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. Presunti brogli elettorali durante gli scrutini delle elezioni politiche del 25 settembre 2022 a Taranto. È stata fissata al prossimo 21 ottobre l’udienza preliminare per i cinque politici indagati per reati elettorali e falso ideologico. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Alessandro Dipino, Maria Grazia Cartini, Federica Trianni, Massimiliano Di Cuia e Vito De Palma. Al centro della vicenda l’avvocato barlettano Marcello Lanotte, indicato come persona offesa nel procedimento. Non sarebbe stato eletto per 52 voti: sarebbero stati attribuiti indebitamente alla lista Forza Italia, piuttosto che a Fratelli d’Italia. I cinque indagati dovranno presentarsi davanti alla gip Alessandra Rita Romano. 

. Domenica al voto in 54 comuni in Puglia e 16 in Basilicata. Alle 12 in Puglia aveva votato il 13,47% degli aventi diritto, registrando un lieve decremento rispetto alla precedente tornata elettorale omologa, quando alla stessa ora si era recato ai seggi il 14,31%. Dato leggermente in controtendenza in Basilicata dove alle 12 aveva votato il 12.51% degli elettori contro il 12.02 dell’ultima analoga tornata elettorale.  In provincia di Bari c’è la partecipazione più alta in termini percentuali con un affluenza del 14,07%, comunque in calo rispetto alle ultime comunali. In aumento invece in provincia di Foggia dove il dato si attesta al 13.43%, in crescita rispetto al 12.39% del passato.  Nella Barletta-Andria-Trani (dove si vota sia ad Andria che a Trani), l’affluenza si attesta all’11,36%.  In Basilicata l’affluenza al voto alle 12 in provincia di Matera è stata del 13.53%, in provincia di Potenza invece del 12.57%

Ha annunciato una campagna elettorale itinerante, raccontando quanto fatto in questi anni nelle varie zone della città. È partita ufficialmente ad Andria la campagna elettorale della sindaca uscente Giovanna Bruno, in quota al Pd, a capo di una coalizione di centro sinistra, per le elezioni amministrative del prossimo 24 e 25 maggio. Nella sede di “Materia prima”, suo comitato elettorale, la prima cittadina ha ricordato le tappe del suo mandato e spiegato che la città deve avere uno sguardo proiettato al futuro dopo la riduzione della mole debitoria, “passata da oltre 90 milioni di euro a 16 milioni”. La Bruno ha annunciato una campagna elettorale itinerante, raccontando quanto fatto in questi anni nelle varie zone della città. A sfidarla sarà Sabino Napolitano, pediatra, espressione del centro destra unito.

Disposta la verifica delle schede nulle. Continua a complicarsi la vicenda elettorale a Lesina, nel Foggiano. Il Consiglio di Stato, sezione quinta, ha accolto l’istanza della lista “Lesina futura” e ha sospeso gli effetti della sentenza del Tar. Di conseguenza le elezioni nelle sezioni 1, 2, 3 e 4 del comune non si terranno più nelle giornate del 15 e 16 marzo. Resta così in carica il commissario prefettizio che continuerà a guidare l’amministrazione comunale fino alla decisione definitiva. Il collegio ha anche disposto un controllo sulle schede nulle contestate e l’eventuale riconteggio, e la corretta gestione dei certificati medici relativi alla sezione 4. L’udienza è stata fissata per il 7 maggio: in quella data potrebbero arrivare indicazioni definitive.

Dopo la vittoria netta alle elezioni di novembre, avrà 10 giorni per nominare la sua giunta regionale. Antonio Decaro sarà ufficialmente il nuovo presidente della Regione Puglia mercoledì 7 gennaio alle ore 15, quando la Corte di Appello di Bari proclamerà i risultati delle elezioni regionali 2025. La cerimonia si terrà al Palazzo di Giustizia di Bari alla presenza del governatore uscente Michele Emiliano. Dopo la proclamazione, Decaro avrà 10 giorni di tempo per nominare la sua giunta regionale, mentre la proclamazione dei 50 consiglieri richiederà ancora qualche giorno. Nelle elezioni del 23 e 24 novembre, Decaro ha ottenuto una vittoria netta con il 63,97% dei voti, superando di gran lunga Luigi Lobuono del centrodestra, fermo al 35,13%, consolidando la leadership del centrosinistra in Puglia e del Partito Democratico come principale forza politica di sostegno. Il nuovo Consiglio regionale sarà a maggioranza di centrosinistra con 29 seggi alla coalizione di Decaro e 21 all’opposizione. L’affluenza alle urne è stata bassa, ma la vittoria rimane significativa. Decaro ha espresso gratitudine agli elettori e ha sottolineato l’impegno su infrastrutture, welfare, lavoro e sviluppo economico, con un approccio collaborativo tra le forze politiche. Con la proclamazione imminente e la composizione dei nuovi organi regionali, la Regione Puglia si prepara a una nuova fase politica sotto la guida di Antonio Decaro, con una solida maggioranza in Consiglio regionale e forte sostegno popolare per i prossimi cinque anni.

La cerimonia si svolgerà alle 15 negli uffici della corte d’appello. Per i consiglieri regionali bisognerà attendere qualche altro giorno . Sono stati ultimati i conteggi da parte delle sezioni circoscrizionali dei sei tribunali pugliesi. Finalmente, dopo oltre un mese dalle elezioni, ci sarà la proclamazione di Antonio Decaro presidente della Regione Puglia. La cerimonia è in programma per mercoledì 7 gennaio alle 15 negli uffici della corte d’appello. Successivamente ci sarà il passaggio di consegne tra tra Decaro e il governatore uscente Michele Emiliano. Per la proclamazione dei consiglieri regionali occorrerà attendere qualche giorno, quindi è probabile che slitti alla settimana successiva. Dopo l’ufficializzazione del consiglio partiranno sicuramente anche i ricorsi. Anche la Puglia potrà avviare la nuova legislatura regionale. In Campania e Veneto, dove si è votato negli stessi giorni, presidenti e consiglieri sono già al lavoro da tempo.

Tra le imminenti sfide le prossime elezioni comunali. Arriva in Basilicata il movimento “Progetto Civico Italia” la rete dei sindaci e degli amministratori locali, lanciato nei mesi scorsi dall’assessore allo Sport, Moda e Grandi Eventi del Comune di Roma, Alessandro Onorato, promotore del progetto. Obiettivo dichiarato: allargare e rafforzare la coalizione di centrosinistra.  Interviste ad Alessandro Onorato, promotore “Progetto civico Italia”; Federica D’Andrea, coordinatrice regionale “Progetto civico Italia”.

Il Partito Democratico resta il perno della maggioranza. Tra i 50 eletti in Consiglio regionale ci sono molte novità ma anche esclusi eccellenti. Cresce leggermente la rappresentanza femminile: saranno 12 complessivamente le elette nella XII legislatura, 10 per la maggioranza e 2 per l’opposizione. Il più suffragato di Puglia è, come per la precedente tornata elettorale, Francesco Paolicelli, eletto nel Pd con 33.117 preferenze e considerato l’esponente politico più vicino a Decaro. La consigliera più votata è Elisabetta Vaccarella con 26.714 preferenze, anche lei nel Pd. Di seguito tutti i neo consiglieri regionali secondo i dati del Viminale: Nel PD sono eletti per la prima volta Elisabetta Vaccarella, Ubaldo Pagano, Domenico De Santis, Giovanni Vurchio, Isabella Lettori, Rossella Falcone, Stefano Minerva. Riconfermati gli uscenti Loredana Capone, Donato Pentassuglia, Debora Ciliento, Raffaele Piemontese e Francesco Paolicelli e tornano dopo passate esperienze nell’assise Toni Matarrelli e Cosimo Borracino. Tutti alla prima elezione i consiglieri regionali di Decaro Presidente: Felice Spaccavento, Nicola Rutigliano, Tommaso Gioia, Graziamaria Starace, Giulio Scarpato, Silvia Miglietta, Giuseppe Fischetti. Due riconferme e due novità per il M5S: Rosa Barone e Cristian Casili continueranno a sedere in Consiglio regionale assieme alle esordienti Maria La Ghezza e Annagrazia Angolano. Per la Puglia si rinnova solo in parte: Sebatiano Leo, Saverio Tammacco e Antonio Tutolo sono riconfermati, accanto a loro Ruggiero Passero. Nel centrodestra è Fratelli d’Italia a conquistare più seggi, tra conferme e novità. Tornano in Consiglio Tommaso Scatigna, Tonia Spina, Luigi Caroli, Paolo Pagliaro, Renato Perrini, Dino Basile, Giannicola De Leonardis affiancati dai nuovi eletti Andrea Ferri, Antonio Scianaro, Nicola Gatta e Giampaolo Vietri. I quattro seggi di Forza Italia andranno a Paride Mazzotta, Paolo Dell’Erba, Massimiliano Di Cuia (tutti riconfermati) e Carmela Minuto e Marcello Lanotte. Infine, la Lega riconferma tutti gli uscenti: Fabio Romito, Napoleone Cera, Gianni De Blasi e Antonio Scalera. Una tornata elettorale che consegna esclusi eccellenti: Nichi Vendola, gli assessori uscenti Gianfranco Lopane e Fabiano Amati, consiglieri di lungo corso come Ruggiero Mennea o dal fronte opposto Domenico Damascelli.

“Sono felice per l’elezione di Decaro”. Il sindaco di Bari, Vito Leccese, è intervenuto commentando il dato dell’affluenza e di Antonio Decaro neo presidente della regione Puglia. “C’è un dato su cui dobbiamo riflettere – dice – che è quello dell’affluenza alle urne che è in forte calo. C’è la necessità di ritornare a far affezionare gli elettori alle istituzioni democratiche. C’è da riflettere anche sulle modalità su cui si svolge il voto. Chi ha la competenza dovrebbe riflettere alla luce delle tante innovazioni tecnologiche che ci sono”.  Sulla elezione di Decaro come governatore pugliese, Leccese ha detto: “Sono felice perché avere come presidente della regione un sindaco che è stato presidente dell’Anci significa avviare un percorso di collaborazione tra sindaci e istituzioni regionale”. Qui uno stralcio delle sue parole.

Riconoscimento sportivo della sconfitta e la promessa di continuare a lavorare per la Puglia, dal suo posto, qualunque esso sia. Lo sconfitto. Lobuono, classe 1955, non nasce politico. Nasce imprenditore. E soprattutto nasce in un settore che non ama spettacoli: la distribuzione editoriale. L’agenzia di famiglia, una delle realtà storiche della Puglia, gestisce da decenni la rete di giornali e periodici che attraversano la regione all’alba. Una di quelle attività ad alto anticipo e basso glamour, dove contano i camion, le tabelle, le edicole e i conti che devono tornare. Qui Lobuono matura un approccio pragmatico, fatto di relazioni costanti e di una certa capacità di tenere insieme mondi diversi: editori, fornitori, edicolanti, clienti. È un mestiere concreto, che non consente distrazioni. A questa attività affianca anche un impegno nel mondo immobiliare e un interesse per il settore mediatico, con ruoli legati alla Gazzetta del Mezzogiorno e all’emittente Antenna Sud. Non è un imprenditore da copertina: preferisce il lavoro dietro le quinte, evitare gli eccessi, lasciare che a parlare siano i risultati. La prima incursione pubblica arriva nel 2001, quando diventa presidente della Fiera del Levante. Per cinque anni guida una delle principali istituzioni economiche del Mezzogiorno, portando a Bari premier e ministri, facendo dialogare imprese e istituzioni e avviando interventi strutturali. È un incarico che, di fatto, lo proietta nella dimensione politica, anche se lui preferisce definirsi un “gestore”. A volte quasi un “curatore di sistema”. In quegli anni dà forma a nuovi spazi fieristici, potenzia gli eventi e lascia un’impronta che viene ricordata ancora oggi come una stagione di riorganizzazione più che di spettacolo. Nel 2004 tenta la sfida più impegnativa: la candidatura a sindaco di Bari per il centrodestra. È una corsa difficile, con un avversario forte come Michele Emiliano. Lobuono ottiene un risultato rilevante, ma non sufficiente. Non insiste. Ritorna al suo mondo, agli equilibri aziendali, alle reti commerciali. Il suo rapporto con la politica non si interrompe, ma resta laterale, più consultivo che competitivo. Il 2025 segna il ritorno sulla scena. Il centrodestra pugliese, dopo una lunga fase di discussione interna, individua in lui il candidato alla presidenza della Regione: un profilo moderato, competente, con una reputazione solida e lontano dalle polemiche. È una scelta che punta sulla credibilità economica e sulla sobrietà, più che sulla spettacolarizzazione. “Basta slogan, serve concretezza” dice nel discorso di candidatura, tracciando da subito il suo stile. La campagna elettorale che ne segue è coerente con la sua natura: sobria, lineare, concentrata sui dossier più che sui palchi. Lobuono gira la regione, visita imprese, incontra associazioni di categoria, parla di lavoro, infrastrutture, sanità. Non promette rivoluzioni, promette aggiustamenti. Non si presenta come uomo della rottura, ma come uomo della manutenzione — e nell’immaginario pugliese questa immagine funziona, anche se non abbastanza da vincere. Poi arriva la sera del voto. I risultati lo vedono indietro, e nettamente. Le percentuali non lasciano spazio a speranze. Ma la sua reazione conferma il suo carattere. Nessun dramma, nessuna accusa, nessun mea culpa esagerato. Un riconoscimento sportivo della sconfitta e la promessa di continuare a lavorare per la Puglia, dal suo posto, qualunque esso sia. “Avrei voluto un’altra fine, ma rispetto il giudizio dei pugliesi”, dice con la stessa calma con cui avrebbe commentato un bilancio difficile. Il suo ritratto, oggi, è quello di un imprenditore-prestato-alla-politica che ha portato nel dibattito pubblico uno stile diverso: niente colpi di scena, molta continuità, un approccio quasi manageriale. I detrattori parlano di mancanza di mordente, gli estimatori di senso delle istituzioni. Lui, intanto, sembra più concentrato sulla sua rete di relazioni, sulle attività storiche che porta avanti e sulla convinzione che la politica, anche se non ti premia, possa comunque beneficiare di una certa forma di sobrietà. Non sarà diventato presidente della Regione, ma la sua figura — proprio grazie a quella compostezza antiretorica — rimane una presenza riconoscibile nel mosaico pugliese. Un candidato che non ha fatto rumore né prima né dopo, ma che ha mostrato che anche nella sconfitta si può difendere un certo stile. Non rivoluzionario, non carismatico, ma autentico nella sua misura. E forse, per qualcuno, anche rassicurante.

Secondo questi dati, la vittoria appare non solo probabile, ma schiacciante. È significativamente simbolico che Decaro arrivi al traguardo proprio mentre l’affluenza risulta fra le più basse mai viste per una tornata regionale in Puglia. Antonio Decaro trionfa fin dai primi dati, confermando tutte le previsioni: stando all’instant poll del TgNorba nel corso della diretta Votofinish sulle elezioni regionali pugliesi, sembra ormai cosa fatta: il candidato del centrosinistra si imporrebbe con un margine netto, il 66,4 per cento. Luigi Lobuono sarebbe staccato al 30,1 per cento. Ada Donno (Puglia pacifista e popolare) al 2,4 per cento e Sabino Mangano (Alleanza civica per la Puglia) l’1,4 per cento. Gli instant poll sono sondaggi realizzati il giorno stesso del voto. Per il TgNorba sono stati realizzati da Winpoll, una delle società leader in sondaggi d’opinione e ricerche elettorali. Si tratta di mille interviste completate, con un margine di errore del 2,3 per cento. La metodologia è cati-cami. Le interviste sono state seguite il 23 e 24 novembre sulla popopolazione pugliese segmentata per sesso ed età. Primo partito sarebbe il Pd con il 24,3 per cento, seguito da Decaro presidente col 14,9, dal Movimento 5 Stelle col 14,3 e poi Avs col 4,9, Per la Puglia 3,3 e Avanti e Popolari con Decaro con 1,4. Nel centrodestra Fratelli d’Italia al 20,5 per cento, Forza Italia al 7,2, la Lega al 4,6 e poi la Puglia con noi allo 0,4 e Noi Moderati civici per Lobuono allo 0,3. Puglia pacifista e popolare con Ada Donno raccoglierebbe il 2,4 per cento, mentre Alleanza civica per la Puglia con Sabino Mangano l’1,4 per cento. Decaro, ingegnere di formazione, ex sindaco di Bari per due mandati di grande successo, e presidente nazionale dell’ANCI, aveva in molti sondaggi raccolto un consenso larghissimo: ad esempio, l’ultimo rilevamento Ipsos lo dava al 63,8 % contro il 33,1 % del suo avversario di centrodestra Luigi Lobuono. Secondo questi dati, la vittoria appare non solo probabile, ma schiacciante. È significativamente simbolico che Decaro arrivi al traguardo proprio mentre l’affluenza risulta fra le più basse mai viste per una tornata regionale in Puglia: alle 23 della prima giornata di voto, infatti, solo il 29,4 per cento degli aventi diritto si è recato alle urne, un dato che certo non riduce l’ampiezza del suo successo, ma che solleva più di un interrogativo sulla partecipazione democratica. La corsa di Decaro era partita non senza tensioni: quando ha deciso di candidarsi, ha dovuto affrontare attriti con l’uscente Michele Emiliano e con Nichi Vendola. Emiliano – che ha guidato la Regione per due mandati – ha dichiarato di sentirsi “un po’ arrabbiato”, lamentando che Decaro avesse messo sul tavolo il veto sulla sua candidatura al Consiglio regionale, detto con una franchezza che ha messo in luce la fragilità del patto interno al centrosinistra. Vendola, da parte sua, ha rivendicato l’autonomia della sua forza politica, criticando anche la richiesta di Decaro di una sorta di passo indietro sul suo ruolo. Non si è trattato di semplice diplomazia: Decaro ha dovuto costruire un equilibrio fra le varie anime della coalizione, facendo leva sulla sua credibilità di amministratore esperto e sul suo progetto di rinnovamento. La biografia di Decaro gioca a suo favore: la sua formazione da ingegnere al Politecnico di Bari, le sue competenze tecniche, l’esperienza nella gestione della capitale pugliese – con politiche concrete su mobilità, sostenibilità, trasporti – e il suo ruolo da presidente dell’ANCI gli hanno conferito un profilo forte e competente, capace di unire lo spirito civico a una solida capacità di governance. In campagna elettorale ha puntato su tematiche molto concrete: sanità, sviluppo infrastrutturale, lotta alle disuguaglianze, efficienza amministrativa. La sua promessa non è mai stata quella di “miracoli”, ma di un governo ragionato, costruito “strada per strada”, casa per casa, sfruttando la sua conoscenza del territorio e il suo radicamento locale. Il suo messaggio – secondo molti analisti – ha colpito nel segno: i pugliesi sembrano premiare non solo la sua esperienza ma anche la sua sobrietà e la visione di un centrosinistra più largo e inclusivo, capace di dialogare con diverse sensibilità politiche. La coalizione che lo sostiene è nutrita e variegata: Pd, M5S, Alleanza Verdi‑Sinistra e diverse liste civiche, tutte unite per puntare su un cambiamento costruito con competenza e gradualità. Il vantaggio netto rispetto a Lobuono e la mobilitazione (seppure con affluenza bassa) sembrerebbero consegnare a Decaro un mandato forte: una vittoria così netta potrebbe permettergli di impostare un governo con basi stabili, senza dover rincorrere solo il consenso elettorale ma investendo su un progetto di lungo termine per la Puglia. Già dalle prime proiezioni, la sua elezione appare come l’inizio di una nuova era per la regione: un governatore “di sostanza”, capace di mettere in piedi una squadra efficace, di usare la sua esperienza per attrarre risorse e di tracciare un percorso di sviluppo concreto. Se i dati verranno confermati con lo spoglio definitivo, sarà un risultato storico: non semplicemente un cambio di guardia, ma l’affermazione di un progetto politico che unisce tecnicità e visione, idealismo civico e concretezza amministrativa. Decaro sembra aver conquistato la Regione con quella stessa determinazione con cui ha guidato Bari, e ora ha l’occasione di trasformare una promessa elettorale in un governo efficace per tutti i pugliesi.

Vincenza Cito, di Martina Franca, ricorda bene quando il voto non era un diritto/dovere per tutti. Nonna Vincenza compirà 102 anni il 19 gennaio prossimo. Domenica mattina ha preso la tessera elettorale, ha chiamato i suoi familiari e si è fatta accompagnare al seggio di Martina Franca – dove risiede – per andare a votare. Un appuntamento al quale non sarebbe mancata per nulla al mondo.  Vincenza Cito è madre di due figli, Teresa e Antonio e nonna di numerosi nipoti e pronipoti. Ha dedicato la sua vita alla famiglia e al lavoro nei campi. É sempre stata una cittadina attenta e partecipe. Tante volte ha chiamato in Comune per segnalare problemi e chiedere soluzioni. Il sindaco di Martina Franca, Gianfranco Palmisano, le ha dedicato un post. “Nonna Vincenza ricorda bene – ha scritto – quando il voto non era un diritto/dovere per tutti”. Per cui ha fatto la cosa giusta: andare a votare. 

Le parole del candidato presidente della Regione Puglia per la coalizione di centrosinistra. “Sono felice, è una bella giornata e spero siano tanti i pugliesi che andranno a votare. Perché votare è sempre giusto, lo abbiamo detto tante volte in questi giorni. È un diritto che ci siamo conquistati e la democrazia è bellissima perché ci dà la possibilità di scegliere. Possiamo scegliere il nostrofuturo”. Lo ha detto il candidato presidente della Regione Puglia per la coalizione di centrosinistra, Antonio Decaro, andando a votare.

Le parole del candidato governatore del centrodestra . “È una bella giornata di sole e spero che sia di buon auspicio per la nostra Puglia. Sono giorni cruciali per il nostro destino, per il nostro futuro. Votare è il momento in cui decidiamo ed è, quindi, la massima espressione della nostra libertà. Buon voto a tutti. Forza, Puglia”. Così Luigi Lobuono, candidato presidente della Regione per il centrodestra, andando a votare a Bari.

Vito Leccese: “Si tratta di un gesto di attenzione nei confronti degli operatori delle forze dell’ordine che presidieranno i seggi anche al di fuori degli orari di voto”. Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha firmato un’ordinanza che dispone il prolungamento di due ore del periodo di esercizio degli impianti termici negli edifici scolastici che ospitano i seggi elettorali oggi e domani, per le elezioni regionali. Il provvedimento amplia quindi il tempo di accensione previsto dalle direttive statali che per Bari – classificata in zona C – consentono l’attivazione degli impianti dal 15 novembre al 31 marzo per un massimo di 10 ore al giorno. “Ho chiesto di estendere l’orario di accensione dei termosifoni per garantire condizioni adeguate anche nelle ore notturne – spiega il sindaco -. Si tratta di un gesto di attenzione nei confronti degli operatori delle forze dell’ordine che presidieranno i seggi anche al di fuori degli orari di voto. È un’assunzione di responsabilità doverosa verso tutte le donne e gli uomini che stanno lavorando con impegno per assicurare, in questi giorni, il regolare esercizio della democrazia”.

Si tratta dell’avente diritto al voto maschio più longevo di Orsara di Puglia, piccolo comune di 2400 abitanti in provincia di Foggia. Ha compiuto 100 anni lo scorso 14 gennaio Fedele Del Sonno, l’avente diritto al voto maschio più longevo di Orsara di Puglia, piccolo comune di 2400 abitanti in provincia di Foggia. Anche lui si è recato alle urne per votare per il rinnovo del consiglio regionale della Puglia e per eleggere il nuovo presidente dellaRegione Puglia. Da quando ha 18 anni ha sempre votato. Nel 1946, il 2 giugno, votò per la Repubblica al referendum costituzionale. La curiosità – raccontano da Orsara – è che il piccolo comune rappresentò un’eccezione al Sud Italia perché i cittadini “votarono in massa per la Repubblica”. Nel 2017 a Del Sonno è stata data la nuova scheda elettorale. Ne ha cambiate molte e le ha sempre riempite. “Sono molto emozionato, come sempre. È una bella giornata. Anche complice un bel sole”, ha detto nonno Fedele stamani al seggio. Partecipa molto alla vita della piccola comunità. Gli piace incontrare i vecchi amici in piazza, scambiare qualche chiacchiera, ricordare i tempi andati. È sempre allegro e regala un sorriso a tutti. Quando gli chiedono quale sia il segreto della sua longevità, lui risponde: “Aver mangiato un po’ di tutto, aver lavorato e camminato tanto”.

Ieri Decaro è stato di scena alla Cgil, Lobuono a Federfarma Servizio di Francesco Iato

Durante la manifestazione l’annuncio dell’arrivo a Bari della Premier Meloni il prossimo 10 novembre

Sabato a mezzogiorno si chiudono i termini per la presentazione delle liste per le elezioni regionali Il servizio

Tredici consiglieri si sono dimessi decretato la fine del mandato del sindaco Tommaso Minervini Svolta al comune di Molfetta. Tredici consiglieri si sono dimessi, decretando di fatto la fine dell’amministrazione del sindaco Tommaso Minervini, sospeso dal 28 giugno scorso. Nel revocare gli arresti domiciliari a cui Minervini era stato sottoposto dal 4 giugno nell’ambito di un’inchiesta sulla presunta concessione di appalti in cambio di voti, il tribunale del riesame l’aveva sospeso per un anno dall’esercizio di pubblico ufficio. Un provvedimento che portò il Prefetto a sospenderlo dalla carica di sindaco. A luglio la maggioranza aveva respinto una mozione di sfiducia dell’opposizione, ma oggi tre consiglieri di maggioranza hanno deciso che è arrivato il momento di far calare il sipario: si tratta del presidente del consiglio comunale Robert Amato e delle consigliere Maridda Poli e Antonia Crocifero, che si sono dimessi insieme ai consiglieri di opposizione. Già domani (17 ottobre) il Prefetto potrebbe nominare un commissario. In primavera i cittadini di Molfetta torneranno alle urne per eleggere un nuovo sindaco.

Molfetta, cade amministrazione comunale

Tredici consiglieri si sono dimessi decretato la fine del mandato del sindaco Tommaso Minervini Svolta al comune di Molfetta. Tredici consiglieri si sono dimessi, decretando

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