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L’episodio ad Altamura. In manette due uomini del posto Due uomini di 35 e 31 anni, entrambi di Altamura e con problemi di droga, sono stati arrestati da polizia e carabinieri per rapina. Sarebbero gli autori di un colpo messo a segno in una tabaccheria del centro storico della città. Gli indagati avrebbero fatto irruzione nella rivendita con i volti coperti da sciarpe e cappucci, impugnando qualcosa di scuro fra le mani. Urlando e minacciando sono riusciti a farsi consegnare quasi mille euro, dandosi alla fuga. Uno dei due è stato individuato da un poliziotto fuori servizio che l’ha inseguito e bloccato con l’aiuto di una pattuglia di carabinieri. Dopo qualche ora, è statoindividuato anche il complice. I due sono in carcere, il bottino è stato restituito al titolare del negozio.I due erano disarmati e che impugnavano un calzino raggomitolato, scambiato per un’arma. 

Accuse rispettive di tentato omicidio e omissione di soccorso É finito in carcere con l’accusa di tentato omicidio con l’aggravante della premeditazione l’uomo che, lo scorso 3 marzo, a Barletta, picchiò un 48enne con una mazza da baseball, mandandolo in ospedale con ferite al volto e alla testa. All’origine dell’aggressione un tentativo di vendetta dopo un episodio avvenuto poche ore prima: il 48enne, infatti, all’uscita da una discoteca, la notte precedente, avrebbe investito la sorella ed un’amica dell’aggressore, fuggendo a tutta velocità senza prestare soccorso. Circa 12 ore dopo l’investimento l’uomo, passeggiando per il centralissimo corso Vittorio Emanuele, fu colpito alla testa con una mazza da baseball che, per la violenza dei colpi, si ruppe. Il pestaggio, ripreso dalle telecamere di videosorveglianza della zona, fu bloccato dai passanti e dalle persone presenti nei negozi vicini. La vittima dell’aggressione è stata a sua volta posto ai domiciliari per l’omesso soccorso delle due ragazze investite.

L’episodio nei pressi di un bar in via Dei Verardi, per la vittima lesioni gravi e traumi ancora in via di guarigione Scatta l’arresto per i due responsabili del violento pestaggio di un 21 enne di Lequile avvenuto la sera dello scorso 8 febbraio nel centro storico di Lecce nei pressi di un bar in via Dei Verardi . Questa mattina la Polizia di Stato di Lecce ha dato esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti di due ragazzi un ventenne ed un venticinquenne entrambi residenti a Lecce. Evidenziata dal GIP la pericolosità e la concreta possibilità di reiterare la condotta violenta . I due pochi giorni dopo l’accaduto erano stati identificati e già destinatari di DACUR.  La vittima dopo l’aggressione, avvenuta sotto gli occhi della fidanzata, era stata ricoverato in prognosi riservata al Fazzi di Lecce riportando lesioni gravi e traumi ancora in via di guarigione. Fondamentali per lle indagini sono risultate le testimonianze degli amici della vittima e la visione delle telecamere di videosorveglianza della zona

Domi Martimucci morì a 27 anni, dopo cinque mesi di coma Servizio Saverio Carlucci Intervista: Lea Martimucci, sorella di Domenico

Recuperati oltre 110 metri di cavi, restituiti a Rfi Sorpresi e arrestati dalla polizia ferroviaria in flagranza, mentre cercavano di asportare cavi in rame lungo la linea ferroviaria San Severo – Apricena, nel Foggiano. I due uomini, di 51 e 37 anni, sono stati anche denunciati per incendio e combustione illecita di rifiuti, per aver parzialmente incendiato le matasse di rame per nascondere la provenienza illecita. Recuperati e restituiti a Rete ferroviaria italiana circa 110metri di cavi in rame, che vanno ad aggiungersi agli ulteriori 320 metri di rame recuperati la scorsa settimana con un’analoga operazione.

Arrestati un uomo e due donne di Manduria per detenzione e spaccio di droga Avevano creato addirittura una chat denominata con l’acronimo PDB, che sta per Posto di blocco, per avvisarsi reciprocamente ed eludere ai controlli, ma alla fine sono stati beccati. Arrestati un uomo e due donne di Manduria per detenzione e spaccio di droga. Sono stati trovati con 5 chili di hashish, 100 grammi di cocaina e 150 euro in contanti. I Falchi della Squadra Mobile di Taranto li hanno visti sfrecciare su una Fiat Punto sulla statale 106 e, dopo un inseguimento, li hanno bloccati all’altezza dello svincolo della statale 7 Taranto Brindisi. La droga era in un sacco, sul sedile posteriore, già suddivisa in panetti e dosi. L’uomo è finito in carcere, le donne sono state poste ai domiciliari.

Sono il padre e il fratello della ragazza che, nei mesi scorsi, aveva avuto un figlio dalla vittima Sono accusati di aver sequestrato un ragazzo di 15 anni per costringerlo a dire loro dove si nascondeva la sua fidanzatina, anche lei di 15 anni. Due rumeni, di 51 e 23 anni, residenti a Foggia sono stati arrestati dai carabinieri. I due sono il padre e il fratello della ragazza che, nei mesi scorsi, aveva avuto un figlio dalla vittima. Secondo la ragazza il padre voleva tenersi il suo bambino non facendolo riconoscere al fidanzato. Le indagini sono partite il 29 novembre scorso quando i due arrestati, con altri parenti sono andati – armati di pistole e coltelli – nell’abitazione del ragazzo che vive con i genitori, in un appartamento a Rignano Scalo, poco distante da Foggia, sequestrandolo e facendolo entrare con la forza nel bagagliaio di una delle loro automobili. Stando a quanto raccontato dalla vittima una volta giunti in una campagna il quindicenne sarebbe stato picchiato e minacciato anche con una pistola. Il più’ giovane degli indagatilo avrebbe anche minacciato di morte se avesse denunciato l’accaduto. Dopo l’immediata denuncia dei genitori del ragazzo i carabinieri hanno telefonato al 51enne chiedendo informazioni ma ricevendo solo risposte evasive. Fino alle due di notte quando i due arrestati si sono presentati in caserma dai carabiniericonsegnando il 15enne che agli investigatori ha raccontato quando accadutogli. 

Decisive le segnalazioni fatte ai Carabinieri Due uomini – di 35 e 23 anni, entrambi di Napoli – sono stati arrestati dai Carabinieri, a Matera, con l’accusa di aver truffato un’anziana donna residente in città. Dopo diverse segnalazion” giunte ai Carabinieri su persone che telefonavano ad anziani spacciandosi per avvocato o sottufficiale dell’Arma, i militari hanno organizzato servizi di controllo che hanno portato agli arresti. Prima è stato individuato un uomo che, in un’auto, diceva di aspettare un amico; poi è stato fermato un giovane che, in una valigetta, aveva un cospicuo quantitativo di gioielli e monili in oro, che aveva ricevuto da un’anziana donna, vittima della truffa.

Si erano arrampicati al secondo piano da una tubatura del gas Sono stati sorpresi mentre frugavano in un appartamento in via Crisanzio a Bari, in piena notte: un 62enne e 32enne sono stati arrestati dai carabinieri. I militari sono stati avvisati da alcuni cittadini che hanno visto i due ladri arrampicarsi su una tubatura del gas e forzare una serranda per entrare in un appartamento al secondo piano. Uno dei due, dopo essersi accorto dell’arrivo dei militari, ha tentato di scappare ma è stato subito bloccato. L’uomo è stato trovato in possesso di un passamontagna e unaricetrasmittente. Il suo complice, invece, è rimasto nell’abitazione rifiutandosi di scendere. Solo grazie all’aiuto dei vigili del fuoco, intervenuti con un’autoscala, è stato possibile avvicinarlo e convincerlo a consegnarsi ai carabinieri. I due sono finiti ai domiciliari.

Nel locale hashish, cocaina e marijuana, in casa armi e contanti Usavano una pizzeria come copertura per lo spaccio di stupefacenti: arrestati un 23enne ed un 31enne di Ugento. I carabinieri hanno ritrovato 800 grammi di hashish e alcuni grammi di cocaina e marijuana occultati nel locale, oltre alla somma di 5.000 euro e materiale per il confezionamento delle dosi. Nell’abitazione del titolare dell’attività, i militari hanno trovato 30 grammi di cocaina e contanti per quasi tremila euro. In una tettoia attigua era stata nascosta una pistola. I due responsabili sono finiti ai domiciliari.

Nel barese caporali reclutavano lavoratori per 10 imprese Servizio Grazia Rongo

I fatti 2 anni fa a Triggiano, in carcere il padre e un complice Per vendicare un presunto tradimento subito dalla figlia 13enne da parte di una coetanea, l’11settembre di due anni fa avrebbe sparato, in compagnia di un complice, alcuni colpi di pistola contro l’abitazione della ragazzina con cui la figlia aveva avuto una relazione. I carabinieri hanno arrestato duepregiudicati di Adelfia, un 39enne e un 30enne, per i reati di tentato omicidio aggravato dall’utilizzo del metodo mafioso e per futili motivi, oltre al porto e detenzione illegale di armi. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la sera dell’11 settembre 2022, a Triggiano, furono esplosi due colpi d’arma da fuoco contro la residenza della famiglia di una ragazza, allora 14enne, che in quel momento era in casa con lamadre, la sorella 12enne e il fratellino di 6 anni, oltre ad un’altra familiare 34enne. Nessuno rimase ferito.Le indagini, coordinate dalla Dda e condotte dai militari di Triggiano, hanno approfondito la vita sentimentale della 14enne, la quale, fin da subito, avrebbe indicato come mandante/esecutrice dell’insano gesto una sua ex fiamma, una 13enne figlia del 39enne arrestato, condannato nel 2014 per associazione di stampo mafioso. Utili alle indagini le immagini di videosorveglianza nelle vicinanze dell’abitazione della vittima, le chat tra le due ragazze, e le dichiarazioni di vittime e testimoni di giustizia, che hannoricostruito le fasi dell’agguato.

103 le denunce, 2 gli arresti. Rilevate violazioni per oltre 200mila euro Ci sono anche le province di Foggia, Bari, Taranto e Lecce tra le 33 coinvolte dalla maxi operazione della Polizia per il contrasto all’illecito, stoccaggio e smaltimento di rifiuti. Dal 13 al 15 maggio sono state controllate 168 aree, 40 delle quali sottoposte a sequestro. 1763 i soggetti identificati. 103 le denunce, 2 gli arresti. Rilevate violazioni per oltre 200mila euro. In provincia di Foggia: controllate 12 aree, sequestrati 6 locati per uso deposito e rimessa di autovetture, denunciate 4 persone. In provinciadi Taranto: sequestrate 4 aree e denunciati 12 soggetti per i reati di abbandono di Rifiuti e gestione non autorizzata. Nel particolare, le aree interessate dall’operazione sono Castellaneta, Ginosa e Faggiano.

Una terza persona è stata denunciata per rissa aggravata Due cittadini di nazionalità rumena sono stati arrestati dalla polizia ad Andria con le accuse dirissa aggravata e tentato omicidio. Sarebbero coinvolti, assieme a una terza persona che è stata denunciata, nel ferimento avvenuto venerdì scorso nel centro cittadino. Gli arresti della polizia, dopo la segnalazione della violenta lite da parte di alcuni testimoni. Arrivati sul posto, i poliziotti hanno notato tre persone ferite: tutte presentavano tagli su diverse parti del corpo. Uno di loro, un 40enne di nazionalità rumena, aveva un profondo taglio alla gola mentre altri due avevano ferite più lievi alla testa e a unaspalla. Dalle indagini è emerso che uno dei tre avrebbe aggredito con una pala da lavoro gli altri due che si sarebbero difesi a colpi di coltello. I due arrestati sono in carcere. La pala è stata trovata e sequestrata. Il 40enne che ha riportato la ferita più grave tra i tre, è stato medicato dal personale sanitario dell’ospedale Bonomo di Andria e dimesso con una prognosi di trenta giorni.

Sigarette dirette in Spagna, i documenti che accompagnavano il carico indicavano il trasporto di frutta, arrestati gli autisti Cinque tonnellate di tabacchi lavorati esteri di contrabbando sono state sequestrate al porto di Baridai funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli e dagli agenti della Guardia di Finanza. I tabacchi erano nascosti in un autoarticolato frigo proveniente dalla Grecia e diretto in Spagna e i documenti che accompagnavano il carico indicavano il trasporto di frutta. Delle 5 tonnellate sequestrate, 3.230 avevano marchio “Winston”, 1.000 marchio “Karelia” e 770 marchio “Davidoff”. I due autisti sono stati arrestati. 

Ammonta a 15mila euro il valore della merce rubata Avrebbero rubato alcuni oggetti in una piccola galleria d’arte in pieno centro a Foggia, lo scorso29 settembre: due uomini sono stati arrestati. Uno dei due indagati è in carcere, l’altro agli arrestidomiciliari. Il valore della merce rubata è di circa 15mila euro. L’individuazione dei due presunti responsabili del furto è avvenuta in seguito alle indagini della squadra mobile di Foggia, che ha acquisito anche le immagini di videosorveglianza interne al negozio.

I fatti a febbraio 2023, gli arrestati sono in carcere Due persone sono state arrestate perché ritenute responsabili di un furto con ‘spaccata’, avvenutoil 6 febbraio scorso in un panificio nel centro di Bari. Furono rubati 200 euro in contanti dal fondocassa. I due, originari del nord Africa, erano già noti alle forze dell’ordine: uno era già detenuto a Lecce per un’altra spaccata, l’altro è stato rintracciato in un casolare abbandonato in via Caldarola, nel quartiere Japigia di Bari, e portato in carcere. Sul luogo della spaccata furono ritrovate alcune impronte digitali, utili per identificare uno dei responsabili. Gli inquirenti si sono serviti anche delle immagini dei sistemi divideosorveglianza del panificio derubato, in cui si vedono gli indagati forzare la porta a vetro con calci e spintoni prima di infrangerla con una pietra. In pochi secondi i due sono entrati nel locale, hanno rubato i contanti e sono fuggiti. La misura cautelare è stata emessa dal gip del tribunale di Bari su richiesta della procura. 

Due uomini arrestati, volevano “colpire” un giovane Ritenuti responsabili di una vera e propria “spedizione punitiva”, che ha portato alla distruzione digran parte dei mobili presenti in una casa, due uomini di 35 e 37 anni sono stati arrestati dalla Polizia a Matera. I due – che hanno precedenti penali e di polizia – sono accusati di danneggiamento aggravato, tentata estorsione, tentate lesioni personali e minaccia ai danni di un 21enne e della nonna 74enne.Gli agenti sono intervenuti su richiesta della donna, quando i due sono entrati nell’appartamento e hanno cominciato a distruggere mobili e suppellettili. Il nipote della donna sarebbe il destinatario della spedizione punitiva, per cause da accertare. Il gip di Matera ha convalidato l’arresto.

Ai domiciliari un 47enne ed un 40enne, in trasferta da Napoli La tecnica messa a punto dai due uomini napoletani arrestati per truffa aggravata, era collaudatae coinvolgeva un complice, di solito donna, che fingendosi un parente in serie difficoltà delle vittime – per lo più anziani – chiedeva preziosi o contanti che sarebbero stati ritirati a casa da altre persone. È quanto accaduto a una donna di 90 anni di Capurso, in provincia di Bari. Quando i carabinieri l’hanno raggiunta, la pensionata era ancora al telefono con una donna che si era presentata come sua nipote e che le aveva chiesto dei contanti perché in stato di bisogno. Soldi che suoi amici avrebbero preso direttamente a casa. I militari erano già sulle tracce dei due indagati – entrambi uomini di 47 e 40 anni – perché in caserma erano arrivate segnalazioni relative ad anziani truffati. Così, quando li hanno bloccati per controllarli, nella loro auto sono stati trovati duemila euro in contanti di cui 700 custoditi in un salvadanaio. Alla 90ennesono stati restituiti i soldi rubati, mentre per i due dopo l’arresto sono stati disposti i domiciliari. 

Nei guai un amministratore di sostegno, ai domiciliari anche un rappresentante agenzia badanti Ci sarebbe stata un’unica regia alla base delle presunte false domande di emersione inoltrate all’ufficio immigrazione della Questura di Taranto, scoperta dalla polizia che ha arrestato due persone: un amministratore di sostegno nominato con decreto del giudice tutelare del Tribunale Civile e un rappresentante di un’agenzia di badanti. Le indagini sono scaturite da alcune verifiche, ed erano relative ad un gruppo di richieste dove compariva l’errata indicazione della nazionalità dei lavoratori. Altri aspetti sono emersi dagli accertamenti dei poliziotti: nella quasi totalità delle istanze, i presunti datori di lavoro avevano un’età avanzata o un deficit psicofisico di varia natura, ed avevano presentato istanze diemersione dal lavoro nero per l’anno 2020, risultando essere persone sottoposte all’istituto dell’amministrazione di sostegno. Amministratore di sostegno poi arrestato, seconda l’accusa,perchè avrebbe creato false pratiche di emersione con l’appropriazione, talvolta, di somme di denaro dei soggetti amministrati. Il secondo indagato, invece, avrebbe ricevuto indebitamente ed in più tranche sul suo conto corrente personale un’ingente cifra, distratta dal conto corrente di suoi amministrati. Nella stessa inchiesta sono indagati 14 cittadini cinesi poiché gli stessi, in concorso con terzi non identificatie con l’amministratore di sostegno del presunto datore di lavoro, venivano indicati nelle pratiche di emersione del lavoro irregolare come finti badanti, al fine di conseguire il permesso di soggiorno o erogazioni da parte dello Stato. È stato disposto ed eseguito il sequestro preventivo finalizzato allaconfisca diretta, anche per equivalente, della somma complessiva di 10mila euro per l’amministratore di sostegno e di oltre 14mila euro per entrambi gli indagati.

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