
Melfi: detenuto pugliese aggredisce agente di polizia penitenziaria
emergenza carceri A darne notizia il segretario nazionale del Sappe, Saverio Brienza, per il quale anche le aggressioni verbali e fisiche da parte dei detenuti
A darne notizia il segretario nazionale del Sappe, Saverio Brienza, per il quale anche le aggressioni verbali e fisiche da parte dei detenuti reclusi in Basilicata risultano fenomeni non più isolati. Nel carcere di Melfi un detenuto pugliese ha aggredito un assistente capo della polizia penitenziaria. Per cause da accertare, lo ha colpito con schiaffi e pugni. Solo grazie all’intervento di altro personale di polizia penitenziaria e di alcuni detenuti, la furia dell’aggressore è stata placata. Per l’assistente capo sette giorni di prognosi. A darne notizia il segretario nazionale del Sappe, Saverio Brienza, per il quale anche le aggressioni verbali e fisiche da parte dei detenuti reclusi in Basilicata risultano fenomeni non più isolati.
Nonostante l’intervento immediato del 118, non c’è stato nulla da fare. Non si esclude alcuna pista La scorsa notte un uomo sarebbe precipitato dal terzo piano di uno stabile in via Crispi a Taranto. La vittima era un ex detenuto. Nonostante l’intervento immediato del 118, non c’e’ stato nulla da fare. Non si esclude alcuna pista. L’ipotesi più accreditata sembra quella di un gesto volontario. I carabinieri stanno indagando anche attraverso i filmati delle telecamere di sorveglianza per accertare le cause del decesso.
Rintracciato due giorni dopo l’evasione dopo aver messo a segno un furto in un negozio E’ durata poco la fuga di Gianluca Calò, il detenuto originario di Mesagne, trattenuto presso il carcere romano di Regina Coeli, evaso venerdì scorso quando, durante una visita medica urgente nell’ospedale Santo Spirito, è riuscito ad eludere la sorveglianza degli agenti di polizia penitenziaria e a darsi alla macchia. il 46enne, che era in attesa di giudizio per una rapina, a quanto pare non aveva perso il vizio. E’ stato catturato, infatti, dopo un furto all’interno di un centro estetico: il proprietario dell’esercizio commerciale ha estrapolato le immagini delle telecamere di sorveglianza e riconosciuto il volto di Calò, allertando subito le volanti della polizia. Per lui un mesto ritorno in cella con a carico altri due reati di cui dovrà rispondere: il nuovo episodio di furto e, soprattutto, la rocambolesca evasione a piedi nudi per le strade della Capitale.
Protagonista un detenuto calabrese, trasferito a febbraio dal carcere di Napoli per motivi sanitari Ha colpito con le stampelle tre agenti di polizia penitenziaria, procurandogli contusioni guaribili in cinque giorni. E’ quanto denuncia il sindacato autonomo di categoria Sappe, riferendosi a un episodio avvenuto mercoledì scorso nel carcere di Bari. Protagonista un detenuto calabrese di circa 55 anni, sottoposto al regime del 41bis, trasferito a febbraio dal carcere di Napoli per motivi sanitari, in quanto su sedia a rotelle. L’uomo avrebbe chiesto di conferire con il comandante, dopo aver creato disordini per futili motivi. Quando il vicecomandante è intervenuto per riportare la calma, sarebbe stato aggredito insieme a due ispettori. “La direzione ha chiesto l’immediato trasferimento del detenuto, ma da Roma è arrivato un rifiuto irresponsabile”, afferma il segretario nazionale Federico Pilagatti, secondo cui l’uomo continuerebbe a “irridere i poliziotti” e a vantarsi con gli altri reclusi diessere “intoccabile”.
L’uomo, affetto da gravi problemi psichiatrici, gli ha sferrato un pugno in pieno volto Aggredito in carcere, a Taranto, un ispettore di Polizia penitenziaria. Un detenuto con gravi problemi psichiatrici gli ha sferrato un pugno in pieno volto. Da tempo aveva chiesto il trasferimento e, dopo l’ennesimo rinvio, ha reagito aggredendo l’ispettore, convinto di ottenere così lo spostamento in altra struttura. Questa la prima ricostruzione dell’episodio, avvenuto intorno alle 10:00 di questa mattina, denunciato da Mimmo Sardelli, segretario generale Fp Cgil Taranto che parla di “situazione diventata incontrollabile”, di “luogo sempre più disumano” e di promesse non mantenute dai rappresentanti del governo che di tanto in tanto visitano il carcere. Nella sede di Taranto ci sono 931 persone, a fronte di una capienza di 500. Ci sono anche detenuti con gravi problemi di infermità mentale, bisognosi di cure adeguate, potenzialmente pericolosi per se stessi e per gli altri. Solo una settimana fa un’altra aggressione a un agente a cui è stata provocata la frattura di una mano.
Massimo Calò, 52 anni, era detenuto nel al San Nicola ed era stato ricoverato dopo un malore. Aveva detto di essere caduto dal letto Potrebbe essere stato aggredito in carcere Massimo Calò, il detenuto leccese morto lo scorso 4 febbraio al Vito Fazzi di Lecce. Era stato ricoverato dopo un malore causato, pare, da una caduta dal letto avvenuta giorni prima. L’ipotesi di un’aggressione si sta facendo largo in queste ore sui social dove sono comparsi dei post poi rimossi, in cui si fa riferimento ad una moka, una caffettiera con cui la vittima sarebbe stata colpita al capo durante un litigio avvenuto all’interno della sezione dov’era detenuto. Il colpo sferrato con violenza gli avrebbe procurato un vasto ematoma e l’emorragia interna sopravvenuta qualche giorno dopo. Calò aveva riferito ai medici di essersi procurato l’ematoma cadendo dal letto della sua cella. Ad avvalorare l’ipotesi sarebbe anche l’autopsia effettuata lo scorso 12 febbraio che ricondurrebbe l’ematoma interno ad un violento trauma subito.
Massimo Calò, 54 anni, è deceduto nell’ospedale Vito Fazzi. La Procura di Lecce indaga per omicidio colposo a carico di ignoti La Procura di Lecce ha aperto un fascicolo d’inchiesta per la morte Massimo Calò, 53 anni, detenuto nel carcere di Borgo San Nicola e deceduto il 4 febbraio all’ospedale Vito Fazzi. L’accusa è di omicidio colposo a carico di ignoti. La morte è sopraggiunto in seguito ad un’emorragia interna. Secondo i familiari che hanno presentato denuncia, potrebbe essere stata causata da una caduta dal letto nella sua cella avvenuta qualche giorno prima. Il detenuto cadendo avrebbe sbattuto la testa riportando un ematoma interno che sarebbe stato però sottovalutato dal personale sanitario del carcere che non avrebbe predisposto alcun tipo di accertamento. Il magistrato inquirente ha disposto l’autopsia per il prossimo 12 febbraio.
L’uomo è stato immediatamente bloccato dagli altri agenti e dal personale del 118. Si tratta di un 60enne che sta scontando condanna per omicidio Ha tentato di sottrarre la pistola d’ordinanza a un agente penitenziario, ma è stato subito bloccato da altri poliziotti e dal personale del 118: è successo in serata al pronto soccorso del Policlinico di Foggia. Protagonista del gesto, un detenuto di circa 60 anni, che sta scontando una condanna per omicidio. L’uomo è stato trasportato in ospedale con l’ambulanza per una visita medica, ma quando è entrato al pronto soccorso si è scagliato contro un poliziotto della penitenziaria, cercando di rubargli l’arma. Per fortuna, gli altri agenti e i soccorritori del 118 lo hanno bloccato a terra e lo hanno ammanettato. Il detenuto, durante le fasi concitate, avrebbe detto di volersi suicidare, non riuscendo a sopportare la lunga detenzione in carcere. Dopo alcuni minuti, la situazione è tornata alla normalità.
Trasferito a Lecce il nigeriano che sabato scorso si è reso coprotagonista dell’aggressione ai danni di un agente della Polizia penitenziaria Servizio di Linda Cappello Montaggio di Silvia Fiore
Osapp “urgenti provvedimenti. Situazione esplosiva” La polizia penitenziaria ha sequestrato un micro cellulare appartenente ad un detenuto nel carcere di Foggia. È accaduto nel pomeriggio di ieri nel corso di un controllo. Gli agenti hanno ritrovato l’apparecchio elettronico nascosto tra le coperte del suo letto. A darne notizia l’Osapp (organizzazione sindacale di polizia penitenziaria) attraverso il segretario territoriale Raffaele Miscioscia. “Quella di ieri – sottolinea Miscioscia – è sicuramente da registrare come una continuità operativa degli uomini e donnedella penitenziaria che nonostante la gravissima carenza negli organici con alto senso di responsabilità e professionalità ha messo e mette in campo energie già precarie per far rispettare le leggi dello Stato”. La struttura carceraria di Foggia – stando ai dati forniti – conta una presenza di circa 600 detenuti (circa il doppio del previsto) a fronte di un organico di polizia di 240 unità su 261 previste. Per Pasquale Montesano, segretario generale aggiunto Osapp, “quanto accaduto è di una gravità inaudita e la situazione nel carcere di Foggia – come quella della altre carceri del distretto della Puglia – è esplosiva e potrebbe portare in ogni momento ad eventi irrecuperabili, mentre gli istituti di pena dell’intero territorio nazionale sono vere e proprie polveriere pronte ad incendiarsi al minimo problema. Il primo e principale messaggio che il sindacato deve trasmettere alle autorità politiche del dicastero della giustizia e del Governo sono urgenti e indifferibili iniziative per Foggia e per tutta la Regione Puglia”.
Concessi i domiciliari a Leonardo Cisaria, il 35enne arrestato ad ottobre per truffa. Stava molto male e due settimane fa aveva anche tentato il suicidio. Deve scontare 2 anni e 8 mesi È tornato a casa Leonardo Cisaria, il 35enne di San Vito dei Normanni arrestato ad ottobre scorso per truffa. Finirà di scontare la pena a 2 anni e 8 mesi ai domiciliari. Cisaria ha problemi di salute derivanti da un intervento di riduzione dello stomaco, motivo per cui non riusciva ad alimentarsi adeguatamente in carcere. Due settimane fa aveva anche tentato il suicidio. Il provvedimento della magistrata Jolanda Carrieri è stato depositato sabato 13 in carcere a Foggia, dove Cisaria era detenuto. La moglie, Angelica Caroli, era lì per consueto colloquio settimanale. Appresa la notizia, è potuta tornare col marito a San Vito dei Normanni. Angelica ha voluto ringraziare il TgNorba per essersi occupato più volte del caso e per aver raccolto i suoi appelli. Adesso Leonardo potrà seguire un’alimentazione adeguata e sarà anche sottoposto a visite specialistiche per rimettersi in sesto. Ha perso troppi chili e ha bisogno di recuperare peso.
Leonardo Cisaria, 35 anni, di San Vito dei Normanni, è in carcere a Lucera per scontare 2 anni e 8 mesi di condanna per truffa Servizio di Grazia Rongo Intervistata: Angelica Caroli, moglie del detenuto
Il recluso pretendeva di scegliere l’istituto penitenziario, aggressione premeditata Servizio Annamaria Rosato
Un rapporto medico indica che il suo fisico inizia a manifestare i primi segni gravi delle privazioni a cui lo ha sottoposto Dopo Cospito, ora è un altro detenuto a sottoporsi allo sciopero della fame per manifestare contro il regime del carcere duro del 41bis. E’ il caso di Domenico Porcelli, 49 anni, originario di Bitonto, recluso nella casa circondariale di Bancali e condannato a 26 anni per associazione mafiosa. La sua protesta è iniziata il 28 febbraio e prosegue tutt’ora. Un rapporto medico indica che il suo fisico inizia a manifestare i primi segni gravi delle privazioni a cui lo ha sottoposto. “Ha la pressione e glicemia basse, lamenta dolorialle gambe, stanchezza costante, si assopisce spesso durante la giornata e anche l’eloquio non è fluido, un po’ biascicante” ha raccontato l’avvocato difensore Maria Teresa Pintus, già legale dell’anarchico Cospito. Porcelli, da quando ha iniziato il digiuno, ha perso 16 chili di massa muscolare, arrivando a pesare 61 kg. L’avvocato Pintus specifica inoltre che nonostante le tante richieste inviate, dal Ministero non è stata ricevuta alcuna risposta.
E’ accaduto ieri durante un consiglio di disciplina a carico del recluso Ancora tensioni al carcere di Foggia, dove un detenuto 40enne ha minacciato la direttirce della casa circondariale e poi ha tentato di strangolare il comandante della polizia penitenziaria. L’episodio è avvenuto ieri durante un consiglio di disciplina a cui il detenuto era stato sottoposto dopo aver violato il regolamento interno. Secondo la ricostruzione del sindacato Sappe, quando ha saputo che l’esito dell’incontro era a lui sfavorevole e che avrebbe ricevuto ulteriori sanzioni, il 40enne ha reagito con estrema violenza. “A seguito di questo ennesimo episodio di violenza – sottolineano i rappresentanti del Sappe – chiediamo che lo Stato si riappropri del carcere di Foggia. Non è più sostenibile una tale situazione di sovraffollamento che vede la struttura ospitare 650 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 350, ed una pianta organica assolutamente carente con 260 agenti in servizio”.
Vittima un medico che danzò con la compagna di un detenuto L’estorsione viaggia su TikTok: due persone sono state arrestate (una in carcere, l’altra ai domiciliari) ed una terza è stata sottoposta all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria al termine di un’indagine dei carabinieri di Santo Spirito. Il provvedimento cautelare segue la denuncia di estorsione presentata nel gennaio 2022 da un medico barese 31enne, che da alcune settimane, assieme alla compagna, riceveva minacce di morte da sconosciuti che si erano presentati nei pressi delle loro abitazioni, oltre a intimidazioni compiute da un uomo, all’epoca dei fatti detenuto nel carcere di Rossano. Il recluso, dopo aver visto un video su TikTok pubblicato dalla sua fidanzata che riprendeva i momenti di una serata danzante trascorsa a Bari con il medico, aveva più volte inviato dal carcere messaggi e videochiamate alla vittima, minacciandola di morte e di future aggressioni da parte di alcuni conoscenti. Come risarcimento per l’affronto subito, il detenuto chiedeva al professionista 10.000 euro, poi scesi a 2.500 euro, o la consegna di orologi da polso di pregio o dell’auto. I carabinieri, a gennaio scorso, hanno arrestato in flagranza la madre e il fratello 15enne dell’estortore, incaricati di riscuotere il denaro. il recluso, che ora si trova ad Avellino, ha ricevuto più volte droga in carcere, mimetizzata nei barattoli di sugo pronto.
La vittima è Francesco Novellino, 42enne di Taranto Ci sono i primi indagati i nell’inchiesta aperta dalla Procura di Lecce sulla morte di Francesco Novellino, 42 anni originario di Taranto , avvenuta lo scorso 19 gennaio nella cella della casa circondariale di Borgo San Nicola dov’era detenuto . il pm Francesca Miglietta che ha iscritto nel registro degli indagati i nomi della dottoressa in servizio la sera del 19 gennaio e di tre infermieri . L’ipotesi di reato contestata è omicidio colposo. Si tratta di un atto dovuto in vista dell’autopsia che il medico legale Alberto Tortorella eseguirà nella giornata di venerdì. Secondo quanto sostenuto dai familiari dell’uomo nella denuncia querela sporta, ci sarebbero stati dei ritardi nei soccorsi da parte del personale medico in servizio. A nulla sarebbe valso la disperata richiesta di aiuto del suo compagno di cella e di altri detenuti. Il prossimo 27 luglio avrebbe finito di scontare la pena per reati legati l mondo della droga.

emergenza carceri A darne notizia il segretario nazionale del Sappe, Saverio Brienza, per il quale anche le aggressioni verbali e fisiche da parte dei detenuti

Nonostante l’intervento immediato del 118, non c’è stato nulla da fare. Non si esclude alcuna pista La scorsa notte un uomo sarebbe precipitato dal terzo

Rintracciato due giorni dopo l’evasione dopo aver messo a segno un furto in un negozio E’ durata poco la fuga di Gianluca Calò, il detenuto

Protagonista un detenuto calabrese, trasferito a febbraio dal carcere di Napoli per motivi sanitari Ha colpito con le stampelle tre agenti di polizia penitenziaria, procurandogli

L’uomo, affetto da gravi problemi psichiatrici, gli ha sferrato un pugno in pieno volto Aggredito in carcere, a Taranto, un ispettore di Polizia penitenziaria. Un

Massimo Calò, 52 anni, era detenuto nel al San Nicola ed era stato ricoverato dopo un malore. Aveva detto di essere caduto dal letto Potrebbe

Massimo Calò, 54 anni, è deceduto nell’ospedale Vito Fazzi. La Procura di Lecce indaga per omicidio colposo a carico di ignoti La Procura di Lecce

L’uomo è stato immediatamente bloccato dagli altri agenti e dal personale del 118. Si tratta di un 60enne che sta scontando condanna per omicidio Ha

Trasferito a Lecce il nigeriano che sabato scorso si è reso coprotagonista dell’aggressione ai danni di un agente della Polizia penitenziaria Servizio di Linda Cappello

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Concessi i domiciliari a Leonardo Cisaria, il 35enne arrestato ad ottobre per truffa. Stava molto male e due settimane fa aveva anche tentato il suicidio.

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Un rapporto medico indica che il suo fisico inizia a manifestare i primi segni gravi delle privazioni a cui lo ha sottoposto Dopo Cospito, ora

E’ accaduto ieri durante un consiglio di disciplina a carico del recluso Ancora tensioni al carcere di Foggia, dove un detenuto 40enne ha minacciato la

Vittima un medico che danzò con la compagna di un detenuto L’estorsione viaggia su TikTok: due persone sono state arrestate (una in carcere, l’altra ai

La vittima è Francesco Novellino, 42enne di Taranto Ci sono i primi indagati i nell’inchiesta aperta dalla Procura di Lecce sulla morte di Francesco Novellino,