ha portato in carcere, tra gli altri, il sindaco di Statte, Franco Andrioli, e due assessori comunali per voto di scambio. Dopo l’arresto, e’ stato trasferito nel carcere di Poggioreale a Napoli.

Era ricercato da oltre un anno ed era stato inserito nell’elenco dei latitanti considerati pericolosi Il 55enne foggiano Vincenzo Fratepietro, detto ‘Enzo Cerottino’, ricercato da oltre un anno,è stato arrestato dai carabinieri a Carovigno, in provincia di Brindisi, in un’operazione coordinata dalla Dda di Bari. Fratepietro era inserito nell’elenco dei latitanti considerati pericolosi dal Ministero dell’Interno. Nel marzo 2023 era stato destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’inchiesta ‘Cocktail’ ed era stato coinvolto anche nell’operazione antimafia ‘Game Over’.

La Polizia ha individuato il 71enne leccese in un supermercato mentre faceva la spesa. Deve scontare condanne per oltre 20 anni di carcere Arrestato a Torvaianica, vicino Pomezia, un pregiudicato leccese di 71 anni, che deve scontare una condanna per oltre 20 anni di reclusione. Dal 17 novembre scorso, infatti, era destinatario di un provvedimento di esecuzione di pene emesso dalla Procura di Lecce per reati in tema di associazione mafiosa e associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed armi. L’uomo si era reso irreperibile tentando di sottrarsi alla cattura. La Polizia ha individuato il latitante nel comune laziale nel mentre si trovava in un supermercato a fare la spesa e lo ha arrestato. All’opera personale della Squadra Mobile di Lecce e della Sisco di Lecce, con il supporto operativo della Sisco di Roma. Il 71enne leccese, nel primo decennio degli anni 2000, è stato un personaggio di spicco della criminalità organizzata salentina in quanto a capo del clan Nisi-Briganti, affiliato alla Sacra Corona Unita. Il 12 maggio 2013 la Polizia lo aveva già tratto in arresto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nella quale erano coinvolte a vario titolo 62 persone.

Si nascondeva in un trullo, a luglio era sfuggito ad un blitz antimafia Un trullo come nascondiglio. Catturato dai carabinieri nelle campagne tra Ostuni e Cisternino il latitante Cosimo Lamendola, 51 anni, sfuggito all’operazione antimafia della Dda di Lecce che lo scorso 18 luglio portò in carcere 19 persone tra San Vito dei Normanni, Mesagne, e Torre Santa Susanna, accusate di estorsioni, traffico e spaccio di droga , aggravate dal metodo mafioso e un tentato omicidio. In manette per favoreggiamento anche una donna che aveva funzioni di vivandiera, e che, al momento dell’irruzione, stava preparando il pranzo al 51enne. All’interno del nascondiglio sono state rinvenute diverse parrucche da uomo. Cosimo Lamendola ed il figlio Gianluca di 34 anni, ancora irreperibile, sono considerati al vertice del presunto sodalizio criminale. Giovedi scorso  era stato arrestato in Germania il cognato di Cosimo Lamendola, Rosario Cantanna, anch’egli latitante dal luglio scorso. 

Nel 2012, a Maglie, avrebbe aggredito un imprenditore balneare. Si tratta del 39enne Orazio Preite che si era reso irreperibile dopo la condanna definitiva È accusato di tentato omicidio per aver aggredito, nel 2012 a Maglie, un imprenditore balneare colpendolo alla testa con un cric. A gennaio scorso, dopo la condanna definitiva, si era reso irreperibile. I carabinieri lo hanno individuato e arrestato. Si tratta di Orazio Preite, 39 anni. Deve espiare una pena residua di 16 anni e sette mesi di reclusione per tentato omicidio, lesioni personali e minacce in concorso, detenzione e porto abusivo di armi, ricettazione e furto in abitazione.

È accaduto a Manduria. Il 30enne era riuscito a far perdere le sue tracce da quattro anni Stava comodamente pranzando in un ristorante di Manduria con la famiglia quando i carabinieri lo hanno individuato e arrestato. Il 30enne era latitante dopo la condanna per aver rapinato, con un complice, un’anziana nel 2013. I due fecero irruzione nella casa della donna, le coprirono il viso, la minacciarono per farsi consegnare 4mila euro e poi la lasciarono chiusa in camera. Era ricercato da giugno del 2018, aveva fatto perdere le sue tracce dopo la condanna a quattro anni di reclusione. Adesso è stato trasferito in carcere

deliziosa
deliziosa