
Influenza, stagione verso la fine: 12,6 milioni i casi
Bilancio in linea con le due stagioni precedenti L’ultimo bollettino del sistema di sorveglianza dell‘Istituto Superiore di Sanità pubblicato oggi, 6 marzo, ci dice che
Bilancio in linea con le due stagioni precedenti. L’ultimo bollettino del sistema di sorveglianza dell‘Istituto Superiore di Sanità pubblicato oggi, 6 marzo, ci dice che la scorsa settimana sono stati censiti 406mila nuovi casi infettivi e di pochi di questi si tratta di virus influenzali. In totale sono 12,6 milioni i casi, in linea con le due stagioni precedenti. Anna Teresa Palamara, dirigente del Dipartimento di Malattie infettive dell’Iss, afferma che bisogna preservare i più piccoli essendo più vulnerabili a questo tipo di virus ma invita a non allarmarsi poiché nell’ultimo periodo la curva sarebbe leggermente scesa e i ricoveri diminuiti. La “variante K” ha probabilmente portato a un anticipo del picco, ma questo non avrebbe comportato effetti sulla gravità dei sintomi. In ogni caso il vaccino si conferma un valido alleato, in quanto a livello statistico i non vaccinati hanno riscontrato sintomi più gravi.
Chi ha il peso in eccesso rischia il 70% in più di ricovero o morte. Un nuovo studio internazionale su oltre 540.000 pazienti, pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet, ha messo in luce un legame allarmante tra obesità e malattie infettive. Secondo i dati, vivere con un eccesso di peso aumenta di oltre il 70% il rischio di ricovero o morte per patologie come influenza, Covid-19, polmonite, gastroenterite, e infezioni delle vie respiratorie e urinarie. I ricercatori stimano che circa una morte su dieci legata alle infezioni nel mondo possa essere attribuita direttamente all’obesità. Lo studio: dati, durata e metodologia La ricerca è stata condotta da scienziati britannici e finlandesi, utilizzando dati di 67.766 adulti provenienti da due studi finlandesi e 479.498 partecipanti dalla biobanca britannica. Sono state analizzate 925 malattie infettive di origine batterica, virale, parassitaria e fungina, monitorando i pazienti per una media di 13-14 anni. L’indice di massa corporea (BMI) dei partecipanti è stato valutato all’inizio dello studio. Chi presentava un BMI tra 18,5 e 24,9, considerato peso sano, aveva un rischio annuo di infezione grave dell’1,1%, mentre chi era obeso (BMI ≥ 30) aveva un rischio dell’1,8%, con un aumento progressivo proporzionale all’incremento di peso. I pazienti con obesità grave (BMI ≥ 40) avevano tre volte più probabilità di ricovero o morte rispetto a chi aveva un peso sano. Malattie più colpite Tra le infezioni più comuni, le persone con obesità hanno mostrato un rischio significativamente maggiore di sviluppare forme gravi di: Influenza Covid-19 Polmonite Gastroenterite Infezioni delle vie respiratorie e urinarie Sorprendentemente, lo studio non ha trovato un aumento del rischio per infezioni come HIV o tubercolosi, suggerendo che l’obesità impatti in modo selettivo sul sistema immunitario. Il ruolo dell’obesità sul sistema immunitario Secondo Mika Kivimaki dell’University College London, l’obesità potrebbe indebolire la capacità del sistema immunitario di difendersi da batteri, virus, parassiti o funghi, causando infezioni più gravi. Solja Nyberg dell’Università di Helsinki aggiunge: “Con l’aumento globale dell’obesità, crescerà anche il numero di ricoveri e decessi legati alle malattie infettive.” Cosa fare per ridurre i rischi Gli esperti sottolineano l’urgenza di politiche sanitarie efficaci: Promuovere stili di vita sani e perdita di peso Garantire accesso a cibi sani e convenienti Offrire opportunità di attività fisica Mantenere aggiornati i vaccini raccomandati La ricerca evidenzia che intervenire sull’obesità non significa solo prevenire malattie croniche come diabete o cardiopatie, ma anche ridurre il rischio di infezioni gravi e complicazioni durante epidemie o pandemie.
A differenza del resto dell’Italia, in Puglia, negli ultimi giorni, si registra un ulteriore aumento dei contagi. L’influenza non dà tregua. A differenza del resto dell’Italia, in Puglia, negli ultimi giorni, si registra un ulteriore aumento dei contagi. Il picco si dovrebbe registrare tra la fine di gennaio e i primi di febbraio. Il professor Silvio Tafuri, responsabile della control room al Policlinico di Bari, spiega che in Puglia siamo arrivati ad avere, dall’inizio della stagione, 15 pugliesi su 100 malati di influenza. Il vaccino avrebbe ridotto di molto i numeri ma quest’anno si sono vaccinati 900mila pugliesi, un’adesione appena superiore a quella dell’anno scorso. Per fortuna da giovedì scorso i pronto soccorso non sono più presi d’assalto come accaduto all’inizio della settimana. Al Policlinico di Bari dai 250 accessi di media dei primi di gennaio, ci si attesta su 180 accessi e una 30ina di ricoveri al giorno. Centocinquantatre nella giornata di sabato con 27 ricoveri. In flessione gli accessi anche gli accessi al pronto soccorso dell’Ospedale Di Venere: 130 di media giovedì e venerdì. Poco più di cento sabato. Situazione simile al San Paolo, con numeri in diminuzione da giovedì a sabato quando si sono registrati 120 accessi. Diversi però i casi complessi, molti anziani e pazienti con molte patologie le cui condizioni sono aggravate dall’influenza.
Il picco sarà raggiunto nelle prossime settimane. Sale l’incidenza per l’influenza stagionale e infezioni respiratorie in generale, con la settimana dal 15 al 21 dicembre, precedente alle festività natalizie, che fa segnare +950.000 contagi in Italia, 5,8 milioni di malati dall’inizio della sorveglianza. Lo rileva il rapporto pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità. L’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità, nella settimana dal 15 al 21 dicembre, è stata pari a 17,1 casi per 1.000 assistiti (14,7 nella settimana precedente). Numeri in aumento rispetto alla settimana precedente come atteso per il periodo. L’incidenza, riferisce il report, è aumentata in tutte le fasce di età ma, come di consueto, maggiormente nei bambini sotto i cinque anni. “I dati ci mostrano che ci stiamo avvicinando al picco dei casi, che verosimilmente verrà toccato nelle prossime settimane, in cui ci aspetta una circolazione sostenuta dei virus respiratori come atteso per ilperiodo – commenta Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss -. Purtroppo, come segnalato da alcune Regioni, anche quest’anno all’aumento del numero di casi corrisponde un aumento nel numero di accessi al pronto soccorso e ospedalizzazioni soprattutto per le persone più anziane. Influenza stagionale, quello che c’è da sapere L’Istituto Superiore di Sanità ha prodotto una scheda con domande e risposte, le informazioni principali da sapere sulle malattie infettive respiratorie che come ogni inverno funestano le case degli italiani. Qui di seguito alcune delle Faq. Come si trasmettono i virus respiratori? I virus respiratori, in inverno, si diffondono più facilmente a causa di ambienti chiusi, temperature basse e maggiore vicinanza tra le persone. Si trasmettono prevalentemente attraverso l’aria e si diffondono molto facilmente attraverso le goccioline di saliva che si producono tossendo, starnutendo o semplicemente parlando soprattutto negli ambienti affollati e chiusi, o per deposizione diretta delle goccioline di saliva sulle mucose. La trasmissione avviene anche per contatto diretto con persone infette o per contatto indiretto attraverso utensili o oggetti. Come si può prevenire l’infezione da virus respiratori? Per l’influenza è consigliato una vaccinazione/richiamo annuale, perché per loro natura, i virus influenzali mutano frequentemente. La vaccinazione è raccomandata soprattutto alle categorie fragili (anziani, persone con patologie croniche), e anche a operatori sanitari e caregiver, per ridurre ancora di più il rischio di infezione, ma è consigliata anche al resto della popolazione seguendo sempre le indicazioni del proprio medico di medicina generale e pediatra. Oltre alle misure farmacologiche (vaccinazione e antivirali), si raccomanda di seguire misure di protezione personali utili per ridurre il rischio di contrarre l’infezione o per evitare di trasmettere il virus ad altri. Come lavare regolarmente le mani e asciugarle correttamente, starnutire o tossire in un fazzoletto o nell’incavo del gomito, restare a casa se si presentano sintomi attribuibili a malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale. Ma anche, serve evitare il contatto stretto con persone con sintomatologia attribuibile all’influenza, evitare di toccarsi occhi, naso o bocca e areare spesso i locali. Ho sintomi respiratori. Devo fare un tampone per il COVID-19 o per qualche altro virus? A differenza del periodo pandemico, al momento non c’è nessuna imposizione di legge sull’uso dei tamponi, ad esempio per il Covid. Fare un tampone, per questo virus o per altri agenti patogeni, può essere utile previa consultazione con il proprio medico di base o pediatra.
Già 4 milioni di italiani colpiti dall’inizio della stagione, picco atteso tra fine dicembre e gennaio. L’ondata di influenza e di altre infezioni respiratorie acute sta aumentando in modo significativo in Italia e ha già messo a letto circa 4 milioni di persone dall’inizio della stagione. Nella settimana dall’1 al 7 dicembre l’incidenza è salita a 12,4 casi ogni mille assistiti, in aumento rispetto alla settimana precedente. Solo nell’ultima settimana si stimano circa 695mila nuovi casi, con la fascia di età 0‑4 anni tra le più colpite. A livello regionale, la situazione mostra differenze: alcune regioni del Nord e del Centro registrano livelli di circolazione influenzale di intensità media, mentre altre mostrano livelli più bassi. La Puglia figura tra le regioni con incidenza elevata rispetto alla media nazionale nelle settimane più intense della stagione, segnalata come area dove l’influenza circola in modo sostenuto. Per la Basilicata, invece, non risultano attivate ufficialmente le attività di sorveglianza epidemiologica nei bollettini disponibili finora, quindi non ci sono dati regionali aggiornati pubblicati per l’influenza stagionale come accade per le altre regioni monitorate. Secondo l’esperta dell’ISS, Anna Teresa Palamara, direttrice del Dipartimento di Malattie Infettive, la crescita dei casi è in linea con l’andamento atteso per questo periodo dell’anno. Il picco stagionale non è ancora raggiunto, ma è probabile tra fine dicembre e fine gennaio. Palamara ribadisce l’importanza di vaccinarsi ancora, lavarsi frequentemente le mani, rispettare l’etichetta respiratoria e limitare l’esposizione in luoghi affollati in caso di sintomi. I dati virologici mostrano che, oltre ai virus influenzali, circolano numerosi altri agenti respiratori come Rhinovirus, Adenovirus, virus Parainfluenzali e altri, confermando la complessità dell’epidemia stagionale in corso.
Cresce il numero dei pazienti che sceglie la farmacia di fiducia Servizio di Alessandro Boccia
Insieme sarà possibile ricevere anche il vaccino anti covid. In prima linea come sempre i medici di Medicina Generale
Potenza, tra Natale e Capodanno 2400 persone al Pronto Soccorso, quasi 500 ricoverate Servizio di Alessandro Boccia
Somministrate finora 40mila dosi, +20% rispetto al 2023 Servizio di Francesco Iato Intervistati: Luigi Nigri, vicesegretario Federazione Italiana Pediatri Raffaele Piemontese, assessore alla Sanità Regione Puglia
Si indaga per chiarire le cause del decesso della 17enne di Patù trovata morta dai genitori. La ragazza, da alcuni giorni, era a letto con l’influenza Servizio di Pamela Spinelli Riprese di Donato Colazzo
Somministrate 150 mila dosi di vaccini antinfluenzali, di cui solo 15 mila contro il Covid. Intervistata: letizia rizzo (Dirigente medico dipartimento prevenzione ASL Bari)
Si potrà somministrare anche il richiamo per il Covid. Priorità per operatori sanitari, pazienti e soggetti fragili Partirà il 9 ottobre la campagna di vaccinazione contro l’influenza stagionale al Policlinico di Bari. Come da indicazioni ministeriali e regionali, negli ambulatori dell’ospedale sarà possibile la co-somministrazionedel vaccino antinfluenzale e il richiamo contro il Covid. Priorità per gli operatori sanitari, studenti di medicina e dei corsi di laurea di area sanitaria, i pazienti ricoverati nei reparti dell’ospedale, i soggetti fragili seguiti dai centri di cura. Le vaccinazioni partiranno alle ore 10,00.
L’Ordine invita i paziente pugliesi a vaccinarsi anche contro il Covid Servizio di Anna De Feo Intervista al dott. Franco Lavalle, vicepres. Omceo Bari
La riorganizzazione si completerà entro il 20 gennaio Influenza e Covid stanno mettendo a dura prova la tenuta del Pronto soccorso del Policlinico di Bari. Per far fronte all’aumento di pazienti, la direzione generale ha deciso di attivare trenta nuovi posti di area medica. L’attivazione avverrà attraverso la riorganizzazione delle cliniche generali e specialistiche e l’attivazione di ulteriori posti letto al terzo piano di Asclepios 3, il nuovo padiglione dell’ospedale universitario aperto alcuni mesi fa. La riorganizzazione si completerà entro il 20 gennaio.
Per ora i numeri sono sotto controllo. Preoccupa invece il Covid, che non è scomparso, soprattutto per la scarsa diffusione delle vaccinazioni Servizio: Guglielmina Logroscino Prof Silvio Tafuri, specialista in igene e medicina preventiva e coordinatore control room Covid 19. Dottor Filippo Anelli, presidente fnomceo
Al Policlinico doppia somministrazione Covid-influenza per operatori sanitari E’ partita ieri mattina in Puglia, dal Policlinico di Bari, la campagna vaccinale contro il Covid e l’influenza. I primi ad essere vaccinati sono stati i direttori delle unità operative del Policlinico e il direttore generale Giovanni Migliore per proseguire con il resto del personale sanitario (tra le categorie professionali a rischio). Per tutti c’è stata la co-somministrazione dell’antinfluenzale e del vaccino anti Covid-19, aggiornato alla nuova variante. La Regione Puglia ha prenotato un milione di dosi di vaccino contro l’influenza, una prima scorta sarà consegnata mercoledì e verrà poi distribuita ai medici di famiglia. è partita ieri mattina in puglia, dal èpoliclinico di bari, la campagna vaccinale contro il covid e l’influenza. i primi ad essere vaccinati sono stati i direttori delle unità operative del policlinico e il direttore generale giovanni migliore per proseguire con il resto del personale sanitario (tra le categorie professionali a rischio). per tutti c’è stata la co-somministrazione dell’antinfluenzale e del vaccino anti covid-19, aggiornato alla nuova variante. la regione puglia ha prenotato un milione di dosi di vaccino contro l’influenza, una prima scorta sarà consegnata mercoledì e verrà poi distribuita ai medici di famiglia
Già in arrivo le prime dosi per il covid e l’influenza, si possono somministrare contemporaneamente Servizio Antonio Lorusso
Casi dimezzati nell’ultima settimana In Puglia il picco influenzale e’ stato superato e i contagi nell’ultima settimana hannoregistrato un calo. Secondo il monitoraggio di Influnet, nella settimana dal 9 al 15 gennaioci sono stati 654 nuovi casi contro i 1.291 della settimana precedente, circa la meta’. Nella fascia dai 0 ai 4 anni l’incidenza e’ ancora elevata ma in diminuzione, essendo passata da 35,42 casi ognimille assistiti a 29,73; mentre nella fascia 5-14 anni l’incidenza e’ stabile. Tra gli adulti si e’ passati da 12,09 casi ogni mille assistiti a 7,22; mentre tra gli over 65 l’incidenza si ferma a 4,04 contro i 7,09 casi di una settimana fa.
Nella settimana dal 2 all’8 gennaio 1.291 nuovi contagi La Puglia resta nella fascia “arancione” ma l’epidemia influenzale inizia a dare i primi accenni di calo. Secondo il monitoraggio di Influnet, la rete dei medici sentinella, nella settimana dal 2 all’8 gennaio ci sono stati 1.291 nuovi contagi contro i 1.565 di una settimana fa. Quindi, il picco dovrebbe essere stato superato anche se il numero di casi resta sopra la media stagionale. Nella fascia dai 0 ai 4 anni l’incidenza è in leggero aumento, è passata da 35,55 a 35, 42 mentre nella fascia 5-14 anni l’incidenza è passata 20,28 a 17,38. Tra gli adulti trend in leggera crescita: si è passati da 11,84 a 12,09 casi ogni mille assistiti; mentre tra gli over 65 l’incidenza si ferma a 7,04 contro i 7,29 casi di sette giorni prima.

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MONITOR Chi ha il peso in eccesso rischia il 70% in più di ricovero o morte Un nuovo studio internazionale su oltre 540.000 pazienti, pubblicato

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