
Regione Puglia: l’assessora al Turismo Starace, indagata per concussione, si dimette
“Sento come mia priorità ora proteggere i miei figli, che sono il mio bene più prezioso. Resto serena e ho immensa fiducia nella magistratura” A
“Sento come mia priorità ora proteggere i miei figli, che sono il mio bene più prezioso. Resto serena e ho immensa fiducia nella magistratura”. A una settimana dalla bufera giudiziaria e politica che ha travolto la Regione Puglia, sono arrivate questa sera le dimissioni di Grazia Maria Starace, ormai ex assessora regionale al Turismo, la quale, essendo indagata per concussione ai danni dell’ex marito e imputata per abusi edilizi, ha rimesso formalmente le proprie deleghe nelle mani del presidente Antonio Decaro. L’ex assessora ha spiegato la sua decisione attraverso una nota ufficiale in cui ha ringraziato il governatore per la fiducia, ritenendo tuttavia giusto rimettere nelle sue mani le deleghe assessorili con l’impegno di continuare a lavorare per la propria terra dai banchi del Consiglio regionale, per l’estremo valore da sempre attribuito alle istituzioni e per la priorità assoluta di proteggere i figli dall’esposizione mediatica, dichiarandosi serena e fiduciosa nella magistratura. Il presidente Antonio Decaro ha commentato la scelta dicendosi certo che la Starace potrà nelle sedi opportune far valere le sue ragioni e dimostrare la correttezza del suo operato, comprendendo il suo stato d’animo e la necessità di essere libera di fare chiarezza a tutela della famiglia. Il quadro giudiziario si articola sul fronte del processo per abusi edilizi, nel quale l’esponente politica è accusata di aver realizzato opere non previste nei progetti approvati per la struttura turistica di sua proprietà a Vieste, abusi di cui Starace ha ritenuto responsabile l’allora marito Alessandro Corso, che gestiva la struttura e che ha poi denunciato per maltrattamenti in famiglia all’interno di un secondo processo tuttora in corso. Parallelamente, prosegue l’inchiesta della Procura di Foggia per concussione, nella quale Starace risulta indagata insieme al sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti e a un dirigente comunale per presunte pressioni esercitate sull’ex marito (all’epoca in cui lei era assessora a Vieste) utilizzando la leva della revoca di una concessione demaniale dello stabilimento balneare gestito dall’uomo al fine di indurlo a pagarle gli alimenti per la separazione. Questa complessa vicenda ha scatenato durissime polemiche politiche da parte delle opposizioni, con il gruppo regionale di Fratelli d’Italia che ha chiesto a Decaro di riferire urgentemente in aula, ritenendo che il governatore avrebbe dovuto evitare di affidare l’assessorato al Turismo a un’operatrice turistica proveniente proprio da Vieste, la città numericamente più turistica della Puglia, e risultante proprietaria di 14 appartamenti adibiti a casa vacanza. Nel motivare la sua uscita di scena in serata, l’ex assessora ha infine ribadito di aver sempre vissuto il proprio impegno politico ispirandosi ai principi di legalità, trasparenza e rispetto delle regole, rivendicando la necessità attuale di difendere il proprio nome, la propria storia familiare e di voler dimostrare pienamente la regolarità delle sue funzioni pubbliche.
. Il futuro dell’amministrazione comunale di Foggia si conoscerà lunedì 22 giugno. I capigruppo consiliari del campo largo hanno concordato la convocazione di un consiglio comunale e contestualmente firmato un documento dal titolo “Insieme fino alla fine”. Un segnale chiaro alla sindaca Maria Aida Episcopo, che a questo punto, potrebbe ritirare le dimissioni. Nel documento politico si parla di far prevalere “il senso di responsabilità assunto nei confronti della cittadinanza in data 23 ottobre 2023 e proseguire, al fianco della sindaca alla quale confermiamo sostegno e fiducia, con compattezza e determinazione nella realizzazione degli impegni presi in campagna elettorale”. “L’impegno di tutti è di discutere delle eventuali divergenze nelle riunioni di maggioranza al fine di presentarsi sempre compatti nei Consigli comunali”. Ora si tratta di verificare se le garanzie chieste dalla sindaca Episcopo alla sua maggioranza saranno tali da convincerla a revocare le dimissioni e a presentarsi lunedì mattina in Consiglio comunale per il voto sul bilancio dopo la diffida del prefetto
Il suo passo indietro ora potrebbe portare al rimpasto in giunta da tempo chiesto da una parte del partito e del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia. Si è dimessa la vice sindaca di Brindisi Giuliana Tedesco. La decisione dopo la diffusione della notizia che è indagata nell’ambito dell’inchiesta sul traffico internazionale di rifiuti tra Italia, Grecia e Bulgaria. In quota Fratelli d’Italia, Tedesco è indagata per fatti connessi alla sua attività professionale di commercialista. In una nota l’ex vice sindaca di Brindisi afferma che, pur non essendoci collegamenti tra la vicenda oggetto di indagine e le funzioni istituzionali esercitate, ritiene doveroso dimettersi per garantire la prosecuzione dell’attività amministrativa senza condizionamenti. Il suo passo indietro ora potrebbe portare al rimpasto in giunta da tempo chiesto da una parte del partito e del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia
Mercoledì 18 febbraio, invece, i partiti del campo largo proveranno a ritrovare l’unità. L’unica strada è tornare al voto, alla luce di una crisi politico istituzionale così grave: i gruppi consiliari di opposizione del centrodestra, al Comune di Foggia, lo ribadiscono dopo la recente spaccatura nel campo largo che, da quasi due anni e mezzo, sostiene la sindaca Maria Aida Episcopo. La coalizione di centrosinistra, invece, si riunirà mercoledì 18 febbraio per ritrovare l’unità. Intanto, la minoranza va all’attacco. Interviste a Raffaele Di Mauro, capogruppo Forza Italia Comune di Foggia e Claudio Amorese, capogruppo Fratelli d’Italia Comune di Foggia
Era in carica dal 18 luglio del 2024. L’assessore comunale di Potenza al Bilancio, Patrimonio e Cultura , Roberto Falotico (Pd), ha rassegnato le dimissioni. La notizia è stata confermata dal sindaco di centrosinistra , Vincenzo Telesca, che nelle prossime ore si si confronterà con Falotico per comprendere le ragioni della sua decisione. Faloticoera in carica dal 18 luglio 2024.
Il sindaco Barbano era in carica da un anno e mezzo, al voto nella prossima primavera. All’indomani delle elezioni regionali cade l’amministrazione comunale di San Giovanni Rotondo, guidata da un anno e mezzo dal sindaco Filippo Barbàno, sostenuto principalmente dal Movimento Cinque Stelle, proprio nella città del leader nazionale Giuseppe Conte. Nove consiglieri comunali – due del Partito Democratico, l’ex candidata prima cittadina del centrodestra, un esponente di Rifondazione e cinque civici – hanno protocollato le dimissioni davanti ai segretario comunale. A sostegno di Barbano restavano, quindi, solo sette consiglieri. Si dovrebbe tornare al voto la prossima primavera.
Tredici consiglieri comunali hanno rassegnato le dimissioni, determinando la fine anticipata della legislatura Servizio di Giovanni Di Benedetto
Esposto dei familiari ai carabinieri La Procura di Taranto ha aperto un fascicolo sulla morte di una donna di 71 anni venerdì scorso all’ospedale Giannuzzi di Manduria, dove è arrivata in condizioni disperate. La donna era ricoverata da qualche giorno al Santissima Annunziata di Taranto, da cui venerdì è stata dimessa, nonostante le perplessità dei familiari visto lo stato di salute della donna. Da lì il trasferimento in una rsa di Manduria, dove però la situazione è precipitata fino al trasferimento al Giannuzzi, dove poi è morta. I familiari hanno presentato un esposto ai carabinieri, di qui l’avvio delle indagini e la decisione di far eseguire l’autopsia per chiarire circostanze ed eventuali responsabilità nel decesso della donna.
L’orami ex primo cittadino spiega che la città non merita il “tirare a campare finché dura” Gianni Pittella non ci ripensa e conferma le dimissioni da sindaco di Lauria. L’ex vice presidente del parlamento europeo spiega di aver ricevuto due giorni fa il documento della sua maggioranza in cui si chiede il ritiro delle dimissioni e di aver ringraziato i firmatari per la richiesta e per la collaborazione con cui sono stati affrontati con buon successo quasi quattro anni di guida della città. L’orami ex primo cittadino spiega che Lauria non merita il “tirare a campare finché dura”, uno stallo o uno stillicidio o peggio un’atmosfera avvelenata e invita tutti a non smarrire il valore della coesione dentro e fuori la città.
Nell’ultimo consiglio comunale è mancato il numero legale: “Recentemente, qualcosa si è rotto, si è creato un clima di litigiosità e di divisione che, ammetto, non sono riuscito a ricomporre” Gianni Pittella ha rassegnato le dimissioni da sindaco di Lauria, sua città natale. È stato lui stesso ad annunciarlo, in un post su Facebook. Sessantasei anni, eletto sindaco ad ottobre del 2021, Pittella ha evidenziato che la mancanza del numero legale nel consiglio comunale dedicato al decoro urbano ed extra urbano dei giorni scorsi, pur considerando alcune assenze preannunciate, è un episodio che ha turbato la comunità lauriota attenta al tema e presente con una folta rappresentanza nell’aula consiliare. Ma è anche un ulteriore segno di scollamento della maggioranza che lo ha sostenuto. Pittella, che è stato anche vicepresidente del Parlamento europeo, ha spiegato che recentemente qualcosa si è rotto, si è creato un clima di litigiosità e di divisione che non è riuscito a ricomporre. Ad agosto 2022 aveva annunciato l’abbandono del Pd e la propria adesione ad Azione di Carlo Calenda.
Dopo le dimissioni del Sindaco Bitetti, per motivi di sicurezza, si è deciso di non sottoscrivere l’accordo di programma sull’Ex Ilva il 31 luglio Il Governo decide di andare avanti con l’accordo di programma sull’ex Ilva anche senza Bitetti. Il ministro Urso tira dritto. Chiama prima Emiliano e poi lo comunica alle associazioni datoriali e dell’indotto. Era già stato deciso. Chissà se la notizia non sia arrivata all’orecchio del Sindaco durante il confronto con gli ambientalisti, tanto da decidere di rassegnare le dimissioni. Urso esprime solidarietà a Bitetti ma non fa dietrofront. Intanto, prima con la riunione di maggioranza e poi con la conferenza dei capigruppo, è stato deciso di annullare la convocazione del consiglio comunale monotematico sull’ex Ilva per motivi di sicurezza e di non sottoscrivere l’accordo di programma il 31 luglio. Servizio di Annamaria Rosato
Domani (30 luglio) il consiglio comunale monotematico sul futuro dell’ex Ilva e il 31 luglio a Roma il vertice sull’accordo di programma. Oggi vertice di maggioranza Crollo emotivo o tattica politica? Davanti a Palazzo di città cittadini e ambientalisti riuniti in assemblea, commentano la notizia delle dimissioni del sindaco
Un gruppo di manifestanti ha reso impossibile l’uscita del sindaco dal Comune, nonostante la presenza delle forze dell’ordine. Di qui le dimissioni di Bitetti
Il vice sindaco e gli altri indagati sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione Si è concluso poco fa l’interrogatorio di garanzia dinanzi al Gip del Tribunale di Lecce per Cosimo Piccione, vice sindaco di Sannicola, arrestato mercoledì scorso dalla Guardia di Finanza di Gallipoli insieme ad altre 12 persone, imprenditori, amministratori e funzionari comunali. L’ex primo cittadino del comune salentino si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il suo avvocato, Luigi Corvaglia, ha spiegato che Piccione ha bisogno di tempo per studiare le oltre 300 pagine del fascicolo. Nel corso dell’interrogatorio ha, però, annunciato le immediate dimissioni da ogni carica, ossia quella di vice sindaco, assessore e consigliere comunale. È stato lo stesso avvocato Corvaglia a depositarle tra poco presso la segreteria comunale. Piccione e gli altri indagati sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, ossia di aver manipolato concorsi, gare pubbliche e documenti di gara per per favorire persone vicine ai vertici dell’ente, anche allo scopo di alimentare il bacino elettorale di riferimento.
Ha comunicato poi le dimissioni da assessore regionale Servizio di Stefania Congedo;
Le motivazioni: “La maggioranza eletta non era più praticabile” Si è dimesso il sindaco di San Giovanni Rotondo, Filippo Barbano, in carica dal 26 giugno scorso. Le dimissioni sono state protocollate ieri e diventeranno efficaci ed irrevocabili dopo 20 giorni. “Non c’erano più le condizioni per continuare l’esperienza, la maggioranza eletta non era più praticabile – ha spiegato Barbano -. Da oggi inizieranno le consultazioni con le forze politiche e se ci saranno le condizioni e la possibilità di continuare lo faremo” ha aggiunto.
Il gesto era nell’aria dopo le vicende che hanno coinvolto l’ex capogruppo alla regione Caracciolo, che è stato messo fuori dal partito Incomprensioni e lunghi coltelli anche in casa Pd, in particolare nella Bat. Sabato sera il segretario provinciale Lorenzo Marchio Rossi si è dimesso, sbattendo la porta. Il gesto era nell’aria dopo le vicende che hanno coinvolto l’ex capogruppo alla regione Caracciolo, che è stato messo fuori dal partito. Un partito, il Pd della Bat, che però Caracciolo controlla e che adesso rischia di trovarsi orfano di parecchi voti, a cominciare da quelli di Trinitapoli e San Ferdinando, comuni nei quali si voterà per le comunali. Marchio Rossi ha scritto una lettera alla Schlein comunicandole la sua decisione, ma il partito sarebbe stato certamente commissariato dopo le elezioni comunali.
Maggioranza spaccata e opposizione in fuga dopo lo scontro sui bandi balneari: il sindaco, “non accetterò ricatti” Intervista: Gianni Di Pippa, sindaco di Castellaneta
Dimissioni dopo le polemiche interne alla maggioranza, la decisione sarà confermata o ritirata entro 20 giorni Crisi politica al Comune di San Giovanni Rotondo. A meno di un anno dalla sua elezione, il sindaco Filippo Barbano si è dimesso. Lo ha annunciato durante la seduta odierna del consiglio comunale.Barbano era stato eletto alla guida di una coalizione sostenuta dal Movimento Cinque Stelle, che aveva scelto di non allearsi con le altre forze di centrosinistra, a cominciare dal Partito Democratico.Decisive sono state le polemiche dell’ultimo periodo all’interno della maggioranza.Il primo cittadino ha venti giorni per confermare o ritirare la decisione.
In arrivo il commissario prefettizio Sciolto il consiglio comunale di Ruffano, il comune salentino finito nella bufera dopo l’arresto in carcere del sindaco Antonio Rocco Cavallo, nell’ambito di un ‘inchiesta della Procura di Lecce su presunto sistema corruttivo tra imprenditori, amministratori e tecnici finalizzato all’aggiudicazione di appalti pubblici. Gli 8 consiglieri che compongono la maggioranza hanno firmato e protocollato le dimissioni che sanciscono lo scioglimento anticipato del consiglio comunale, aprendo la strada all’arrivo del commissario prefettizio. Ieri il sindaco aveva firmato a sua volta le dimissioni in carcere affidandole con delega ai propri legali difensori. Prima delle dimissioni, come ultimo atto, la giunta ha approvato il bilancio relativo agli anni 2025/2027 con parere favorevole del Revisore dei Conti.

“Sento come mia priorità ora proteggere i miei figli, che sono il mio bene più prezioso. Resto serena e ho immensa fiducia nella magistratura” A

Il futuro dell’amministrazione comunale di Foggia si conoscerà lunedì 22 giugno. I capigruppo consiliari del campo largo hanno concordato la convocazione di un consiglio comunale

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Mercoledì 18 febbraio, invece, i partiti del campo largo proveranno a ritrovare l’unità L’unica strada è tornare al voto, alla luce di una crisi politico

Politica Era in carica dal 18 luglio del 2024 L’assessore comunale di Potenza al Bilancio, Patrimonio e Cultura , Roberto Falotico (Pd), ha rassegnato le

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Domani (30 luglio) il consiglio comunale monotematico sul futuro dell’ex Ilva e il 31 luglio a Roma il vertice sull’accordo di programma. Oggi vertice di

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Ha comunicato poi le dimissioni da assessore regionale Servizio di Stefania Congedo;

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