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Bocciato il ricorso contro l’autorizzazione all’ex Ilva. Approvato un piano per chiudere l’area a caldo entro 5 anni. La frattura tra chi vuole la chiusura dell’ex Ilva e chi teme le conseguenze occupazionali si riflette anche in Consiglio comunale. Respinta la mozione del Movimento 5 Stelle per un ricorso al Tar contro l’AIA, la maggioranza ha approvato un documento che propone la chiusura dell’area a caldo in 5 anni. Il piano prevede tre forni elettrici, un impianto DRI alimentato da gas senza ricorrere alla nave rigassificatrice, e un uso strategico della rete Snam. Chiesto anche un tavolo permanente con Governo, Regione, sindacati e università per guidare la transizione industriale. Tensione in aula per le proteste del pubblico, con una breve sospensione dei lavori.

Una vicenda che preoccupa anche alla luce del fatto che la città è interdetta ai velivoli telecomandanti: cosa hanno registrato? E per conto di chi?

L’azienda ha segnalato l’episodio alle forze dell’ordine Quattro droni hanno sorvolato l’area dell’ex Ilva di Taranto e sono stati avvistati dal personale di vigilanza interna. Gli avvistamenti sono stati immediatamente segnalati al Comando Provinciale dei Carabinieri e alla Digos, che hanno prontamente inviato proprio personale nei luoghi dell’avvistamento e attivato le procedure di competenza. Non ci sono state conseguenze. I droni non apparterrebbero ad autorità pubbliche italiane. L’azienda fa sapere che provvederà ad adottare tutte le azioni necessarie, inclusa formale denuncia presso la Procura della Repubblica. 

In vista delle prossime scadenze, il ministro Urso ha incontrato enti locali e sindacati, tornando a parlare anche della situazione di Taranto Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo D’olimpio Intervista: Adolfo Urso – Ministro Imprese e Made in Italy

L’Autorizzazione ambientale viola la normativa comunitaria contro l’inquinamento Servizio di Alessandra Martellotti; interviste a Rosa D’Amato, commissaria regionale Europa Verdi- AVS; Fulvia Gravame, assessora Ambiente Comune Taranto;

Fitta agenda del ministro Urso, richiamo al Comune di Taranto sulla nave per il gas Servizio di Annamaria Rosato;

Il documento è stato sottoscritto a Roma da tutte le amministrazioni nazionali e locali, anche dal sindaco di Taranto Intervista: Pietro Bitetti – Sindaco di Taranto

È stata firmata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, da tutte le amministrazioni nazionali e locali, l’intesa sulla decarbonizzazione degli impianti dell’ex Ilva di Taranto. La bozza d’intesa non indica i tempi per il passaggio alla produzione con forni elettrici, né la decisione su dove localizzare il polo Dri per produrre il preridotto necessario ad alimentarli. Le parti si impegnano a convocare una nuova riunione del tavolo in data successiva al 15 settembre, termine ultimo per la presentazione di offerte vincolanti della nuova gara.

Riconvertire la parola d’ordine degli ambientalisti Servizio di Annamaria Rosato

“Nuova Aia su siderurgico Taranto contrasta con obiettivi Ue per la salute” La nuova Autorizzazione integrata ambientale concessa dal ministero allo stabilimento ex Ilva diTaranto “che consente la prosecuzione della produzione a carbone per altri 12 anni e la trasformazione dell’altoforno AFO2” è “in contrasto con tutte le politiche europee del Green Deal, del piano RePowerEU e le direttive UE su qualità dell’aria e sulla decarbonizzazione”. Lo afferma l’europarlamentare del Pd e presidente della commissione ambiente del parlamento europeo, Antonio Decaro, che annuncia di avere presentato insieme ai colleghi Palmisano, Tridico, Tamburano, Morace, Marino e Corrado unainterrogazione parlamentare alla Commissione europea. Si chiede se l’Aia, così come elaborata, sia “compatibile con gli obiettivi europei su ambiente e salute pubblica, e quali interventi ha posto in essere lo Stato italiano per conformarsi al diritto dell’Unione”. Gli impianti a carbone sono dannosi per la salute –conclude – non sostenibili dal punto di vista ambientale e a breve saranno anche totalmente anti economici. Ci chiediamo: è questa la strada che si intende prospettare ai tarantini e aipugliesi?”

Resta il nodo del gas. Bitetti è contrario alla nave rigassificatrice in porto, ma per Emiliano non bisogna attaccarsi alla questione della nave rischiando di perdere le nuove tecnologie Di Alessandra Martellotti Intervista Piero Bitetti, sindaco Taranto; Michele Emiliano; presidente Regione Puglia

La prima riunione del comitato tecnico è chiamato a trovare la quadra sul nodo del gas e a valutare se è percorribile la proposta della Regione Puglia di arrivare all’accordo sul polo DRI senza nave rigassificatrice L’obiettivo del governo è arrivare alla “completa decarbonizzazione” con l’attivazione in tre fasi di tre forni elettrici, come ha spiegato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. La decisione finale è attesa per il 31 luglio, quando è previsto al Mimit l’incontro conclusivo per la definizione dell’accordo di programma inter-istituzionale per la piena decarbonizzazione dello stabilimento di Taranto. In attesa dell’intesa, lo ricordiamo, nei giorni scorsi è stata rilasciata la nuova aia, con 470 prescrizioni perché l’ex Ilva possa continuare a produrre acciaio a Taranto , approvata con il parere contrario degli enti territoriali. è comunque temporanea e verrà rivista a partire da agosto in base all’accordo di programma. A rendere ancora più calda la settimana che si apre, ci sono i tre giorni di assemblee dei lavoratori: il 22, 23 e 24 luglio, organizzati dai sindacati, rispetto alle questioni ambientali, occupazionali, sanitarie e industriali nell’ottica dell’avvio del processo di abbandono del fossile. Giovedì 24 è anche in programma al ministero del lavoro un nuovo incontro sulla cassa integrazione avanzata da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria per 4.050 dipendenti, di cui 3.500 nel sito di Taranto.

Approvata l’aia per l’ex Ilva di Taranto, nonostante il dissenso di tutti gli enti locali. “L’impianto è salvo” ha annunciato il ministro Adolfo Urso. La fabbrica è autorizzata a produrre con i 3 altiforni a carbone

Questa mattina alle 8.51 si sarebbe verificato un fenomeno di slopping all’interno dell’acciaieria 2. La denuncia è di Luciano Manna di Veraleaks Mentre a Roma si discute sul futuro dell’ex Ilva, questa mattina alle 8.51 si sarebbe verificato un fenomeno di slopping all’interno dell’acciaieria 2. La denuncia è di Luciano Manna di Veraleaks. Si tratta di una fuoriuscita incontrollata di fumo, polveri e sostanze nocive dall’altoforno, causata dall’instabilità della miscela incandescente di acciaio e scorie durante la colata. Continuiamo a respirare veleni, dice Manna, e nessuno interviene. L’attivista, inoltre, cita una vecchia dichiarazione di Agostino Pastorino, fiduciario della famiglia Riva, ex padroni dell’ Ilva, che nel 2013 durante un interrogatorio davanti al gip del Tribunale di Taranto, affermo’ che a Genova non si poteva fare neanche uno slopping. Ci avrebbero chiuso. A Taranto invece tutto è possibile 

Richiesta al sindaco Bitetti: non firmare Servizio di Annamaria Rosato; intervista a Leonardo La Porta, comitato Giustizia per Taranto;

Il sindaco di Taranto non la vuole, Emiliano pensa all’Eni per il gas Servizio di Redazione Norbaonline

Ma le questioni ambientale e occupazionale non sono risolte Servizio di Redazione Norbaonline;

È la bozza del piano presentato dal Governo alla vigilia dell’incontro con gli enti locali  re forni elettrici e gara per trovare un nuovo acquirente. É l’obiettivo del piano di decarbonizzazione presentato dal Governo ai sindacati nell’incontro al ministero delle Imprese alla vigilia dell’incontro con gli enti locali sull’accordo interistituzionale necessario alla nuova Autorizzazione integrata ambientale. Il piano prevede tre forni elettrici nell’acciaieria pugliese e uno a Genova. Sarà comunque necessaria una nuova gara per trovare un acquirente. Questo per accelerare il piano di decarbonizzazione ridotto da 12 a massimo 8 anni. Il piano preoccupa i sindacati per l’assenza di numeri sul piano occupazionale. Il ministro vuole decidere subito anche perché a breve è attesa la sentenza del Tribunale di Milano che, senza la nuova autorizzazione integrata ambientale,

Le posizioni di sindaco, sindacati, imprenditori e ambientalisti Servizio di Annamaria Rosato

I ministri Urso, Fratin e Calderone a Manduria per i Forum in masseria di Bruno Vespa. Su Acciaierie d’Italia: “Se si dice no al rigassificatore, si dice no al preridotto, ai forni elettrici, alla decarbonizzazione. Senza AIA si chiude” Di Alessandra Martellotti Interviste Adolfo Urso, ministro Imprese; Gilberto Pichetto Fratin, ministro Ambiente

Droni in volo sull’ex Ilva di Taranto

L’azienda ha segnalato l’episodio alle forze dell’ordine Quattro droni hanno sorvolato l’area dell’ex Ilva di Taranto e sono stati avvistati dal personale di vigilanza interna.

Ex Ilva, serie di incontri per il ministro Urso a Genova

In vista delle prossime scadenze, il ministro Urso ha incontrato enti locali e sindacati, tornando a parlare anche della situazione di Taranto Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo D’olimpio Intervista: Adolfo Urso – Ministro Imprese e Made in Italy

Ex Ilva, consiglio di fabbrica

Resta il nodo del gas. Bitetti è contrario alla nave rigassificatrice in porto, ma per Emiliano non bisogna attaccarsi alla questione della nave rischiando di

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